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Intesa Mase-Cip, Barbaro “Sport ambasciatore sostenibilità”

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Crediamo che le attività ambientali, soprattutto dal punto di vista educativo, possano essere divulgate attraverso le gesta dei campioni ma anche, e perchè no, delle società sportive, dei dirigenti che vogliono essere formati per rendere un evento sostenibile, un impianto sostenibile. Ci sono, quindi, tante cose da fare. Il nostro progetto parte dalle Olimpiadi, si ripete alle Paralimpiadi e vuole andare anche oltre nel tempo, perchè vogliamo che lo sport diventi un ambasciatore costante nel tempo del ministero dell’Ambiente”. Lo ha detto Claudio Barbaro, sottosegretario al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica con delega allo sport, a Casa Italia a Parigi, in merito all’iniziativa del ministero, iniziata con i Giochi Olimpici, a sostegno della sostenibilità ambientale. Grazie all’intesa tra MASE e CIP, infatti, anche gli atleti paralimpici sono protagonisti di iniziative che contribuiranno a promuovere comportamenti attenti alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente.

“Lo sport è stato individuato dall’Onu come l’unico comparto che intercetta tutti i punti dell’Agenda 2030 che sappiamo per definizione è il protocollo al quale si riferiscono tutte le nazioni del mondo per quello che riguarda la difesa dell’ambiente – ha proseguito Barbaro – Noi stiamo declinando questo connubio attraverso tutte le pratiche sportive che possano permetterci di individuare con precisione cosa significa sostenibilità in campo sportivo”. L’iniziativa “Sostenibilità nel mondo dello sport”, ha ricordato infine Barbaro, “per la prima volta è stata inserita all’interno delle attività ufficiali del ministero con la creazione di un’apposita divisione che si occuperà soltanto di sostenibilità in campo sportivo”.
– Foto Ufficio Stampa Asi –
(ITALPRESS).

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Mancini “Arabia Saudita un errore, ci mancano i 10 ma li troveremo”

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di Enrico Currò

ROMA (ITALPRESS) – A poche ore da Italia-Belgio di Nations League, che segna il suo debutto nel secondo mandato da ct dopo le dimissioni del 2023, Roberto Mancini ha ribadito a Radio Rai il suo pentimento per la scelta di andare ad allenare la rappresentativa dell’Arabia Saudita. Alla domanda sul fatto che in Medio Oriente, come aveva dichiarato, non ha trovato ciò che cercava, il commissario tecnico ritrovato ha risposto di getto: “Non sarei dovuto andare. Avevo già tutto qui”. È stata questa la ragione che lo ha indotto, nei mesi scorsi, a rifiutare alcune proposte di lavoro, perché il suo unico obiettivo era di tornare alla guida della Nazionale: “Qualcosa c’è stato. Ma la mia speranza era di riavere questa possibilità. L’ho avuta e di questo sono molto felice”.

La partenza è delicata, contro un avversario come il Belgio e con la premessa scomoda che le squadre nazionali più forti del mondo (lo ha ammesso con amarezza il centrocampista laziale Frattesi) vanno a un’altra velocità. Il tema è serio, conferma Mancini: “Il ritmo della serie A quest’anno sta migliorando, ma in altri campionati, come quello inglese, è certamente più alto. Il fatto è che nelle altre nazionali ci sono molti più calciatori che giocano, soprattutto in Champions League, da titolari”. “Gli italiani sono pochi, devono giocare di più e devono giocare sempre: per trovare il ritmo è necessario”, aggiunge.

La questione è direttamente collegata alla classifica del Pallone d’oro, dove non per la prima volta non ci sono italiani tra i primi trenta, e in particolare alla scomparsa ormai ultradecennale di numeri 10 di alto livello, aspetto assai frustrante per una scuola calcistica che ha prodotto campioni come Baggio, Totti, Del Piero e Mancini stesso: “Purtroppo, ripeto, ci sono pochi italiani che giocano. In passato abbiamo avuto perfino troppi numeri 10, tutti insieme con quelle caratteristiche. Poi non più, se no non avremmo avuto tutti questi problemi. Ma speriamo da qui ai prossimi due anni di averne, speriamo che vengano fuori giocatori con queste qualità, li tireremo fuori”.

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Il dubbio di formazione residuo è il ballottaggio in attacco tra Kean e Daniel Maldini. Sembra essersi risolto a favore di Cambiaghi quello con Zaniolo, che è appena tornato dopo l’infortunio e va in tribuna con Vergara. Non va escluso l’assetto offensivo con Kean a destra e Cambiaghi a sinistra. Le partite imminenti e ravvicinate con Turchia, Francia e ancora Turchia suggeriscono le rotazioni fra i 34 convocati.

