Seguici sui social

Cronaca

Lombardia, Fontana “Nel 2025 lavoriamo per Autonomia e sanità migliore”

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – La battaglia politica per l’autonomia differenziata. L’obiettivo di migliorare la sanità lombarda grazie alla progressiva introduzione di nuovi medici e di nuovi infermieri. Ma anche la prospettiva di una Lombardia che possa offrire ai giovani un futuro lavorativamente soddisfacente, ed essere all’altezza della competizione economica con gli altri Paesi europei e con il resto del mondo. Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha concesso a Italpress una lunga intervista dove vengono affrontate alcune delle sfide del 2025. Partendo da una notizia positiva, che non riguarda direttamente la politica regionale, ma che coinvolge temi come la democrazia, la libertà di stampa e il valore, necessario, della buona diplomazia. Quella della liberazione della giornalista Cecilia Sala, arrestata venti giorni fa in Iran. “Sono molto contento che sia tornata in libertà questa ragazza, che ha passato giorni terribili in questo carcere iraniano che dimostra che ci sono delle differenze sostanziali tra le democrazie e i regimi autoritari. Credo che si debba riconoscere un grandissimo merito al nostro governo che ha operato in maniera perfetta, in modo silenzioso, senza fare proclami e senza rispondere alle provocazioni di chi lo accusava di non essere in grado di gestire la situazione. E invece in modo perfetto ha dato una risposta eccellente, consentendo la liberazione di Cecilia Sala. Il governo e la premier Meloni hanno dimostrato in questa occasione di avere una credibilità internazionale”. Per la sua Lombardia e per il Nord, l’auspicio più grande è che il 2025 sia l’anno definitivo dell’autonomia differenziata. Ma non mancheranno ostacoli da affrontare, come la possibile pronuncia della Corte Costituzionale relativa all’ammissibilità di un referendum abrogativo. “I partiti della maggioranza faranno le loro valutazioni, ma probabilmente l’astensione sarà la scelta migliore. Voglio evidenziare come l’autonomia sia fondamentale ancora di più rispetto a qualche mese fa. Non possiamo dimenticare le difficoltà che il tessuto produttivo lombardo sta attraversando. La nostra Regione e tutto il Nord devono competere con il resto dell’Europa e con il resto del mondo ad armi pari. Oggi non competiamo ad armi pari, abbiamo una serie di lacci burocratici e amministrativi, di limitazioni della possibilità decisionale, che ci mettono nella posizione di dover fare miracoli per competere. Per il bene della Lombardia, per il bene del Nord e del Paese, abbiamo la necessità di consentire a questa parte del Paese di correre più veloce”. Con l’autonomia differenziata, “i vantaggi saranno di tutto il Paese, non solo della Lombardia e del Nord, perchè la ricchezza verrà distribuita su tutto il territorio. L’autonomia è una sfida anche per le regioni del Sud che hanno tante capacità individuali, individuando però gli amministratori che sono in grado di sfruttare queste opportunità: è chiaro che per alcuni amministratori è più semplice rimanere nello status quo, senza dover mettere la propria persona in discussione e dimostrare la capacità di gestire certe sfide. Però questo può essere utile per capire che forse bisogna cambiare una parte della classe dirigente”, ha evidenziato il governatore, che ha ricordato che la riforma costituzionale fu fatta nel 2001 da un governo di centrosinistra. “L’approvazione di questa modifica fu fatta dal governo Amato e si trattò di una modifica giusta. Gli articoli 116 e 117 prevedono esplicitamente la possibilità che una serie di competenze di alcune materie individuate dalla Costituzione medesima possano essere delegate alle Regioni. Chi chiede l’applicazione dell’autonomia non chiede una nuova funzione o qualcosa di diverso da quanto previsto, ma che si applichi la Costituzione. Chi è contrario sta cercando di confondere le acque ai cittadini per evitare di portare a compimento tutto questo. Se la nostra Costituzione è la più bella del mondo, lo è anche nella parte in cui si parla dell’autonomia”. Fontana ha affrontato anche uno degli aspetti della sua gestione più criticati dai suoi avversari politici: la sanità pubblica. “La sanità è un problema di tutto il Paese, si riferisce a tutte le Regioni, non è solo della Lombardia. Deriva dal fatto che i governi che si sono succeduti dal 2011 in poi hanno continuato a tagliare le risorse destinate alla sanità, e hanno sbagliato la programmazione in merito alle lauree e alle specializzazioni dei medici: andavano in pensione più medici di quelli che venivano immessi sul mercato. In Italia mancano circa 75mila tra medici e infermieri ed è un dato di fatto a cui non si può dare una risposta nell’immediato, ma che necessita una risposta in tempi medio-lunghi”. Per il Presidente, però