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Sinner e Alcaraz si allenano insieme a Torino: “Per motivarmi penso di essere sempre il numero due”

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TORINO (ITALPRESS) – “Uno sbaglia quando pensa di essere il numero uno al mondo, io penso sempre di essere il numero due, devi sempre lavorare. Nella mia mente cerco sempre di motivarmi in altri modi. Sono contento di quello che dicono e che sono veramente forte nei campi indoor, lo so anche io e ne sono consapevole, ma appena ti rilassi un attimo è un casino”. Così Jannik Sinner durante la conferenza stampa del Media Day, a due giorni dall’inizio della prossima edizione delle Nitto Atp Finals a Torino. 

“Qui devi partire per forza bene, la partita persa all’inizio influisce tanto. Sono contento di essere qua e di giocare davanti al pubblico italiano e di provare a finire la stagione nel migliore dei modi. Ho avuto una stagione incredibile con tante partite giocate, tante vinte, vediamo come va. Questo è uno dei tornei più importanti della stagione. Ma un Grande Slam è sempre un Grande Slam e secondo me sta sopra”, ha concluso Sinner.

SINNER E ALCARAZ IN CAMPO STAMATTINA INSIEME

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, in mattinata, si sono allenati insieme in vista delle Atp Finals di Torino. Dopo una prima fase svolta su un campo secondario, alle 12 il numero uno e il numero due del mondo si sono spostati sul centrale dell’Inalpi Arena, con gli spalti parzialmente gremiti dai tifosi. All’arrivo nel campo principale dell’altoatesino e dell’iberico c’è stato un vero e proprio boato: il pubblico torinese è in festa. Grandi cori per l’azzurro: la colonna sonora è stata “Sinner, Sinner”.

Da un lato del campo “Sebastopoli” Carlos Alcaraz. Per lui una nuova pettinatura, biondo platino al centro della testa, scuro-rasata ai lati, e una t-shirt nera, con la sua caricatura disegnata sulla schiena. Ad accompagnarlo il coach Juan Carlos Ferrero e Samuel Lopez, il fisioterapista che cura il riscaldamento trattando i muscoli del fenomeno di El Palmar.
Dall’altro lato Jannik Sinner era, come sempre, all’antitesi: più filiforme e classico, t-shirt verde bottiglia, pantaloncini e cappellino di un bel blu, a contenere quel ciuffo rosso che lo precede nel mondo e lo fa riconoscere anche senza racchetta. Tutto intorno all’azzurro il suo staff: i coach Darren Cahill e Simone Vagnozzi, il preparatore Umberto Ferrara, il nuovo fisio argentino Alejandro Resnicoff e l’osteopata Andrea Cipolla.

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“L’allenamento e la partita vera sono due cose completamente diverse. Sono contento di essermi allenato oggi con Carlos Alcaraz. Nei test giochi però in modo diverso da come fai poi in partita, anche per nascondere alcune cose. Stiamo comunque lavorando bene per farci trovare pronti per l’inizio di queste Finals”. Così, ai microfoni di Sky Sport, Jannik Sinner, a proposito della sessione di allenamenti odierna, svolta a Torino assieme al “rivale” spagnolo. “Io e Alcaraz? Ognuno fa la sua strada. Sappiamo cosa ci giochiamo qui a Torino. C’è pressione. Fuori dal campo siamo amici ma in partita ognuno cerca di fare il proprio meglio per battere l’altro. Qui c’è tanta passione per il nostro sport: sono molto felice di essere a Torino. Speriamo di essere due gli italiani in gara nelle Finals: vediamo come va Musetti ad Atene”, ha aggiunto il numero uno del mondo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Wimbledon, Paolini domina Sakkari e vola agli ottavi. In campo Cobolli, attesa per Berrettini e Sonego

