Cronaca
Milano, accordo per favorire riconoscimento cadaveri non identificati
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RedazioneMILANO (ITALPRESS) – E’ stato firmato oggi, presso la Prefettura di Milano, un protocollo regionale finalizzato a favorire il riconoscimento dei cadaveri non identificati e provare a dare loro una degna sepoltura. Il documento è stato sottoscritto dall’assessora ai Servizi civici del Comune di Milano Gaia Romani, dalla Commissaria straordinaria del Governo per le persone scomparse, Prefetta Maria Luisa Pellizzari, dai prefetti della Lombardia, dai Procuratori della Repubblica presso i Tribunali della Lombardia, dalla Regione Lombardia, dalla professoressa Cristina Cattaneo, direttrice dell’Istituto Labanof (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense) dell’Università degli Studi e da Anci Lombardia. Grazie a questo accordo, che va ad estendere un precedente protocollo dall’ambito provinciale a quello regionale, in tutti i casi di ritrovamento di un corpo di cui non si conosce l’identità, anche quando quest’ultimo non sia connesso ad una ipotesi di reato, verrà assicurato il prelievo del campione biologico e la compilazione della scheda post mortem contenente le informazioni principali, utili per favorirne la riconducibilità agli altrettanti numerosi casi di persone scomparse. Dopo aver esaminato i risultati ottenuti dalla sperimentazione, si è deciso di rinnovare il protocollo “Cadaveri non Identificati” del 2015 e di estendere quindi gli effetti a tutta la Lombardia, con l’intento di migliorare lo scambio di informazioni tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti nelle procedure di identificazione. Sottoscrivendo questo accordo, Prefetture, Procure e Anci Lombardia condividono la necessità di far conferire i cadaveri di persone sconosciute rinvenute in Lombardia presso l’obitorio del Comune di Milano o presso l’istituto di Medicina Legale dell’Università degli studi di Milano, al fine di consentire i migliori approfondimenti tecnico conoscitivi da parte di Labanof, necessari per l’acquisizione delle informazioni da inserire nel Registro Nazionale dei cadaveri non identificati.
La firma di questo protocollo si inserisce, poi, nel supporto che il Comune di Milano offrirà al Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi, nei termini definiti da un accordo per i servizi necroscopici, riguardanti il deposito e la conservazione dei cadaveri non identificati trasportati presso l’istituto di medicina legale della Statale. In particolare l’Amministrazione si impegnerà a consentire al personale Labanof di assistere alle esumazioni e alle cremazioni, a scopo di studio, e a riservare cinque celle frigorifere dell’Obitorio per sei mesi all’anno per la conservazione dei cadaveri affidati al Laboratorio universitario per la loro identificazione e/o per attività di ricerca e didattica. Dall’altra parte, l’Università degli Studi di Milano assicurerà al personale comunale una formazione in materia di gestione e trattamento di resti umani nel recupero dei corpi e nelle esumazioni, mediante corsi di base e di aggiornamento; e in più, attraverso uno studio antropologico di resti umani di interesse storico pertinenti alla città o a monumenti cittadini, contribuirà alla valorizzazione dei siti storici milanesi con la diffusione dei risultati e la collaborazione ad eventi divulgativi. “Il diritto al nome è un diritto fondamentale della persona persona in vita e morte – ha commentato il prefetto di Milano, Renato Saccone – . Sapere della sorte dei propri cari è motivo di sofferenza ma anche di pace, che noi dobbiamo ai familiari delle vittime. Questi due aspetti ci danno forte motivazione a sottoscrivere questo documento”. “Quello siglato oggi – ha detto l’assessora comunale ai Servizi civici Gaia Romani – è un protocollo davvero importante, che va a estendere e migliorare la portata del lavoro finora fatto, soprattutto grazie al Labanof, che è un vero e proprio fiore all’occhiello nel nostro Paese. L’estensione a livello regionale dell’accordo ci consentirà di avere uniformità e circolarità delle informazioni su tutto il territorio lombardo. Questo lavoro ha delle ricadute, oltre che giuridiche, anche etiche e sociali perchè permette a molte famiglie di risalire e riconoscere i propri cari defunti, evitando così attese estenuanti e dolorose. Si tratta di persone scomparse da anni, a volte di migranti morti in mare o ancora di donne e uomini senza fissa dimora, che non devono rimanere invisibili e a cui vogliamo dare dignità nella morte, con una sepoltura che riporti il loro nome e cognome”.(ITALPRESS).
