Cronaca
Enpaia-Censis, 70% italiani disposto a lavorare oltre l’età pensionabile
Pubblicato
2 anni fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – In un Paese che invecchia e si riduce a causa della crisi demografica, cambia il rapporto degli italiani con il lavoro e in particolare le aspettative dei giovani, ma cambiano anche le prospettive previdenziali specialmente dei cosiddetti boomer che vorrebbero continuare a lavorare anche oltre l’età di pensionamento. E quanto emerge dal secondo report dell’Osservatorio Enpaia-Censis del mondo agricolo nel quale si evidenzia come se da una parte l’innalzamento dell’età di pensionamento viene vissuto nel 65,1% dei casi come “una costrizione alla libertà individuale” (che arriva al 69,6% nella fascia dei 35 ai 64 anni), dall’altra una quota ancora più ampia degli italiani (circa il 70%) afferma che si debba consentire ai pensionati, se vogliono, di continuare a lavorare (percentuale che sfiora l’80% tra gli over 64). Una richiesta – viene sottolineato nel report – coerente con la struttura demografica di una società che invecchiando si fa longeva e che deve essere accompagnata da un sistema integrato e coerente di misure di active ageing, permettendo ai più anziani di essere attivi nei diversi ambiti della sfera sociale, mercato del lavoro incluso, senza che l’età sia un fattore discriminante.
Il report, spiega il Direttore Generale di Enpaia Roberto Diacetti, “fotografa un’Italia dove il 92% degli occupati non disdegnerebbe avere più libertà di scelta per quanto riguarda l’età di pensionamento, con una maggiore flessibilità in uscita dal lavoro, quindi con la possibilità di poter andare in pensione un pò prima con delle penalizzazioni ridotte, ma anche di poter restare al lavoro più a lungo, oltre l’età pensionabile”. Ma nel nostro Paese, aggiunge Diacetti, abbiamo un enorme problema costituito da salari troppo bassi che impatta negativamente anche sulle future pensioni oltre che sulla domanda interna. Perciò, conclude il Dg di Enpaia, l’idea di rinunciare a una minima quota di dividendi da parte delle imprese per aumentare le retribuzioni, merita una riflessione seria.
Nel 2024, l’indice di vecchiaia ci consegna l’istantanea di un Paese dove gli ultrasessantacinquenni sono circa il doppio dei giovani in età compresa tra 0 e 14 anni. Una deriva, quella dell’invecchiamento che, secondo le proiezioni dell’Istat, continuerà a progredire: la popolazione italiana nel complesso si ridurrà di circa 4 milioni e 200 mila individui, riportando rispetto al 2024 un decremento pari a -7,1%. Da quanto si legge nel report Enpaia Censis, questo fenomeno è il combinato disposto di due fenomeni: da un lato, la speranza di vita, che tra il 1983 e il 2023 è aumentata di 8,5 anni, è destinata a crescere da qui al 2050 determinando una maggiore proporzione di persone di età compresa tra 80 e 90 anni, molte delle quali in condizioni di fragilità; dall’altro, il baby crash, ovvero la diminuzione della natalità, che ha fatto seguito al baby boom, all’origine del maggioritario contingente di persone tra i 45 e i 65 anni presente nella popolazione italiana che pone, fra l’altro, problemi di sostenibilità del sistema pensionistico.
Nell’arco di vent’anni in Italia le nascite sono precipitate, passando da 544.063 del 2003 a 379.339 nel 2023. Meno nati, meno giovani e un’impetuosa avanzata di anziani – viene rilevato dall’Osservatorio Enpaia – rendono fragile la struttura demografica interna e minano la tenuta del sistema paese: impattano sulla creazione e redistribuzione della ricchezza ma anche sulla forza lavoro disponibile per le imprese (nel 2050 si ridurrà di 2 milioni e 200 mila unità).
La crisi demografica, avverte il Presidente di Enpaia Giorgio Piazza, è trasversale nei suoi effetti e già si manifesta sul mercato del lavoro con importanti riflessi sul sistema previdenziale e sul ricambio generazionale nelle imprese; modifica la domanda di istruzione, sanità e servizi alla persona; si scarica su una situazione economica gravata da un alto debito pubblico e un rilevante tasso di evasione fiscale, e va a pesare su una struttura produttiva fragile, con effetti imprevedibili sul sistema sociale ed economico del Paese.
