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Ai Palermo Ladies Open Errani sfida Zheng al primo turno

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PALERMO (ITALPRESS) – Un anno dopo ci sarà ancora una volta la sfida Zheng-Errani al primo turno dei Palermo Ladies Open, torneo Wta 250, dotato di un montepremi complessivo pari a 232.244 euro, in scena da oggi sui campi in terra rossa del Country Time Club. Il sorteggio del tabellone principale, che ha avuto quale scenario il golfo di Mondello, si è tenuto nella terrazza a mare dell’Hotel La Torre.
La testa di serie numero 1 del torneo, la cinese Qinwen Zheng, numero 8 del ranking internazionale e vincitrice dell’edizione 2023, affronterà all’esordio la veterana del Country, la romagnola Sara Errani, alla sua quindicesima partecipazione agli Internazionali di Palermo (dove ha trionfato nel 2008 e nel 2012). Lo scorso anno a imporsi in 2 set fu la Zheng che, poi, vinse il torneo (il primo della sua carriera) battendo in 3 set in finale Jasmine Paolini.
La testa di serie numero 2 dei Palermo Ladies Open, la ceca Karolina Muchova (34 del ranking Wta ma numero 8 fino a settembre scorso) affronterà una qualificata, mentre la terza forza del seeding, la statunitense Peyton Stearns (52 Wta) giocherà contro la connazionale Ann Li (143).
L’urna poi è stata benevola con Lucia Bronzetti (finalista nel 2022 contro Irina Begu) che, inserita nella parta alta del tabellone, affronterà la francese Elsa Jacquemot (151 del ranking Wta); mentre Martina Trevisan se la vedrà con la testa di serie numero 6, l’olandese Arantxa Rus (56 del mondo).
Presente al sorteggio l’australiana (di origine croata), Ajla Tomljanovic (136 Wta), che, grazie a una wild card, tornerà a giocare a Palermo a distanza di 13 anni dalla sua unica partecipazione. Per lei un impegnativo primo turno contro l’egiziana Mayar Sherif (78 del mondo), lo scorso anno semifinalista al Country.
“Rispetto a 13 anni fa, vivo il tennis con meno frenesia – ha detto la Tomljanovic -. Sono venuta a Palermo perchè voglio vivere anche la città, il sole e il mare. Il mare di Mondello mi ricorda quello della Croazia. Il primo turno? Affronterò il torneo convinta di potere fare bene”.
Intanto, alle 16 prenderanno il via le partite delle qualificazione che metteranno in palio 6 posti nel tabellone principale. Impegni proibitivi per le due siciliane: la wild card Dalila Spiteri affronterà sul centrale (terzo match della giornata) la testa di serie numero 1 del tabellone cadetto, la francese Fiona Ferro (vincitrice dell’edizione 2020 del torneo); mentre la 19enne palermitana Giorgia Pedone giocherà contro la vincitrice dell’edizione 2019, la svizzera Jil Teichmann (quarta e ultima partita sul centrale).
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Italia poker alla Turchia: azzurri riscattano il ko col Belgio

