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Economia

L’Italia delle città intermedie, Esposito: “Tessuto connettivo del Paese”

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ROMA (ITALPRESS) – Un tessuto connettivo capace di unire le aeree interne del Paese con quelle metropolitane. Sono le 157 città intermedie analizzate in un rapporto curato da Mecenate 90 in collaborazione con il Centro Studi Tagliacarne. Città che ospitano imprese di eccellenza del Made in Italy e ad alto contenuto innovativo, città che esprimono dinamismo sociale, culturale ed economico e creano opportunità concrete per contrastare lo spopolamento e l’insufficiente dotazione di infrastrutture fisiche e digitali.Le città intermedie sono il tessuto connettivo dei comuni del nostro Paese. Sono le medie città, che non sono né le città metropolitane, le 14 grandi aree del Paese, nè i comuni molto piccoli. Parliamo di comuni che fanno quasi 11 milioni di popolazione, il 18% di quella italiana, e producono circa il 20% dei beni e servizi del nostro Paese. Quindi sono delle realtà importanti che hanno tutta una serie di vantaggi rispetto alle città metropolitane non secondarie”, spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne in un’intervista alla Italpress.

Quindi le città intermedie sono “i soggetti che presidiano il territorio e a loro volta fanno quasi da ponte rispetto anche a quelle che sono le aree interne del Paese. Noi abbiamo calcolato una specie di indice di qualità della vita di queste città, comparandolo con quello delle città metropolitane. È stato calcolato su quattro dimensioni: degli affari, economica, sociale e della demografia. Chiaramente – sottolinea Esposito – i territori sono molto diversificati tra di loro, ma nell’aggregato abbiamo visto che prima di tutto nel complesso le città intermedie hanno una qualità del tessuto economico che è un pò inferiore ma sostanzialmente paragonabile a quelle delle aree metropolitane. Dove migliorano tanto è invece dal punto di vista culturale e demografico. Nel primo caso l’indice che abbiamo stimato indica un valore superiore al 20% in termini di punteggio rispetto alle città metropolitane, mentre il valore è un pò più basso ma sempre superiore per quanto riguarda gli aspetti demografici. Parliamo di circa un 12% di punteggio superiore rispetto alle città metropolitane e questo spiega anche perché se facciamo una proiezione al 2050, quando il nostro Paese avrà quasi 4 milioni di persone in meno, le città intermedie perderanno meno popolazione rispetto alle città metropolitane. Le città intermedie perderanno il 4% della popolazione, mentre le aree metropolitane circa l’8%”.

Esposito ribadisce poi che le città intermedie “funzionano come una rete di collegamento tra le grandi aree metropolitane e il complesso dei comuni dell’entroterra: le abbiamo anche individuate come una specie di poli intermedi che attirano un complesso di flussi di interscambio con il resto del territorio. Quindi rappresentano quella armatura territoriale del nostro Paese che spiega come quando alcuni grandi poli di sviluppo vanno in crisi, il sistema tiene ed è resiliente perché ha questa rete diffusa che consente in qualche modo ammortizzare i colpi della crisi”.

Quindi si potrebbe dire che il concetto di “medio” può essere considerato vincente prendendo proprio a modello le città intermedie. “E’ quel concetto che consente di contemperare le diversità di situazioni e anche di assicurare una flessibilità non solo economica ma soprattutto sociale e probabilmente di rappresentare quella ‘gioia di vivere’ che nel passato è stato considerato uno dei modelli di successo del nostro Paese”, conclude Esposito.

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-Foto screenshot video Italpress-
(ITALPRESS).

Economia

Bankitalia “Nel secondo semestre del 2025 il tasso di frode rimane contenuto”

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ROMA (ITALPRESS) – Secondo i dati del rapporto della Banca d’Italia sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia, nel secondo semestre 2025 il tasso di frode, calcolato come rapporto tra operazioni fraudolente e totale dei pagamenti, rimane nel complesso molto contenuto: 10 casi fraudolenti ogni centomila operazioni (0,010% in numero) e 3 euro ogni centomila euro transati (0,003% in valore).

Permangono differenze significative tra i diversi strumenti di pagamento. Il tasso di frode è: o rimasto stabile ed estremamente basso nel caso dei bonifici (2 euro ogni 100.000 euro transati, 0,002% in valore; 4 casi fraudolenti ogni 100.000 operazioni, 0,004% in numero) e dei prelievi da ATM (10 euro ogni 100.000 euro transati, 0,010% in valore; 5 casi ogni 100.000 operazioni, 0,005% in numero); o più elevato ma in apprezzabile riduzione rispetto al semestre precedente per gli strumenti di moneta elettronica, tra i quali rientrano le carte prepagate (24 euro ogni 100.000 euro transati, pari a 0,024% in valore, da 0,033; 18 casi fraudolenti ogni 100.000 operazioni, pari a 0,018% in numero, da 0,030%), e per le carte di debito e di credito (17 euro ogni 100.000 euro transati, pari a 0,017% in valore, da 0,019%; 9 casi ogni 100.000 operazioni, pari a 0,009% in numero, da 0,011%).

