Economia
A Natale vince la voglia di viaggiare, Sangalli “Buon auspicio per 2024”
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2 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Pur in una situazione di incertezza, non si rinuncia a festeggiare fuori casa il Natale, festività che, quest’anno, configura un bel ponte di ben 4 giorni, includendo il giorno di Santo Stefano. Otto milioni e mezzo di italiani hanno, infatti, le valigie pronte ma potrebbero aumentare, se i 2 milioni di indecisi partissero all’ultimo minuto. Chi parte lo farà con un occhio attento alla spesa, che si aggirerà complessivamente intorno ai 3 miliardi di euro. La maggior parte, l’83%, resterà in Italia, nonostante la voglia di tornare pienamente alle abitudini pre-pandemia incrementi, rispetto al 2022, l’apprezzamento per destinazioni estere, quasi tutte europee. Questi i dati che emergono dal Focus sul Natale dell’Osservatorio Turismo Confcommercio in collaborazione con Swg su un campione composto da 1048 cittadini italiani, tra i 18 e 80 anni, rappresentativi della popolazione per genere, età, area geografica e ampiezza comune di residenza.
Un italiano su 4 sfrutterà praticamente tutto il ponte natalizio, concedendosi 3 o 4 pernottamenti a destinazione. 1 su 5, con oltre 5 pernottamenti, andrà probabilmente a collegare Natale e Capodanno in un’unica vacanza lunga. Per gli altri la permanenza fuori casa sarà al massimo di 2 notti, prevalentemente in località vicine al luogo di residenza o senza uscire dalla propria regione.
Ed è proprio sul raggio degli spostamenti, favorito anche dai giorni festivi in più che il calendario mette a disposizione quest’anno, che si registrano segnali di vitalità particolarmente interessanti. Nel confronto con il 2022 scende dal 57% al 40% la quota di coloro che resteranno comunque all’interno della regione di residenza, mentre salgono dal 36% al 44% i vacanzieri che si spingeranno oltre, restando comunque in Italia. Sale inoltre, dal 7% al 17%, la quota di chi ha invece in programma un viaggio oltre confine.
Poco più della metà dei viaggiatori soggiornerà in strutture turistico ricettive, prevalentemente alberghi seguiti da b&b, mentre l’altra metà opta quasi esclusivamente per l’ospitalità presso amici e parenti o il soggiorno in seconde case.
Regina indiscussa del Natale è la montagna, scelta da 1 italiano su 3. Città d’arte e grandi città e borghi totalizzano complessivamente un ulteriore 32% delle preferenze mentre le località della costa, scelte in prevalenza da chi circoscrive gli spostamenti ai confini della propria regione, sono la destinazione di un ulteriore 21%. Ne risulta un panorama delle destinazioni che premia Lazio, Trentino Alto Adige, Campania e Lombardia sulle scelte di Italia mentre, per l’estero, Francia, Germania, Inghilterra e Austria sono le nazioni più gettonate.
“Gli italiani, nonostante l’incertezza, non rinunciano a partire durante le festività natalizie, pur con attenzione alla spesa. Una tendenza che conferma la vivacità dei consumi a dicembre che ci auguriamo sia un segnale di buon auspicio per un 2024 che si annuncia con un’economia in rallentamento” commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
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Economia
Sace, al via il piano strategico 2026-2028: 150 miliardi di nuovi impegni
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4 ore fa-
11 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – SACE, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, presenta SACE50, il Piano Strategico 2026-2028 che definisce le priorità e il ruolo a supporto della competitività del Sistema Paese per il prossimo triennio. Il Piano, approvato dal Consiglio di Amministrazione di SACE e frutto di un percorso di ascolto di oltre 400 imprese, “nasce in un contesto globale in rapida trasformazione, caratterizzato da elevata incertezza”, si legge in una nota.
