Cronaca
Cartelli ‘Picchi dimettiti’ in consiglio regionale, Majorino “Fontana sotto ricatto di FdI”
Pubblicato
11 mesi fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – In consiglio regionale, le opposizioni hanno esposto cartelli con la scritta “Picchi dimettiti!” in riferimento alla mozione di censura contro la sottosegretaria Federica Picchi passata anche grazie a numerosi voti della maggioranza espressi con voto segreto. Le polemiche sulla sottosegretaria erano nate dopo che Picchi aveva rilanciato sui social un video con teorie No-Vax del segretario statunitense alla salute Robert Kennedy.
“Riteniamo un fatto grave che Fontana non abbia neanche il rispetto dell’aula per venire a metterci la faccia, credo sia incredibile. Vi vergognate di questa vicenda e fate bene. Vi vergognate del fatto di avere una sottosegretaria no-vax”, ha scandito in aula il capogruppo del Partito Democratico Pierfrancesco Majorino. Il capogruppo dem ha definito “veramente incredibile che il presidente Fontana, dopo che una maggioranza di consiglieri con all’interno anche consiglieri di centrodestra ha detto ‘Picchi dimettiti’, confermi la sottosegretaria Novax. Mi pare veramente un fatto molto grave. Alla fine evidentemente Fontana è sotto ricatto da parte di Arianna Meloni, immagino, o da parte di esponenti nazionali di Fratelli d’Italia”.
“Credo che Regione Lombardia non possa avere al suo interno persone che negano l’importanza dei vaccini diffondendo fake news – ha aggiunto – Dall’altra è un fatto antidemocratico perché l’aula ha detto una cosa molto chiara: la maggioranza dei consiglieri l’ha sostenuta attraverso un voto regolare e in questo caso si calpesta il volere della maggioranza dei consiglieri”. Sulla stessa linea anche il consigliere di Alleanza Verdi Sinistra Onorio Rosati. “La conferma da parte del presidente Fontana della sottosegretaria Picchi, dopo il voto della settimana scorsa del consiglio regionale, non solo è priva di motivazioni, che sarebbero in ogni caso dovute, ma è irrispettosa delle prerogative del Consiglio, che a grande maggioranza ha proposto a Fontana la rimozione della sottosegretaria no vax”, ha dichiarato.
– Foto xh7/Italpress –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Sgominato un giro di spaccio di cocaina nel Comasco, arrestati 3 fratelli / Video
Pubblicato
35 minuti fa-
30 Settembre 2026di
Redazione
COMO (ITALPRESS) – Tre fratelli sono stati raggiunti da misure cautelari nell’ambito di un’indagine della Guardia di Finanza di Ponte Chiasso su un traffico di cocaina in provincia di Como. Due sono stati portati in carcere e uno è stato posto agli arresti domiciliari. Un quarto fratello, anch’egli indagato, è stato sottoposto a interrogatorio preventivo dal Gip di Como, ma non risulta destinatario delle misure cautelari indicate nel provvedimento. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo, di origine marocchina, sarebbe stato attivo da oltre vent’anni nello stoccaggio, confezionamento e spaccio al dettaglio di cocaina, utilizzando anche un autosalone di Senna Comasco intestato a uno dei fratelli.
Le auto della concessionaria, circa una cinquantina, sarebbero state impiegate per le consegne e dotate di targhe prova per rendere più difficoltoso il monitoraggio attraverso i sistemi di lettura delle targhe. La droga sarebbe stata nascosta in appositi vani ricavati nelle vetture, anche all’interno del bocchettone del carburante, e consegnata nei comuni di Como, Capiago Intimiano, Montorfano e Lipomo. In alcuni casi gli appuntamenti per la cessione sarebbero stati fissati nei pressi di istituti scolastici, anche nei parcheggi adiacenti alla scuola primaria Giuseppe Verdi di Capiago Intimiano.
Nel periodo compreso tra febbraio e giugno 2025 gli investigatori hanno ricostruito la cessione di oltre 3 mila dosi di cocaina, per un giro d’affari quantificato in più di 120 mila euro.
Le indagini sono state condotte attraverso intercettazioni e altre attività tecniche, riprese video, tracciamenti GPS e servizi di osservazione e pedinamento, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza. Secondo l’accusa, il titolare dell’autosalone avrebbe inoltre utilizzato i documenti dei clienti, acquisiti per le pratiche di compravendita delle auto, per attivare utenze telefoniche poi impiegate nelle trattative legate allo spaccio.
