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Economia

Farmaceutica italiana leader in Ue, 56 miliardi di produzione e 54 di export

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ROMA (ITALPRESS) – “Farmaci e vaccini al primo posto in Italia per surplus con l’estero, con oltre 21 miliardi di attivo nel 2024. Con nuovi record per produzione, 56 miliardi di euro, ed export, 54 miliardi, raggiunti nel 2024 dall’industria farmaceutica in Italia, che conferma il ruolo di leader in UE della nostra Nazione, insieme a Germania e Francia. Imprese che sono prime dal 2022 al 2024 anche per incremento del valore aggiunto, +18%, rispetto a una crescita cumulata del PIL dell’1,4%”. Così Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, nel corso dell’Assemblea annuale aperta con il videomessaggio della premier, Giorgia Meloni; del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, e che ha visto la presenza, tra gli altri, del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani; del ministro della Salute, Orazio Schillaci; della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

È l’export a fare da traino. In 10 anni è aumentato del 157%, più della media UE (+137%). Nel 2000 rappresentava il 3,5% del totale manifatturiero, oggi l’11%. Tra il 2021 e il 2024 l’Italia è seconda al mondo per crescita in valore delle esportazioni di farmaci. Farmindustria conta circa 200 aziende associate a capitale nazionale e a capitale estero – che sono un valore strategico per la salute, la crescita e la sicurezza – con oltre 130 stabilimenti su tutto il territorio. Gli addetti del settore nel 2024 sono 71.000 (+1,4% nel 2024 e +8% in 5 anni), con un incremento del 21% di under 35 negli ultimi 5 anni, e con un’elevata presenza di donne, il 45% del totale.

“L’industria farmaceutica Made in Italy – prosegue Cattani -, con i numeri che ha, le eccellenze su cui può contare – dalle risorse umane, alla partnership con il pubblico, che conta su un SSN che è un unicum a livello globale – ha l’ambizione di essere la più competitiva al mondo. E può davvero farcela, se si interviene attraverso alcune riforme del contesto normativo per valorizzare gli investimenti in Ricerca e produzione, con una nuova governance che aumenti le risorse per la farmaceutica e riduca da subito gli insostenibili payback, per poi superarli dal 2027, con un adeguamento della spesa sanitaria ai reali fabbisogni di salute dei cittadini, con un accesso ai farmaci più rapido e omogeneo sul territorio, con l’aumento degli investimenti in prevenzione come proposto dal Ministro della Salute e con misure che permettano l’uso del dato clinico per necessità di Ricerca, nel rispetto della privacy. In Europa la situazione è molto difficile. Sia per misure che hanno compromesso la competitività complessiva dell’industria, con alcuni settori che rischiano di sparire, sia per una serie di lunghezze burocratiche che recano danni alla competitività, aumentano i costi e impediscono di fare passi avanti nello scenario internazionale. In questo scenario – conclude – serve un cambio di rotta evidente e rapido. Le regole di 20 anni fa non possono essere adatte a un mondo radicalmente diverso e in continua evoluzione. Sono urgenti scelte politiche coraggiose e veloci. La salute deve diventare prioritaria, anche in chiave di sicurezza nazionale, ed essere considerata un investimento che genera risparmi sociali ed economici evitando altri costi. E l’industria farmaceutica deve essere percepita come un’alleata su cui contare perché trasforma le conquiste scientifiche in cure per i cittadini”.

“La farmaceutica rappresenta un’eccellenza del made in Italy, un comparto strategico per la nostra economia. A dircelo sono i numeri. La farmaceutica è fondamentale per garantire cure sicure, efficaci e innovative a tutti i cittadini. Il valore di questo comparto va oltre i dati economici perché incide direttamente sulla vita delle persone, consente di far progredire costantemente percorsi di cura, di ridisegnare di volta in volta l’orizzonte della medicina. Ecco perché in una nazione come la nostra, seconda al mondo per longevità – afferma la premier, Giorgia Meloni -, è una priorità investire nelle scienze della vita. L’Italia gioca già un ruolo di primo piano nella ricerca clinica ma sono convinta che abbiamo gli strumenti, le competenze, il capitale umano per raggiungere nuovi traguardi e sfruttare le potenzialità che derivano dallo sviluppo anche dell’Intelligenza artificiale e delle tecnologie. Siamo determinati a portare avanti quel lavoro di riforme, semplificazione e riduzione delle procedure regolatorie di accessibilità ai farmaci, valorizzazione investimenti in ricerca e sviluppo che abbiamo avviato in questi anni e che già sta dando risultati”. Il settore della Farmaceutica è trainato dall’export e, alla vigilia delle decisioni Usa sui dazi, potrebbe subire dei danni. Secondo Cattani, però, sarebbero innanzitutto “per gli Usa e per i cittadini americani con rischi di carenze, aumento dei costi assicurativi e sanitari e un impatto sul Pil. Ma c’è un effetto immediato che sarebbe l’accelerazione della corsa sulla ricerca, lo spostamento degli investimenti verso la Cina. Noi siamo convinti che sui farmaci l’equazione debba essere zero a zero perchè l’interconnessione della filiera tra le due sponde atlantiche è molto forte”.