Foto: xm4
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Cronaca
Dieci anni dalla nascita del progetto Dualità Scuola-Lavoro di Allianz, coinvolti 300 studenti
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49 minuti fa-
6 Marzo 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Dieci anni dalla nascita del progetto Dualità Scuola-Lavoro di Allianz Italia, modello di integrazione tra la formazione e l’occupazione giovanile, che si ispira all’esperienza duale tedesca di lunga tradizione. Oggi la compagnia ha celebrato il decennale presso l’Auditorium della Torre Allianz a Milano, alla presenza di Maurizio Devescovi, direttore Generale di Allianz S.p.A, Letizia Barbi, responsabile Risorse Umane di Allianz S.p.A, Jörg Buck, consigliere delegato di AHK Italien – Camera di Commercio Italo-Germanica, Carmela Palumbo, capo del dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Presenti anche i tutor aziendali certificati per la formazione duale dalla Camera di Commercio Italo-Germanica, i presidi delle scuole partner del progetto e una platea di ragazzi e ragazze del progetto Dualità Scuola-Lavoro. In dieci anni, il progetto, che si inserisce nelle iniziative di Corporate Social Responsibility di Allianz, ha coinvolto in dieci edizioni circa 300 giovani studenti e studentesse di licei e istituti tecnici di Milano, dell’hinterland milanese e di Saronno, offrendo loro contratti di apprendistato part-time al 30% retribuiti e la certificazione DUAL.Project riconosciuta in tutta Europa per la formazione duale. Delle dieci edizioni, otto sono state completate e 211 ragazzi e ragazze hanno ottenuto l’attestato finale, mentre le due edizioni attualmente in corso, vedono coinvolti altri 60 studenti di terza e quarta superiore.
I protagonisti della giornata sono stati soprattutto i giovani: gli studenti e le studentesse attualmente nel programma, gli ex partecipanti ora all’università e i professionisti già nel mondo del lavoro che hanno completato il percorso negli anni precedenti, tra cui alcuni assunti a tempo indeterminato da Allianz. Carmela Palumbo, che, già nel 2017, aveva firmato con Allianz il Protocollo d’Intesa riconoscendo il progetto come best practice della formazione duale in Italia, ha sottolineato: “Il progetto Dualità Scuola-Lavoro di Allianz Italia, che ho avuto l’onore di conoscere e formalizzare fin dalla sua nascita con un protocollo d’intesa fra il Ministero e il direttore generale Devescovi, costituisce un’esperienza esemplare di apprendistato di primo livello nel nostro Paese, aperta a studenti dei licei e degli istituti tecnici. Allianz Italia ha voluto adottare stabilmente e migliorare nel tempo questa straordinaria esperienza formativa la quale consente agli studenti coinvolti di acquisire competenze certificate che, inserite nel curriculum dello studente, potranno da quest’anno scolastico essere discusse nel colloquio del nuovo esame di maturità, contribuendo a valorizzare la crescita personale degli esaminandi nel percorso di studi”.
“Come ambasciatori della formazione duale in Italia – è intervenuto Jörg Buck – noi della Camera di Commercio Italo-Germanica, crediamo che la formazione duale rappresenti una leva strategica sia per i giovani che per le imprese. Il progetto di Allianz racchiude il senso del “fare sistema”: imprese che collaborano con istituzioni e scuole per costruire percorsi di qualità che generano un vantaggio competitivo per i giovani, riducono il mismatch tra competenze e mercato del lavoro e creano valore sostenibile per il territorio”.
