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Economia

Fumarola “Contrari ai dazi, bisogna proteggere le imprese e il lavoro”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Noi siamo assolutamente contrari ai dazi perchè creano problemi alle imprese, ai lavoratori, all’economia e alle filiere. Certo, dazi al 15% sono meglio che al 50%, noi continuiamo a dire che serve continuare a intervenire sull’Ue perché è l’Europa che se ne deve occupare. Continuiamo a sostenere che bisogna proteggere le imprese, il lavoro e trovare nuovi sbocchi commerciali per non dipendere da situazioni di questo tipo”. Così Daniela Fumarola, segretaria generale Cisl, a margine del 46° Meeting di Rimini.

“I salari crescono se si rinnovano i contratti pubblici e privati, se si interviene sul cuneo fiscale, noi coglieremo l’opportunità della nuova manovra per chiedere di continuare su questo passo. Dobbiamo però avere attenzione a salari e pensioni, chiediamo di intervenire sul ceto medio e famiglie perché sono state le più colpite in questi anni difficili, ma il ceto meglio e le famiglie sono quelle che più di altri hanno sofferto. Nel chiedere un incontro al governo rispetto alla nuova manovra che si apprestano a fare, pensiamo che debba essere uno dei temi”, ha aggiunto. “Inoltre, noi pensiamo che si debba passare dal 35% al 32%, pensiamo che bisogna continuare un’azione che favorisca lavoratori, pensionati e famiglie. Dobbiamo unire il Paese e possiamo farlo anche attraverso questi interventi”, osserva.

“Siamo contrari al salario minimo legale perché pensiamo che l’azione contrattuale, che nel nostro Paese è particolarmente diffusa, sia lo strumento e il modo attraverso il quale bisogna elevare i salari, anche di chi ad oggi è al di sotto dei 9 euro. Crediamo che, per quanto riguarda le materie lavoristiche l’intervento per legge non debba esserci, devono essere le parti sociali, le imprese e il governo a trovare i rimedi giusti”, ha spiegato in merito al salario minimo.

“Noi continuiamo a rilanciare l’idea del patto sociale per la crescita del nostro Paese, abbiamo trovato un’apertura da parte della premier che si è resa disponibile a ragionare su questo tema, abbiamo trovato apertura anche da parte di associazioni imprenditoriali. Dobbiamo costruire le condizioni affinché il patto si realizzi anche perchè noi abbiamo l’emergenza che sovrasta tutte le alte: sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, ogni giorno troppe vite spezzate, dobbiamo lavorare per una strategia comune che continui a portare risultati. Abbiamo bisogno di unire le forze perché le sfide sono importanti”, ha concluso la segretaria generale della Cisl.

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– foto Meeting Rimini 2025 –

(ITALPRESS).

Economia

Mimit, 32 milioni per valorizzare la proprietà industriale delle Pmi

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ROMA (ITALPRESS) – È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto direttoriale che dispone la riapertura, per l’annualità 2026, delle misure Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, con una dotazione complessiva di 32 milioni di euro per sostenere le piccole e medie imprese italiane nella tutela e nella valorizzazione della proprietà industriale, favorendo l’innovazione, il design e la protezione dei marchi e rafforzandone la capacità competitiva sui mercati.

Lo rende noto il Mimit che, “con queste ulteriori risorse dà continuità ai tre strumenti – secondo gli indirizzi definiti per il triennio 2024-2026 dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso – accompagnando le imprese nello sviluppo e nello sfruttamento economico dei propri asset immateriali e trasformandoli in concrete opportunità di crescita”.

Per la misura Brevetti+ sono previsti 20 milioni, a sostegno della valorizzazione economica dei brevetti e del loro utilizzo nei processi produttivi e sul mercato. Per Disegni+ sono destinati 10 milioni, per accompagnare le imprese nella valorizzazione di disegni e modelli, dalla messa in produzione alla commercializzazione. Per Marchi+, infine, sono previsti 2 milioni, destinati a sostenere la tutela dei marchi italiani nell’Unione europea e sui mercati internazionali. I nuovi bandi, la cui emanazione da parte della DGIAI del Mimit è prevista entro i prossimi 30 giorni, definiranno i termini e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione.

– Foto Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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Economia

Carburanti, prezzi medi in assestamento

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ROMA (ITALPRESS) – Quotazioni internazionali dei raffinati venerdì in forte aumento. In avvio di settimana il Brent è in salita a 90 $/b e il Wti intorno agli 85 $/b con la ripresa degli attacchi Usa contro l’Iran nello Stretto di Hormuz e la risposta di Teheran contro basi americane in Giordania.