Secondo l’ultima indagine Excelsior sul mercato del lavoro, che riporta le previsioni per il quinquennio 2024-2028, la domanda che deriva dalla sostituzione dei lavoratori in uscita, sommata alla domanda incrementale di lavoro, produrranno un fabbisogno occupazionale complessivo compreso tra 3,4 e 3,9 milioni di unità, pari a una media di 685-770mila unità all’anno, di cui il 60% del totale richieste dal settore privato, il 23% dal settore pubblico (gli indipendenti saranno il 17%). Nel 2023, la difficoltà di reperimento del personale ha riguardato il 45% delle assunzioni (quasi 2,5 milioni in valore assoluto), contro il 42% dell’anno precedente. Un fenomeno che si riscontra in Italia come in quasi tutte le economie avanzate. Ma la peculiarità della condizione demografica associata ad altre criticità di sistema (scollamento tra sistema formativo e mercato del lavoro, bassi salari e bassa produttività in diversi settori economici) rendono le difficoltà derivanti da labour shortage e skill mismatch più rimarchevoli nel nostro Paese. La rarefazione dell’offerta di lavoro, generata da una prolungata dèbacle demografica, farà aumentare non solo il suo valore economico in funzione dell’aumento della domanda, con un conseguente aumento delle retribuzioni, ma spingerà le imprese a mettere in atto strategie assunzionali competitive capaci di attrarre i candidati a partire dalle loro motivazioni e aspettative verso il lavoro. E se affrancarsi dall’orario di lavoro può essere importante per tutti, lo è di più per i più giovani, desiderosi di riempirlo con esperienze affini ai loro interessi extralavorativi; e di abbandonare una cultura lavoro-centrica propria della generazione dei baby boomer, rimettendo sè stessi al centro delle proprie esistenze. Ma la tensione a tracciare una linea di demarcazione tra tempo per sè e tempo del lavoro, non esclude però un’attenzione alla qualità del lavoro svolto, che dev’essere motivante ed avere un senso che giustifichi impegno e coinvolgimento.
Oltre l’80% degli italiani teme che la sostenibilità della previdenza potrebbe affrontare qualche difficoltà, visto il gap tra giovani e anziani. Attualmente il 46,8% dei pensionati ritiene la propria pensione inadeguata alle esigenze di vita. Tenuto conto delle prospettive future, le persone cercano forme integrative dei redditi pensionistici, per far fronte al rischio di un downgrading della qualità di vita. Così, in Italia, il sistema di previdenza complementare continua crescere in termini di iscritti e di contributi, mostrando una sostanziale solidità. Nel 2023 sono 9.571.353 gli iscritti alla previdenza complementare, il 3,7% in più rispetto all’anno precedente, per un totale di quasi 11 milioni (10.690.199) di posizioni in essere che, tra il 2013 e il 2023, sono cresciute del 72,3%. Di conseguenza si incrementa anche il montante delle risorse destinate alle prestazioni (+3,5%), che in valore assoluto supera i 224 milioni di euro (224.392.000), pari a un importo medio per posizioni in essere di 20.990 euro. Dati che evidenziano una buona solidità del sistema e una consapevolezza di un’assunzione di responsabilità per il proprio futuro previdenziale, attraverso l’integrazione del proprio montante contributivo per compensare le minori disponibilità del sistema pubblico. Un altro indizio a conferma della crescente inclinazione all’autotutela degli italiani è rappresentato dall’apprezzabile consistenza numerica dei cosiddetti “altri iscritti” – oltre 1 milione e 400 mila individui nel 2023 – tra i quali si contano, tra gli altri, anche i soggetti “fiscalmente a carico”, cioè con una posizione previdenziale aperta dai genitori ai figli.