In questo quadro SACE “supporterà le imprese mettendo a disposizione circa 150 miliardi di euro di nuovi impegni per il periodo 2026-2028, articolati in circa 40 miliardi nel 2026, 51 miliardi nel 2027 e 58 miliardi nel 2028″. Il livello complessivo degli impegni si colloca in continuità rispetto al triennio precedente ma con una diversa composizione, coerente con le nuove priorità strategiche individuate: rafforzamento del ruolo di SACE a supporto della proiezione internazionale delle imprese italiane e maggiore capacità di intervento su iniziative nazionali ad alto impatto sistemico. Il Piano Strategico 2026-2028 “mira a rafforzare il ruolo di SACE come leva di politica industriale ed economica del Paese e accompagnare l’Export Credit Agency verso il 50° anniversario della sua fondazione (1977-2027)”.
“Il Piano Strategico 2026-2028 accompagnerà SACE verso il suo cinquantesimo anniversario, valorizzando appieno la missione originaria della società a supporto dell’export e della proiezione internazionale delle imprese italiane, da sempre motori della crescita del Paese. In un contesto in cui economia e geopolitica sono sempre più connesse, rafforziamo il nostro impegno per sostenere il Made in Italy nel mondo e contribuire alla competitività dell’Italia, lavorando in sinergia con le istituzioni, il sistema finanziario e tutti gli attori del Sistema Paese”, ha dichiarato Guglielmo Picchi, Presidente di SACE.
“Presentiamo oggi con orgoglio il Piano Strategico 2026-2028 che oltre a valorizzare la missione storica di SACE a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione segna anche un cambio di passo nel supporto pubblico alle imprese italiane. In uno scenario globale sempre più complesso, SACE evolve verso un approccio orientato ad addizionalità, selettività e impatto misurabile per accompagnare le aziende nei mercati internazionali, rafforzare la competitività delle filiere e indirizzare la garanzia pubblica a sostegno di nuovi investimenti nel Paese, valorizzando l’effetto leva e il coinvolgimento di capitali privati, coerentemente e in raccordo con gli strumenti europei di garanzia, al fine di concentrare risorse pubblico su mercati, filiere e progetti d’investimento in grado di produrre ricadute tangibili sulla crescita del Paese”, ha detto Michele Pignotti, Amministratore Delegato di SACE.
Il Piano rafforza il ruolo di SACE a supporto delle imprese italiane nei percorsi di crescita sui mercati esteri, con particolare attenzione alla diversificazione dei mercati di sbocco, al rafforzamento del sostegno alle filiere produttive e al sostegno dei settori a maggiore potenziale per il Made in Italy. Il Piano punta a sostenere le filiere ad alto potenziale di export e internazionalizzazione. Le filiere core individuate sono: automazione e meccanica strumentale, infrastrutture e costruzioni, economia blu e cantieristica, difesa e aerospazio. A queste si affiancano settori strategici del Made in Italy, tra cui digitale e microelettronica, automotive, agroalimentare, chimica, energia, siderurgia e metallurgia, tessile.
Nel nuovo quadro strategico assume un rilievo specifico l’operatività sul mercato domestico attraverso la Garanzia Archimede, che rappresenta lo strumento principale di impiego della garanzia dello Stato, per promuovere investimenti addizionali in iniziative strategiche del Paese, con l’obiettivo di attivare capitali privati, intermediari finanziari e investitori istituzionali. L’azione potrà includere strutture di portafoglio, strumenti di debito e sinergie con strumenti europei di garanzia e finanziamento, in particolare con BEI e il programma InvestEU, anche in coordinamento con CDP e altri partner istituzionali.
Per raggiungere la missione e i target del Piano, SACE punterà su quattro leve e due abilitatori chiave che includono l’evoluzione del modello di servizio in ottica advisory, il rafforzamento e l’ampliamento della gamma di prodotti e servizi, la valorizzazione della complementarità tra le società del Gruppo e il consolidamento delle partnership con il sistema pubblico, finanziario e istituzionale, anche al fine di ampliare la capacità complessiva di intervento.
