Cronaca
A2A, un miliardo di euro il valore economico distribuito a Milano
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3 anni fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Oltre un miliardo di euro il valore economico distribuito nella Città Metropolitana di Milano, 313 milioni di euro investiti in infrastrutture ed impianti (+70% rispetto al 2020), 730 milioni di euro di ordinato ai fornitori locali, 773 assunzioni nelle sedi milanesi, il 43% under 30.
Sono alcune delle cifre contenute nella sesta edizione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano di A2A, presentata dal Presidente, Marco Patuano, e dall’Amministratore Delegato, Renato Mazzoncini.
Il Bilancio di Sostenibilità Territoriale rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo sul territorio milanese nel 2021, nonchè i suoi piani di attività per la transizione ecologica dei prossimi anni.
Migliora ancora la raccolta differenziata, con una media complessiva del 65% tra città e provincia, il 100% dei rifiuti urbani raccolti è avviato a recupero di materia o energia. Sono stati avviati nuovi progetti per innovare la rete di teleriscaldamento, mentre sono 9 milioni i chilometri percorsi a emissioni zero grazie alle infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica. Evitate 444mila tonnnellate di CO2 grazie alle tecnologie di produzione di energia e calore del gruppo Le iniziative descritte evidenziano i progressi verso il raggiungimento dei Goal 4, 5, 7, 8, 9, 11, 12, 13, 17 dell’Agenda 2030 dell’ONU.
“Raggiungere gli sfidanti obiettivi della transizione ecologica richiede risorse e attenzione da parte di tutti, e i risultati di questo Bilancio rappresentano un’ulteriore conferma dell’impegno del nostro Gruppo verso un modello di sviluppo sostenibile, in cui economia circolare e innovazione sono al servizio del territorio – ha dichiarato Marco Patuano, Presidente di A2A -. In un momento come quello attuale, caratterizzato da uno scenario geopolitico complesso e dall’emergenza energetica, A2A si conferma solida. Nel 2021 abbiamo distribuito oltre un miliardo di euro di valore economico nella città metropolitana di Milano: le attività realizzate dimostrano cosa significa per noi essere un modello di ecosistema sostenibile a livello nazionale ed europeo”.
“Elettrificazione dei consumi e decarbonizzazione sono elementi centrali nel piano di sviluppo industriale di A2A, fondamentali per raggiungere l’autonomia energetica. Oggi il concetto di sostenibilità deve tradursi anche in un modo diverso di generare e usare l’energia, come cogliere le opportunità di efficientamento che si possono ottenere dagli interventi sugli edifici e dal settore della mobilità – commenta l’Amministratore Delegato di A2A, Renato Mazzoncini – Nel corso del 2021 abbiamo investito oltre 300 milioni di euro in impianti e infrastrutture, implementato nuovi progetti per migliorare le reti elettriche e del teleriscaldamento di Milano, avviato a recupero di materia o energia il 100% dei rifiuti raccolti ed evitato l’emissione di 444mila tonnellate di CO2. In prospettiva, il nostro obiettivo è quello di valorizzare ulteriormente le risorse rinnovabili presenti sul territorio, per continuare a contribuire al suo sviluppo sostenibile e creare un valore condiviso per i nostri stakeholder e per tutte le comunità locali”.
Nell’ambito del percorso “Alleanze per una transizione di successo”, sviluppato in collaborazione con The European House-Ambrosetti, la presentazione del Bilancio è stata preceduta da un confronto con gli stakeholders locali per identificare, sulla base dei risultati del primo ciclo di incontri del 2021, soluzioni concrete e “su misura” per accelerare la transizione ecologica dei territori, anche alla luce degli obiettivi del Piano Industriale di A2A.
Le iniziative di ascolto degli stakeholder hanno coinvolto anche Bergamo, Brescia, Valtellina-Valchiavenna, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte, a cui si aggiungeranno nelle prossime settimane le tappe in Calabria, Sicilia e Puglia.