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Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si dice però fiducioso. “Il commissario Sefcovic è al lavoro e ci auguriamo si possa trovare un accordo positivo. Il 10% è ragionevole anche se io preferisco obiettivo zero e un grande mercato unico. La farmaceutica è un settore importante per il nostro export e continueremo a lavorare affinché ci possa essere il minor danno possibile per un comparto che rappresenta una fetta considerevole delle nostre esportazioni ed è un settore all’avanguardia. Continueremo a lavorare perché i nostri prodotti possano subire il minor danno possibile. Dobbiamo trovare un accordo perché la guerra commerciale non conviene a nessuno, l’incertezza non conviene a nessuno”, conclude Tajani.

– foto ufficio stampa Farmindustria –

(ITALPRESS).

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Economia

Abi, nel 2050 Pil -18% senza interventi contro il calo demografico

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ROMA (ITALPRESS) – Se una minore popolazione in età lavorativa implica una riduzione del potenziale di crescita, le stime indicano, in assenza di interventi, livelli di Pil che potrebbero essere inferiori di oltre il 18% nel 2050 e oltre il 30% nel 2080. Quattro le leve individuate su cui concentrare interventi mirati per recuperare completamente tale perdita: giovani, donne, occupati laureati e saldi migratori. È quanto emerge dall’indagine promossa dall’Abi, realizzata nell’ambito delle attività del Comitato tecnico strategico “Evoluzione demografica e servizi bancari”, presentata presso la sede dell’Associazione.

Le conseguenze della riduzione della popolazione attiva e dell’invecchiamento progressivo della società su crescita, lavoro, disuguaglianze e bisogni delle diverse fasce della popolazione rappresentano una delle principali sfide strutturali per l’economia italiana. Secondo le previsioni Istat richiamate dall’indagine Abi, la popolazione italiana potrebbe diminuire di oltre 13 milioni di persone entro il 2080, scendendo dagli attuali 59 milioni a circa 45,8 milioni. Contestualmente, la quota di popolazione con più di 67 anni salirebbe fino al 31%.

La popolazione in età lavorativa si ridurrebbe di oltre 13 milioni di unità, scendendo dall’attuale 67,3% del totale, al 58,2% nel 2050 e al 57,3% nel 2080, con dinamiche più accentuate nel Mezzogiorno. Se oggi 100 persone in età lavorativa sostengono 49 persone tra giovani e anziani, nel 2050 dovrebbero sostenerne quasi 72, nel 2080 circa 75. L’incidenza degli anziani sulla popolazione in età da lavoro passerebbe dal 30,5% al 52,8% nel 2050, al 54,7% nel 2080.

Rispetto a uno scenario di popolazione stabile e livello di occupazione invariato, le simulazioni mostrano che, in assenza di interventi, la sola dinamica demografica potrebbe comportare una riduzione del Pil superiore al 30% nel 2080, con effetti già evidenti nel medio periodo: nel 2050 il PIL risulterebbe inferiore di oltre il 18%. Secondo l’indagine, vi sono tuttavia delle leve su cui intervenire per ridurre l’impatto della dinamica demografica sulla crescita, colmando il divario con l’Europa nell’occupazione giovanile e femminile e nella quota dei laureati occupati sul totale della forza lavoro oltre a una ottimizzazione dei flussi migratori regolari. L’effetto combinato di tutte le misure ipotizzate potrebbe portare, nel lungo periodo, a compensare interamente l’impatto negativo del calo demografico sulla crescita.

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L’analisi fotografa un mondo bancario già impegnato nel rispondere alle sfide poste dalla transizione demografica e, al contempo, orientato a sviluppare soluzioni sempre più rispondenti alle nuove esigenze. Questo set di buone pratiche e misure, attualmente in essere, sono state mappate nei lavori del Comitato.