la Lombardia sta già dando grandi risposte: “Abbiamo immesso risorse importanti sia nel 2023 che quest’anno; abbiamo immesso nuove risorse che ci hanno consentito di rispettare nel 95,4 per cento le richieste avanzate dal governo nel suo piano per l’abbattimento delle liste d’attesa. Abbiamo poi cercato di favorire l’appropriatezza delle richieste: molti esami, molte attività mediche, sono richieste in modo inappropriato e così si perdono tempo e risorse. Inoltre, stiamo lavorando per utilizzare meglio i medici di cui disponiamo, facendo in modo che ci sia maggiore collaborazione tra le diverse ASST e in modo che se c’è minor pressione i medici di quella ASST possano dare aiuto a chi si trova sotto pressione. E poi stiamo cercando di andare a recuperare professionalità anche al di fuori del nostro territorio. Ad aprile abbiamo raggiunto un accordo con Argentina e Uruguay: sono iniziati ad arrivare i primi medici e i primi infermieri, ed è chiaro che adesso stiamo cercando di sottoporli a percorsi di formazione che ci consentano di introdurli sul mercato”. Una delle sfide più attese dai cittadini lombardi (e veneti) è quella relativa alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Una manifestazione sportiva destinata a scrivere un pezzo di Storia. Ma non mancano polemiche e timori sulla sua organizzazione. Fontana però ha dato rassicurazioni, a partire dalle discussioni sulla sicurezza delle piste da sci: “Sulla pista di Bormio si fanno delle polemiche incredibili: da decine di anni si corre la discesa libera della Coppa del Mondo, e nessuno ha mai obiettato nulla sulla sua sicurezza. Chiaramente, migliorando ed essendo sempre più performanti gli strumenti utilizzati per fare questo genere di gare, aumentano le velocità e i rischi. Ma questa pista viene valutata ogni anno all’inizio della Coppa del mondo dalle persone incaricate di valutare la pericolosità, ed è sempre stata omologata: certamente è una pista difficile, come ce ne sono altre nella Coppa del Mondo. Ma gli atleti amano questa pista perchè vengono a galla le capacità tecniche. Se poi ci dovranno essere valutazioni difformi da parte dei comitati tecnici saremo sempre disponibili ad ascoltare. Se ci diranno che dovremo fare delle modifiche sicuramente le faremo, ma mi sembra difficile dato che non è stato detto niente in tutti questi anni. “Nessuna ansia neppure per quanto riguarda le tempistiche dei lavori da ultimare. “Siamo assolutamente in tempo. Sono convinto che organizzeremo le Olimpiadi di Milano Cortina nel modo migliore e che si stia facendo un ottimo lavoro. Mi sembra di poter dire che anche le situazioni che apparivano più preoccupanti si stiano risolvendo”. Un pensiero del governatore lombardo è rivolto anche ai conflitti che stanno sconquassando gli equilibri globali, in Ucraina e in Medio Oriente: “La guerra è l’errore peggiore che l’umanità possa commettere. Mi sembra di poter dire, anche se non sono un esperto di questioni geopolitiche, che si stiano creando le condizioni per arrivare a un cessate il fuoco, in Ucraina e anche in Palestina. Credo che si stiano verificando condizioni positive, e la nomina di Trump va in questa direzione. Ho letto che ci sono disponibilità più volte affermate sia da parte di Putin che di Zelensky. Sono ottimista nell’auspicare che si possa arrivare a una soluzione”. Per quanto riguarda l’attuale leadership della Lega, il suo partito, Attilio Fontana ha evidenziato la posizione salda del leader Matteo Salvini: “Non c’è nessuno all’interno della Lega che io conosca che lo abbia messo in discussione. All’interno di un movimento ci sono varie sensibilità, e io mi sono permesso di esprimere una sensibilità che va nella direzione che io ritengo giusta per gli interessi della Lombardia e del Nord”. A proposito dell’eventualità futura di una nuova figura centrale nel partito, Fontana non si è sbilanciato ma ha sottolineato che il nuovo segretario della Lega Lombarda, Massimiliano Romeo, è “una persona capace, un vero leghista che sa svolgere molto bene il suo lavoro”. Infine, il Presidente ha lanciato un messaggio ai giovani lombardi, in procinto di affrontare un mondo del lavoro sempre più complesso: “I dati sull’occupazione stanno migliorando in tutto il Paese, e in Lombardia in modo particolare. Il messaggio da lanciare ai ragazzi è di non lasciarsi abbagliare dalle troppe notizie negative che vengono diffuse. Non bisogna lasciarsi angosciare. Credo che si debba dare ai nostri giovani un pò di ottimismo e di sostegno, ribadendo che il futuro è nelle loro mani. E che riusciranno a creare un mondo e una Lombardia migliori di quelli che siamo riusciti a creare noi. Tarpare le ali a tanti giovani eccellenti, bravi, capaci e pieni di buona volontà è un delitto che non dobbiamo continuare a commettere. Il mio messaggio che gli rivolgo è di avere fiducia nel futuro”.(ITALPRESS).

