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Mercato Nba nel vivo, Fontecchio lascia Detroit e riparte da Miami

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Simone Fontecchio riparte da Miami. Il 29enne abruzzese, nell’ultimo anno e mezzo a Detroit dopo l’esperienza agli Utah Jazz, è finito nell’operazione (sign-and-trade) che porterà Duncan Robinson ai Pistons con un triennale da 48 milioni di dollari. Robinson, che di fatto prenderà il posto di Beasley, si aggiunge dunque a LeVert, altro volto nuovo pescato nel mercato free agent mentre Fontecchio cercherà di rilanciarsi negli Heat allenati da coach Spoelstra. L’azzurro – rimasto a guardare nella serie play-off persa contro New York al primo turno e reduce da una regular season da 5.9 punti e 2.9 rimbalzi in 16.5 minuti di media – cercherà di farsi spazio dalla panchina in mezzo ai vari Jaime Jaquez, Nikola Jovic, Kyle Anderson e Haywood Highsmith.

Fra le altre operazioni della notte Nba, mossa a sorpresa di Milwaukee che taglia Lillard (out per la prossima stagione per la rottura del tendine d’Achille) spalmando i 113 milioni di dollari del suo contratto nei prossimi 5 anni e ingaggia Myles Turner, centro free agent protagonista con gli Indiana Pacers nell’ultimo campionato (15.6 punti e 6.5 rimbalzi): quadriennale da 107 milioni (compresa una player-option per la quarta stagione) e un bonus del 15% in caso di trade.

I Bucks sono poi riusciti a trattenere sia Jericho Sims che Bobby Portis, da Charlotte si sono assicurati Vasilije Micic in cambio di Pat Connaughton e due scelte al secondo giro (2031 e 2032) e hanno ingaggiato i vari Gary Trent Jr, Taurean Prince e Kevin Porter Jr pur perdendo Lopez, finito ai Clippers. Jakob Poeltl resta invece ai Toronto Raptors (quadriennale da 104 milioni di dollari), Larry Nance jr vestirà ancora la canotta dei Cleveland Cavaliers mentre Tre Mann alla fine continuerà a giocare con Charlotte: gli Hornets avevano rinunciato all’offerta qualificante da 6,94 milioni rendendo il giocatore free agent senza restrizioni ma alla fine Mann ha firmato un triennale da 24 milioni. A Denver, infine, sbarca Tim Hardaway jr, reduce dall’esperienza a Detroit: contratto di un anno con i Nuggets, fra i più attivi sul mercato come dimostrano lo scambio con Brooklyn (Michael Porter jr per Cam Johnson) e quello con Sacramento (Dario Saric per Jonas Valanciunas).

– foto IPA Agency –

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Sinner salta anche Cincinnati per un problema al ginocchio destro: “Mi sto concentrando sulla preparazione per gli Us Open”

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ROMA (ITALPRESS) – “Jannik Sinner si è ritirato dal ‘Cincinnati Open’ a causa di un infortunio al ginocchio destro”. Così, su X, gli organizzatori del Masters 1000 statunitense. “In bocca al lupo al nostro campione del 2024, non vediamo l’ora di rivederti l’anno prossimo”, hanno aggiunto gli organizzatori del torneo di Cincinnati.

Il numero uno del mondo, già assente in questi giorni del Masters 1000 in scena sul cemento di Montreal, è alle prese da un po’ di tempo con un problema fisico. Dopo la visita presso il reparto di ortopedia della Physioclinic di Milano, l’altoatesino è stato ieri e dovrebbe tornare in queste giornate al JMedical di Torino per ultimare il percorso di recupero intrapreso e per provare a guarire del tutto da un’infiammazione al ginocchio destro che sembra “disturbarlo” e “limitarlo”.

Sinner salterà di certo, al pari di Carlos Alcaraz, dunque, il “Cincinnati Open”, in scena dal 13 al 23 agosto, con sorteggio del tabellone principale in programma mercoledì alle 20 italiane. A ruota il campione azzurro dovrebbe prender parte agli Us Open, la quarta e ultima prova stagionale del Grande Slam, in programma sul cemento del Flushing Meadows Park di New York da domenica 30 agosto.

“Dopo essermi consultato con i miei medici e il mio team, devo comunicare che sono costretto a ritirarmi dal torneo Masters 1000 di Cincinnati. Il ginocchio destro mi sta dando fastidio e, nonostante ci siamo impegnati a fondo con il mio team medico, devo ammettere che non sono ancora pronto per gareggiare”. Così Jannik Sinner. “Sono molto deluso di non poter giocare a Cincinnati e auguro a Bob Moran e a tutto il suo team un evento fantastico e ricco di successi. Non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo. Ora mi sto concentrando sulla preparazione per gli Us Open”, ha aggiunto l’azzurro.