Nella provincia di Milano, A2A si occupa della gestione dei rifiuti, della produzione, distribuzione e vendita di energia e gas, della rete di teleriscaldamento, di servizi per la smart city, mobilità elettrica e illuminazione pubblica.
La raccolta differenziata nella città e nei Comuni serviti nella Città Metropolitana nel 2021 ha superato il 65%, raggiungendo 62,4% in città e 69% in media nella provincia. Sul totale delle oltre 816mila tonnellate di rifiuti urbani raccolti nel territorio, il 64% è stato destinato al recupero di materia e il 36% è stato inviato ai termovalorizzatori: nessun rifiuto urbano è andato in discarica, rendendo la città uno degli esempi più virtuosi di economia circolare in Italia ed Europa.
Grazie ai rifiuti, sono stati prodotti oltre 290 GWh di energia elettrica – pari al consumo medio annuo di 107.000 famiglie – e oltre 477 GWh di energia termica – pari al fabbisogno di riscaldamento e acqua calda di 40.000 famiglie.
Nel 2021 sono stati implementati nuovi progetti per l’estensione della rete del teleriscaldamento, che fornisce un importante contributo alla lotta al cambiamento climatico: sono state risparmiate oltre 50 mila tonnellate equivalenti di petrolio (TEP), 125 mila tonnellate di CO2, 28 tonnellate di SO2 e 116 tonnellate di NOx. Nella centrale di Famagosta è in corso la realizzazione di due accumuli termici da 1.500 m3 ciascuno, mentre nell’area di Santa Giulia sono in progettazione nuovi distretti 100% carbon neutral. Inoltre, è stato scelto il calore derivante dal termovalorizzatore «Silla 2» per riscaldare gli edifici di Fondazione Fiera e il MiCo, a fronte di un risparmio stimato di 300 tonnellate di CO2 annue. Infine, è partito il progetto per il recupero del calore altrimenti disperso della cabina elettrica Gadio, con una potenza termica di 420 kWt.
Proseguono gli investimenti per adeguare la rete elettrica cittadina ai nuovi bisogni e agevolare il processo di elettrificazione dei consumi. In tal senso, Unareti ha previsto la realizzazione di 10 nuove Cabine Primarie per la città di Milano e sono stati unificati i livelli di tensione a 23 kV per razionalizzare la rete e ridurre le perdite.
Infine, è stato pianificato lo Smart Lab di Unareti in via Rubattino: luogo di sperimentazione, monitoraggio e gestione della rete elettrica, che si pone l’obiettivo di migliorare gli standard di esercizio della rete per renderla più sostenibile ed efficace rispetto alle esigenze locali.
L’impegno che A2A si assume come Life Company si traduce in attività di ascolto, coinvolgimento e tutela di tutta la popolazione aziendale, in tutti i territori. L’obiettivo è quello di avere un impatto positivo sulla qualità della vita dei cittadini.
Nell’anno sono state assunte a livello locale 773 nuove persone, di cui il 43% sotto i 30 anni. Inoltre, nel 2021 sono stati promossi focus group e attività formative, come le iniziative di sensibilizzazione per i dipendenti A2A con l’obiettivo di creare consapevolezza sul tema dell’inclusione, delle molestie di genere e sulla valorizzazione delle diversità. Il Gruppo ha ufficializzato il proprio impegno in questa direzione pubblicando la Dichiarazione di Impegno sui temi di Diversity, Equity & Inclusion.
Nel 2021 sono state erogate più di 109.000 ore di formazione complessiva, di cui 47.220 sulla salute e sicurezza, in modalità agile.
Nel 2021 A2A ha sostenuto lo sviluppo socioeconomico del territorio distribuendo oltre 1 miliardo di euro (1.083 milioni) sotto forma di dividendi, imposte locali, ordini a fornitori, canoni e concessioni, sponsorizzazioni e liberalità e remunerazione dei dipendenti. Sono stati poi investiti oltre 313 milioni di euro in infrastrutture e impianti, con un incremento del 70% rispetto all’anno precedente.