Secondo Maurizio Devescovi, “celebrare questo decennale offre ad Allianz l’opportunità di sottolineare il valore di un modello che ha concretamente dimostrato come l’integrazione tra scuola e lavoro possa creare autentiche opportunità per i giovani e per il quale, sin dall’inizio, abbiamo auspicato che altre aziende seguissero il nostro esempio. Esprimo la mia gratitudine al Capo Dipartimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito Carmela Palumbo e al Consigliere Delegato della Camera di Commercio Italo-Germanica Jörg Buck per la loro presenza, a conferma dell’importanza di questa iniziativa”.
“Il decimo anniversario del Progetto Dualità Scuola-Lavoro è l’occasione per riflettere su un percorso di crescita condivisa che ha generato valore per tutti gli stakeholder coinvolti – ha aggiunto Letizia Barbi – .Guardando a questi dieci anni, ho visto tre evoluzioni parallele. Innanzitutto, i giovani: abbiamo accompagnato tante ragazze e ragazzi nel loro percorso di crescita, vedendoli trasformarsi da studenti a giovani professionisti. Seconda evoluzione: il progetto stesso, che abbiamo affinato anno dopo anno. Infine, la stessa Allianz come organizzazione: il dialogo tra diverse generazioni che convivono insieme ha generato un valore inatteso. La freschezza e l’energia di questi ragazzi hanno contaminato positivamente i colleghi senior, creando un clima più dinamico e aperto all’innovazione”.
Durante la cerimonia sono poi intervenuti anche alcuni protagonisti del progetto. Gli studenti attualmente nel programma hanno condiviso l’emozione di essere già dipendenti di una grande azienda mentre completano gli studi superiori, descrivendo come questa opportunità li stia facendo crescere in termini di responsabilità e autonomia. Hanno raccontato con particolare entusiasmo i periodi estivi trascorsi full-time in azienda, dove hanno potuto immergersi completamente nella realtà lavorativa, affiancando i colleghi nei progetti quotidiani e sentendosi parte integrante del team, un’esperienza che ha dato loro una chiara visione di cosa significa lavorare nel concreto. Gli ex-studenti oggi all’università hanno raccontato come il progetto sia stato determinante per orientare le loro scelte accademiche con consapevolezza: quando molti loro compagni erano ancora indecisi, loro avevano già maturato una maggiore comprensione delle proprie aspirazioni professionali. Hanno inoltre sottolineato come le competenze acquisite – dal public speaking alla gestione di progetti in team, dalla comunicazione efficace all’utilizzo di strumenti digitali avanzati – si stiano rivelando un vantaggio tangibile nel percorso universitario.
Particolarmente significative le testimonianze di chi è già entrato nel mondo del lavoro, anche all’estero: hanno raccontato come durante i colloqui di selezione i due anni di formazione in Allianz e la certificazione DUAL.Project europea siano stati immediatamente riconosciuti e valorizzati dai recruiter, rappresentando un elemento distintivo che ha fatto la differenza rispetto ad altri candidati. I presidi delle scuole partner hanno evidenziato la serietà e la continuità che distinguono questo progetto da altre esperienze di alternanza, sottolineando anche l’effetto contagioso che i partecipanti generano sui compagni di classe: il loro entusiasmo, la maturità acquisita e i racconti dell’esperienza in azienda stimolano curiosità e aspirazioni anche negli altri studenti, elevando il livello di consapevolezza dell’intera classe. Infine, i tutor aziendali hanno condiviso una prospettiva inattesa: quanto loro stessi abbiano imparato dai giovani, confermando che il dialogo intergenerazionale rappresenta un arricchimento reciproco autentico. Dopo le testimonianze, la celebrazione è terminata con la consegna della ‘Certificazione Tutor dei Sistemi Duali della Camera di Commercio Italo-Germanica’ a dieci tutor aziendali dell’area Risorse Umane di Allianz.
