Politica
Guerini “Chi manifesta deve essere sempre rispettato”
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7 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il piano americano, accettato da numerosi Paesi arabi, è un passo importante per conseguire l’obiettivo di raggiungere la pace e fermare la sofferenza della popolazione di Gaza. Si poteva arrivare a una convergenza più significativa in Parlamento e abbiamo lavorato per riuscirci. Ma il contesto molto polarizzato, con gli attacchi alle opposizioni giunti da chi guida il governo e qualche irrigidimento a sinistra, non ha aiutato. Per questo abbiamo lavorato all’astensione sulla risoluzione della maggioranza che era il massimo che si poteva ottenere in questo passaggio e credo sia stato un risultato alla fine positivo. Se stiamo a ciò che era scritto in tutte le risoluzioni presentate, a partire dalla nostra, il piano Usa è oggi considerato un punto di partenza condiviso”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, Lorenzo Guerini, deputato del Pd e presidente del Copasir.
“Sono cresciuto – spiega – nella cultura dell’autonomia del sindacato dalla politica. E viceversa. Chi sciopera, chi manifesta, deve essere sempre rispettato. Se migliaia di persone vanno in piazza bisogna guardare con attenzione, non con sufficienza. Uno sciopero non ha il compito di risolvere una questione o di indicare una soluzione. E’ uno strumento per esprimere un’indignazione, per fare pressione, per manifestare un problema. Spesso anche con contraddizioni, che sono le contraddizioni della realtà storica che stiamo vivendo. Ciò che contesto è che la politica si limiti a trasformarsi in megafono quando invece il suo compito è raccogliere quelle domande mediandole nella responsabilità delle decisioni”.
E alla domanda se Giorgia Meloni schiaccia la sinistra su posizioni estremiste, Lorenzo Guerini risponde: “Ho un ruolo istituzionale che mi impone sobrietà nella risposta. Ribadisco il concetto di prima: nessuno deve pensare di strumentalizzare, in un senso o nell’altro, le piazze a proprio vantaggio. L’eccessiva polarizzazione della politica italiana credo non porti a nulla di buono e forse è uno degli elementi alla base della disaffezione sempre più evidente nelle urne. La delegittimazione reciproca, l’incapacità di trovare terreni comuni di confronto pur nella asprezza della lotta politica e delle sacrosante differenze rischia di dividere il Paese e di imbarbarire il confronto politico”.
Il Pd ora insegue Landini, Albanese, la piazza? “Io non inseguo nessuno. Elly Schlein ha lavorato con impegno per unire le opposizioni e ciò ha consentito, anche in queste regionali, di presentarci uniti di fronte agli elettori. Un passo necessario conseguito per la caparbietà della segretaria. Ora bisogna trasformare l’unità delle opposizioni in una proposta politica che diventi una credibile e forte alternativa al governo della destra. Dando un profilo più politico, oltre che aritmetico, alla nostra proposta. E a questo si deve dedicare soprattutto il Partito democratico che di questo progetto rappresenta l’infrastruttura portante. Chiarendo, con le mediazioni che la politica richiede, ciò che va chiarito a partire dal nostro posizionamento sulle grandi trasformazioni dello scenario internazionale. Non basta dire che dall’altra parte c’è la destra e sperare in un quadro in cui la partecipazione elettorale langue, e uso un’espressione non mia, ‘di portare a votare i tuoì. Ecco credo che questo non basti per vincere le prossime elezioni politiche”.
All’osservazione che sembra avere un buon rapporto con il ministro Guido Crosetto, dichiara: “Il tema non è il rapporto con questo o quel ministro ma come il governo e la maggioranza intendono il rapporto con l’opposizione. Ci sono passaggi in cui maggioranza e opposizione, e quello della crisi mediorientale così come la guerra della Russia all’Ucraina sono tra questi, dovrebbero cercare appunto di trovare un terreno comune di confronto. Ma questo dipende innanzitutto dal governo e dalla maggioranza. Fino ad oggi non c’è stato perchè penso che dall’esasperazione della polarizzazione la destra pensi di trarne vantaggio elettorale. Ma è un calcolo sbagliato e senza respiro”.