“La transizione demografica – ha dichiarato Gianni Franco Papa, presidente del Comitato tecnico strategico Abi e Ad di Bper è un tema da gestire in modo strategico e secondo una logica di sistema. Il calo delle nascite, l’invecchiamento e la trasformazione della struttura della popolazione ci pongono di fronte a sfide economiche, sociali e culturali rilevanti, con impatti profondi anche sul mercato del lavoro, nonché a crescenti necessità e nuove fragilità ma anche opportunità. Con la pianificazione previdenziale fin da giovani, la tutela della salute, il supporto al passaggio generazionale e all’imprenditoria giovanile e femminile, la banca può diventare un punto di riferimento, capace di offrire soluzioni integrate e consulenza qualificata”.

“Sentiamo forte la responsabilità di essere parte della soluzione, identificando le aree prioritarie a cui indirizzare le risorse, con investimenti a sostegno di innovazione, produttività, servizi per la longevity. I risultati di questa indagine mostrano che il Paese ha le potenzialità per promuovere una crescita sostenibile, ma serve muoversi a più livelli, nella stessa direzione”, ha aggiunto.

“Di fronte al cambiamento strutturale in atto – ha sottolineato Marco Elio Rottigni, direttore generale Abi il mondo bancario è pronto a collaborare con le Istituzioni alla definizione di nuove misure per promuovere sviluppo e sostenibilità del Paese. Le nostre analisi, condotte nell’ambito delle attività promosse da Abi con le banche per rispondere alle sfide con cui il settore è e sarà chiamato a confrontarsi, evidenziano come interventi mirati su alcuni fattori chiave possano ridurre in misura significativa l’impatto negativo della dinamica demografica sulla crescita economica. In tale contesto, la funzione delle banche si estende al più ampio affiancamento a famiglie e imprese, per interpretare in modo evoluto e strategico esigenze sempre più eterogenee, finanziarie ma anche sociali e culturali”.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Economia

A marzo export +4,1% su mese, import in crescita del 4,8%. I dati Istat

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ROMA (ITALPRESS) – A marzo, la dinamica congiunturale dell’export è influenzata da vendite a elevato impatto della cantieristica navale: al netto di queste, si stima un aumento congiunturale meno ampio, pari a +2,8%. Su base annua, la crescita dell’export è per oltre la metà spiegata dall’aumento delle vendite di metalli, in particolare verso Svizzera e Francia; quella dell’import si deve soprattutto ai maggiori acquisti di metalli, autoveicoli e prodotti dell’elettronica. Nel primo trimestre 2026, la dinamica tendenziale dell’export è positiva (+1,3%); quella dell’import è pressoché stazionaria (+0,1%). L’avanzo commerciale, totalmente dovuto agli scambi con i paesi extra Ue, è pari a +10,8 miliardi di euro, in aumento rispetto al primo trimestre 2025 (+8,9 miliardi). I prezzi all’import registrano un nuovo e più ampio aumento su base mensile, per effetto principalmente dei rialzi dei prezzi dei prodotti energetici e dei beni intermedi (in particolare i metalli); su base annua, interrompono la dinamica negativa in atto da aprile 2025. E’ quanto emerge dall’indagine Istat sul Commercio estero e prezzi all’import per il mese di Marzo 2026. A marzo 2026 si stima una crescita congiunturale più ampia per le importazioni (+4,8%) rispetto alle esportazioni (+4,1%). L’aumento su base mensile dell’export è maggiore per l’area Ue (+4,7%) rispetto a quella extra Ue (+3,6%). Nel primo trimestre 2026, rispetto al precedente, l’export cresce del 4,0%, l’import del 2,3%.

A marzo 2026 l’export cresce su base annua del 7,4% in valore e del 4,2% in volume. La crescita tendenziale dell’export in termini monetari è più sostenuta per i mercati Ue (+9,6%) rispetto a quelli extra Ue (+5,1%). L’import registra un aumento tendenziale dell’8,0% in valore, che riguarda entrambe le aree, Ue (+8,1%) ed extra Ue (+7,9%); in volume, le importazioni crescono del 9,1%. Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale dell’export si segnalano: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+38,6%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+55,0%), autoveicoli (+15,8%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+17,5%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+4,6%) e macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a.) (+3,3%). Si riducono su base annua le esportazioni di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-8,6%). Su base annua, la Svizzera (+84,6%) è il paese che fornisce il contributo positivo maggiore all’export nazionale. Crescono anche le esportazioni verso Francia (+9,2%), Germania (+8,0%), Spagna (+12,6%) e Cina (+23,9%); mentre diminuiscono quelle verso paesi OPEC (-42,9%), Turchia (-18,2%) e paesi Mercosur (-12,4%). Nel primo trimestre 2026, l’export registra una crescita tendenziale dell’1,3%, spiegata soprattutto dall’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+29,4%). L’apporto negativo maggiore deriva, invece, dalle minori esportazioni di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-13,2%).