Questa certificazione, conseguita dai tutor attraverso un percorso formativo specifico, mira a standardizzare e trasferire in azienda la metodologia di formazione duale, assicurando che la qualità e l’efficacia del supporto fornito agli studenti siano mantenute ai massimi livelli. L’impegno di Allianz Italia è di assumere ogni anno 30 giovani per ciascuna edizione con contratto di apprendistato part-time al 30%, con una retribuzione annua lorda di 8.000 euro e tutti i benefit aziendali (buoni pasto, rimborso spese mediche, polizze assicurative). Gli studenti provengono da sette scuole partner, tra cui licei scientifici, classici, linguistici, delle scienze umane e istituti tecnici dell’area milanese e di Saronno. L’elemento distintivo del progetto Allianz è proprio l’apertura agli studenti liceali, non solo a quelli degli istituti tecnici come avviene tradizionalmente nella formazione duale, una visione che pone l’orientamento professionale come finalità primaria. Fin dalle fasi iniziali, il progetto ha tratto vantaggio dalla collaborazione strategica con la AHK Italien – Camera di Commercio Italo-Germanica, che ha ricoperto e continua a ricoprire un ruolo essenziale nel monitoraggio, nella co-progettazione e nel coordinamento dei percorsi duali, certificando le competenze secondo il sistema di certificazione tedesco.
Dualità Scuola-Lavoro si sviluppa in due anni: durante l’anno scolastico, gli studenti trascorrono tre giorni al mese in azienda, dove interagiscono con diverse funzioni aziendali e sviluppano soft skill, come il team working e il public speaking, oltre ad acquisire competenze tecniche nel settore assicurativo-finanziario. Nei mesi estivi, vengono inseriti a tempo pieno nelle varie aree aziendali, avendo così la possibilità di vivere un’esperienza formativa concreta on the job. Alla fine del percorso biennale, dopo aver appreso tecniche di project management, gli studenti elaborano un progetto di gruppo, anche in modalità smart working, da presentare a una commissione aziendale. Il completamento con successo di questa esperienza consente loro di ottenere l’attestato ‘Junior Specialist in Insurance and Financial Services’, certificato DUAL.Project e riconosciuto in tutta Europa, un elemento concreto da inserire nel curriculum che apre porte nel mercato del lavoro europeo. L’esperienza ha dimostrato che i partecipanti acquisiscono un vantaggio competitivo concreto e misurabile rispetto ai coetanei, sia nell’accesso alle università più selettive sia nel successivo inserimento nel mondo del lavoro. La maggior parte degli ex-studenti ha scelto percorsi universitari in economia e nelle aree STEM, mentre sette di loro, dopo la laurea, sono stati assunti in Allianz con contratto a tempo indeterminato. Il percorso decennale del progetto è stato accompagnato da diversi riconoscimenti che ne attestano la qualità e l’efficacia.
Nel giugno 2017, il direttore generale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Carmela Palumbo ha firmato un Protocollo d’Intesa con Allianz, riconoscendo ufficialmente il progetto come best practice della formazione duale in Italia. Nel dicembre dello stesso anno, l’allora ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa complementare, consolidando ulteriormente il riconoscimento istituzionale al progetto. Sul fronte delle certificazioni internazionali, coerentemente con l’impegno dichiarato e al fine di attestare la qualità del percorso di formazione duale, il progetto è stato sottoposto al processo di audit della Camera di Commercio Italo-Germanica, al termine del quale, nell’ottobre 2017, ha ottenuto la Certificazione DUAL.Project, il massimo livello conseguibile al di fuori della Germania, a conferma della corretta applicazione dei criteri del sistema duale tedesco. Nel 2019, il progetto è stato premiato tra i finalisti del Premio di Eccellenza Duale. Nel 2020, la società di formazione DUAL.Concept di AHK Italien ha assegnato ad Allianz il riconoscimento di Qualified Partner, sottolineando che ‘il progetto formativo di Allianz rappresenta in Italia un importante punto di riferimento ed esempio virtuoso di un modello di formazione professionalizzante di successo’.
– foto xm4/Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Carburanti e inflazione, Urso “Rafforzato monitoraggio contro speculazioni”
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2 ore fa-
6 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Allo stato attuale, il prezzo medio dei carburanti è al di sotto dei 2 euro al litro, valori ben lontani dai picchi registrati nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina: ulteriori aumenti dipenderanno dall’evoluzione e dalla durata delle tensioni internazionali. Per questo abbiamo rafforzato il monitoraggio di Mister Prezzi su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, per impedire che le tensioni in Medio Oriente diventino un pretesto per speculazioni o rincari ingiustificati, e predisposto con il ministro Giorgetti un immediato piano operativo di intervento della Guardia di Finanza”. Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine delle riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, convocate per affrontare l’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e i possibili effetti sui mercati energetici e sui prodotti di consumo.