Foto: xp2

Cronaca

45 anni fa le Brigate Rosse uccisero Luigi Francesco Marangoni

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – Si è svolta oggi, al Giardino Luigi Marangoni di Milano, la cerimonia di commemorazione di Luigi Francesco Marangoni, nel 45° anniversario della sua uccisione avvenuta il 17 febbraio 1981 ad opera delle Brigate Rosse. Hanno preso parte alla commemorazione l’assessore allo Spazio Pubblico e Edilizia Scolastica Marco Mazzei, il Vicepresidente del Municipio 7 Manuel Sciurba, il Presidente della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Marco Giachetti e il Direttore Generale Matteo Stocco.

Presenti anche la moglie e la figlia del medico ucciso, insieme a familiari e amici. Dopo la deposizione di una corona di alloro e un minuto di raccoglimento scandito dalle note del Silenzio, hanno preso la parola l’assessore Mazzei e il Presidente Giachetti, che hanno richiamato il valore dell’impegno civile e della responsabilità delle istituzioni, ricordando la figura di Marangoni come esempio di dedizione al servizio pubblico e di difesa della legalità.

Luigi Francesco Marangoni, nato a Pavia l’11 agosto 1937, dirigeva l’Ospedale Maggiore di Milano. Il 17 febbraio 1981, mentre si recava al lavoro, fu assassinato da un commando terroristico.

L’omicidio venne rivendicato dalle Brigate Rosse – Colonna Walter Alasia. Insignito della medaglia d’oro al Merito della Sanità Pubblica, Marangoni resta una figura simbolo della Milano che non ha ceduto alla violenza e che continua a custodire, attraverso la memoria, i valori della democrazia e delle istituzioni.

Advertisement

-Foto ufficio stampa Comune di Milano-
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Cronaca

Monza, ex sede Rai nel Parco della Villa Reale diventerà un hospice pediatrico

Pubblicato

-

MONZA (ITALPRESS) – Il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza ha deliberato e approvato l’accordo di partenariato con la Fondazione Morandi ETS per la concessione di 40 anni dell’ex Centro di Controllo RAI di Gio Ponti, progettato dallo Studio Ponti-Fornaroli-Rosselli, per la sua riqualificazione e la successiva gestione.