Secondo Guerini “tutto il Pd ha espresso apprezzamento e sostegno alle parole del capo dello Stato. Dobbiamo solo ringraziare il presidente. Il suo è stato un appello di grande rilevanza che io, e come me molti altri nel nostro partito, ho accolto con riconoscenza. E, pur nel rispetto delle autonome decisioni di chi era sulla Flotilla, avevo auspicato convintamente che venisse raccolto”.
In merito al fronte dell’Ucraina, “Putin dimostra ogni giorno di non volere la pace. Continua a bombardare le città e la popolazione civile ucraina sperando di fiaccarne l’eroica e coraggiosa capacità di resistere e difendersi. E, nel contempo, compie azioni di guerra ibrida per ‘testarè non solo le reazioni della Nato ma soprattutto quelle delle opinioni pubbliche europee. Azioni che si accompagnano alle campagne di disinformazione in tutta Europa. Per questo bisogna continuare a sostenere con ancor più determinazione l’Ucraina e chi guarda all’Europa con coraggio e speranza: da questo punto di vista le recenti elezioni in Moldova sono un segnale molto positivo”.
Poi, Lorenzo Guerini conclude, sostenendo che investire nella difesa “è necessario per dare concretezza alla tanto agognata autonomia strategica europea. Investendo insieme come europei, utilizzando gli strumenti contenuti nel Readiness 2030 come Safe, sul rafforzamento delle nostre capacità militari a partire dalla difesa antimissile e antidrone, dalla difesa cibernetica e dallo spazio. Passi necessari per realizzare concretamente quella difesa europea che altrimenti resta solo un’idea romantica utile a non far nulla”.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).
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Politica
Conte “Serve una totale ridiscussione del Patto di stabilità e del Rearm Ue”
Pubblicato
11 ore fa-
25 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Non credo che si voterà prima del previsto ma una parola chiara la deve dire la premier Giorgia Meloni”. Così il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in un’intervista al direttore di Milano Finanza Roberto Sommella. A una domanda sulla mancata uscita dalla procedura d’infrazione dell’Italia per il deficit, l’ex premier risponde così: “è stato uno degli errori più gravi di Meloni e Giorgetti pensare ai conti pubblici come un fine e non come uno strumento”.
“Il mio governo è caduto perché ambienti finanziari italiani e stranieri non ritenevano che io fossi, ai loro occhi, una garanzia per gestire i 209 miliardi che avevamo ottenuto in Europa. Evidentemente per loro era già chiaro che a beneficiarne non sarebbero stati i soliti noti”, spiega Conte. Il Pnrr “per prima cosa avrei fatto in modo di spenderlo tutto – prosegue -, dal momento che con il Governo Meloni, a oggi, siamo a una messa a terra intorno a circa il 50% delle risorse complessive, a due mesi e mezzo dalla scadenza del Piano. E questo nonostante lo stesso esecutivo si sia prodotto in numerose rimodulazioni”.
Riguardo alla proposta di tassare gli extraprofitti, per il leader del M5S “tutto è più efficace se fatto su scala europea. Ma intanto ci si deve muovere anche all’interno dei singoli Paesi, e molti sulla tassazione degli extraprofitti energetici lo hanno fatto. Meloni no, perché quando si tratta di colossi energetici e bancari si ritrae con ammirevole velocità”. Per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie “abbiamo proposto meccanismi innovativi come l’adeguamento degli scaglioni Irpef e delle principali detrazioni fiscali all’inflazione. In pratica se l’inflazione sale, soprattutto oltre un certo livello, deve contemporaneamente alleggerirsi il peso dell’Irpef e ampliarsi il beneficio delle detrazioni fiscali per attivare immediatamente una protezione del potere d’acquisto“, spiega Conte.