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BURSA (TURCHIA)(ITALPRESS) – Dopo le polemiche torna il sereno sull’Italia. Gli azzurri battono la Turchia 4-1 nella seconda giornata di Uefa Nations League, in gol Bastoni, Frattesi, Kayode e Pio Esposito: la squadra di Mancini sale a quota 3 punti, venerdì la sfida contro la Francia di Zinedine Zidane, penultimo impegno in programma nella prima sosta stagionale. Dieci uomini lasciati a Coverciano e una formazione totalmente stravolta rispetto all’esordio col Belgio: Mancini ha confermato il 4-3-3 con Kayode e Ruggeri sulle corsie esterne e la coppia Scalvini-Bastoni davanti a Donnarumma. Tonali è stato schierato come vertice basso supportato da Fagioli e Frattesi, in attacco Raspadori e Sebastiano Esposito si sono piazzati ai lati di Pio Esposito. Montella ha mandato in campo il 3-4-2-1 con Guler e Uzun alle spalle di Yilmaz. Un approccio aggressivo e propositivo: l’Italia è scesa in campo con maggior convinzione rispetto al ko di venerdì scorso, gli azzurri hanno alzato il proprio baricentro sin dai primi minuti di gioco. Alla prima vera azione è arrivato il primo gol della seconda era Mancini: al 9′, sull’asse Frattesi-Pio Esposito, la conclusione del centravanti dell’Inter deviata in corner, sugli sviluppi del calcio d’angolo Bastoni ha sfruttato l’errore di Celik deviando il pallone in rete. Il dominio azzurro si è concretizzato al 22′, sul tiro di Kayode respinto da Bayindir è arrivato prima di tutti Frattesi per il 2-0. Cinque minuti più tardi lo stesso Kayode ha trovato la rete del 3-0 dopo un ottimo inserimento in area di rigore.
La Turchia ha tentato di cambiare marcia nella ripresa, i tre cambi effettuati da Montella hanno inciso dopo appena 1’20”: Aydin ha sfruttato una lettura errata da parte della retroguardia italiana servendo Yilmaz che, praticamente a porta vuota, ha segnato il gol dell’1-3. Immediata la reazione, al 5′ Tonali ha tentato la conclusione dal limite trovando il palo, sulla ribattuta è stato Pio Esposito – in tuffo di testa – a segnare il suo sesto gol in undici presenze. Nel quarto d’ora finale i padroni di casa hanno cercato di rendere meno pesante il passivo, ma l’Italia è riuscita ad evitare a più riprese la rete del 2-4. Qualche sorriso in più per gli azzurri dopo le polemiche per la sconfitta col Belgio, venerdì 2 ottobre ci sarà la sfida in casa della Francia, la più delicata del gruppo 1 della Lega A. La Turchia, contestata e fischiata dal pubblico di Bursa, affronterà la nazionale guidata da Mark van Bommel.
– foto Image –
(ITALPRESS).

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Mancini tira dritto, largo ai giovani: “Si può vincere giocando di squadra”

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di Enrico Currò

ROMA (ITALPRESS) – “Vedrete qualche novità, vedrete più giovani. E chi non partirà titolare entrerà a partita in corso. Le critiche dopo la sconfitta col Belgio? I giornali non li leggo e i social non mi interessano proprio per niente. La verità è che nel 2018 nessuno ci dava una lira e poi nel 2021 abbiamo vinto l’Europeo. Ci siamo riusciti senza fenomeni, senza un Totti, un Del Piero, un Baggio, un Gigi Riva. Perché si può vincere anche giocando da squadra”. Roberto Mancini tira dritto. E annuncia a Radio Rai che sarà un’Italia ulteriormente ringiovanita quella pronta, tra poche ore, a scendere in campo a Bursa contro la Turchia di Montella.

Kayode giocherà dall’inizio come terzino destro e potrebbe non essere il solo a partire titolare. Il ct rivela che in campo si vedranno anche Sebastiano Esposito, Doumbia e Vergara, anche se l’annullamento della rifinitura mattutina, causa diluvio, ha cancellato gli ultimi indizi di formazione, rinviandoli al pomeriggio: “Un giovane sicuramente dà energia. Ha voglia di fare, essendo alle prime partite e credo che questo sia importante. Chiaramente i giovani non possono avere l’esperienza di chi ha fatto 200 partite in serie A e nelle coppe europee”. Oltre a Kayode in difesa, conferma, avranno spazio anche Sebastiano Esposito in attacco (da valutare se insieme al fratello minore Pio, e per quanti minuti), Doumbia a centrocampo e Vergara da esterno-rifinitore: “Chi non comincerà da titolare entrerà a partita in corso”.