La gran parte degli italiani vede il pensionamento obbligato ad una determinata età come un vincolo costrittivo della propria libertà individuale. Dal report dell’Osservatorio Enpaia-Censis emerge infatti che il 92% degli attuali occupati, l’81% dei pensionati e il 92,6% degli studenti, ritengono che occorra dare piena libertà alle persone di decidere quando andare in pensione sia prima (prevedendo anche piccole penalità economiche)che dopo l’età pensionabile prescritta. Emerge anche la voglia di coesistenza tra condizione da pensionato e possibilità di lavorare, ma più ancora la facoltà di passare da una condizione all’altra, da occupato a pensionato e viceversa, rompendo gli schemi rigidi con la demarcazione tra fasi di vita per attività ad esse afferenti. E sono gli attuali pensionati a indicare questa esigenza poichè l’87,8% dichiara che, se un pensionato vuole lavorare va messo nelle condizioni di farlo, senza divieti e senza penalità eccessive. Tale opinione è condivisa anche dal 78,1% degli occupati e dal 75,1% degli studenti: non più quindi la fase di pensionamento come ambito di vita sganciato in via definitiva dalla possibilità di lavorare.
Dato che il 68,7% dei pensionati contribuisce con propri soldi ai budget delle famiglie di figli e nipoti (il 21,8% in modo continuo e il 47,8% di tanto in tanto), lavorare diventa per gli attuali pensionati un modo per potenziare la disponibilità di risorse così da poter rispondere in modo ancor più efficace e puntuale ad esigenze sociali che esulano dalla propria condizione.
– foto: ufficio stampa Enpaia –
(ITALPRESS).
Potrebbero interessarti
-
Meloni a Policoro per un sopralluogo nelle aree colpite dal maltempo
-
Meloni a Policoro per un sopralluogo nelle aree colpite dal maltempo
-
Stagione finita per Pogacar, ma lo sloveno rinnova con l’UAE Emirates fino al 2032
-
Stagione finita per Pogacar ma rinnova con la UAE Emirates XRG fino al 2032
-
Trasporto marittimo, report Teha-Edison: 36 mld per ridurre emissioni del 54%
-
Italo, Montezemolo “In Germania una nuova sfida, so che ce la faremo”
Cronaca
Stagione finita per Pogacar ma rinnova con la UAE Emirates XRG fino al 2032
Pubblicato
59 minuti fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Tadej Pogacar tornerà in sella solo il prossimo anno ma sarà ancora su una bici della UAE Team Emirates XRG e così fino al 2032. Una settimana dopo la caduta alla Vuelta di Spagna che lo ha costretto al ritiro mentre era saldamente al comando della classifica generale, il corridore sloveno – 28 anni il prossimo 21 settembre – allunga per altri sei anni il suo legame col team che lo ha lanciato fra i pro nel 2019. Al contempo Pogacar annuncia però di chiudere in anticipo la stagione: niente Mondiali nè Il Lombardia, dove si è aggiudicato le ultime cinque edizioni. “Fin dall’inizio, questa squadra mi è sembrata casa – commenta sul rinnovo -. Siamo cresciuti insieme nel corso degli anni e abbiamo condiviso momenti incredibili, quindi sono molto felice di prolungare il mio contratto fino al 2032. C’è ancora molto che voglio ottenere in questo sport e credo che questo sia il posto giusto per farlo. Sono molto grato per la fiducia che la squadra ha riposto in me e sono entusiasta di ciò che potremo continuare a costruire insieme”. Come detto, stagione 2026 in archivio in anticipo viste le conseguenze della caduta di sabato scorso dove ha rimediato una commozione cerebrale, una frattura scomposta della clavicola sinistra – per la quale è stato operato -, una frattura cervicale C7 stabile e multiple abrasioni. “In questo momento, la cosa più importante è recuperare nel modo giusto e dare al mio corpo il tempo di cui ha bisogno”, chiosa Pogacar, con la UAE Team Emirates XRG che gli dà appuntamento al 2027.
In questa stagione lo sloveno si è aggiudicato Giro di Svizzera e Tour oltre ad aver vinto le Strade Bianche, la Milano-Sanremo, il Fiandre e la Liegi.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Trasporto marittimo, report Teha-Edison: 36 mld per ridurre emissioni del 54%
Pubblicato
59 minuti fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
CERNOBBIO (COMO) (ITALPRESS) – La decarbonizzazione del trasporto marittimo sta modificando gli equilibri economici e competitivi del settore, attribuendo ai porti un ruolo sempre più centrale come snodi energetici e industriali. Regolazione, costo della CO2, disponibilità di infrastrutture e volatilità dei combustibili tradizionali stanno accelerando una trasformazione che richiederà l’evoluzione coordinata di porti, filiere energetiche e flotte.