Per ridurre le disuguaglianze “abbiamo contestualmente proposto una vera tassazione degli extraprofitti bancari ed energetici, una rimodulazione delle enormi spese militari programmate da questo Governo e una totale ridiscussione del Patto di stabilità e del ReArm Eu – sottolinea Conte -. In una fase di stagnazione come quella attuale, Patti e clausole pro-cicliche non fanno altro che esacerbare la situazione. Non possiamo permettercelo”. E sul risparmio ricorda: “Quando ero a Chigi avevo iniziato a lavorare alla promozione di un grande fondo sovrano che sarebbe importante per programmare efficacemente gli investimenti più strategici e per evitare che il risparmio italiano sia gestito dai grandi fondi di investimento stranieri”.
Le partecipate di Stato per l’ex premier “sono strategiche, come abbiamo dimostrato negli anni dei Governi Conte. Non proponiamo alcuna operazione per vendere o svendere, al contrario intendiamo coinvolgere chi ha esperienza, lungimiranza e capacità di investimento “paziente” in un piano pluriennale di sviluppo industriale, fondamentale dopo i cocci lasciati per terra da Meloni, Giorgetti e Urso”.
Alla domanda se sia pentito del Reddito di cittadinanza e del Superbonus, Conte risponde così: “No, perché il Reddito di cittadinanza ha ridato speranze, salvato persone, protetto più di un milione di donne, uomini e minori in pandemia; il Superbonus è stato un boost per l’economia in uno dei momenti più drammatici della storia del Paese, peraltro gestito quasi completamente dai Governi Draghi e Meloni, con il ministro Giorgetti in prima linea”.
Infine, sulla politica estera “l’Italia deve rimanere aggrappata alla sua Costituzione, è da lì che si parte. Siamo favorevoli alle sanzioni alla Russia come siamo però favorevoli, in presenza di un genocidio a Gaza, ad abbandonare gli accordi con Israele – conclude il presidente del M5S -. E questa nostra indipendenza ancorata alla Carta costituzionale vale anche per il presidente americano Donald Trump quando viola il diritto internazionale come sta accadendo con la guerra in Iran”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Carburanti, Salvini “L’Ue si svegli o a maggio sarà il caos”
Pubblicato
11 ore fa-
25 Aprile 2026di
Redazione
TAVARNUZZE (FIRENZE) (ITALPRESS) – “Non stiamo prendendo in minima considerazione la chiusura di scuole, fabbriche, ospedali, o razionamenti e lockdown. Quello che è urgente è che a Bruxelles qualcuno si svegli, sospenda le regole ferree dei bilanci europei e il Green Deal e ci permetta di usare tutti i soldi che abbiamo per aiutare gli italiani in difficoltà. Il mio problema non è la mancanza di carburante, il mio problema sono i costi del diesel, della luce, del gas, del carrello della spesa”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a margine della sua visita a Tavarnuzze al Florence American Cemetery in occasione del 25 aprile, rispondendo a una domanda sulle scorte di carburante alla luce della guerra in Iran.
“Noi possiamo mettere miliardi nelle tasche dei lavoratori e degli imprenditori italiani ma le regole europee oggi ce lo impediscono – ha proseguito Salvini -. Quindi, per assurdo, oltre a questa stramaledetta guerra che conto finisca il prima possibile, il primo problema per le tasche degli italiani è a Bruxelles. Anche la riunione di ieri non mi sembra che abbia portato risultati”.
“Noi dobbiamo poter usare i soldi degli italiani per aiutare gli italiani in difficoltà, altrimenti a maggio si fermano migliaia di camion e se si fermano i camion i negozi sono vuoti ed è il caos – ha concluso il vicepremier -. Bruxelles deve intervenire nell’arco di alcuni giorni. Ho sentito ‘Ne riparleremo a giugnò, ma chi dice che ne riparleremo a giugno vive su Marte, o è in malafede o è un cretino. Quindi c’è bisogno di parlarne adesso, non a giugno. A giugno ci sono le fabbriche chiuse”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Colpi di pistola ad aria compressa al corteo del 25 aprile a Roma, due feriti
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11 ore fa-
25 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Due persone sono rimaste ferite dopo essere state raggiunte da colpi di pistola ad aria compressa, nei pressi di Parco Schuster, vicino alla Basilica di San Paolo, a Roma, nelle fasi conclusive della manifestazione per il 25 aprile. “Attenzione, hanno sparato a due nostri compagni con una pistola ad aria compressa. Sono tutte e due in ambulanza e non sono gravi. Un gesto gravissimo che stiamo denunciando alle autorità”, l’annuncio che è stato dato dal palco. I due feriti avevano al collo il fazzoletto dell’Anpi. Indagini sono in corso.