A tali leve si affiancano due fattori abilitanti principali, rappresentati dal rafforzamento delle competenze e del capitale umano e dall’evoluzione dell’ecosistema digitale e delle infrastrutture IT, funzionali al miglioramento dell’efficienza operativa, della qualità dei processi e della capacità di risposta alle imprese. Sotto il profilo economico-finanziario, il Piano prevede premi lordi cumulati per circa 5,7 miliardi di euro nel triennio, con un tasso medio annuo di crescita pari a circa il 22%, un risultato lordo in crescita fino a circa 680 milioni di euro nel 2028 e un profilo di solidità patrimoniale confermato da un Solvency Ratio stabilmente superiore al 270% lungo l’intero orizzonte di Piano.
-Foto ufficio stampa Sace-
(ITALPRESS).
Economia
Agenti Generali e Cattolica alla convention di Torino per la prima volta insieme
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4 ore fa-
11 Giugno 2026di
Redazione
TORINO (ITALPRESS) Per la prima volta dall’acquisizione di Cattolica Assicurazioni da parte di Generali, gli agenti delle due compagnie hanno partecipato insieme a un’unica Convention. L’evento, dal titolo “Qui. Adesso. Insieme per il nostro futuro”, si è svolto all’Inalpi Arena di Torino e ha ospitato oltre 10mila persone tra agenti, collaboratori e personale di agenzia e ha segnato il nuovo posizionamento del Generali Insurance Partner, delineando l’evoluzione del ruolo del consulente basata sulla capacità di leggere scenari complessi, interpretare i cambiamenti e accompagnare famiglie e imprese nelle scelte quotidiane. “Oggi – ha dichiarato Giancarlo Fancel, Country Manager e Ceo Generali Italia – scriviamo una pagina che resterà nella storia della nostra Compagnia: per la prima volta gli Agenti di Generali e Cattolica sono insieme, protagonisti di un’unica grande Rete. Questo momento rappresenta un simbolo di integrazione e segna l’inizio di una nuova fase, caratterizzata da una forza distributiva ancora più unita, capillare e vicina ai clienti. La Rete è e resta il cuore pulsante del nostro modello: 30mila persone che, con competenza e passione, creano valore ogni giorno attraverso consulenza di qualità, relazione autentica e capacità di interpretare i bisogni reali. E’ su questa centralità che vogliamo costruire il nostro futuro, con una mentalità rinnovata e una visione comune, per confermare Generali come il Partner di Vita per famiglie e imprese in tutto il Paese”. Anche nel 2025, Generali Italia ha confermato il proprio ruolo di riferimento nel mercato assicurativo italiano. La Raccolta Premi complessivi, infatti, si è attestata a oltre 18 miliardi di euro, confermando la leadership nel segmento Protection con una quota di mercato di oltre il 21 percento, raggiunta anche grazie al comparto LTC (Long Term Care) con una quota superiore al 51 percento. Nel Danni Non Auto la Compagnia resta leader con una quota superiore al 17 percento e una raccolta di quasi 5 miliardi di euro, di cui oltre 1,7 nel settore Salute (Infortuni e Malattia). Oltre a tracciare la roadmap dei prossimi mesi, il top management della Compagnia, intervenuto dal palco, ha riconosciuto e illustrato l’importanza del consulente, il cosiddetto Generali Insurance Partner che si trova ad affiancare il cliente in scelte sempre più complesse e richiede quindi competenze sempre più evolute. “In questa convention – ha commentato Massimo Monacelli, General Manager Generali Italia – riuniamo la nostra straordinaria rete di agenti fatta da migliaia di persone che ogni giorno sono a fianco dei nostri clienti. E’ un giorno nel quale vogliamo testimoniare il nostro ruolo che è anche sociale. Le grandi sfide che stanno cambiando l’Italia richiedono sicurezza, scelte giuste, investimenti. Le pmi hanno un ruolo fondamentale nella nostra economia e attraverso il welfare lo hanno ancora di più. Noi siamo a fianco delle imprese visto che ne assicuriamo una su quattro e una famiglia su tre e sentiamo la grande responsabilità di accompagnare il Paese verso un futuro più sicuro”.