E’ quanto emerge dal Rapporto Strategico “Decarbonizzare il mare, rafforzare l’Italia: trasporto marittimo, vettori energetici e porti, nuova competitività nel Mediterraneo”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Edison e NextChem, la business unit tecnologica di MAIRE, specializzata nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni tecnologiche per l’evoluzione dell’industria dell’energia. Lo studio mostra come la transizione del trasporto marittimo seguirà una traiettoria graduale e multi-fuel. Nello scenario ‘Industry driven’ elaborato da TEHA, costruito sulla base degli attuali segnali di evoluzione industriale e utilizzando gli ordinativi navali come indicatore delle scelte di investimento degli armatori, i fuel alternativi raggiungono il 65,5% del mix energetico al 2050, trainati dai biofuel (50,7%), mentre i combustibili fossili mantengono una quota del 34,5%, rilevante con un ruolo ancora rilevante del GNL. Questa evoluzione consentirebbe una riduzione delle emissioni del 54% al 2050 e richiederebbe 36 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture portuali e filiere energetiche e industriali a monte, in grado di attivare 105 miliardi di euro di valore della produzione e generare 45 miliardi di euro di Valore Aggiunto.
Questi i risultati dell’analisi che verrà discussa domani nei lavori a porte chiuse della 52ma edizione del Forum di Cernobbio.
«Le evidenze di questo Studio confermano la rilevanza della decarbonizzazione dei trasporti, in particolare di quello marittimo, e il ruolo dei porti come leva di sviluppo e competitività per il Paese», commenta Fabrizio Mattana, Executive Vice President Gas Assets di Edison. «Edison è impegnata in questa sfida che richiede una visione di lungo periodo e ha la capacità di offrire soluzioni energetiche in grado di accompagnare tutte le fasi della transizione, grazie al proprio posizionamento integrato nella filiera del GNL e dello Small Scale LNG e all’impegno verso soluzioni innovative come idrogeno e biometanolo. La possibilità di utilizzare tecnologie e combustibili già disponibili o progressivamente scalabili, come GNL e bio-GNL, rappresenta l’opportunità concreta per accelerare fin da subito la transizione del settore, accompagnandolo verso l’obiettivo net zero e, al tempo stesso, per consolidare le filiere industriali italiane rafforzando la competitività dei nostri porti nel Mediterraneo.»
“La decarbonizzazione del trasporto marittimo è una delle sfide più complesse della transizione energetica, perchè richiede di coniugare sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità e competitività su scala globale. Non esiste una tecnologia unica in grado di risolvere questa sfida: serve un ecosistema diversificato di vettori energetici a basse emissioni, in cui il metanolo si sta affermando come una delle soluzioni più concrete e scalabili. Come MAIRE e Nextchem, stiamo trasformando questa visione in progetti industriali reali, dalla produzione sostenibile del metanolo alle sue applicazioni nella propulsione navale, insieme a partner industriali di primo pianò, ha commentato Giovanni Sale, Senior Vice President, Energy Transition Strategy di Nextchem.
«La transizione del trasporto marittimo non è più un’ipotesi, ma un processo già avviato: i fuel alternativi rappresentano oggi il 51% del tonnellaggio navale ordinato a livello globale. La lunga vita utile delle navi rende però questo percorso necessariamente graduale e multi-fuel, e proprio per questo richiede una visione industriale di lungo periodo», ha commentato Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di TEHA. «Per l’Italia si tratta di una sfida di competitività, ma soprattutto di un’opportunità concreta e misurabile: lo scenario TEHA indica che 36 miliardi di euro di investimenti al 2050 possono ridurre le emissioni del 54%, attivare 105 miliardi di euro di valore della produzione e generare 45 miliardi di euro di Valore Aggiunto, oltre la metà del quale nel Mezzogiorno. E’ il segno che decarbonizzazione e crescita industriale possono muoversi nella stessa direzione. La vera posta in gioco è questa: trasformare la decarbonizzazione del mare in una leva di politica industriale. Non farlo significherebbe rinunciare a circa 80 miliardi di euro di Valore Aggiunto e, con essi, alla centralità dell’Italia nel Mediterraneo.»