+EUROPA DENUNCIA AGGRESSIONE A DELEGAZIONE CON BANDIERE EUROPA
Stamattina una delegazione di +Europa guidata dalla vicesegretaria Antonella Soldo e dalla tesoriera Carla Taibi ha partecipato alla manifestazione del 25 aprile a Roma. Il gruppo è arrivato in piazza con uno striscione che recitava “No Kings No Zar” e le bandiere di Europa, Ucraina, Iran, Palestina, Venezuela, Rojava. A ricordare la lotta contro ogni regime. All’inizio del corteo un gruppo di violenti ha aggredito il gruppo, incendiando la bandiera dell’Ucraina e provando a strappare quella europea. Spintoni anche alla vicesegretaria da parte di un uomo non identificato. Tra coloro che hanno provato a cacciare gli esponenti di +Europa anche uno degli organizzatori, Alberto Fazolo. “Purtroppo la lotta per la democrazia continua ad avere le sue difficoltà, ma pochi facinorosi e violenti non bastano a mettere in discussione la nostra presenza a una commemorazione così importante nella storia del nostro Paese. Ringrazio il segretario della CGIL che in piazza ci ha invitati a stare vicino a lui per tutelare la nostra presenza. Sicuramente procederò con una denuncia nei confronti dell’uomo che mi ha messo le mani addosso e ha provato a sferrarmi un pugno confidando che le autorità possano identificarlo dai numerosi video”, ha detto Soldo.
HALISSEY “AGGREDITI DA CAMBIARE ROTTA”
“Siamo stati aggrediti brutalmente al corteo del 25 aprile da militanti di Cambiare Rotta. Ci hanno spruzzato spray al peperoncino negli occhi e strappato e tolto le bandiere dell’Ucraina, che avevano portato in piazza come ogni anno insieme a quelle della Palestina. Sono dovute intervenire le forze dell’ordine e un’ambulanza per soccorrere me, l’inviato di Pulp Podcast Ivan Grieco e altri compagni radicali, tra cui il Segretario Filippo Blengino. In una festa come quella della Liberazione è inammissibile ci sia spazio per questi gruppi violenti e incapace di tollerare la diversità in una piazza che dovrebbe essere inclusiva e aperta, nel ricordo dei partigiani e a sostegno di tutti i popoli che ancora oggi si difendono”, dichiara Matteo Hallissey, Presidente di Radicali Italiani e +Europa.
RADICALI “AGGREDITI CON SPRAY AL PEPERONCINO E PICCHIATI”
“Oggi, durante la nostra partecipazione alla manifestazione del 25 aprile a Roma, siamo stati aggrediti da fascisti con le bandiere rosse: ci hanno picchiati e ci hanno spruzzato addosso spray al peperoncino. Il nostro Presidente, Matteo Hallissey, in questo momento è in ambulanza, soccorso dal personale del 118. Insieme a militanti radicali e a Ivan Grieco, siamo stati poi allontanati dal corteo solo perché avevamo con noi bandiere ucraine e di altri popoli oppressi. Un gesto vergognoso contro chi, da sempre, partecipa alle lotte antifasciste. Esigiamo una netta presa di distanza da parte dell’ANPI: il diritto di manifestare alla Festa della Liberazione appartiene a tutti. Questa vergogna non ha precedenti. Il fascismo è qui” scrivono in una nota Filippo Blengino e Patrizia De Grazia, Segretario e Tesoriera di Radicali Italiani.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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