Al termine dell’incontro, Urso ha infatti avuto un confronto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, per un aggiornamento sull’evoluzione della situazione e per concordare ulteriori azioni di contrasto a fenomeni speculativi, anche mediante un piano operativo di intervento della Guardia di Finanza.
“Al momento – ha aggiunto il ministro Urso – sulla rete dei distributori italiani non risultano diffusi fenomeni speculativi, al netto di una ventina di casi già segnalati da Mister Prezzi e ora all’esame dei militari delle Fiamme Gialle. L’attenzione si sta quindi ora concentrando sui passaggi a monte della filiera dei benzinai. Siamo in campo con questa ‘operazione trasparenzà, insieme a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, per monitorare la situazione e intervenire tempestivamente contro ogni forma di speculazione”.
Nel corso della riunione è emerso che le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati hanno registrato, nelle ultime quattro giornate rispetto alla chiusura di venerdì 27 febbraio, un aumento complessivo di 10 centesimi al litro per la benzina e di 26 centesimi per il gasolio. Per quanto riguarda i prezzi al distributore, alla data del 6 marzo 2026, i valori medi nazionali in modalità self per benzina (1,76 euro/litro) e gasolio (1,91 euro/litro) risultano più elevati rispetto a venerdì 27 febbraio 2026, rispettivamente di 9,2 centesimi e 18,9 centesimi al litro.
Nel corso dei lavori “è inoltre emerso che, a seguito dell’aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, in particolare del gasolio, si sono registrati immediati e sensibili adeguamenti al rialzo, sin dai primi giorni di marzo 2026, dei listini dei prezzi consigliati dalle principali compagnie petrolifere – spiega il Mimit in una nota -. Aumenti che, allo stato attuale, non risultano ancora giustificati da una reale carenza di prodotto raffinato sul mercato”.
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit, su indicazione del ministro Urso, ha annunciato che la Commissione di allerta rapida si riunirà da oggi con cadenza settimanale, ogni venerdì, fino al superamento di questa fase di incertezza, per proseguire le attività di monitoraggio nei settori dell’energia e dei carburanti, al fine di garantire trasparenza e un’adeguata tutela dei consumatori.
Per quanto riguarda, infine, gli effetti delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente sull’inflazione e sui prodotti agroalimentari – oggetto della seconda riunione di oggi – i dati disponibili “non evidenziano ancora impatti generalizzati legati all’aumento dei prezzi dell’energia, se non in alcune rilevazioni o in specifici segmenti. Il monitoraggio proseguirà nelle prossime settimane per valutarne con attenzione l’evoluzione”, conclude il Mimit.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
World Obesity Day, a Milano confronto su prevenzione, microbiota e nuove terapie
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2 ore fa-
6 Marzo 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – A Milano, al Teatro Angelicum, si è svolto il World Obesity Day, due giornate di confronto dedicate a una delle principali emergenze sanitarie del nostro tempo: l’obesità.
“Una due giorni incredibile: evento sold-out in settimana, relatori di altissimo livello e la capacità di unire professionisti di ambiti molto diversi con un unico obiettivo, la prevenzione e la tutela della salute del paziente, che prima di tutto è una persona. Ora porteremo concretamente avanti le attività e le azioni emerse da questo congresso così entusiasmante”, ha dichiarato Rudy A. Rossetto, biologo nutrizionista, ideatore e referente scientifico del Congresso World Obesity Day, a conclusione dell’evento che si è svolto mercoledì 4 e giovedì 5 marzo.
In Italia, in termini assoluti, circa 17 milioni di adulti sono in sovrappeso e oltre 4 milioni sono obesi. Una condizione che esercita una forte pressione sul Servizio Sanitario Nazionale, aggravata dall’aumento della domanda potenziale: il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica comporta infatti una maggiore richiesta di visite e cure specialistiche.