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LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Jasmine Paolini accede agli ottavi di finale di Wimbledon 2026. La tennista toscana, testa di serie numero 13 del tabellone di singolare femminile del Major britannico, batte in due set la greca Maria Sakkari, 43 del ranking Wta. L’azzurra, dopo l’eliminazione al secondo turno del 2025, torna quindi nelle migliori sedici dello Slam londinese. 6-1 6-2, in un’ora e 7 minuti di gioco, il punteggio in favore di Paolini, finalista sull’erba di Londra nel 2024, che agli ottavi se la vedrà con Alexandra Eala. La tennista filippina, numero 32 del ranking Wta e 29esima forza del seeding, ha eliminato la campionessa in carica Iga Swiatek, numero 3 della classifica mondiale, con il punteggio di 7-6 (9) 6-2. Pesante ko per la polacca, che uscirà dalla top 5 Wta al termine del torneo londinese.

“Sono emozionata di aver raggiunto di nuovo la seconda settimana qui a Londra. Gli scorsi mesi sono stati molto difficili. Sono molto contenta per come ho giocato e per come mi sono mossa in campo. Mi sono divertita, avverto sensazioni fantastiche. Onestamente, sono felicissima, è un giorno stupendo per me. Quest’anno è stato pieno di alti e bassi, mi sono infortunata al Roland Garros e mi sono presa del tempo per recuperare. Sono arrivata a Wimbledon con molte aspettative”. Così l’azzurra nell’intervista in campo, dopo il successo odierno.

DOMANI TORNA IN CAMPO SINNER

Pubblicati da poco il programma, gli orari e l’ordine di gioco di domani di Wimbledon. Si apre la seconda settimana dei tabelloni principali dei singolari all’All England Club di Londra e c’è il ritorno in campo di Jannik Sinner. Il numero uno del mondo, campione in carica, va a caccia dei quarti di finale contro il giapponese Shintaro Mochizuki e giocherà il terzo match, dalle 14.30, sul Campo Centrale, al seguire delle sfide Djokovic-Safiullin e Sabalenka-Osaka.

FORFAIT DI SERENA E VENUS WILLIAMS NEL DOPPIO

Dopo il ritorno in singolare, col ko al primo turno, la 44enne Serena Williams era attesa oggi nel doppio femminile di Wimbledon, in coppia con la sorella Venus, 46enne. Le due statunitensi, però, prima del debutto, hanno dato forfait. La “Regina” da giorni accusa un problema al ginocchio destro. Oggi ha alzato bandiera bianca. Le due Williams avrebbero dovuto giocare nel pomeriggio il match di primo turno contro la colombiana Camila Osorio e l’argentina Solana Sierra. Serena e Venus sono attese ora, sempre insieme, in doppio, agli Us Open, dove è in programma l’ultimo ballo della sorella maggiore.

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– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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F1, Antonelli vince la sprint di Silverstone davanti ad Hamilton. Quinto Leclerc

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SILVERSTONE (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Kimi Antonelli vince la Sprint al Gran Premio di Gran Bretagna, nono appuntamento del Mondiale di Formula 1. Il pilota italiano della Mercedes, scattato dalla seconda posizione, sorpassa Lewis Hamilton a metà gara, trionfando proprio davanti al ferrarista, partito dalla pole position. Si tratta del primo successo in F1 per il bolognese nel format breve del sabato.

Chiude il podio la McLaren di Lando Norris, più distante dal duo di testa, mentre in quarta posizione c’è l’altra Mercedes di George Russell, che precede la Rossa di Charles Leclerc, partita dalla quarta casella in griglia. Alle sue spalle la Red Bull di Max Verstappen, sesto dopo il terzo posto nella qualifica Sprint, appena davanti alla McLaren di Oscar Piastri.

Chiudono la top ten Liam Lawson (Racing Bulls), Isack Hadjar (Red Bull) e Arvid Lindblad (Racing Bulls).

La Formula 1 torna in pista alle ore 17 italiane per le qualifiche, dove si deciderà la griglia di partenza per la gara di domani (ore 16).