A marzo 2026, l’avanzo commerciale (+4.709 milioni di euro) si mantiene sostanzialmente stabile rispetto a un anno prima (+4.706 milioni). Sostanzialmente stabili anche il deficit energetico (-3.934 milioni; era -3.902 milioni a marzo 2025) e l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici che si attesta a +8.643 milioni, da +8.608 milioni di marzo 2025. Nel mese di marzo 2026 i prezzi all’importazione aumentano del 2,5% su base mensile e sono pressoché stazionari su base annua (+0,1%; era -3,4% a febbraio).

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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Economia

FERPI, si chiude a Venezia InspiringPR 2026: riflessioni sulle “verità resistenti”

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VENEZIA (ITALPRESS) – “InspiringPR non è solo un appuntamento nel calendario della comunicazione italiana; è uno spazio in cui FERPI rinnova il senso della propria missione, con al centro il valore delle relazioni, della reputazione, della fiducia e della qualità del confronto pubblico. Il tema di quest’anno, “Verità resistenti”, ci interpella profondamente. In un tempo in cui le informazioni corrono veloci, le opinioni si polarizzano e la fiducia diventa una risorsa sempre più fragile, il nostro mestiere è chiamato a una responsabilità ancora più alta: custodire la verità dei fatti, dare senso alle parole, costruire relazioni autentiche e generare valore per le organizzazioni e per la società”. Ha aperto così, Filippo Nani, Presidente della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, la dodicesima edizione del Festival che si è chiusa oggi a Venezia, alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista. “La verità ha bisogno di essere raccontata bene. È questa la responsabilità che InspiringPR rimette al centro quest’anno, lontano dai format prevedibili e dalle conclusioni già scritte. La dodicesima edizione ci lascia con meno certezze e più domande giuste. Per chi fa comunicazione, è il miglior risultato possibile”, ha aggiunto Ada Sinigalia, delegata di Ferpi Triveneto.

È stato Andrea Cicini, coordinatore e ideatore della nuova veste dell’InspiringPR Award 2026, ad accogliere sul palco i vincitori. Un doveroso ringraziamento all’impegno della qualificata Giuria – composta da Laura Aglio, esperta di innovazione aperta e progettazione europea; Eva Bardanzellu, PR & Communication Manager Bolton Beauty; Nicolò Berghinz, Head of External & Public Relations, Strategic Development & Partnerships ALIS; Sergio Calò, direttore di Venetian Cluster; Elena Casadoro Kopp, co-founder e director di CASADOROFUNGHER Comunicazione; Annalisa Tarquini – Poli, Professoressa Associata di Marketing e Direttrice del Master of Science in Luxury Management International University of Monaco – che hanno dovuto procedere ad una difficile scelta per la qualità e creatività di tutti i progetti presentati. Cicini ha poi raccontato le novità di questa IX edizione e proceduto alle Premiazioni. Il cuore, ha detto Cicini, è quello che di fatto si riempie di verità resistenti, che i comunicatori hanno modo di restituire attraverso i loro progetti di comunicazione, con il loro bagaglio di emozioni.

Il PREMIO IMPEGNO NELLO SPORT -Progetti che usano lo sport come leva di inclusione, salute, educazione, sostenibilità e coesione sociale, è stato assegnato a CASTA DIVA per la “Cerimonia di chiusura dei Giochi Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026”. A ritirare il Premio Francesco Paolo Conticello, CEO Casta Diva Art & Show e direttore creativo e Angelo Bonello, Direttore artistico e regista della Cerimonia.

ll PREMIO SOSTENIBILITÀ ED ECONOMIA CIRCOLARE – Iniziative che promuovono la sostenibilità con impatto concreto su comunità e territori, assegnato ad HAVAS per il “Calendario Rosso 2026”. Sul palco a ricevere il premio Alice Pedretti, Sustainability & Impact Director Havas, Francesca Baiguera, Growth Consultant Havas e Irene De Cristofaro, Legal Advisor & Project Manager DonnexStrada.

