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Cronaca

Regionali in Lombardia, Fontana “Il candidato non sia scelto in base al numero di voti”

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MILANO (ITALPRESS) – Per quanto riguarda il futuro candidato del centrodestra per le elezioni regionali lombarde “non si devono fare valutazioni di numero di voti o meno, bisogna trovare persone che la gente vuole come propri rappresentanti, questo è il punto di riferimento. Tutti dobbiamo lottare per il centrodestra e trovare il personaggio che meglio interpreta il territorio. Spetterà a quel partito il cui candidato meglio individua il sentimento di un territorio”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine dell’assemblea generale 2025 di Assolombarda, commentando le dichiarazioni di Fratelli d’Italia secondo cui il partito che esprimerà il candidato governatore alle prossime elezioni regionali lombarde deve essere quello che ha più voti.

“Sono convinto che dovremo continuare a lavorare seriamente non lasciandoci distrarre dalle voci. Le voci servono a mettere tacere gli appetiti interni ai partiti”, ha sottolineato poi Fontana. Per quanto riguarda le indiscrezioni che vorrebbero Ettore Prandini, presidente di Coldiretti nazionale, come prossimo candidato: “Non voglio fare nessun nome. Mi pare molto prematuro fare discorsi di questo genere. Farà bene la persona che più interpreterà lo spirito lombardo”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

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Cronaca

Allarme cortei, oltre 150 perquisizioni a Milano, Monza e in altre 20 città

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MILANO (ITALPRESS) – Oltre 150 perquisizioni tra Milano e Monza ed in altre 20 città, principalmente in Lombardia, nell’ambito di attività investigative dopo i gravi fatti del fine settimana scorso. Lo rende noto la Polizia di Stato. Oggi sono previste decine di manifestazioni in tutta Italia.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Valditara “Dietro alle violenze una mancanza di valori”

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ROMA (ITALPRESS) – “All’origine di queste violenze non ci sono le difficoltà economiche. C’è un’allarmante mancanza di valori”. Nel giorno in cui si rischiano nuove violenze da parte del Movimento 17 ottobre, in una intervista al Corriere della Sera, Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, riflette sul fenomeno. “Se andiamo a guardare quello che si scambiano nelle chat, quello che hanno fatto andando a devastare negozi di abiti e oggetti griffati, io vedo l’espressione di un degrado morale e culturale forte – osserva -. Chi in famiglia ha acquisito valori solidi non spacca, non ruba. Questo accade se la famiglia è riuscita a trasmettere valori positivi. Se i genitori sono assenti, non si interessano del figlio o magari non conoscono la nostra lingua e cultura, i risultati negativi si vedono”. Però non sono tutti stranieri “tuttavia il fatto che la maggioranza lo sia e appartenga a una determinata area culturale dovrebbe farci riflettere”. “C’è anche un tema di legalità – sottolinea il ministro -. Tutti devono capire che non ci si può comportare fuori dalle regole. Non è accettabile sentir dire ‘tanto noi in Italia facciamo quello che vogliamo perchè non ci succede niente…’. Va repressa anche l’illegalità minore che poi porta a certi comportamenti”.

“Ricorda il sindaco di New York Rudolph Giuliani? In quella città c’era un tasso elevatissimo di microcriminalità – spiega -. Lui partì dalla ‘teoria delle finestre rottè: una finestra rotta porta a dieci finestre rotte, se si saltano i tornelli della metropolitana, presto tutti li salteranno. Applicò la tolleranza zero e quei comportamenti crollarono. E poi c’è necessità di una cittadinanza attiva: se vai su un autobus e metti i piedi sul sedile, la gente ti deve dire ‘mettili giù’. Se importuni una donna, ci deve essere chi ti dice di smetterla. E certamente c’è anche la scuola”. Che cosa deve fare? “Educare al rispetto, alle relazioni corrette, all’empatia, al contrasto di ogni forma di violenza. Sono i principi che noi abbiamo messo per la prima volta nei programmi scolastici come obiettivi obbligatori. E la scuola deve anche insegnare i valori occidentali nati ad Atene, Roma e Gerusalemme. A partire dal rispetto di ogni persona, della libertà e della responsabilità, della buona fede. E c’è un problema di lingua”. In merito agli studenti che conoscono poco l’italiano, “gli studenti ma pure i genitori. C’è uno studio Ocse che lo documenta bene: se i genitori non conoscono la lingua e dunque non possono conoscere nulla della vita scolastica del figlio, se si disinteressano di quello che fa, ci sarà un minore inserimento scolastico da parte del giovane, un tasso più alto di abbandoni. E poi ti ritrovi i maranza”.

Ed i violenti che si danno appuntamento sui social: “Un grandissimo problema. In tutti i recenti episodi di accoltellamento di un docente, l’aggressore era in diretta social o filmava la violenza per poi rilanciarla sul web. Per questo i genitori devono essere le prime sentinelle. Ma mi faccia dire anche un’altra cosa…”. “Voglio anche ricordare – sottolinea Valditara – che per decenni ci siamo abituati a chi deresponsabilizza: colpa della società, della borghesia, del capitalismo, del governo… Ma la colpa è individuale. A sinistra c’è chi dichiara che il governo ha tolto i soldi alla scuola per spenderli in armi: si dice una menzogna doppia. Da una parte, sappiamo bene che le risorse per la difesa sono state specificamente autorizzate dall’Ue in deroga al Patto di stabilità. Dall’altra, per la scuola non si è mai investito come oggi. Dal governo Monti fino a quello Draghi, si sono spesi 6 miliardi in 11 anni. Il governo Meloni ne ha investiti oltre 5 in quattro anni”. “C’è chi si è lamentato che i ragazzi italiani non facessero come in Francia, c’è stato persino chi ha condannato le violenze con il ‘mà oppure le ha ‘compresè o non ha condannato proprio. Ma i cattivi maestri sono soprattutto quelli che ancora oggi continuano a delegittimare l’autorità, a sminuire il principio di responsabilità individuale, a parlare solo di diritti e mai di doveri. Noi invece vogliamo ripartire da una società fondata sul rispetto, su valori positivi, sul dialogo, sul costruire piuttosto che sul distruggere”, conclude Valditara.

– foto Ipa Agency –

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Cronaca

Marc Marquez vince gara Sprint a Philip Island, cade Martin, Bezzecchi 4°

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PHILLIP ISLAND (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Marc Marquez (Ducati) si prende la Sprint Race del Gran Premio d’Australia, diciottesimo appuntamento del Mondiale di MotoGp. Lo spagnolo duella per otto giri con Jorge Martin (Aprilia) per poi approfittare della caduta del pilota dell’Aprilia nel corso della nona tornata. Brutta scivolata per lo spagnolo, trasportato fuori dal tracciato in barella. Al traguardo dietro Marc Marquez c’è il fratello Alex (Ducati Gresini), seguito da Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46), che completa un’inaspettata tripletta Ducati. Quarto Marco Bezzecchi (Aprilia) davanti a Pedro Acosta (Ktm). Marc Marquez torna in vetta alla classifica piloti con 365 punti, a +10 su Martin e +50 su Bezzecchi.
– foto Ipa Agency –
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