Sono stati attivati 1.001 fornitori locali (+15% rispetto al 2020) per un importo totale degli ordini pari a 730 milioni di euro: 126 milioni di euro (+30%) sono stati fatturati a micro o piccole imprese con meno di 50 dipendenti e 1,4 milioni di euro a cooperative sociali ed onlus.
A supporto delle start-up è stato approvato un nuovo processo snello e 100% digitale oltre ad un vero e proprio “start-up kit” dedicato.
A2A è in prima linea a Milano per garantire servizi e promuovere attività che incentivano lo sviluppo sostenibile: sono presenti 486 punti di ricarica di veicoli elettrici e, nel 2021, sono state effettuate 90mila ricariche presso le colonnine presenti nell’Area Metropolitana Milanese, che hanno permesso di percorrere 9 milioni di km risparmiando 972 tonnellate di CO2, il 50% in più rispetto al 2020.
Da sempre attento alla propria Comunità e ai giovani, il Gruppo ha prorogato nel 2021 il progetto #Ambienteascuola di AMSA e A2A, coinvolgendo circa 1.700 partecipanti tra studenti e professori per promuovere la raccolta differenziata e l’educazione civica e ambientale. Tra i vari percorsi formativi proposti dal Gruppo per educare i ragazzi alla sostenibilità, dei 1.886 docenti in tutta Italia che hanno preso parte a “Verso il 2050” con DeA Scuola quasi 200 provenivano dalle scuole di Milano.
Nell’ambito del bando 2020 – 2021 del Banco dell’Energia Onlus, sono stati stanziati 160mila euro per sei progetti della provincia di Milano, al fine di dare risposte rapide e coordinate alla popolazione in povertà e vulnerabilità a seguito della pandemia. Tra questi, 30mila euro sono stati investiti in interventi a supporto di cittadini di Quarto Oggiaro, nell’ambito dell’iniziativa “Energia in Periferia”.
Anche Fondazione AEM ha supportato la Comunità locale e nel 2021 ha continuato ha dato vita a una serie di iniziative culturali dedicate a fotografia, cultura d’impresa, ricerca scientifica e formazione specialistica.
– foto col/Italpress –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Nel 2025 manifattura lombarda ancora positiva e trainata dagli ordini esteri
Pubblicato
9 minuti fa-
23 Febbraio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – La manifattura lombarda registra una crescita della produzione industriale dell’1,2% rispetto al 2024, fatturato a +2,5%, ordini interni in aumento dell’1,1% e ordini esteri in espansione del +3,1%. E se l’industria la fa da padrona, anche il comparto artigiano non è da meno: produzione a +1,0%, con un miglioramento di ordini esteri (+2,5%), fatturato (+1,3%) e ordini interni (+0,2%). È questo il bilancio emerso dalla conferenza stampa di presentazione dei dati congiunturali del quarto trimestre 2025 relativi al settore manifatturiero, che si è svolta oggi a Palazzo Lombardia in presenza dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi.
All’incontro con la stampa sono intervenuti anche i presidenti Gian Domenico Auricchio (Unioncamere Lombardia); Giuseppe Pasini (Confindustria Lombardia) ed Eugenio Massetti (Confartigianato Lombardia). Dal punto di vista congiunturale prosegue la crescita della manifattura lombarda, che mette a segno per la quinta volta consecutiva una variazione con segno più. Rispetto al trimestre precedente la produzione aumenta dello 0,6%, in linea con il fatturato (+0,6%) e la domanda estera (+0,6%). Ancora più favorevole, sotto ogni aspetto, è l’evoluzione dell’artigianato: produzione +0,7%, ordini interni +0,4%, ordini esteri +0,9% e fatturato +0,6%.