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Il PREMIO COMUNICAZIONE EMOTIVA – Campagne creative e innovative (Spot Radio/TV) che utilizzano un linguaggio trasversale e di forte impatto emotivo, assegnato alla BANCA DELLE VISITE per la campagna: “Un caffè sospeso migliora la giornata, una visita donata migliora la vita”, ritirato da Michela Dominicis, Presidente Banca delle Visite

Il PREMIO COMUNICAZIONE INTERNAZIONALE – Progetti cross-border, che promuovono dialogo tra culture, cooperazione internazionale e posizionamento del Made in Italy, vinto da CASTA DIVA con il progetto “Art is”; invitati nuovamente sul palco a ricevere il premio Francesco Paolo Conticello e Angelo Bonello.

Una novità anche il premio studio “COMUNICARE LE ISTITUZIONI”, Prima edizione, intitolato alla memoria di Mario Bologna. Presentato da Federica Zar e da un intervento di Olga Bologna, è stato vinto da Anna Campi per la tesi “Nella crisi dell’ascolto con chi dialogo? Il caso di studio nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna: tra pratica politica e comunicazione”. La tesi analizza il ruolo centrale della comunicazione nel racconto delle istituzioni e il suo impatto sulla pratica politica e sui processi democratici. comunicazione come strumento fondamentale per rendere le istituzioni accessibili e dialogiche.

Menzione speciale per Elisabetta Pozzetto per la ricerca “Theorizing Circular Economy Communication: a Framework for the Public Sector”. Si legge nella motivazione: “Prima ricerca organica volta a definire come il settore pubblico possa comunicare l’Economia Circolare per trasformare la consapevolezza dei cittadini in azione concreta. La tesi propone l’Ouroboros Paradigm: un modello innovativo che concepisce la comunicazione non come mera trasmissione di dati, ma come un ciclo rigenerativo di significato capace di ricostruire i legami tra persone, ambiente e istituzioni”.

InspiringPR, promosso da FERPI e organizzato dalla Delegazione Ferpi Triveneto insieme a socie e soci da tutta Italia e agli studenti di UniFERPI è uno spazio di confronto aperto tra professionisti, istituzioni, imprese, mondo accademico e giovani studenti e ha voluto contribuire anche quest’anno ad indicare una direzione ai comunicatori.

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Una bussola verso strade percorribili di credibilità, fiducia e ragione. Massimo Bustreo, docente universitario e formatore, ha presieduto il Comitato Scientifico di InspiringPR, avallando il nuovo format del Festival, evidente sia nella natura e forma degli interventi intorno alle “verità resistenti”, sia nella impostazione dei correlati InspiringPR Award, sia nell’inedito “Processo alla Verità”, parte interattiva che ha coinvolto il pubblico. Tutto nella direzione di rivendicare il ruolo della migliore comunicazione nel raccontare fatti, fuori da ogni manipolazione emotiva, che aiutino a capire come evolve il mondo. “Le parole vanno usate con cura perché non sono mai neutre; ma oggi abusate e strumentalizzate. Per districarsi tra le informazioni bisogna togliere le sovrastrutture manipolatorie e riconquistare capacità di ragionamento”.

La Regione del Veneto con un messaggio del Presidente Alberto Stefani, ha rilevato l’estrema attualità del tema scelto, visto che la ricerca di una comunicazione consapevole e responsabile rappresenta la sfida che le istituzioni e il mondo produttivo devono raccogliere. “Questo incontro – ha detto – si conferma un momento di confronto imprescindibile per la crescita della nostra comunità. Celebrare l’impatto positivo delle relazioni pubbliche e sostenere la ricerca accademica dei giovani è, infatti, fondamentale per garantire un futuro di eccellenza alla cultura della comunicazione nel nostro Paese. La partecipazione di relatori provenienti da diversi ambiti offre un quadro multidisciplinare indispensabile per interpretare la complessità sociale contemporanea”.
Anche da Paola Mar, Assessore Comune di Venezia, un contributo al tema della verità: l’appello a difendere la capacità di analisi che deve avere di chi si mette a disposizione degli altri per raccontare la realtà, come i relatori pubblici, di perseguire una delle possibili verità, confutabile certo, ma perché fornita con rigore scientifico.