L’edificio ospiterà Domus Morandi – La Casa dei Sogni, un hospice pediatrico di eccellenza per cure palliative e terapie del dolore, oltre che la nuova sede della Fondazione. Con questo atto prende formalmente avvio un progetto unico: la trasformazione di un capolavoro dell’architettura moderna attualmente inutilizzato in una casa accogliente e aperta al territorio, dove bambini con patologie complesse e malattie inguaribili e le loro famiglie potranno trovare cura, sostegno, relazioni e serenità, in stretta collaborazione con la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza.

Domus Morandi diventerà un punto di riferimento rafforzando la rete regionale e offrendo un luogo stabile di accoglienza per i bambini e le famiglie che ne hanno bisogno. Domus Morandi non è soltanto una struttura: è un nuovo modo di pensare la cura. Una casa dove la terapia si intreccia con la vita quotidiana, dove l’architettura cura quanto la medicina e dove la fragilità diventa comunità rafforzando l’offerta di cure palliative pediatriche in Lombardia.

L’ex Centro di Controllo RAI, realizzato negli anni ’50, sarà oggetto di un’importante opera di recupero, ristrutturazione e rifunzionalizzazione sostenibile degli spazi interni ed esterni, senza nuovo consumo di suolo e in continuità con la visione dell’architetto Gio Ponti. Il progetto architettonico, che prevede un intervento di recupero dell’edificio storico, è affidato allo studio Migliore+Servetto, tre volte vincitore del premio Compasso d’Oro ADI, e sarà coordinato e supervisionato direttamente da Ico Migliore, professore del Politecnico di Milano. Natura e verde sono parte integrante del progetto: gli spazi esterni, il parco e la luce naturale saranno concepiti come estensione degli ambienti interni, offrendo ai bambini e alle famiglie un contesto di respiro, bellezza e tranquillità che sostiene il percorso di cura.

Advertisement

La realizzazione di Domus Morandi prevede un investimento complessivo superiore ai 4 milioni di euro, interamente a carico di Fondazione Morandi ETS. La Fondazione si è già attivata e proseguirà con determinazione nella raccolta dei fondi necessari, attraverso il coinvolgimento di aziende, fondazioni, benefattori, amici e sostenitori che ne condividono i valori e gli obiettivi. Un percorso di fundraising strutturato e aperto a tutti coloro che vorranno affiancare la Fondazione in un progetto dedicato alla cura, alla dignità e alla qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie.

“Recuperare l’ex Centro RAI significa per noi prendersi cura di un luogo che fa parte della storia e dell’identità di questo territorio e trasformarlo in qualcosa di grande e unico che guarda profondamente al futuro — commenta Matteo Morandi, Presidente della Fondazione Morandi ETS. Con la partecipazione della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza questo edificio diventerà uno spazio di accoglienza e di vicinanza per i bambini e le loro famiglie nei momenti più delicati del percorso di cura. Il nostro desiderio è che l’hospice pediatrico non sia percepito come un luogo di fine, ma come un luogo di vita, in cui la qualità del tempo, la relazione, la bellezza e la natura diventino parte integrante della cura. Un progetto che unisce contemporaneamente impegno, responsabilità e speranza. Domus Morandi sarà la “Casa dei Sogni”, un luogo unico pensato per integrare interno ed esterno: la natura e il verde sono elementi fondamentali per i nostri piccoli ospiti e le loro famiglie. Domus Morandi vuole essere un luogo dove vivere ogni momento, perché ogni secondo conta”.