“I dati – ha dichiarato l’assessore Guidesi – confermano la solidità del sistema manifatturiero lombardo e delle sue filiere complete, che continua a crescere anche in una fase complessa per l’economia nazionale ed europea. La forte vocazione internazionale delle nostre imprese capofila resta un punto di forza decisivo. Allo stesso tempo emerge la necessità di accompagnare sempre di più le realtà meno dimensionate, nei percorsi di apertura ai mercati esteri, dove esistono ancora ampi margini di crescita. Come Regione stiamo lavorando proprio in questa direzione, con l’obiettivo di consolidare questi risultati mettendo a sistema anche i servizi per imprese connessi a loro cercando di spingere ulteriormente nell’apertura all’innovazione e rafforzare ulteriormente il primato manifatturiero della Lombardia”. “La sfida delle Zone di Innovazione e Sviluppo è il cambiamento di oggi affinché la Lombardia continui ad essere locomotiva tra 20 anni”, ha concluso Guidesi.
La vocazione internazionale si conferma un pilastro del sistema produttivo regionale. Nel 2025 la quota di fatturato estero dell’industria si è mantenuta su livelli elevati, pari al 38,9%. Nel comparto artigiano, invece, nonostante le maggiori difficoltà delle piccole imprese nel cogliere le opportunità oltreconfine, la quota realizzata sui mercati internazionali ha raggiunto il 6,5%. La crescita è diffusa alla maggior parte dei settori: solo 3 su 13 chiudono l’anno in flessione – tessile (-2,0%), gomma-plastica (-0,5%) e mezzi di trasporto (-0,3%). Tra i comparti più dinamici spiccano le industrie varie (+6,0%), l’alimentare (+3,3%), pelli-calzature (+2,8%) e i minerali non metalliferi (+2,6%).
L’occupazione nella manifattura resta sostanzialmente stabile considerando il saldo occupazionale lievemente positivo nell’artigianato (+0,2%) e la lieve flessione registrata nell’industria (-0,6%). Sempre per quanto riguarda l’industria la quota di imprese che ricorre alla CIG (cassa integrazione) resta stabile (10,9%), mentre nell’artigianato permane su livelli molto contenuti (0,5% del monte ore trimestrale). In base ai risultati del focus periodico di Unioncamere Lombardia, nel 2025 la propensione a investire appare complessivamente stabile rispetto agli anni precedenti. L’industria resta il comparto più attivo in questo campo con il 64% delle imprese che ha investito nel corso dell’anno. I principali investimenti, emerge inoltre dall’indagine, sono materiali (impianti, macchinari, veicoli) e hanno l’obiettivo di rinnovare gli impianti e aumentare la capacità produttiva. Cresce anche l’attenzione al risparmio energetico, in particolare tra gli artigiani.
“Il 2025 si archivia come un anno positivo per la manifattura lombarda – ha specificato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia – la crescita media regionale dell’1,2%, in netto contrasto con il dato nazionale fermo al -0,5%, evidenzia la buona tenuta delle nostre imprese a fronte di un contesto geopolitico estremamente complesso. Il vero fattore di successo rimane la nostra proiezione internazionale. Con una quota di fatturato estero che sfiora il 39%, l’industria lombarda ha saputo bilanciare con efficacia la debolezza della domanda interna: è proprio questa apertura ai mercati globali – testimoniata da un incremento degli ordini esteri del 3,1% – a fare da scudo contro la situazione economica attuale”.