“Possiamo portarne solo 23, tra campo e panchina. Ci sono 4 partite in 14 giorni e c’è bisogno di tutti. Valuteremo di volta in volta”. La squadra del debutto potrebbe essere composta, nel 4-3-3 trasformabile in 3-5-2 o 3-4-4, da Donnarumma in porta, dalla linea difensiva Di Lorenzo-Gianluca Mancini-Coppola (al posto dello squalificato Bastoni)-Calafiori, dal centrocampo Barella-Romano-Tonali e dal tridente Kean-Pio Esposito-Cambiaghi. Maldini resta la variabile. Il ct comunicherà le sue scelte ai giocatori nella riunione tattica del pomeriggio.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Slitta ancora il rientro di Jannik Sinner, il n°1 annuncia il forfait a Pechino / Video

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ROMA (ITALPRESS) – Slitta ancora il rientro di Jannik Sinner. È lo stesso numero uno del mondo ad annunciare che non potrà prendere parte al “China Open”, Atp 500 che scatterà il 30 settembre a Pechino dove avrebbe dovuto difendere il titolo conquistato un anno fa.

“Il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni in cui vorrei che fosse e non sono ancora pronto per competere, ma farò tutto il possibile per tornare in campo il prima possibile”, il messaggio via social di Sinner, che promette ai tifosi cinesi di tornare il prossimo anno. Si allunga dunque lo stop dell’azzurro, il cui ultimo match giocato rimane la finale di Wimbledon vinta contro Zverev lo scorso 12 luglio.

Poi l’infiammazione al ginocchio destro che lo ha costretto a saltare tutta la stagione sul cemento americano, compresi i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati oltre allo Us Open. A questo punto il prossimo torneo utile per sperare di vedere in campo il 25enne altoatesino diventa il Masters 1000 di Shanghai, al via il 7 ottobre e al quale è già iscritto, dove Alexander Zverev potrebbe soffiargli la prima posizione nel ranking.

– Foto Ipa Agency
(ITALPRESS).

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Azzurre di BJK Cup sfidano l’Ucraina, in palio l’ultimo atto delle Finals

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SHENZHEN (CINA) (ITALPRESS) – La Nazionale di Billie Jean King Cup torna in campo domani a Shenzhen (ore 11 italiane, 17 in Cina, diretta su SuperTennis) per la semifinale delle Finals 2026. Dopo la sofferta rimonta sulle padrone di casa della Cina, la formazione guidata da Tathiana Garbin e rappresentata da Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Lucia Bronzetti, Tyra Grant e Sara Errani affronta l’Ucraina.

Attuale numero 7 del ranking Wta, e vincitrice di 20 titoli in carriera (comprese tre edizioni degli Internazionali d’Italia, nel 2017, 2018 e 2026), Svitolina è la leader indiscussa della nazionale guidata da capitan Illya Marchencho. Classe 1994, in Nazionale dal 2012 e con un record di 19 vittorie in singolare nella competizione, è di certo la tennista più esperta tra le avversarie delle azzurre. A completare la rosa dell’Ucraina ci sono Anhelina Kalinina (numero 48 del mondo ed ex finalista di Roma nel 2023), Katarina Zavatska (n.262) e la doppista Lyudmyla Kichenok.

Negli head-to-head le azzurre conducono per 5-0, in virtù dei successi del 1997 (sfida di round robin giocata sui campi di Bari), 2008 (quarti di finale a Olbia), 2010 (sfida di quarti di finale giocata a Kharkiv), 2012 (ancora quarti di finale, disputati a Biella) e 2025 (semifinale nella scorsa edizione di Shenzhen).

Le azzurre, bi-campionesse del mondo in carica grazie ai trionfi di Malaga 2024 (in finale sulla Slovacchia) e di Shenzhen 2025 (sugli Stati Uniti), sono per la quarta volta consecutiva nella semifinale della competizione. Per arrivarci in questo caso c’è stato bisogno di una veemente e sofferta rimonta sulla nazionale cinese nei quarti di finale: nel tie giocato ieri, le padrone di casa sono andate in vantaggio grazie al successo in due set di Shuai Zhang su Elisabetta Cocciaretto (6-0 6-2); il pareggio lo ha firmato la miglior Jasmine Paolini degli ultimi mesi che, grazie ad una prestazione impressionante, ha piegato la star di casa Qinwen Zheng con il punteggio di 63 76(4).

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Il punto del successo lo ha firmato il doppio Errani-Paolini che, dopo oltre due ore di sofferenza contro Guo e Jiang, hanno chiuso con lo score di 6-3 5-7 6-3. Anche l’Ucraina ha avuto bisogno del doppio nella sfida di quarti di finale con il Belgio: dopo le vittorie di Kalinina e Minnen (in tre set sulla Svitolina), il punto decisivo lo hanno firmato Kalinina e Kichenok.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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