La transizione energetica sta modificando gli equilibri del trasporto marittimo e il ruolo dei porti, sempre più chiamati a integrare alla funzione logistica una funzione energetica e industriale. La capacità di offrire infrastrutture e fuel alternativi a condizioni competitive diventa così un fattore determinante per attrarre e preservare i traffici.
L’evoluzione del trasporto marittimo è oggi guidata da quattro driver strettamente collegati: quadro normativo, costi operativi, readiness infrastrutturale e volatilità dei prezzi dei fuel tradizionali. La sfida è rilevante: il trasporto marittimo rappresenta circa il 14% delle emissioni del settore dei trasporti nell’UE-27 e il 7% in Italia, mentre oltre il 95% della flotta europea e italiana utilizza ancora fuel convenzionali. A livello internazionale, l’IMO ha fissato l’obiettivo delle emissioni nette pari a zero entro il 2050, mentre nell’Unione Europea FuelEU Maritime e l’inclusione del settore nell’EU ETS stanno progressivamente rafforzando la spinta alla decarbonizzazione.
In questo scenario, i porti diventano lo snodo centrale della transizione, chiamati a ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività e, allo stesso tempo, a mettere a disposizione delle flotte energia, infrastrutture di bunkeraggio e servizi adeguati. La decarbonizzazione è infatti il driver degli investimenti nella transizione energetica dei porti europei che ha registrato la maggiore crescita di rilevanza tra il 2018 e il 2023 (+41 p.p.), accompagnando l’evoluzione dei porti da piattaforme logistiche a nodi energetico-industriali del sistema marittimo.
L’Italia parte da fondamentali marittimi distintivi: nel 2024 è al 1° posto nell’UE e al 2° nel Mediterraneo per tonnellate movimentate nel trasporto a corto raggio, ed è inoltre prima in Europa per passeggeri trasportati tramite traghetti, con 42,1 milioni di persone. Questi fondamentali si inseriscono tuttavia in uno scenario di crescente competizione tra gli hub del Mediterraneo. La capacità di offrire infrastrutture energetiche, fuel alternativi e servizi di bunkeraggio a condizioni competitive sarà sempre più determinante per attrarre e preservare i traffici. Per l’Italia, accelerare la trasformazione energetica dei porti diventa quindi una leva per rafforzare il proprio posizionamento nel Mediterraneo e valorizzare le filiere industriali nazionali.
Nello scenario «Industry driven» elaborato da TEHA sulla base degli attuali segnali di evoluzione industriale, al 2050 i fuel alternativi raggiungono il 65,5% del mix energetico, trainati dai biofuel, mentre i combustibili fossili mantengono una quota del 34,5%, con un ruolo ancora rilevante ricoperto dal GNL. Questa traiettoria consentirebbe di ridurre le emissioni del trasporto marittimo del 54% al 2050, pur a fronte di consumi energetici complessivi attesi in aumento.
Per accompagnare la transizione sono necessari investimenti coordinati nelle infrastrutture portuali e nelle filiere energetiche e industriali a monte. Nello scenario «Industry driven», il fabbisogno cumulato al 2050 è stimato in 36 miliardi di euro, comprendendo lo sviluppo delle infrastrutture di stoccaggio e bunkeraggio, delle unità per il rifornimento ship-to-ship e per l’elettrificazione delle banchine, oltre alla capacità produttiva nazionale dei fuel alternativi.
L’impatto economico supera significativamente il valore dell’investimento iniziale: i 36 miliardi di euro possono attivare 105 miliardi di euro di valore della produzione e generare 45 miliardi di euro di Valore Aggiunto, pari a 1,24 volte l’investimento. Le ricadute interessano l’intero territorio nazionale, con il Sud e le Isole che intercetterebbe il 51,4% del Valore Aggiunto generato dagli investimenti nel bunkeraggio, valorizzando la posizione degli scali meridionali lungo le principali direttrici mediterranee.
A questi benefici industriali si aggiungono quelli ambientali. In assenza di ulteriori investimenti, il costo sociale cumulato delle emissioni raggiungerebbe circa 51,7 miliardi di Euro nel periodo 2026-2050, contro i 40 miliardi dello scenario «Industry driven»: il mancato adeguamento determinerebbe quindi circa 11,7 miliardi di Euro di costi sociali aggiuntivi per il sistema-Paese.