“Nonostante un contesto tempestoso – ha detto il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini – , nel 2025 la Lombardia industriale mostra solidità e capacità competitiva come emerge da tutti i principali indicatori: produzione industriale (+1,2% rispetto al 2024), fatturato (+2,4%), ordini esteri (+2,5%) e ordini interni (+1,1%). Vocazione internazionale, capacità di adattamento, attitudine all’innovazione sono le principali cause di questa performance, ma merito va dato anche alla capacità lombarda di fare sistema a tutela del sistema produttivo regionale come avviene anche sui principali dossier europei. Persistono comunque difficoltà in settori più impattati da incertezze e complicazioni normative: tra questi il tessile, la gomma-plastica, la siderurgia e i mezzi di trasporto. Nel 2026, per sostenere questa crescita, serve far ripartire gli investimenti – anche in vista della chiusura del PNRR -, rafforzare il mercato interno per compensare l’impatto delle tensioni internazionali, proteggere le produzioni Made in EU ed eliminare i dazi interni come ETS, burocrazia e caro energia”.
“Da questo punto di vista le imprese si aspettano molto dall’Industrial Accelerator Act: negli ultimi 20 anni il baricentro dell’economia mondiale si è spostato lontano dall’Europa e per recuperare il terreno perso nei confronti di USA e Cina non c’è più tempo da perdere”, ha concluso Pasini.
Secondo l’analisi tendenziale, il quarto trimestre 2025 ha visto in crescita l’area metropolitana milanese in un anno con +3% per la produzione, più del dato lombardo (+2,3% in un anno). Se si considera il fatturato, sempre raffrontato al quarto trimestre 2024, c’è una crescita del 4% a livello locale e di + 3,4% anche regionale. In relazione al portafoglio ordini, si registra una crescita rispetto al quarto trimestre 2024 (+1,2% in un anno), con performance milanese più bassa rispetto alla manifattura lombarda (+1,7%). I mercati esteri milanesi vedono un miglioramento del fatturato (+5,8%), anche rispetto alla componente interna (+3%). Cresce anche il fatturato estero lombardo (+2,9%) meno di quello interno (+3,7%). Il quadro delinea nel quarto trimestre 2025 una crescita congiunturale rispetto al terzo trimestre 2025 della produzione industriale milanese (+1,1% destagionalizzato). Inoltre tiene il fatturato (+0,3%). Rispetto al dato lombardo è più alto il dato milanese per la produzione (+0,6% in regione) e leggermente più basso il dato del capoluogo per il fatturato locale (+0,6% per la Lombardia, destagionalizzato). Per gli ordini interni il dato congiunturale è in lieve calo per l’industria milanese con -0,5%, come per la manifattura lombarda (-0,2% destagionalizzato). Negli ordini esteri, la performance milanese risulta in tenuta (+0,3%, poco meno rispetto al dato lombardo di +0,6% destagionalizzato).
A Monza e Brianza, la crescita tendenziale della capacità produttiva colloca i volumi prodotti in crescita, rispetto al quarto trimestre 2024 (+1,7%), poco meno rispetto alla crescita del dato lombardo (+2,3%). Nello stesso periodo, i dati della manifattura brianzola per fatturato (+0,3%) sono in tenuta ma crescono meno rispetto al dato lombardo (+3,4%). Sempre rispetto al quarto trimestre 2024, il portafoglio ordini del manifatturiero brianzolo evidenzia un incremento reale minore rispetto alla crescita di quello in Lombardia (rispettivamente +0,5% e +1,7%). C’è crescita anche congiunturale: il quarto trimestre 2025 fa registrare rispetto al terzo trimestre 2025 per la produzione industriale un aumento di +1,8% destagionalizzato, intanto tiene abbastanza il fatturato (-0,2% destagionalizzato). In lieve calo le commesse acquisite dai mercati esteri (-0,5% destagionalizzato) e anche quelle interne con -0,7%.
A Lodi nel quarto trimestre 2025 rispetto all’anno precedente, si verifica un trend di crescita per la produzione. Relativamente all’analisi tendenziale, raffrontata al quarto trimestre 2024, l’aumento della produzione si attesta a +2,3%, performance uguale rispetto al dato lombardo (+2,3%). In relazione al fatturato, nel confronto con il quarto trimestre 2024, il recupero si attesta a +6,4%, superiore per intensità al dato regionale (+3,4%). Gli ordini sono in crescita in un anno con +3,6% rispetto al +1,7% lombardo. In lieve crescita rispetto al trimestre precedente il trend congiunturale della produzione industriale (+0,4% destagionalizzato), accompagnato dal fatturato in aumento (+1,3% destagionalizzato). Crescono le commesse acquisite dai mercati interni (+0,6% destagionalizzato). Gli ordini esteri risultano in crescita con +1,1%.