Sulla rete carburanti italiana i prezzi praticati alla pompa risultano per ora stabili dopo una lieve crescita della benzina durante il fine settimana. Nello specifico, in base ai dati del Mimit aggiornati al 31 agosto, il prezzo medio nazionale della benzina self è 2,017 euro/litro (rispetto a 2,014 euro/litro di venerdì 28 agosto) e quello del diesel self è 2,130 euro/litro (contro 2,131 del 28 agosto).

Venendo al dettaglio dei prezzi per compagnie e no logo, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Mimit aggiornati alle 8 di ieri 30 agosto, i prezzi medi della benzina in modalità self praticati dalle compagnie sono tra 2,009 e 2,032 euro/litro (no logo 2,015). Per il diesel, i prezzi medi self praticati dalle compagnie si collocano tra 2,123 e 2,146 euro/litro (no logo 2,128).

Sul servito per la benzina gli impianti colorati presentano prezzi medi tra 2,092 e 2,226 euro/litro (no logo 2,068). Sul diesel servito i punti vendita delle compagnie hanno prezzi medi compresi tra 2,208 e 2,340 euro/litro (no logo 2,183). I prezzi medi praticati del Gpl sono tra 0,760 e 0,785 euro/litro (no logo 0,750). Infine, i prezzi medi del metano auto vanno da 1,660 a 1,740 euro/kg (no logo 1,672).

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– Foto Ipa Agency –

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Bollette, tra giugno e agosto stangata da 870 milioni sulle imprese del commercio e del turismo

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ROMA (ITALPRESS) – Una stangata energetica da circa 870 milioni di euro sulle imprese del commercio, della somministrazione e dell’accoglienza. A stimarla è Confesercenti, in collaborazione con il Gruppo Innova, sulla base dell’aumento della spesa per le forniture tra giugno e agosto 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025: circa 700 milioni di maggiori costi per l’elettricità e altri 170 milioni per il gas, con aumenti delle bollette elettriche superiori al 40% e punte vicine al 50% per ristoranti e alberghi. Ma ci sono anche imprese che hanno registrato aumenti vicini al 90%.

A spingere verso l’alto la bolletta energetica sono stati sia l’aumento dei consumi, legato alle temperature eccezionalmente elevate e al maggiore utilizzo degli impianti di climatizzazione e refrigerazione, sia la crescita del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso: tra giugno e agosto il PUN è aumentato di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025.

A incidere in modo particolare sulle attività della somministrazione e dell’accoglienza sono stati inoltre i picchi dei prezzi nelle ore serali, proprio quelle in cui alberghi, ristoranti, bar e pubblici esercizi concentrano una parte rilevante della propria attività e dei propri consumi.

L’impatto sui bilanci è significativo, soprattutto per le attività legate al turismo. Per un albergo medio da 45 camere, la bolletta elettrica dei tre mesi estivi passa da circa 8.250 a 12.250 euro: 4mila euro in più, pari al +48,5%. Per un ristorante la spesa sale da 2.100 a 3.100 euro, con un aggravio di mille euro (+47,6%); per un bar da 1.250 a 1.800 euro, 550 euro in più (+44%). Rincari consistenti anche per il commercio: +41,3% per un esercizio alimentare e +40,9% per un negozio non alimentare.

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E dopo l’emergenza elettricità dell’estate, l’attenzione si sposta già sulle prossime settimane. A preoccupare è soprattutto il gas, il cui prezzo nei tre mesi estivi è cresciuto di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche considerando il solo effetto tariffario, a consumi sostanzialmente invariati, il maggiore esborso per le imprese è stimato in circa 170 milioni di euro. In vista della stagione fredda, il livello delle scorte e le tensioni sui mercati energetici alimentano il timore di ulteriori aumenti.

“In questo scenario, un intervento sulle componenti ASOS della bolletta non è più rinviabile”, commenta il Presidente di Confesercenti Nico Gronchi. “Per molte attività del commercio e del turismo l’energia non è una spesa comprimibile, ma una condizione essenziale per lavorare e garantire continuità e qualità del servizio. L’allarme sulle bollette si somma a quello che abbiamo già lanciato nei giorni scorsi sul caro-carburanti, mentre cresce la preoccupazione per il gas: la pressione energetica si sta allargando su tre fronti contemporaneamente. L’aumento di questi costi sta comprimendo margini già ridotti e rischia inevitabilmente di trasferirsi sui prezzi finali. Stiamo entrando in una nuova era dell’energia, in cui il suo costo avrà un peso sempre maggiore sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie. Anche la fiscalità dovrà tenerne conto: non possiamo continuare a caricare sull’energia un peso fiscale che rischia di amplificare gli aumenti e trasferirli sull’intera economia. Altrimenti, dopo aver infiammato bollette e carburanti, il caro degli energetici finirà per alimentare anche l’inflazione”.

-Foto IPA Agency-
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