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Cronaca

Energia, a Gastech Milano le soluzioni per bilanciare la transizione

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MILANO (ITALPRESS) – Ministri e leader dell’energia si sono riuniti oggi a Milano per l’apertura di Gastech 2022, la Fiera mondiale dell’energia, in programma dal 5 all’8 settembre a Fiera Milano-Rho. “Milano è lieta di ospitare Gastech 2022 in un momento così critico per l’industria energetica – ha commentato Giuseppe Sala, sindaco del capoluogo lombardo, oggi alla conferenza stampa inaugurale -. Non solo in Italia, ma in tutta Europa, siamo stati tutti colpiti dalla crisi energetica. Gastech rappresenta un’opportunità vitale per l’industria di lavorare con i decisori politici per guidare una risposta coordinata e garantire un futuro energetico giusto e verde per tutti”.
Mentre le sfide che il settore energetico si trova ad affrontare fanno notizia in tutto il mondo, Gastech si propone,quindi, come piattaforma di confronto tra gli attori più rilevanti del settore. Dall’impatto della crisi in Ucraina al ruolo vitale delle infrastrutture Gnl (Gas naturale liquefatto) e dei progetti rinnovabili nel soddisfare la crescente domanda di energia, Gastech 2022 sarà il forum in cui l’industria potrà definire il percorso da seguire per raggiungere gli obiettivi strategici fondamentali della sicurezza energetica e di una transizione giusta. In un programma di 4 giorni, più di 400 relatori saranno impegnati in una serie di tavole rotonde strategiche in cui verranno affrontate le sfide del settore e i principali temi di dibattito sul suo futuro.
Oltre a queste sessioni, nell’area espositiva di Gastech, le aziende della catena del valore del gas naturale, Lng, idrogeno e delle soluzioni a basse emissioni di carbonio sveleranno tecnologie innovative che porteranno a nuovi livelli di efficienza e innovazione e a entusiasmanti partnership commerciali. Ospitato presso la Fiera di Milano con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica e del Ministero degli Affari Esteri con il supporto dell’Agenzia ICE, in collaborazione con Assorisorse, a Gastech sono attese oltre 38.000 presenze durante i quattro giorni dell’evento presso la di Fiera Milano.
“Affrontare le grandi questioni della sicurezza energetica, della transizione e dell’accessibilità economica richiede soluzioni integrate- ha sottolineato Christopher Hudson, presidente di Gastech-. Gastech, la più grande conferenza del suo genere per il settore del gas, riunisce ministri di alto livello e leader aziendali globali per esplorare l’intero spettro di soluzioni energetiche a basse emissioni di carbonio per queste sfide così interconnesse e spesso in conflitto tra loro”. La sessione di apertura vedrà i ministri dell’energia discutere la questione centrale al centro del panorama energetico odierno: come bilanciare la sicurezza energetica e una giusta transizione.
La tavola rotonda vedrà la partecipazione di Hardeep Singh Puri, ministro indiano del petrolio e del gas naturale e degli Affari abitativi e urbani, Tarek El Molla, ministro egiziano del Petrolio e Risorse minerarie e Joào Galamba, segretario di Stato portoghese per l’Energia. Insieme discuteranno delle politiche energetiche globali, delle priorità dei loro Paesi e dei loro piani per garantire la sicurezza energetica globale a lungo termine. Successivamente, gli executive apicali di ConocoPhillips, Baker Hughes e Woodside Energy si riuniranno per una tavola rotonda dedicata al punto di vista del mondo aziendale sul bilanciamento delle esigenze di approvvigionamento con gli obiettivi climatici a lungo termine. I partecipanti potranno inoltre seguire una delle più importanti figure politiche tedesche, l’ex ministro degli Affari Esteri della Germania e presidente di Atlantik-Brùcke e.V., Sigmar Gabriel, che illustrerà il ruolo significativo della geopolitica nel settore energetico oggi e fornirà una visione sull’evoluzione della politica energetica europea. La giornata di apertura sarà inoltre caratterizzata da una tavola rotonda di peso sul ripensamento del sistema energetico globale, con la partecipazione di ministri e rappresentanti politici di alto livello provenienti da UE, Iraq, Turchia, Usa ed Emirati Arabi Uniti. Tra i diversi punti di vista dei leader del settore energetico segnaliamo un intervento sull’innovazione del settore da parte di Chariff Souki, presidente esecutivo di Tellurian, e una sessione dedicata a come il settore può salvaguardare i consumatori in questo periodo di volatilità, con la partecipazione dell’ex Segretario all’Energia degli Stati Uniti e presidente di Sempra Infrastructure, Dan Brouillette e di altri leader aziendali globali.

– foto: xa1/Italpress

(ITALPRESS).