Al centro del congresso il tema della prevenzione e del trattamento integrato, con un approccio multidisciplinare che ha coinvolto diversi professionisti della medicina.
Grande attenzione è stata dedicata all’obesità infantile e adolescenziale, con l’obiettivo di intervenire precocemente per ridurre il rischio di patologie future. Come ha sottolineato Emanuele Monti, Presidente della IX Commissione Welfare di Regione Lombardia:
“L’obesità è come una nuova pandemia, soprattutto tra i giovani. L’Italia è tra i Paesi europei con i tassi più elevati in ambito pediatrico e giovanile. Regione Lombardia è la prima in Italia ad aver attivato azioni concrete per rafforzare l’attenzione su questo tema e migliorare il rapporto tra ospedale e territorio, puntando sulla prevenzione”.
Sulla stessa linea anche Silvia Scurati, coordinatrice dell’Intergruppo regionale obesità, diabete e stili di vita: «Il Consiglio Regionale della Lombardia ha appena approvato una mozione che stabilisce un percorso e una tempistica per potenziare la rete territoriale, coinvolgere le scuole e migliorare gli screening preventivi».
Vista la rilevanza del tema, il disegno di legge sull’obesità è stato approvato senza audizioni parlamentari, segno di una volontà politica trasversale. A ricordarlo è Cristina Del Tutto, segretario generale dell’Intergruppo per la conoscenza e la ricerca scientifica e direttore di Radio Parlamentare:
«La prima legge sull’obesità è stata approvata dal nostro Parlamento lo scorso ottobre: un risultato molto importante. E’ la prima norma al mondo – non solo in Europa – che riconosce l’obesità come patologia cronica complessa. Siamo stati pionieri in questa materia, un traguardo significativo che si inserisce perfettamente in queste giornate dedicate al World Obesity Day».
Tra i filoni scientifici più approfonditi durante il congresso vi è stato quello del microbiota, sempre più riconosciuto come un attore chiave nella regolazione del metabolismo, dei processi infiammatori e dell’equilibrio energetico.
Tra i temi più attuali anche l’utilizzo dei farmaci agonisti del GLP-1, oggi al centro della ricerca clinica per il trattamento dell’obesità e del diabete.
Spazio inoltre ai percorsi multidisciplinari, alla chirurgia bariatrica, all’onco-obesità e al ruolo della nutrizione clinica nei pazienti complessi.
Proprio sul rischio oncologico nei pazienti obesi è intervenuto Riccardo Caccialanza, Professore Ordinario di Nutrizione Clinica all’Università di Milano e responsabile della Nutrizione Clinica al San Matteo di Pavia:
«Esiste un legame molto importante tra obesità, sovrappeso e incidenza dei tumori. In questo contesto la nutrizione clinica ha un ruolo fondamentale non solo nella prevenzione, ma anche nel limitare gli effetti collaterali delle terapie, che nei pazienti oncologici obesi e sarcopenici risultano ancora più frequenti».
Il messaggio emerso dal congresso è chiaro: l’obesità è una patologia complessa che richiede diagnosi precoce, presa in carico globale e strategie terapeutiche personalizzate. Una sfida sanitaria ma anche culturale, che coinvolge prevenzione, educazione alimentare, attività fisica e ricerca scientifica.
Due giornate che hanno messo in evidenza come solo un approccio integrato e multidisciplinare possa affrontare in modo efficace una delle emergenze più rilevanti della sanità pubblica contemporanea.
A chiudere il congresso è stato Marcello Romeo, professore a contratto all’Università del Salento e docente del Master in Nutrimicrobiomica Clinica: «Sono state due giornate congressuali molto intense, durante le quali si sono alternati relatori di grande rilievo nazionale e internazionale per affrontare temi come obesità, insulino-resistenza, diabete e la loro importante correlazione con il microbiota. Oggi non possiamo non considerare queste condizioni come patologie immuno-metaboliche croniche, accomunate da uno stato di infiammazione metabolica persistente, oggi definita meta-infiammazione».
– foto f50/Italpress-
(ITALPRESS).

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