Il tasso di frode relativo ai bonifici SEPA istantanei è rimasto sensibilmente superiore a quello dei bonifici ordinari (0,028% in valore e 0,012% in numero contro 0,002% sia in valore sia in numero) ma in significativa riduzione rispetto al semestre precedente (-38%) e allo stesso periodo del 2024 (-53%). L’importo medio delle frodi rimane più elevato per i bonifici SEPA ordinari (5.509 euro) e istantanei (1.850 euro), rispetto ai prelievi da ATM (505 euro), ai pagamenti con carte (80 euro) e a quelli con moneta elettronica (41 euro).

Le operazioni “a distanza” (e-commerce) restano più esposte alle frodi di quelle “non a distanza” (POS fisico), ma il divario si è ridotto rispetto al semestre precedente. Le operazioni transfrontaliere continuano a presentare un’incidenza di frodi ben più elevata di quelle domestiche, mentre le frodi da manipolazione sono in aumento e si confermano la tipologia prevalente nelle operazioni con bonifico.

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L’incidenza del valore delle perdite sostenute dal cliente è più elevata per i bonifici (92%) e per i prelievi da ATM (68%), rispetto ai pagamenti con carte (40%) e con moneta elettronica (40%).

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Sergio Pisano è il nuovo Direttore Generale di SEC Newgate Italia

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MILANO (ITALPRESS) – SEC Newgate Italia annuncia la nomina di Sergio Pisano a Direttore Generale dell’agenzia. “Un ruolo voluto per rafforzare l’integrazione tra le diverse competenze dell’agenzia, sostenere lo sviluppo in settori e mercati ad alto potenziale, consolidare il posizionamento dell’agenzia e valorizzarne ulteriormente la capacità di integrare corporate affairs, comunicazione strategica, intelligence e analisi per accompagnare le organizzazioni nei grandi cambiamenti economici, sociali e tecnologici che stanno ridefinendo il modo di fare impresa e la società tutta”, si legge in una nota.

Si tratta di un passaggio strategico nel percorso di sviluppo della società, come sottolinea Paola Ambrosino, amministratore delegato: “Dopo aver dato il via dall’Italia al più originale e riuscito processo di internalizzazione del nostro settore, grazie alla visione del suo founder, Fiorenzo Tagliabue, ed essere così entrata in una dimensione di Gruppo, la nostra agenzia ha visto in questi anni consolidarsi la sua leadership nella promozione e tutela della reputazione, la sua rilevanza nell’advocacy, la sua capacità di innovazione e multicanalità. Questo risultato è stato possibile grazie alla credibilità e all’autorevolezza dei suoi tanti professionisti. Oggi, insieme a Sergio, vogliamo continuare a crescere guardando avanti e guidando questa straordinaria agenzia di persone ad affrontare le sfide sempre più impegnative e avvincenti che ci aspettano”

“Come Gruppo e come SEC Newgate Italia – aggiunge Fiorenzo Tagliabue, CEO del Gruppo e presidente dell’agenzia italiana vogliamo essere alla guida e non al traino dell’evoluzione del settore della comunicazione e della consulenza strategica, chiamate alla gestione del cambiamento e alla creazione di valore in contesti sempre più complessi, caratterizzati da cambiamenti geopolitici, nuove dinamiche normative, crescente attenzione degli stakeholder e impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli organizzativi e decisionali. Rafforzare la conduzione di un’agenzia così ricca di potenzialità significa dare più spazio al pensiero, più valore alla nostra cultura d’impresa e più concretezza alla visione che abbiamo del futuro”.

Sergio Pisano porta in dote oltre 25 anni di esperienza nella comunicazione strategica, durante i quali non solo ha maturato una riconosciuta autorevolezza nella consulenza corporate, finanziaria e reputazionale ma anche rivestito importanti ruoli manageriali in agenzie nazionali e internazionali. Dal 2017 al 2020 ha guidato da CEO lo sviluppo e il consolidamento di I-Corporate, per poi assumere il ruolo di Amministratore Delegato della filiale italiana di Hill & Knolton Strategies fino al 2024, riportando al responsabile per l’Europa continentale (40 dipendenti, sedi a Milano e Roma). Da settembre 2024 fino a un paio di mesi fa ha ricoperto il ruolo di Executive Vice President in MyPR.