– Foto xp9/Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Automobile Club Milano, Meda “Avvicinare giovani a guida sicura e motorsport”
Pubblicato
1 ora fa-
23 Febbraio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Centoventitrè anni di storia, 42.000 soci e un autodromo costruito in soli 120 giorni che ancora oggi ospita il Gran Premio d’Italia. L’Automobile Club Milano è molto più di un’associazione: è un pezzo d’identità della città e del motorsport mondiale. A raccontarne presente e futuro è Pietro Meda, 18º presidente dell’AC Milano, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Siamo l’Automobile Club che ha espresso più campioni del mondo di Formula 1”, esordisce Meda con orgoglio. Un primato che affonda le radici in una tradizione unica: fu proprio un gruppo di visionari legati all’AC Milano a realizzare l’autodromo di Monza in appena 120 giorni. “Un mio predecessore con un gruppo di matti, definiamoli così, in poco più di cento giorni realizzò l’autodromo di Monza e ancora oggi il Gran Premio d’Italia si tiene lì: è un fiore all’occhiello della nostra storia”. Numeri e aneddoti che testimoniano una vitalità intatta, confermata dai 42 mila soci attuali.
Se c’è una priorità che il presidente tiene a sottolineare con forza, è quella legata alle nuove generazioni. “Personalmente tengo molto ai giovani e alla sicurezza dei giovani. Oggi dobbiamo formare dei nuovi automobilisti”, afferma Meda, consapevole che il contesto in cui si impara a guidare è profondamente cambiato. “E’ importante che i nuovi automobilisti imparino a guidare in una realtà diversa da quella in cui abbiamo imparato noi, dove c’erano meno veicoli”.
La sfida, però, non è solo tecnica: è anche comunicativa. “Con i giovani forse dobbiamo imparare a comunicare come lo fanno loro, dobbiamo entrare più nel loro mondo. Siamo molto distanti”.
La risposta dell’AC Milano passa dal motorsport, inteso come strumento educativo oltre che spettacolare. “Abbiamo il vantaggio di avere il motorsport che è un modo per far divertire i ragazzi, avvicinarli a questo mondo e fargli capire le regole con un approccio sportivo e interessante, magari con dei campioni che li aiutino a capire i rischi e come va affrontata la strada”. Un esempio concreto è l’iniziativa “Karting in piazza”, giornate formative con i kart dedicate ai più piccoli. “L’Automobile Club Milano si basa sulla passione dei suoi soci e riuscire a trasmetterla ai giovani sarebbe per me un grande successo”.
Il tema della sicurezza non riguarda solo i giovanissimi. “La sicurezza è un obbligo istituzionale per noi”, sottolinea Meda. L’AC Milano opera su più fronti: attraverso il programma Sara Safe Factor, realizzato in collaborazione con INAIL, viene offerta formazione ai lavoratori che si spostano in auto. Come comitato regionale, l’obiettivo è estendere queste attività anche nelle scuole, con la presenza di rappresentanti del mondo del motorsport capaci di parlare ai ragazzi con autorevolezza e linguaggio diretto.
Tra i nomi che incarnano questo potenziale c’è quello di Kimi Antonelli, il giovane pilota approdato in Formula 1 e sostenuto dalla federazione sportiva: “Ragazzi come lui possono essere un esempio di giovane di successo, un modello per chi ha un sogno”, dice Meda.