A suo carico è contestato anche il reato di sostituzione di persona. Sono in corso perquisizioni a Como, Capiago Intimiano e Senna Comasco con l’impiego di unità cinofile antidroga e cash dog, personale A.T.P.I. e un elicottero del Reparto Aeronavale Lombardia.
IL VIDEO
-Foto ufficio stampa Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).
Cronaca
Milano Cortina 2026, Simico con il Ministero dell’Interno prosegue l’azione di prevenzione antimafia nei cantieri olimpici
Pubblicato
35 minuti fa-
30 Settembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Prosegue “con piena efficacia” l’attività di prevenzione avviata con il Protocollo di legalità sottoscritto dal Direttore della Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno, Prefetto Paolo Canaparo e dall’Amministratore delegato e Commissario straordinario di SIMICO, Fabio Massimo Saldini. Lo si legge in una nota.
Il Protocollo, che dà attuazione alle Linee guida del Comitato di coordinamento per l’Alta sorveglianza approvate dal CIPESS, ha introdotto l’obbligo di iscrizione all’Anagrafe antimafia degli esecutori per la partecipazione alle gare e ai subaffidamenti, con verifica per l’intera durata dei contratti, specifiche clausole nei bandi e un sistema di sanzioni per gli inadempienti. A ciò si è affiancata un’applicazione web, basata su strumenti di intelligenza artificiale, per il monitoraggio in tempo reale di imprese e cantieri.
“I risultati confermano la solidità di questo modello: grazie al coordinamento tra Struttura antimafia, Prefetture, DIA e Gruppo interforze centrale, i tentativi di infiltrazione sono stati individuati e contrastati tempestivamente, attraverso interdittive, misure di prevenzione collaborativa e accessi ispettivi nei cantieri – continua la nota -. Il lavoro continua, con costanti incontri tra le parti e con la stessa determinazione, fino al completamento di tutte le opere, a tutela della legalità, dei lavoratori e delle risorse pubbliche”.
-Foto ufficio stampa-
(ITALPRESS).
Cronaca
Brescia, sequestro di persona a scopo di estorsione: 9 arresti
Pubblicato
35 minuti fa-
30 Settembre 2026di
Redazione
BRESCIA (ITALPRESS) – Nove cittadini indiani sono stati raggiunti da misure cautelari per il presunto sequestro e le violenze ai danni di un connazionale, costretto secondo le accuse a consegnare denaro, carte di credito ed effettuare un bonifico. Otto sono stati portati in carcere e uno è stato posto agli arresti domiciliari. Le misure sono state eseguite questa mattina dalla Polizia di Stato al termine di un’indagine della Squadra Mobile di Brescia, coordinata dalla Procura della Repubblica-Direzione distrettuale antimafia.
L’inchiesta era partita dall’arresto in flagranza, il 9 gennaio scorso a Ghedi, di tre cittadini indiani che avrebbero condotto un connazionale e la madre dello stesso in un ufficio postale per costringerli a prelevare 6 mila euro, minacciandoli con pistole semiautomatiche. Le vittime erano riuscite a chiedere aiuto a un poliziotto libero dal servizio e alla Polizia locale presente nell’ufficio. I tre erano stati arrestati e trovati in possesso di due pistole, una delle quali risultata rubata.
Gli investigatori hanno quindi ricostruito che già dal pomeriggio dell’8 gennaio la vittima sarebbe stata sequestrata e picchiata dai connazionali e condotta, incappucciata, in una cascina in provincia di Rovigo. Qui sarebbe stata spogliata e sottoposta a violenze per costringerla a consegnare il denaro nella sua disponibilità, le carte di credito e a effettuare un bonifico in favore di uno degli indagati.
Le violenze sarebbero state filmate, con la minaccia di divulgare i video se la vittima non avesse assecondato le richieste. La mattina del 9 gennaio l’uomo sarebbe stato trasferito in provincia di Reggio Emilia e rinchiuso in un’abitazione, dove avrebbe subito ulteriori violenze, prima di essere portato nell’ufficio postale di Ghedi. Cinque dei nove indagati sono inoltre gravemente indiziati di aver portato in luogo aperto al pubblico pistole semiautomatiche e munizioni senza autorizzazione.
Uno degli arrestati, già fermato a gennaio, è destinatario di una misura cautelare anche per il possesso sul proprio telefono cellulare di materiale pedopornografico. Alle operazioni hanno collaborato le Squadre Mobili di Caserta, Bergamo, Cremona, Mantova, Reggio Emilia, Rovigo e Vicenza, oltre ai Reparti Prevenzione Crimine e alle unità cinofile antiesplosivo.
-Foto di repertorio Polizia di Stato-
(ITALPRESS).


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Tg Economia Italpress – 28 Settembre 2026
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