-Foto ufficio Stampa Fondazione Morandi-
(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Cronaca

Obesità e salute del cuore, 550 mln di risparmi in 2 anni con terapie efficaci

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Con oltre 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati in 5 anni e una spesa media annua di 2 miliardi di euro, gli Eventi Cardiovascolari Avversi Maggiori (MACE) si confermano tra le sfide più urgenti per la salute pubblica e la sostenibilità del sistema sanitario. Strettamente correlati all’obesità di cui rappresentano la complicanza principale e più grave i MACE determinano un progressivo aumento dei ricoveri nel tempo e costi sanitari elevati, costituendo la quota più rilevante dei costi diretti collegati all’obesità. L’impiego di trattamenti farmacologici in grado di ridurre i MACE nelle persone con obesità combinato con interventi sullo stile di vita, può generare un impatto economico significativo per l’intero sistema, con un risparmio stimato di 550 milioni di euro in due anni. Sono questi i risultati principali dello studio condotto dal CEIS Centre for Economic and International Studies dell’Università di Roma ‘Tor Vergatà e presentato oggi a Roma alla presenza di alcuni dei principali esperti del settore, riuniti per discutere l’impatto dell’obesità e delle complicanze cardiovascolari sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. L’analisi fornisce, per la prima volta in Europa, una valutazione completa del burden epidemiologico ed economico dei MACE nelle persone con obesità e quantifica il beneficio economico derivante dall’utilizzo di opzioni terapeutiche efficaci nella riduzione del rischio cardiovascolare.
I risultati dell’analisi confermano il significativo impatto epidemiologico ed economico del MACE in Italia, mettendo in luce il ruolo centrale dell’obesità non solo come malattia, ma anche come fattore di rischio per ospedalizzazioni ripetute e per l’aumento dei costi sanitari. Il quadro emerso è allarmante: tra il 2015 e il 2019 si stimano 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati per MACE in Italia, con una spesa media annua di 2 miliardi di euro a carico del SSN e un costo medio per ricovero a paziente pari a 6.837 euro. Sebbene le ospedalizzazioni per MACE costituiscano la componente più rilevante dei costi diretti legati all’obesità, esistono anche altre voci di spesa non trascurabili – farmaci per le complicanze correlate all’obesità, visite specialistiche, esami diagnostici e visite di controllo -che rappresentano comunque una quota significativa dei costi (55%) a carico del SSN. Complessivamente, i costi diretti incidono per circa il 59% dell’onere economico totale correlato all’obesità, la restante parte è dovuta ai costi indiretti, principalmente legati alla perdita di produttività causata dalla malattia e dalle sue complicanze. Lo studio conferma il ruolo critico dell’obesità nell’aumento del rischio cardiovascolare: l’incidenza di MACE è significativamente maggiore nella popolazione con obesità, con un rischio di insorgenza rilevato del 67-85%, rispetto alle persone in sovrappeso (21-32%).
Particolarmente preoccupanti i dati sulle riospedalizzazioni: a un mese dal primo ricovero per MACE, le persone con obesità vengono riospedalizzate con una frequenza 1,4 volte superiore rispetto a pazienti in sovrappeso. Le malattie cardiovascolari assorbono circa 1’85% (6,6 miliardi di euro) dei costi diretti legati all’obesità.
Lo studio del CEIS rappresenta un contributo fondamentale alla comprensione dell’impatto epidemiologico ed economico dell’obesità e delle sue complicanze cardiovascolari in Italia. L’analisi si basa sui risultati del trial SELECT, primo studio CVOT che ha dimostrato un collegamento tra la perdita di peso e la riduzione del rischio cardiovascolare. Lo studio ha inoltre dimostrato la superiorità in termini di efficacia e sicurezza di semaglutide su persone con malattia cardiovascolare accertata e sovrappeso o obesità, senza diabete. Lo studio clinico SELECT ha dimostrato come il trattamento con semaglutide riduca il rischio di MACE del 20% Nell’analisi non sono invece state considerate le evidenze provenienti da studi di real world legate all’utilizzo di semaglutide, che riportano riduzioni del rischio di MACE fino al 57%: dati che suggeriscono che nella pratica clìnica i risparmi derivanti dalle sole ospedalizzazioni potrebbero essere significativamente superiori.