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L’ORDINE DI ARRIVO DELLA GARA SPRINT

1. Kimi Antonelli (Ita) Mercedes 26’12″129 alla media di 229,018
km/h
2. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari +2″745
3. Lando Norris (Gbr) McLaren +9″783
4. George Russell (Gbr) Mercedes +10″639
5. Charles Leclerc (Mon) Ferrari +12″620
6. Max Verstappen (Ned) Red Bull +16″550
7. Oscar Piastri (Aus) McLaren +17″551
8. Liam Lawson (Nzl) Racing Bulls +30″233
9. Isack Hadjar (Fra) Red Bull +30″953
10. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls +35″110

LA CLASSIFICA MONDIALE PILOTI

1. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes 179 punti
2. George Russell (Gbr) Mercedes 136
3. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari 132
4. Lando Norris (Gbr) McLaren 85
5. Charles Leclerc (Mon) Ferrari 83
6. Oscar Piastri (Aus) McLaren 82
7. Max Verstappen (Ned) Red Bull 76
8. Isack Hadjar (Fra) Red Bull 42
9. Pierre Gasly (Fra) Alpine 41
10. Liam Lawson (Nzl) Racing Bulls 31
11. Oliver Bearman (Gbr) Haas 18
12. Franco Colapinto (Arg) Alpine 16
13. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls 14
14. Carlos Sainz (Esp) Williams 6
15. Alexander Albon (Tha) Williams 5
16. Esteban Ocon (Fra) Haas 3
17. Gabriel Bortoleto (Bra) Audi 2
18. Fernando Alonso (Esp) Aston Martin 1

LA CLASSIFICA MONDIALE COSTRUTTORI

1. Mercedes 315 punti
2. Ferrari 215
3. McLaren 167
4. Red Bull 118
5. Alpine 57
6. Racing Bulls 45
7. Haas 21
8. Williams 11
9. Audi 2
10. Aston Martin 1
11. Cadillac 0

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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L’Argentina avanti con il brivido, il mea culpa di Messi: “Abbiamo sbagliato il pressing”

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di Enrico Currò

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Abbiamo sbagliato tanto nel pressing”. Leo Messi è lapidario. Uscito dal campo contrariato, ha festeggiato sì insieme ai compagni la qualificazione e con loro ha ringraziato i sessantamila tifosi dell’Albiceleste, però la preoccupazione era evidente sul suo volto. Stavolta non gli è servito continuare a fare gol come un giovincello e a battere ogni record: capocannoniere con 7 reti in 4 presenze, migliore marcatore di tutti i tempi con 20, primo nella storia ad andare in meta per 8 partite di seguito e via enumerando.

Quando a inizio ripresa Deroy Duarte ha pareggiato il suo notevole gol del primo tempo – aggancio d’esterno di sinistro in corsa al lancio di Lisandro e tocco sempre di sinistro in controtempo ad anticipare il recupero di Borges e l’uscita di Vozinha – il numero 10 ha subito dato l’esempio: ha ingaggiato un duello personale col portiere capoverdiano, a base di punizioni e soprattutto del destro scagliato addosso all’avversario. Messi si è sistemato più dietro, ha creato gioco, ha seminato scompiglio, si è conquistato calci di punizione, ha calciato il corner del 3-2.

Però sono serviti due difensori, Lisandro Martinez e Romero, per acciuffare una vittoria che non tranquillizza il numero 10: “Non abbiamo saputo fare pressing nella maniera giusta. Le linee erano troppo distanti, quando cercavamo di saltare il loro centrale di centrocampo. Eravamo sempre uno in meno, perché, ripeto, non abbiamo fatto bene il pressing”.

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La censura tattica di Messi è esplicita. A furia di dire che il Mondiale dell’Argentina doveva ancora iniziare, i campioni del mondo hanno rischiato davvero di finirlo in anticipo. E a furia di dire che Leo a 39 anni era sempre più decisivo, lui ha sfiorato l’imprevedibile eliminazione ai sedicesimi di finale contro la matricola Capo Verde, Nazionale di un arcipelago di 600 mila abitanti.