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Cina, lanciato un nuovo satellite per il telerilevamento

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TAIYUAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Oggi la Cina ha lanciato un satellite per il telerilevamento dal Centro di lancio satellitare di Taiyuan, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi.
Il satellite Yaogan-50 03 è stato lanciato alle 18:15 (ora di Pechino) a bordo di un razzo vettore Long March-6 modificato ed è entrato nell’orbita prevista. La missione di lancio è stata un completo successo.
Il satellite sarà utilizzato principalmente per il rilevamento del territorio, la stima della resa agricola e la prevenzione e il soccorso in caso di calamità.
Il lancio ha segnato la 672esima missione di volo della serie di razzi vettori Long March.

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Energia, Pasini “Costi insostenibili per le imprese, servono misure strutturali”

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MILANO (ITALPRESS) – Il caro energia e l’aumento dei costi delle materie prime sono “insostenibili per le nostre imprese, soprattutto per quelle di base, come chimica, metallurgia, carta, ceramica e vetro, che sono alla base della filiera non solo lombarda, ma nazionale”. Lo ha sottolineato Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia, parlando a margine del World Manufacturing Forum 2026, a Palazzo Mezzanotte a Milano. “Se le materie prime rimarranno a questi livelli – ha ribadito -, avremo un’inflazione legata ai costi e la Banca centrale aumenterà i tassi. Nel medio-lungo periodo, come purtroppo prevediamo, ci sarà un rallentamento dei mercati dei consumi”.
Gli effetti dei rincari si fanno sentire anche sulle attività produttive: “Noi, ad esempio, come siderurgia, in alcune ore della giornata fermiamo la produzione. Con questi costi del gas e dell’energia rischiamo di perdere qualche ora di lavoro. Per il momento l’occupazione è ancora stabile, ma la situazione è insopportabile”. Pasini ha richiamato quindi la necessità di interventi più incisivi per contenere il costo dell’energia: “Continuiamo a parlare di costi energetici, ma non si fa abbastanza nè a livello europeo nè a livello nazionale. E’ vero, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha portato a casa qualcosa, ma sono granelli di sabbia di fronte a costi che diventano insostenibili. La flessibilità extra da sola non basta”.
Per il presidente di Confindustria Lombardia è fondamentale accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili: “Bisogna fare interventi strutturali e su questo siamo completamente indietro. Abbiamo un piano sulle rinnovabili da sviluppare. Ne abbiamo parlato proprio in questi giorni al World Manufacturing Forum: bisogna spingere sulle rinnovabili, che possono consentirci di ridurre la dipendenza dal gas”. Sul nucleare, Pasini ha evidenziato che i tempi di realizzazione non permettono di considerarlo una soluzione immediata: “Parlarne va bene, ma lo avremo tra dieci anni. Nel frattempo bisogna sfruttare le rinnovabili”.
Quanto agli obiettivi europei di decarbonizzazione dei settori energivori, Pasini conferma la condivisione della direzione intrapresa, chiedendo però tempi più compatibili con le difficoltà delle imprese. “Siamo convinti che la direzione non sia sbagliata. Sono i tempi che devono alleggerirsi. Di fronte alle crisi internazionali, le imprese hanno bisogno di più tempo, altrimenti rischiamo di non arrivare nelle condizioni migliori”.
Tra le principali richieste del settore manifatturiero, oltre al contenimento dei costi energetici e delle materie prime, Pasini indica anche la necessità di affrontare il problema della carenza di capitale umano. “C’è anche un piano casa molto importante, perchè dà la possibilità ai nostri giovani di potersi stabilizzare. Sappiamo che purtroppo abbiamo una carenza di capitale umano e mi auguro che il Governo faccia un’azione molto forte su questo fronte”. In questo momento, tuttavia, il costo delle materie prime resta la priorità: “E’ sicuramente al primo posto dell’agenda”.
Infine, Pasini ha commentato positivamente l’accordo raggiunto il giorno precedente con gli autotrasportatori. “Siamo contenti, auspicavamo che si trovasse un accordo perchè l’80% della merce che gira oggi in Italia viaggia su gomma. Se si fermano i trasportatori, si ferma completamente il mercato e si fermano le imprese”. Il presidente di Confindustria Lombardia ha sottolineato inoltre come l’aumento del costo del gas e del petrolio si rifletta direttamente sui trasporti, penalizzando la competitività delle aziende sui mercati internazionali. “La Lombardia esporta prodotti per 167 miliardi di euro all’anno. Il primo mercato è la Germania, il secondo la Francia. Più aumentano i costi dei trasporti, meno riusciamo a raggiungere questi Paesi”, ha concluso.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).