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“È un onore assumere quest’incarico in un momento così stimolante per SEC Newgate Italia – spiega Sergio Pisano, Direttore Generale di SEC Newgate Italia -. Entro in questo ruolo con grande entusiasmo, consapevole della responsabilità di guidare una squadra che ha saputo costruire, anno dopo anno, una leadership solida e riconosciuta all’interno di un settore che sta attraversando, a un ritmo senza precedenti, una fase di profonda trasformazione per effetto dell’AI e di altre dinamiche di mercato in Italia e all’estero. Il mio impegno sarà quello di mettere al servizio di questa squadra nuove energie e nuove idee per continuare a crescere insieme e affrontare con ambizione le sfide che ci attendono”.

-Foto ufficio stampa Newgate-
(ITALPRESS).

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Economia

Da CDP 1,8 miliardi a UniCredit per sostenere crescita e competitività delle imprese italiane

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ROMA (ITALPRESS) – Rafforzare l’accesso al credito e sostenere sia la crescita sia la competitività delle imprese italiane di minori dimensioni in Italia e all’estero, con un’attenzione particolare ai territori del Mezzogiorno. È questo l’obiettivo dei due finanziamenti obbligazionari senior preferred unsecured per complessivi 1,8 miliardi di euro che Cassa Depositi e Prestiti (CDP) ha interamente sottoscritto a favore di UniCredit.

Nel dettaglio, le risorse – suddivise in due tranche da 800 milioni e 1 miliardo – saranno impiegate dalla banca attraverso nuovi prestiti, di importo unitario fino a un massimo di 20 milioni e di durata non inferiore a 24 mesi, per sostenere lo sviluppo e gli investimenti delle PMI e Mid-Cap italiane. Particolare attenzione è riservata alle piccole e medie imprese e ai territori del Mezzogiorno. UniCredit si è infatti impegnata a destinare: almeno il 51% delle risorse a favore delle PMI operanti su tutto il territorio nazionale; almeno il 51% alle imprese con sede legale e/o operativa in una delle otto Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Inoltre, una quota di almeno il 10% della seconda emissione obbligazionaria sarà destinata al finanziamento di “Green Buildings”, ossia di progetti che contribuiscono alla riduzione del consumo di energia e/o all’aumento dell’efficienza energetica di strutture pubbliche, commerciali, residenziali e ricreative, sulla base di criteri predeterminati. L’iniziativa si inserisce nel più ampio rapporto di collaborazione tra CDP e UniCredit che, grazie allo strumento del funding obbligazionario, ha già permesso a oltre 3.400 imprese italiane di ottenere nuovo credito per un valore complessivo superiore a 1,5 miliardi di euro, dal 2022.

L’operazione è coerente con l’impegno di CDP e di UniCredit nel contribuire a sostenere l’economia reale, favorendo l’accesso a nuova finanza per le imprese – in particolare quelle di minori dimensioni – e la crescita delle Regioni del Mezzogiorno.

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Andrea Nuzzi, Direttore Business di CDP, ha dichiarato: “Con questa operazione Cassa Depositi e Prestiti conferma il proprio impegno al fianco delle imprese italiane con l’obiettivo di facilitarne l’accesso al credito, promuoverne i piani di investimento e di crescita per linee esterne e supportarne i programmi di internazionalizzazione. Una porzione del finanziamento intende inoltre promuovere lo sviluppo di progetti di Green Buildings e di modelli orientati all’efficienza energetica e alla transizione sostenibile degli immobili, favorendo investimenti in grado di generare benefici ambientali duraturi per il Paese. La fruttuosa e consolidata collaborazione con UniCredit consente di rafforzare l’offerta di strumenti finanziari a favore del tessuto produttivo, con particolare attenzione per i territori del Mezzogiorno e per le esigenze delle PMI”.

Remo Taricani, Deputy Head of Italy di UniCredit, ha dichiarato: “Le PMI e le Mid-Cap rappresentano un elemento fondamentale del sistema produttivo italiano e ricoprono un ruolo centrale nel nostro piano UniCredit Unlimited. Questa operazione conferma la solidità della collaborazione con CDP e rafforza ulteriormente la nostra capacità di supportare le imprese nei loro percorsi di sviluppo. Il nostro obiettivo è continuare a essere un partner di riferimento per l’economia reale, mettendo a disposizione strumenti concreti e soluzioni efficaci per sostenere la crescita del tessuto imprenditoriale del Paese”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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