Il dado ormai è tratto, la ricostruzione non sarà breve. Il ct vede tante analogie col suo precedente ciclo, anche se il tempo per plasmare la nuova Nazionale è più ristretto: questa finestra tra settembre e ottobre, con 4 partite di Nations League in 11 giorni e poi la ripresa di una settimana a novembre, non è certo l’ideale. Il commissario tecnico preferiva il calendario di prima, con tre pause più brevi dei campionati, distribuite tra settembre, ottobre e novembre: “Questa finestra mi pare un po’ esagerata: non hai mai tempo di allenarti davvero, se non per un paio di giorni tra il lunedì e il venerdì”.

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La magnifica Inghilterra-Spagna, vinta dai campioni del mondo, è diventata l’inevitabile metro di paragone: in questo momento quanto è lontana l’Italia dalle avversarie più forti e che cosa deve invidiare a quelle squadre? “Alla Spagna invidio il titolo mondiale, ma in realtà niente, perché credo che abbia meritato tutto quello che ha fatto: è un percorso iniziato tanti anni fa. Se ricordiamo la Spagna del 1988, quella che anch’io ho affrontato e battuto da calciatore all’Europeo, era totalmente diversa. C’è stato un progetto, portato avanti molto bene”.

Nel frattempo, però, la Nazionale di Mancini stesso ha eliminato la Spagna nella semifinale di Euro 2021 e in finale ha battuto l’Inghilterra: si può fare, insomma. “Quando partimmo nel 2018, nessuno ci dava una lira, anzi. Dopo la sconfitta in Portogallo critiche su critiche. Ma poi, dopo un po’ di tempo, le cose cambiano e penso che sarà ancora così, perché il calcio è così. Quando si formano le squadre, ci sono delle difficoltà. Poi, magari di punto in bianco, si fa qualcosa di buono. Alle critiche non bado”.

Mancini è perplesso anche per i frequenti paragoni con le Nazionali vincenti degli altri sport, su tutti quelli olimpici: “Tutte le volte si fanno i raffronti. Il calcio va male e c’è chi è felice che sia così, perché i calciatori sono persone che guadagnano tanto. Invece io penso che in Italia lo sport sia sempre stato importante, in tutte le discipline e a tutti i livelli. Io ho sempre seguito tutto, da quando ero ragazzino: pallavolo, basket, atletica, tennis. Ci sono momenti con squadre migliori, che vincono, ma l’Italia ha vinto tanto anche in passato, nella pallavolo, nel basket, nell’atletica: abbiamo avuto grando campioni, che hanno fatto la storia dell’atletica leggera. Non vedo perché si debba fare sempre questo confronto”. 

“Il calcio – ricorda Mancini – in questo momento è in difficoltà, perché non ha più quello che ha avuto per tanti anni, cioè per tante generazioni a volte anche 6-7 fenomeni tutti insieme. Erano così numerosi che qualcuno doveva perfino stare in panchina. Oggi va in un altro modo, ma si può anche arrivare a vincere giocando da squadra, come abbiamo fatto nel 2021, perché anche allora non avevamo Totti, Del Piero, Baggio e Gigi Riva, però ci siamo arrivati lo stesso”.

Chiusura con avviso sulla forza della Turchia di Montella: con cognizione di causa, perché Mancini 12 anni fa ha allenato a Istanbul il Galatasaray: “Il calcio turco è in crescita costante e intanto in tutte le città ci sono stadi meravigliosi, il che è già una cosa positiva. Poi sicuramente anche il livello della Super Lig è cresciuto”.

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– Foto Ipa Agency –

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Dal Mondiale alla WNBA, è super Zandalasini: “LA 2028? Dobbiamo crederci” / Video

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di Veronica Maffei

SAN FRANCISCO (USA) (ITALPRESS) – Cecilia Zandalasini riparte come meglio non poteva. La 30enne stella della nazionale femminile di basket prende per mano le Golden State Valkyries e le trascina a una splendida vittoria – 104-80 il finale – sulle Dallas Wings in gara 1 del primo turno dei play-off Wnba.