Nel complesso, i risultati dell’analisi evidenziano la necessità urgente di strategie di prevenzione mirate nei pazienti con obesità e dell’integrazione di terapie farmacologiche efficaci, come semaglutide, con interventi sullo stile di vita: terapie costo-efficaci per ridurre le ospedalizzazioni, migliorare gli esiti clinici in questa popolazione ad alto rischio e garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale nel lungo periodo.
“Siamo il primo paese al mondo che riconosce l’obesità come malattia e questo credo che sia un vanto, stiamo dimostrando al mondo intero di essere all’altezza di un servizio sanitario efficace e che, soprattutto, risponde alle esigenze dei cittadini – ha detto Roberto Pella, Presidente Intergruppo Parlamentare Obesità, Diabete e Malattie Croniche non Trasmissibili, a margine della presentazione dello studio -. I passì ancora da fare ‘sono molti: innanzitutto quello dell’inserimento nei LEA e poi soprattutto il rifinanziamento del fondo nelle prossime manovre. Oggi il governo ha un’attenzione molto alta, così come le regioni, e quindi per questa ragione sono convinto che nella prossima manovra troveremo quelle importanti risorse per dar seguito a quelle che sono le risposte che oggi i pazienti ci domandano”.
Secondo Paolo Sciattella, Ricercatore EEHTA del CEIS, Facoltà di Economia, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, ‘l’obesità è una patologia ad alto impatto per il Servizio Sanitario Nazionale e per il sistema sociale nel suo complesso. Uno studio ha dimostrato come l’impatto sia superiore ai 13 miliardi di euro l’anno: 6 miliardi di euro, quindi il 50% circa, è dovuto a malattie cardiovascolari. Il nostro studio ha cercato proprio di focalizzare l’attenzione su quelli che vengono definiti MACE, ossia gli eventi cardiovascolari maggiori avversi, quindi impatto non fatale, ictus non fatale e mortalità cardiovascolare. Abbiamo fatto questo studio basato su real-world data integrati con dati di letteratura. Ogni anno 330 mila soggetti vengono ospedalizzati per MACE, per un totale di 380 mila ricoveri e un impatto sul Servizio Sanitario Nazionale di 2 miliardi di euro l’anno, ovviamente solo per quello che riguarda l’assistenza ospedaliera” . “Quando andiamo ad applicare a questi numeri la riduzione di efficacia che è stata certificata dagli studi registrativi – ad esempio il semaglutide ha dimostrato una riduzione del 20% dei rischi di eventi cardiovascolari – si stima un risparmio che può arrivare a circa 1.500 euro per paziente che, moltiplicato per il volume dei ricoveri, può arrivare a 500 milioni di euro in due anni”, ha aggiunto.
“La semaglutide è un farmaco appartenente alla classe dei GLP-1 agonisti ed è un farmaco peculiare all’interno di questa classe, perchè è l’unico che è stato studiato in una popolazione molto precisa di soggetti obesi con malattia cardiovascolare ischemica. Fino alla realizzazione dello studio Select, non c’era nessuna evidenza che un trattamento farmacologico in soggetti obesi ad alto rischio cardiovascolare potesse determinare una riduzione degli eventi cardiovascolari – le parole di Pasquale Perrone Filardi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia AOU “Federico II” di Napoli, Past President della Società Italiana di Cardiologia (SIC) -. L’unicità di questo studio, che rappresenta una pietra miliare nel trattamento del paziente obeso con cardiopatia ischemica è stata proprio aver studiato una popolazione di oltre 12.000 pazienti con malattia cardiovascolare ischemica, quindi con pregressa malattia coronarica o cerebrovascolare o periferica degli arti inferiori ed obesità con un indice di massa corporeo superiore a 27, trattandoli con semaglutide alla dose settimanale di 2.4 mg. I risultati riguardo all’obiettivo primario dello studio, che era molto rigoroso perchè il compostito di morte cardiovascolare, ictus e infarto, ha dimostrato un risultato clamoroso del 20% di riduzione di questo obiettivo primario, con una serie di obiettivi secondari raggiunti, inclusa anche la mortalità cardiovascolare, che ovviamente danno un profilo di efficacia molto solido, molto ampio”.

– foto xi2/Italpress –
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.