Un altro capitolo del mandato di Meda riguarda la valorizzazione del patrimonio automobilistico storico: “Tante delle macchine storiche più belle venivano prodotte in Italia, a Milano l’Alfa Romeo su tutte. Il patrimonio storico automobilistico è una chiave di volta per far apprezzare il Made in Italy”.
Sul fronte delle politiche per la mobilità il giudizio di Meda sul Green Deal dell’Ue è netto: “Il Green Deal ha messo in crisi l’industria automobilistica, è innegabile, lo dicono i numeri. E’ stata fatta una norma che il mondo sta cercando di inseguire, con un obiettivo troppo vicino e troppo grande, ma siamo totalmente mancanti di infrastrutture in Italia e in Europa per reggere un passaggio del genere. Se l’obiettivo è irraggiungibile, è naturale e intelligente fare retromarcia e saper cambiare idea”.
I biocarburanti, a suo avviso, rappresentano al momento la risposta più concreta: “Dalla visuale che abbiamo, i biocarburanti sono la soluzione più logica e semplice, anche se oggi hanno costi alti, risolvibili con il mercato. Anche l’elettrico può essere una soluzione, ma non abbiamo infrastrutture. La soluzione più semplice è migliorare quello che abbiamo, rendendo i tempi plausibili. Gli Stati si devono impegnare a fare le infrastrutture, il mondo dell’auto non può creare sia l’infrastruttura che il veicolo”.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Buonfiglio “Milano-Cortina nella storia, l’Italia ha fatto bella figura”
Pubblicato
3 ore fa-
23 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia ha fatto una bella figura, ha valorizzato il nostro territorio grazie a questi Giochi diffusi. C’è stato l’impegno di tutti: territorio, comuni, regioni, tedofori e volontari. Hanno funzionato i trasporti, la sicurezza, un plauso anche a tutti i servizi militari, di polizia, con una sicurezza presente ma non visibile, al contrario di tante altre manifestazioni olimpiche. E poi i villaggi olimpici, il cibo: abbiamo ricevuto complimenti da tutti”. Intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio traccia un bilancio finale dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. “E cosa ci voleva per enfatizzare questa ottima organizzazione? I risultati. Ecco perchè ieri ho esordito con il 30 e lode. Con i risultati abbiamo reso grande l’Italia. Bravissimi i due presidenti federali, Andrea Gios e Flavio Roda, come i gruppi sportivi militari dai quali provengono i nostri atleti. E davvero eccezionale il supporto della preparazione olimpica del Coni, dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, come il supporto sanitario a tutte le nostre squadre e atleti. Con tutti questi ingredienti e con un supporto economico del governo, siamo riusciti a fare qualcosa che rimarrà nella storia. Non abbiamo lavorato per battere i record, ma per fare bella figura e arrivare puntuali all’appuntamento”.
Buonfiglio parte da Vancouver 2010, il momento più critico per l’Italia degli sport invernali. “Sta venendo fuori il metodo di lavoro: non abbiamo lasciato nulla al caso e abbiamo messo al centro l’atleta con le sue esigenze, evidenziando le caratteristiche sulle quali lavorare. Abbiamo costruito un’armonia, con passi indietro, avanti e di lato. Ma quando c’è un obiettivo comune chiaro, allora diventa tutto più facile. L’impegno che ci deve essere è quello di rendere partecipi tutti per l’obiettivo da raggiungere. Non bisogna appropriarsi del successo, ma verificare dove ancora possiamo migliorare. Ed è quello che tra pochi giorni cominceremo a fare ed è quello che già stiamo facendo per Los Angeles 2028”.
L’unica nota negativa è che durante Milano-Cortina non è stata rispettata la tregua olimpica: “E’ una vergogna, mi dispiace molto a livello umano e personale. Mi dispiace per gli atleti che non possono partecipare, non ne hanno nessuna colpa. Dobbiamo continuare a impegnarci, sperando che prima o poi prevalga il buonsenso”.