Sono 22 i punti messi a referto dall’azzurra, miglior realizzatrice delle Valkyries, che in un’intervista all’Agenzia Italpress ha raccontato dalla sua “casa” di San Francisco, il Ballhalla – così viene ribattezzato il Chase Center quando scendono in campo le Golden State Valkyries – la sua esperienza americana e non solo, a partire dal Mondiale di Berlino che ha visto l’Italia spingersi fino ai play-off ma tenendo testa a corazzate come Usa e Australia.

Sei appena tornata dal Mondiale e ora sei nella fase decisiva della WNBA. Come si passa, mentalmente e fisicamente, dalla maglia azzurra alle Valkyries senza fermarsi?

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“Non è stato facile, sicuramente, per me e per le altre compagne che hanno giocato il Mondiale. Però questo è il momento più bello dell’anno. Abbiamo avuto un paio di settimane per prepararci e adesso arriva il bello: non c’è spazio per la stanchezza, né mentale né fisica. Siamo molto cariche”.

Le Valkyries sono una realtà incredibile: una squadra giovane, con una forte identità in tutta la città e il palazzetto sempre esaurito. Che cosa le distingue? Qual è l’aspetto di questa squadra che da fuori non si vede?

“La franchigia è molto nuova ma è super professionale. Hanno creato qualcosa di incredibile e, anche se siamo soltanto al secondo anno, siamo già tra le migliori organizzazioni della Lega. Devo dare molto merito a chi ha costruito tutto questo. Abbiamo una proprietà che crede molto in noi e, secondo me, abbiamo seguito un po’ la strada dei Golden State Warriors, che hanno una grande storia alle spalle. Qui siamo trattate esattamente come loro, ed è una cosa bellissima”.

Guardando a questa crescita, che cosa potrebbe imparare il basket italiano dalla WNBA?

“Negli ultimi anni qui si vede chiaramente quanto stia crescendo lo sport femminile, e in particolare il basket. C’è stata una grande crescita sia nei numeri sia nel pubblico che viene a vederci. È una delle leghe più importanti in America, nonostante la presenza dell’Nba, della Nfl e di tutti gli altri campionati. Spero che lo spazio dato qui allo sport femminile crei una spinta che arrivi anche in Europa e faccia crescere il livello dello sport femminile in generale e, per noi, del basket”.

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Torniamo al Mondiale. L’Italia ha ottenuto un grande risultato e la partita contro gli Stati Uniti è stata particolarmente intensa. A qualche settimana di distanza, che cosa ti resta di quella gara e del Mondiale in generale?

“Ho dei ricordi bellissimi del Mondiale, soprattutto adesso che sono passate alcune settimane. È stata una bellissima esperienza già esserci, partecipare e rappresentare l’Italia. Contro gli Stati Uniti siamo andate molto vicine: questo deve darci tanta forza per il futuro, farci credere in noi stesse e ricordarci di che cosa siamo capaci”.

Ti è rimasto un po’ di amaro in bocca per l’ultima partita con l’Australia?

“Che cosa posso dire? È il gioco del basket, ed è bello anche così. È stato molto emozionante avere così tante persone a fare il tifo per noi a Berlino. Vedremo che cosa succederà in futuro”.

Quel futuro potrebbe comprendere le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Sarebbe un grande obiettivo per te?

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“Sicuramente. Penso che sia il sogno di chiunque faccia sport. Dobbiamo credere nella possibilità di arrivare alle Olimpiadi del 2028 e provare a raggiungerle”.

Dopo tanti anni tra Italia e Stati Uniti, c’è qualcosa di molto americano che ormai senti tuo? E qualcosa di italiano a cui non potresti rinunciare?

“In realtà è molto bello vivere qui: puoi vedere tante città e tanti posti diversi. Però, se devo scegliere una cosa, dico il cibo: quello americano non mi piace per niente! Su questo sono italiana al cento per cento”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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