– Foto ufficio stampa Generali –
(ITALPRESS).
Economia
Il 16 giugno torna l’Imu, Confedilizia: “I proprietari immobiliari chiamati ancora alla cassa”
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4 ore fa-
11 Giugno 2026di
Redazione
CATANZARO (ITALPRESS) – “Il 16 giugno i proprietari immobiliari saranno nuovamente chiamati alla cassa per il versamento dell’acconto Imu. La scadenza riguarda seconde case, immobili locati, immobili sfitti, negozi, uffici, capannoni, aree fabbricabili e, in generale, tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale non di lusso”. Lo afferma in una nota Sandro Scoppa, presidente di Confedilizia Calabria. “L’acconto, in via ordinaria, è pari al 50 per cento dell’imposta dovuta, calcolata sulla base delle aliquote dell’anno precedente; il saldo arriverà poi il 16 dicembre, con eventuale conguaglio in base alle aliquote definitive deliberate dai Comuni – prosegue -. Al di là degli adempimenti tecnici, la prossima scadenza impone una riflessione più netta. Questa imposta è una patrimoniale ordinaria travestita da tributo locale: non colpisce un reddito, ma la semplice titolarità di un bene. L’appartamento vuoto, il locale senza conduttore, l’immobile commerciale fermo, l’area fabbricabile ancora priva di qualunque progetto reale vengono comunque chiamati alla cassa. Non importa che producano valore o generino entrate. Basta che esistano nei registri catastali perché Stato e Comuni pretendano la loro quota annuale. Il risultato è una concezione proprietaria rovesciata: formalmente il bene appartiene al cittadino, fiscalmente resta sempre esposto alla pretesa del potere pubblico”.
“Esenzioni e riduzioni non cambiano la sostanza dell’Imu: la proprietà resta una base imponibile permanente. La casa, il negozio, il terreno, il capannone non sono privilegi da espiare, rappresentano piuttosto beni nati da lavoro, risparmio, rischio, eredità familiare e manutenzione. Colpirli ogni anno significa punire chi conserva valore, scoraggiare l’investimento e rendere più fragile ciò che dovrebbe dare sicurezza – sottolinea il presidente di Confedilizia Calabria -. Il risultato è un cortocircuito. Si invocano case in affitto, recupero urbano, negozi aperti e immobili curati. Poi si tassa chi dovrebbe renderli possibili. L’Imu sottrae risorse a manutenzioni, ristrutturazioni e messa a norma; rende più costoso tenere un immobile sul mercato; pesa anche quando il bene non produce reddito. Così la politica denuncia il degrado, ma indebolisce chi potrebbe contrastarlo. La scadenza del 16 giugno non è pertanto un semplice appuntamento fiscale. È il segnale di un rapporto malato tra potere pubblico e proprietà privata. Lo Stato riconosce formalmente il diritto, ma poi lo consuma con imposte ricorrenti, vincoli e sospetti. Un proprietario costretto ogni anno a pagare per il solo fatto di possedere non è pienamente libero: resta esposto a una pretesa pubblica continua. Dove la proprietà diventa fiscalmente precaria, anche l’indipendenza del cittadino arretra”.
“Per questo non basta chiedere qualche correttivo. Occorre rovesciare l’impostazione. La proprietà non deve essere trattata come una colpa fiscale permanente. Chi possiede, conserva, affitta, investe e mantiene non va guardato come un soggetto da spremere, bensì come una parte essenziale della ricchezza diffusa del Paese. Meno Imu significa più risorse per gli immobili, più fiducia, più offerta, più responsabilità privata, più libertà concreta. La proprietà non va messa ogni anno alla cassa come se appartenesse in ultima istanza al fisco. Appartiene ai cittadini. E uno Stato che lo dimentica non tassa soltanto i beni: restringe lo spazio della libertà”, conclude Scoppa.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).


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