“Cercheremo di non perdere queste eccellenze e di farli rimanere nel mondo sportivo – continua Buonfiglio – Sarebbe una perdita buttare via esperienze così eccellenti. Se sono arrivati all’età dei 35 anni, vuol dire che sono stati gestiti e si sono gestiti bene, supportati dalle federazioni. Mi preoccupa solo la difficoltà delle società sportive nell’andare avanti: hanno impegni burocratici e sofferenze economiche non semplici da superare. Con il ministro Abodi e Sport e Salute stiamo cercando di intervenire in maniera differenziata per tutelare e salvaguardare questo patrimonio. Ruolo dirigenziale per Pellegrino? “Sì, ma non solo Pellegrino. Abbiamo Vittozzi, Fontana, Lollobrigida e tanti altri. Dobbiamo capire cosa vogliono fare. Sarebbe banale e da stupidi non tener conto di queste realtà e non dialogare con loro. Può darsi anche che vogliano continuare a vincere”.
Alle Paralimpiadi al via il 6 marzo potranno partecipare atleti russi e bielorussi: “Penso che qualsiasi decisione doveva essere concordata e condivisa tra CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e IPC (Comitato Paralimpico Internazionale) Sono due organismi che hanno sempre viaggiato insieme. Ci si doveva ricordare che lo stop alla partecipazione di atleti russi e bielorussi alle Olimpiadi fu perchè la Russia ruppe la tregua olimpica durante i Giochi Paralimpici. Mi sembra strano che IPC prenda una decisione senza averla condivisa il CIO”.
Sul caso dello skeletonista ucraino Heraskevych, escluso per il suo casco commemorativo con i volti degli atleti ucraini caduti in guerra: “Purtroppo la presidente del CIO Coventry è stata chiara, si è vista anche umanamente la sua sofferenza. Ma se deroghi per un caso, devi essere pronto a derogare per altri 10, 50, 100”.
Sulle possibilità di una candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2040? Buonfiglio dice: “Ricordiamoci come non abbiamo avuto le Olimpiadi di Roma e ricordiamoci il successo che abbiamo avuti qui a Milano-Cortina. Se tutte le parti in causa condividono e si confrontano per un percorso che deve partire da subito, allora l’Italia non ha paura di candidare nessuno. Abbiamo territorio, innovazione, impianti: avremmo il tempo. Costruire una candidatura forte in un momento in cui abbiamo una credibilità internazionale, penso che si possa fare. Ma deve essere un discorso chiaro, trasparente, condiviso con i numeri e non solo con la passione. Dobbiamo aggiungere competenza, determinazione e guai ad essere superficiali. Abbiamo le carte in regola per poter immaginare altro percorso da protagonisti”.
Sulla possibilità di un coinvolgimento di Torino per il pattinaggio di velocità al Lingotto in occasione di Alpi Francesi 2030: “Sono molto sincero, non ne so nulla”.
Ora evitare che le infrastrutture diventino cattedrali nel deserto: verrà rinnovata la pista da bob di Cortina intitolata a Eugenio Monti? Verrà utilizzata per altri eventi? “Assolutamente sì. Anche a Milano l’attuale palazzo del ghiaccio alla Fiera di Rho rimarrà in essere finchè non si sarà trovata una soluzione per fare un centro di preparazione definitivo. Milano è giusto che abbia un impatto, visto la partecipazione del pubblico che ci ha seguito”.
Tornando sulle 30 medaglie Buonfiglio sottolinea: “Più che delle medaglie, mi piacerebbe parlare dei quarti, quinti, sesti posti, per i pochi centesimi che hanno diviso i nostri atleti da una medaglia o per qualche infortunio di troppo. Mi sento di abbracciare tutti i nostri atleti. Perdonatemi ma non voglio fare una classifica delle medaglie”.
Infine sui “Giochi diffusi” come futuro delle Olimpiadi: “Se ci sono città con queste caratteristiche lo facciano, ma non credo che saranno brave come quelle italiane” conclude.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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