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Cronaca

Webuild si rafforza in Canada con progetto su mobilità sostenibile

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ROMA (ITALPRESS) – Nuovo progetto di mobilità sostenibile in Canada per il Gruppo Webuild che, con i partner del consorzio Connect 6ix, ha raggiunto il financial closure del contratto per la realizzazione del lotto “Rolling Stock, Systems, Operations and Maintenance (RSSOM)” della Ontario Line, la nuova linea di trasporto veloce che attraverserà il centro di Toronto. Webuild, il cui consorzio era risultato preferred bidder lo scorso settembre, partecipa al progetto con una quota del 65%, pari a 450 milioni di euro circa per la joint venture che realizzerà le opere civili, e con una quota pari al 10% del consorzio internazionale più ampio Connect 6ix, a cui farà capo l’intera iniziativa. Il progetto in Canada conferma la complessiva strategia di de-risking del Gruppo: Webuild continua infatti a monitorare i mercati core e a basso rischio, con l’Italia che rappresenta il 10% dei progetti aggiudicati e in corso di finalizzazione nel 2022, l’Europa il 28%, il Nord America il 14% e l’Australia il 34%. L’attività commerciale di Webuild nel corso del 2022 segna così un altro anno positivo dopo i risultati ottenuti nel 2021, e comprende contratti, aggiudicati o in corso di finalizzazione, per opere complesse e di grande impatto per le comunità di riferimento, come la costruzione del sistema viario tra Bergen e l’isola di Sotra in Norvegia, la realizzazione della Strada A303, vicino Stonehenge, nel Regno Unito, o il progetto ferroviario Inland Rail in Australia.
Il contratto Rssom, commissionato da Infrastructure Ontario e Metrolinx e da realizzare con formula PPP (Public-Private Partnership), prevede la progettazione, la realizzazione dei sistemi di segnalamento, comunicazione e sicurezza, la fornitura del materiale rotabile e la successiva gestione e manutenzione della Ontario Line. Il contratto “Rssom” rientra tra quelli previsti per la realizzazione della nuova linea di trasporto che collegherà l’Ontario Science Centre, a nord-est della città, con Exhibition/Ontario Place, a sud-ovest sulle rive del lago Ontario. La linea, che per metà del tracciato si svilupperà nel sottosuolo, si estenderà per 15,6 chilometri con 15 stazioni e con più di 40 interconnessioni alle linee metropolitane e regionali già esistenti e ai servizi di autobus, rafforzando la mobilità sostenibile nella città. La Ontario Line, che rappresenta uno dei principali progetti di trasporto in corso nelle aree metropolitane di Hamilton e Greater Toronto, garantirà un servizio rapido e affidabile per le oltre 227.500 persone che vivono nell’area, ad una distanza dalla linea percorribile a piedi. Ma il progetto apporterà benefici soprattutto in termini di sostenibilità: nel complesso, si stima che contribuirà ad abbattere le emissioni di CO2, con una riduzione della circolazione di 28 mila auto ogni giorno e un taglio annuo di 7,2 milioni di litri di carburante. Al positivo impatto ambientale si sommano i risvolti sociali: i lavori permetteranno la creazione di migliaia di posti di lavoro all’anno, contribuendo alla crescita economica dell’area. Il contratto “Rssom” rappresenta il secondo progetto di mobilità sostenibile per il Gruppo che partecipa anche a Mobilinx, il consorzio che sta realizzando il progetto Hurontario, la linea metropolitana leggera che, nei pressi di Toronto, correrà per 18 chilometri lungo Hurontario Street da Port Credit nella città di Mississauga fino al Brampton Gateway Terminal nella città di Brampton. Con un track record di oltre 13.600 chilometri di linee ferroviarie e metropolitane realizzate in tutto il mondo, Webuild realizza progetti di mobilità sostenibile come l’Airport Line, già conosciuta come Forrestfield Airport Link, recentemente inaugurata a Perth, in Australia, una linea ferroviaria che collega la periferia orientale e il centro della città australiana passando per l’aeroporto cittadino, è attualmente impegnato nella costruzione della Linea 4 della Metropolitana di Milano per il collegamento del centro storico all’aeroporto internazionale, e di una tratta della Linea 16 del Grand Paris Express, il più grande progetto di mobilità sostenibile in Europa.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Webuild-

Cronaca

Al Tour pokerissimo di Pogacar, sui Campi Elisi vince Van Der Poel

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar è ufficialmente il re incontrastato del Tour de France 2026. Il ciclista sloveno della UAE Team Emirates XRG corona tre settimane di dominio assoluto lungo le strade transalpine, cucendosi sulla pelle una maglia gialla mai messa in discussione e conquistando il suo quinto storico trionfo nella Grande Boucle. Dopo il ritiro di Jonas Vingegaard, un pur ottimo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) non ha potuto nulla nel duello con Pogacar e ha chiuso il Tour secondo in classifica generale. Terza piazza per il messicano Isaac Del Toro (UAE Emirates), che centra anche la maglia bianca.
Nella ventunesima e ultima tappa, la Thoiry – Parigi (Champs-Elysees), di 89 km, a spuntarla è Mathieu Van Der Poel (Alpecin Premier-Tech), autore di un’azione personale strepitosa. Alle spalle dell’olandese si piazzano il compagno di squadra Jasper Philipsen, secondo, e la maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek), terzo.
Per quanto riguarda la classifica scalatori, Richard Carapaz (EF Education Easy-Post) si prende la maglia a pois.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Russa “Sulle violenze ci sono coperture palesi e sotterranee”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo tornati indietro negli anni, è un meccanismo diverso. In comune però ha le coperture. Io non sono così allarmato, tornare indietro vuol dire che il passo successivo è il terrorismo. Non credo questo, il terrorismo l’abbiamo sconfitto, ma la violenza no”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato da Augusto Minzolini a Viareggio nell’ambito della rassegna “L’Estate del Principe”, rispondendo a una domanda sugli scontri di ieri al cantiere della Tav e quelli dei giorni precedenti a Bologna.
“Se frange estremiste pensano di non essere isolate, ma pensano di poter mettere in difficoltà il governo, le forze dell’ordine, creare insoddisfazione generale, lo fanno. Dico di stare attenti alle coperture palesi e a quelle sotterranee”, ha aggiunto La Russa. “Il sindaco di Bologna – ha sottolineato il presidente del Senato – è stato fortemente imprudente, doveva sapere che indire la manifestazione pacifica poteva diventare la copertura per le violenze. E in questo caso inoltre non capisco nemmeno come potesse essere lecita la manifestazione pacifica, mancava il presupposto, non c’è ancora una ricostruzione chiara e definitiva su quello che è successo” a Fakir.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella

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C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.

Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.

Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.

In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.

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La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.

Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.

Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

Iscrivetevi al canale La Voce Pavese su Telegram (https://t.me/vocepavese) e riceverete gratis il commento del giorno sul vostro smartphone ogni giorno.

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L’articolo La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella proviene da Pavia Uno TV.

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