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– foto IPA Agency –

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Letture domenicali e zuzzurelloni: Malagò, è l’ora di colpire / di Italo Cucci

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di Italo Cucci

PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Fra 12 giorni comincia il campionato di Serie A e su tutte le partite che si giocano in questa presunta fase di preparazione domina – incontrastata – la partita a chiacchiere. Che ritrovo, immancabile, ogni vent’anni. Quando arriva la crisi. Una volta i dirigenti saggi e competenti risolvevano rapidamente il Calcioscommesse/Totonero dell’Ottanta e la Calciopoli del 2006 pur facendo giustizia sommaria. Dallo scontento nascevano due vittorie Mondiali, nell’82 e nel 2006, mentre la critica “progressista” chiedeva di ritirare le Nazionali e ammainare la bandiera. La lezione di Franchi, Sordillo e Carraro è ignorata. Sui giornaloni parlano Malagò e Maldini ma si tratta di Letture Domenicali. Come il fondo dei direttori, quando agli oneri della carica che li trasformava in capofabbrica sovrapponevano una breve licenza di giornalismo. Prediche inutili, così le intitolava Luigi Einaudi. Grande, piuttosto, la scelta del giornalismo sportivo: il fondo del lunedì, commento critico di fatti, fattacci e numeri incontestabili. Dal quale si apprende sempre chi ha vinto…le elezioni.

Adesso, invece di lavorare sul campo – dove si registrano sfide degne degli estivi tornei dei bar e l’Inter che ha battuto la Juve nel derby d’Australia è già da scudetto – disinteressati alle riforme della FIGC, si gioca con la FIFA di Infantino schierandosi all’unanimità col Ceferin dell’UEFA, dove non contiamo nulla visto che abbiamo soffocato l’unico dirigente italiano rivoluzionario epperciò fastidioso, Andrea Agnelli. Mi ha colpito, nell’interrogatorio di Cazzullo a Maldini, la vivacità dialettica del figlio di Ce-Cesare il Taciturno. Ma una volta offertogli il tema della Nazionale vittima degli stranieri cos’ha risposto? “Una soluzione l’avremmo trovata”. Detesto chi, sollecitato a risolvere un problema pratico immanente, mi risponde: “Stiamo lavorando”. Dal 1995, da quando la Legge Bosman ha stravolto il Campionato mettendolo in mano ai calciatori, al doveroso “nessun dorma” è seguito il grande sonno. Oggi comandano, insieme ai loro procuratori, solo i milionari zuzzurelloni che giocano – vedi per tutti Lukaku – sulla pelle dei club.

Tra vecchi e nuovi arrivi l’ultima ammucchiata esotica di cui si parla? Alajbegovic, Kolo Muani, Castro, Stones, Jones, Goncalo Ramos, Koulierakis, Read, Taylor, Ivanovic, Zirkzee, Akpoguma, Mastantuono, Dovbyk, Amondarain, Dallinga, Winks, Chalobah, Kaiki, Yan Couto, Geubbels e via così. E allora ripeto a Malagò: convochi i maggiori esperti di diritto per studiare insieme una soluzione, per trovare un cavillo magico da portare – dopo essere stati puniti trent’anni fa in Lussemburgo – fino a Strasburgo alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Visto il danno portato ai giovani calciatori italiani dall’invasione di stranieri. Nulla è impossibile, di questi tempi che segnalano il declino delle istituzioni. É il momento di colpire – direbbe Sun Tzu. “Siamo stati a Coverciano – dice ancora Maldini – è una macchina ferma, ci sono tantissime persone che vorrebbero fare. Ma non sanno cosa fare…”. Cosa ci fa il progressista Beretta dopo Baggio e Albertini? Cosa ci fa il rampicante Ulivieri strappato al Vaticano? Con Italo Allodi il Centro Tecnico era diventato l’Università del Calcio; con Valcareggi, Bearzot, Vicini e Maldini il tempio delle vittorie.

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Lì, guarda caso, per ottener credito internazionale, si sono laureati Cesc Fàbregas, Marek HamÜík, Franck Ribéry e Samir Handanovic. Lì lavorano con sottovalutato successo Bollini e Baldini: il primo lo proposi dopo l’uscita di scena di Mancini – prima di Spalletti – allora già col Mancio, oggi richiamato nel suo staff. Il secondo l’ho proposto fino a ieri e resta il mio CT personale. Mi auguro di non doverlo invocare per amore di Patria.

Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)

– foto IPA Agency –

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Raul Fernandez vince a Silverstone, Martin e Bezzecchi sul podio

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SILVERSTONE (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Raul Fernandez (Aprilia Trackhouse) vince il Gran Premio di Gran Bretagna, dodicesimo appuntamento del Mondiale di MotoGp. Lo spagnolo riscatta la caduta nella Sprint Race e domina dal primo all’ultimo giro, precedendo al traguardo il leader della classifica piloti Jorge Martin (Aprilia). Completa il podio uno stoico Marco Bezzecchi (Aprilia), terzo nonostante una condizione fisica tutt’altro che ottimale. Quarto Alex Marquez (Ducati Gresini) su Pedro Acosta (Ktm), bravo a difendersi all’ultimo giro dagli attacchi di Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46). Si chiude un weekend difficilissimo per le Ducati ufficiali: caduta per Francesco Bagnaia, mentre Marc Marquez è solamente settimo a quasi dieci secondi dalla vetta.

LE CLASSIFICHE AGGIORNATE

PILOTI
1. Jorge Martin (Esp) 240 punti
2. Marco Bezzecchi (Ita) 209
3. Ai Ogura (Jpn) 203
4. Marc Marquez (Esp) 200
5. Fabio Di Giannantonio (Ita) 199
6. Raul Fernandez (Esp) 184
7. Pedro Acosta (Esp) 163
8. Francesco Bagnaia (Ita) 143
9. Alex Marquez (Esp) 106
10. Luca Marini (Ita) 86

COSTRUTTORI
1. Aprilia 367 punti
2. Ducati 338
3. Ktm 205
4. Honda 119
5. Yamaha 73

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