La transizione energetica del settore richiede una visione programmatica e industriale di lungo periodo capace di integrare infrastrutture portuali, sviluppo delle filiere energetiche, evoluzione delle flotte e capacità industriale nazionale. Per rafforzare leadership, competitività e attrattività del sistema portuale italiano, lo Studio propone una roadmap fondata su cinque principi di indirizzo interconnessi: la crescita della domanda, una governance strutturata, la riduzione del costo totale del bunkeraggio, il reinvestimento dei proventi ETS a sostegno del settore e lo sviluppo di una filiera nazionale dei combustibili alternativi.
Senza gli investimenti necessari, l’Italia rischia di perdere circa 80 miliardi di euro di Valore Aggiunto al 2050. A determinare questo impatto sarebbero, da un lato, il rischio competitivo, con perdita di margini e traffici e un ritardo nel percorso di decarbonizzazione; dall’altro, il costo opportunità del mancato investimento, legato alla mancata attivazione delle ricadute economiche dirette, indirette e indotte lungo l’intera catena del valore e dei benefici associati a un sistema portuale più competitivo.
fonte foto: ufficio stampa Edison
(ITALPRESS).
Cronaca
Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 5 settembre 2026
Pubblicato
1 ora fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
Apriamo dal Milanese, dove è scattato un allarme ambientale per uno sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande a Magenta. La chiazza oleosa, probabilmente gasolio, è stata trascinata dalla corrente verso Milano e sono state predisposte dighe galleggianti tra Abbiategrasso, Trezzano sul Naviglio e Corsico per impedirle di raggiungere la Darsena. È stato disposto anche il divieto di navigazione e si monitora il possibile coinvolgimento dei canali utilizzati per l’irrigazione dei campi.
A Milano entra sempre più nel vivo la corsa verso Palazzo Marino. Il sindaco Giuseppe Sala frena sull’ipotesi di primarie immediate per scegliere il candidato del centrosinistra, osservando che non si sono mai organizzate consultazioni con otto mesi di anticipo. Prima, dice, serve un percorso sui programmi. Sullo sfondo resta la possibile candidatura di Mario Calabresi.
Il Corriere della Sera torna anche sul rapporto tra Milano e Giorgio Armani, a un anno dalla morte dello stilista. Il suo nome è stato inserito nel Famedio e la mostra dedicata alla sua opera ha registrato numeri importanti, mentre la città non ha ancora potuto intitolargli una strada per i vincoli previsti dalla normativa.
Fine settimana all’insegna della Formula 1 a Monza. Tra le curiosità del Gran Premio c’è anche l’arrivo in pista di Saetta McQueen, la celebre automobile di Cars, realizzata a grandezza naturale e destinata a compiere un giro d’onore nell’autodromo brianzolo.
A Milano continua poi il dibattito sulla qualità dell’aria. Dal 2030 entreranno in vigore limiti europei più severi per lo smog, una sfida particolarmente impegnativa per un’area metropolitana che continua a registrare criticità legate soprattutto alle polveri sottili e agli ossidi di azoto.
Passiamo alla provincia di Pavia.
Sul delitto di Garlasco, Andrea Sempio ha detto no all’incontro con lo psichiatra incaricato dalla Procura di redigere una relazione sulla sua personalità. La difesa considera inutile l’accertamento in assenza di una patologia e sostiene che una valutazione di questo tipo dovrebbe eventualmente essere disposta da un giudice nel contraddittorio tra le parti.
A Vigevano emergono nuovi dettagli sull’operazione che ha portato all’arresto di un ventinovenne ritenuto al centro di un giro di spaccio. L’indagine, collegata anche alla sparatoria avvenuta lo scorso giugno alle piscine di Seriate, aveva già portato al sequestro di un fucile, munizioni e circa 80 mila euro ritenuti provento dell’attività di droga.
A Langosco, invece, una donna di 94 anni è stata truffata da falsi agenti della Polizia locale. Convinta che fossero in corso verifiche dopo alcuni furti in paese, ha consegnato ai malviventi una borsa contenente gioielli per diverse migliaia di euro. I carabinieri stanno cercando i responsabili.
A Stradella, due uomini sono stati arrestati dopo il furto di uno zaino da un’automobile. Decisiva la segnalazione di un cittadino che li ha seguiti per un tratto mentre chiamava il 112: i carabinieri li hanno intercettati poco dopo con la refurtiva.