Sarebbe accaduto, per di più, proprio nella città d’adozione del fuoriclasse, a Miami, dove vive e gioca dal 2023 e dove fa da testimonial di lusso della Mls americana con la maglia rosa dell’Inter. Lo scampato pericolo, con lo psicodramma dei tempi supplementari (testata di Romero nel secondo, dopo le prodezze nel primo di altri due difensori, l’argentino Lisandro Martinez e il capoverdiano Lopes Cabral), non ha rasserenato il ct Scaloni, che deve pensare al duello degli ottavi di finale con l’Egitto: “Non è stata una partita bellissima per noi. Per me, in particolare, posso dire che sia stata quella che mi ha provato di più, delle mie cento sulla panchina dell’Argentina. Ora arriva ancora di più il difficile. Non ci aspettavamo di soffrire così tanto. Parlerò coi giocatori, ma intanto prendiamo la parte buona della situazione”. 

Scaloni si lancia in una difesa accorata della sua Selección: “La cosa più importante è che la squadra abbia saputo colpire al momento giusto. Eravamo stanchi. Il Mondiale è complicato, entriamo in una fase in cui l’intervallo tra una partita e l’altra diventa di soli tre giorni e mezzo e noi abbiamo giocatori acciaccati. Ma credo che la nostra gente, i più di sessantamila tifosi che sono entrati allo stadio e i 47 milioni che ci hanno visto da casa, abbia capito una volta di più che cosa vuol dire essere l’Argentina: sapere soffrire, nel bene e nel male”.

Le sue sensazioni il ct le rivela col volto un po’ scuro: “Non vedevo l’ora che finisse la partita. Loro hanno pareggiato due volte, la seconda con un golazo. Ma a questa squadra non pesa la responsabilità. L’avversario sa come metterti in difficoltà, nel calcio di oggi. C’è poco da parlare. Ma non ho mai temuto di essere eliminato. Semmai, ho pensato che fossimo già qualificati e invece Capo Verde mi ha disilluso per due volte. Ne usciamo rafforzati”.

Quanto alla decisione di confermare la staffetta tra i centravanti, l’interista Lautaro Martinez e Julian Alvarez, invece di schierarli insieme, Scaloni lascia intendere che il dubbio resterà tale fino all’ottavo di finale con l’Egitto: “Ho ritenuto che fosse giusto fare così. Tra l’altro Lautaro, prima di essere sostituito, ha fatto un magnifico passaggio smarcante per Messi”. 

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Di sicuro ad Atlanta andranno evitati i cali di attenzione, come quello che ha permesso nel primo spicchio della ripresa a Deroy Duarte, centrocampista del Ludogorets nel campionato bulgaro, di scagliare indisturbato il rasoterra dell’1-1. Anche se in verità il 2-2 è nato dalla suddetta imparabile prodezza: il destro arcuato di Sidny Lopes Cabral, terzino sinistro del Trabzonspor, che lo ha appena ingaggiato dal Benfica per 10 milioni di euro. Ci sono voluti più salvataggi del portiere dell’Aston Villa Dibu Martinez, in particolare su un destro a scendere sempre di Lopes Cabral, per impedire a Capo Verde l’approdo ai rigori.

La chiosa è ancora di Scaloni, con la similitudine tra questa vittoria complicata e la sconfitta con l’Arabia Saudita nella partita di apertura del Mondiale poi vinto quattro anni fa in Qatar: “Le analogie ci sono, anche allora sembrava che avessimo la situazione sotto controllo. La differenza, benaugurante, è che quella volta non avevamo saputo reagire e qui invece sì. Lo prendo come un buon segno”. Un segno ottimo è stata questa sconfitta, che vale come una vittoria, per il ct di Capo Verde Bubista: “Una parola basta per definire tutte queste emozioni: orgoglio”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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