Dagli speaker suggestioni molto diverse intorno al tema. Alessia Pintossi, musicista e sperimentatrice, ha portato sul palco letteralmente la sua voce, e poi anche la sua storia, esempio di autenticità come forma di resistenza, come capacità di accogliere quella che ha chiamato la ‘luce’, le proprie imperfezioni, abbracciando l’umanità delle proprie crepe, slegando le voci e narrazioni personali dalle catene e vincoli di un mondo sempre più artificiale e dalle logiche del mercato. Continuando a scegliere. Alessandra Ballerini, avvocata impegnata nella tutela dei diritti umani, ha condiviso una riflessione sulla verità come responsabilità civile e impegno quotidiano, verso le persone più fragili, oltre la spettacolarizzazione, impegno costante, che intreccia giustizia e vite umane, restando saldo anche quando cala l’attenzione mediatica. Resistenza nel mantenere l’entusiasmo di stare dalla parte delle persone che ne hanno bisogno. Una resistenza nell’impegno mutuata dalla resistenza e dalla tenacia delle famiglie delle persone sequestrate, torturate e uccise nella ricerca di verità e giustizia. E nella ricerca di questa verità, che viene dal cercarla insieme e dal tempo, attenzione alle parole: le parole sbagliate creano “ombre”, narrazioni sbagliate che incidono sulla percezione, addirittura, di ciò che è bene e di ciò che è male. Basterebbe tornare alla etimologia delle parole per restituire loro il giusto peso, come nella parola “asilo”. Una verità che non teme le correnti quella del Contrammiraglio Filippo Marini, Comandante del Porto di Venezia, veicolata attraverso una comunicazione responsabile.

Il dovere nella verità “perché siamo tutti colpevoli in una storia raccontata male” nelle parole dell’Ammiraglio Vincenzo Leone insieme alla poetica immagine di un “mare padre”. Verità resistente come responsabilità di restare alla complessità rispetto a versioni comode, veloci, o peggio strumentalizzate, usando i fatti per come sono, avendo cura della ragione. Per costruire fiducia. Solo una storia raccontata bene può generare una società davvero libera. Una verità concreta della pubblica informazione sul soccorso in mare per chiunque sia in pericolo di vita quella del Comandante Roberto D’Arrigo, fatta di tutela e responsabilità verso la vita umana e l’ambiente marino che contrasti la narrazione bugiarda che oggi viene diffusa. 1.800.000 persone sono state riportate a casa nel Mediterraneo Centrale della Guardia Costiera Italiana: persone, non numeri. E questo è un fatto. E questo è un fatto. Stefania Ricci, direttrice del Museo Salvatore Ferragamo, ha testimoniato il valore delle narrazioni d’impresa che riescono a trasformarsi in patrimonio culturale duraturo attraverso la ricerca che conferisce credibilità.

Humour e leggerezza nella postura di Mons. Giulio Dellavite, Delegato vescovile diocesi di Bergamo, docente e scrittore, e come strumenti capaci di indurci a rallentare nella velocità della comunicazione contemporanea e riaccendere il riflettore su ciò che spesso sfugge alla logica immediata dei like. Andare oltre guardando dall’alto le cose, attraverso l’humour, con leggerezza. La leggerezza, infatti, non è superficialità, si associa con la precisione, non con la vaghezza e il caos, nella ricerca della verità. Ricerca della verità nella capacità di continuare a sognare e ad immaginare. Una simulazione di ricerca di verità attraverso un finto casting per Alejandro Bonn, attore e acting coach, e Pietro Giustolisi: le “verità resistenti” sono il risultato di un lavoro invisibile e quotidiano basato su ascolto, fiducia e costruzione di relazioni autentiche. Da Stefania Ricci, Direttrice Museo Salvatore Ferragamo Firenze, la testimonianza di come le narrazioni di impresa possano costruire ciò che dura, musei come spazio di verità.

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L’edizione 2026 di InspiringPR ha il Patrocinio di Città di Venezia – Le Città in Festa, Confindustria Veneto Est, Regione del Veneto UNIPD, IUSVE e una rete di partner che condividono il valore del Festival e il suo impegno nella promozione di una cultura della comunicazione responsabile. Sono Corporate Partner dell’iniziativa Generali e Progeco Ambiente, mentre Centro Marca affianca il Festival come Supporting Partner. Il racconto e la diffusione dei contenuti saranno accompagnati dai Media Partner: Media Duemila, Italpress, Telpress, Relazioni Internazionali, Corriere Veneto e Corriere Imprese. Sono Corporate Partner dell’iniziativa Generali e Progeco Ambiente, mentre Centro Marca affianca il Festival come Supporting Partner.

– foto ufficio stampa Ferpi –

(ITALPRESS).

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