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Distretto manifatturiero del Nord, rafforzata alleanza con industria e banche

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MILANO (ITALPRESS) – Il Distretto manifatturiero unico del Nord prosegue il proprio percorso per rafforzare la competitività del sistema produttivo e costruire una posizione comune sulle politiche industriali nazionali ed europee. Dopo gli appuntamenti di Milano e Torino, le cinque Regioni – Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto – si sono riunite oggi a Milano, in occasione del World Manufacturing Forum, per un terzo incontro che ha visto il coinvolgimento del sistema bancario e delle rappresentanze regionali industriali, con l’obiettivo di trasformare le esigenze delle imprese in proposte concrete per le politiche industriali.
Presenti i cinque assessori regionali allo Sviluppo economico: Vincenzo Colla (Emilia- Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia), Andrea Tronzano (Piemonte) e Massimo Bitonci (Veneto).
La giornata si è articolata in due momenti di confronto: il primo con i rappresentanti regionali e nazionali dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e il secondo con i vertici delle Confindustrie regionali, per condividere le principali esigenze del sistema produttivo e individuare priorità e proposte comuni a sostegno della competitività delle imprese.
Per ABI hanno partecipato Alessandro Azzi, presidente della Commissione regionale Lombardia; Cristian Berselli, presidente della Commissione regionale Emilia-Romagna; Stefano Cappellari, presidente della Commissione regionale Piemonte; Sergio Bava, presidente della Commissione regionale Veneto, e Gianluca Guaitani, già presidente della Commissione regionale Liguria. Presente anche Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale Vicario di ABI nazionale.
Per Confindustria hanno partecipato i presidenti regionali Giuseppe Pasini (Lombardia), Andrea Amalberto (Piemonte), Mario Gerini (Liguria) e Riccardo Fava (Emilia- Romagna). Per il Veneto era presente Carlo Stilli, Direttore Generale di Confindustria Veneto.
Il confronto con ABI ha posto al centro l’accesso al credito e gli strumenti necessari a sostenere gli investimenti delle imprese, con particolare attenzione alle piccole e medie realtà produttive che costituiscono una componente fondamentale delle filiere manifatturiere del Nord.
Il confronto ha consentito di approfondire le principali esigenze del sistema produttivo in vista dei prossimi provvedimenti nazionali in materia di credito, con particolare riferimento alla necessità di procedere alla riforma del Fondo Centrale di Garanzia, al fine di assicurare maggiore certezza e stabilità alle imprese.
E’ emersa inoltre l’importanza di sviluppare strumenti di sostegno al credito innovativi, quanto più possibile uniformi e coordinati tra le Regioni, con particolare attenzione alle micro e piccole imprese, al sostegno delle startup, ai processi di patrimonializzazione e al passaggio generazionale. Tra le ipotesi da approfondire anche l’introduzione di strumenti di garanzia di filiera, che valorizzino la solidità delle imprese capofila per facilitare l’accesso al credito delle aziende fornitrici.
In questa prospettiva, è stata concordata l’istituzione di un tavolo tecnico congiunto tra le cinque Regioni e le rappresentanze territoriali di ABI, con l’obiettivo di individuare, nell’arco dei prossimi tre mesi, soluzioni operative e strumenti condivisi per facilitare l’accesso al credito, sostenere gli investimenti e accompagnare la crescita e la competitività del sistema produttivo.
Il successivo incontro con le rappresentanze regionali di Confindustria ha consentito di proseguire il lavoro sulle priorità comuni del sistema industriale, a partire dal rafforzamento delle filiere produttive, dal sostegno agli investimenti, dall’innovazione e dalla necessità di creare condizioni più favorevoli alla competitività delle imprese.
Il confronto con il sistema regionale industriale e bancario rappresenta un ulteriore passo nel percorso delle cinque Regioni, che insieme contribuiscono a oltre la metà del PIL nazionale. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi e costruire una posizione comune, capace di incidere sulle scelte di politica industriale.
Nel corso della giornata, le cinque Regioni hanno inoltre concordato di ampliare il lavoro comune a due nuovi ambiti strategici: l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione degli investimenti.
Sul primo fronte, l’obiettivo è sviluppare un progetto condiviso che coinvolga le imprese delle cinque Regioni su una filiera produttiva e un mercato estero individuati congiuntamente. Sul secondo, è stata condivisa la volontà di definire un patto per l’attrazione degli investimenti, mettendo a sistema competenze, strumenti e opportunità dei diversi territori.
Il prossimo appuntamento della Cabina di Regia è previsto il 9 dicembre a Veronafiere, dove proseguirà il confronto con ulteriori rappresentanze del sistema economico e produttivo, attraverso incontri dedicati agli stakeholder che hanno richiesto un’interlocuzione con le cinque Regioni.
-foto f47/Italpress-
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