A Pavia è cominciata intanto la sesta edizione del Ticinum Festival, che fino al 12 settembre porterà nel cortile del Broletto incontri, spettacoli, archeologia, scienza e gastronomia. Tra i temi centrali anche Chips.IT e il ruolo di Pavia nella progettazione dei microchip europei. Oggi sono attesi Oscar Farinetti e Piercarlo Grimaldi, mentre in serata Matthias Martelli porterà in scena Mistero Buffo di Dario Fo.
A Voghera, invece, si guarda già a ottobre con la settima edizione di “50 Sfumature di Pinot Noir”: il 10 e 11 ottobre il Teatro Valentino Garavani ospiterà circa ottanta etichette provenienti dall’Oltrepò, dal resto d’Italia e dall’estero.
E proprio Voghera si prepara al grande appuntamento di lunedì e martedì con OltreGusto Oltrepò – Terra di Pinot Nero, due giornate dedicate al Pinot Nero, al Classese e alla cucina d’autore, con degustazioni e incontri con protagonisti dell’enogastronomia italiana.
L’articolo Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 5 settembre 2026 proviene da Pavia Uno TV.


Meloni a Policoro per un sopralluogo nelle aree colpite dal maltempo
Meloni a Policoro per un sopralluogo nelle aree colpite dal maltempo
Stagione finita per Pogacar, ma lo sloveno rinnova con l’UAE Emirates fino al 2032
Stagione finita per Pogacar ma rinnova con la UAE Emirates XRG fino al 2032
Trasporto marittimo, report Teha-Edison: 36 mld per ridurre emissioni del 54%
Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 5 settembre 2026
Italo, Montezemolo “In Germania una nuova sfida, so che ce la faremo”
Albania, Rama “L’Italia non è solo un partner, è il grande amore”
Desertificazione commerciale e piattaforme online delocalizzano 16,7 miliardi di consumi
Massa liquida nel Naviglio Pavese raggiunge la Darsena a Milano, operazioni di contenimento
Pronto Meteo Lombardia – Previsioni per il 16 Luglio 2026
Radio Pavia Breakfast News – 3 agosto 2026
Marcinelle, Mattarella “Gestione flussi migratori rispetti dignità delle persone”
Lautaro affonda l’Inghilterra al 92′, l’Argentina raggiunge la Spagna in finale
Cina, oltre 300 reperti dall’Italia fanno il loro debutto nello Henan
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 22 luglio 2026
Lombardia Live 24 Breaking News – 7/7/2026
Vino fermo nelle cantine, l’Oltrepò rischia di pagare il conto della crisi
Svizzera ai quarti dei Mondiali, battuta ai rigori la Colombia
Radio Pavia Breakfast News – 13 luglio 2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 5 settembre 2026
America Week – 4 Settembre 2026
Italpress Economy – 4 Settembre
Tg Sport Italpress – 4 Settembre 2026
Tg Economia Italpress – 4 Settembre 2026
Pronto Meteo Lombardia – Previsioni per il 5-6 Settembre
Tg News 04/09/2026
SEI DI PAVIA UNO TV – Massimo Tidone, la Pro Loco di Romagnese e il valore delle identità
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 4 settembre 2026
Pronto Meteo Lombardia – Previsioni per il 4 Settembre
Primo piano
-
Cronaca22 ore faVoghera Fotografia 2026 si presenta alla città: sette mostre e duecento immagini per raccontare 200 anni di fotografia
-
Cronaca22 ore faIl “Bosco dei Piloti” di Monza cresce con 22 nuovi alberi grazie all’iniziativa “Ogni Pilota, un Albero”
-
Cronaca20 ore faMilano, Salvini “Entro la prossima settimana il nome del candidato sindaco”
-
Cronaca21 ore faArcivescovo Palermo “L’umanità intera aspira alla pace, ha bisogno di pace”
-
Cronaca22 ore faVoghera Fotografia 2026 si presenta alla città: sette mostre e duecento immagini per raccontare 200 anni di fotografia
-
Cronaca22 ore faLombardia Live 24 Breaking News – 4/9/2026
-
Cronaca21 ore faDEAS cerca gli hacker del futuro, si parte da Palermo
-
Cronaca19 ore faLa Cina amplia l’assicurazione sanitaria per i farmaci innovativi

