Cronaca
Mattarella “Nella Repubblica non c’è posto per razzismo e discriminazione”
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7 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “In questo giorno siamo qui per ricordare la schiera di vittime incolpevoli – sei milioni di persone – soffocate nelle camere a gas, trucidate dai plotoni di esecuzione, perite per i maltrattamenti e per l’inedia dentro le cupe mura dei ghetti: anziani, giovani, donne, uomini, bambini, neonati. Ebrei, in massima parte, rom e sinti, omosessuali, dissidenti politici, appartenenti a minoranze religiose, disabili, malati di mente. Tutti definiti appartenenti a categorie non degne di vivere”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento al Quirinale alla celebrazione del “Giorno della Memoria”.
“Da italiani, rievochiamo con angoscia la discriminazione, la persecuzione, la deportazione, la morte dei nostri concittadini ebrei, traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo; e da tanti dei suoi adepti venduti ai carnefici nazisti, con la complicità della monarchia, di tanti che si ritenevano intellettuali, di parte della popolazione – ha proseguito Mattarella -. Non possiamo limitarci a questo sentimento, per quanto sincero e doveroso: sarebbe un’occasione mancata. Sarebbe un errore. Elena Loewenthal, parlando della tragica concatenazione degli eventi che si ricorda nel «Giorno della Memoria», ha scritto che gli ebrei, che l’hanno subita, “ci sono precipitati dentro. Era buio”. Il buio di cui parla Elena Loewenthal è quello della ragione, della morale, dei sentimenti di umanità e di pietà. La notte, senza stelle e senza speranza, di Elie Wiesel, dove appaiono soltanto le fiamme dei forni crematori e dove il cielo disperde nel fumo corpi, identità, storie, affetti, sogni di migliaia e migliaia di vittime”.
“Il buio in cui si sviluppò la fitta nebbia di paura, di indifferenza, di opportunismo che pervase tanta parte della popolazione: anche padri e madri esemplari, rispettosi della propria religione, cittadini irreprensibili, educatori scrupolosi, militari e funzionari che ritenevano di avere un alto senso delll’onore – ha sottolineato il capo dello Stato -. Quella cupa oscurità che si scatenò come un ciclone spaventoso nel cuore della civile Europa, abbattendo secoli di conquiste, di istituzioni civili, di grandi scuole di diritto, supera il suo tempo e i suoi confini, perchè si insinua nel profondo dell’animo umano. Il tentativo, messo in atto dalla Germania nazista, di cancellare gli ebrei dalla faccia dell’Europa, racchiude in sè, in modo emblematico, tutto il male che l’uomo è in grado di commettere quando si lascia contagiare, per superficialità, per indifferenza, per viltà, per interesse, dal virus dell’odio, del razzismo, della sopraffazione”.
Per Mattarella “quando la ragione si offusca fino a spegnersi, quando gli innati sentimenti contrapposti di umanità – la solidarietà, la pietà, il senso della propria dignità e della responsabilità che ne consegue- si inaridiscono, la barbarie rinasce e il valore di libertà, di pace, di fratellanza, proprio di ogni donna e di ogni uomo, cede al suo contrario, generando guerra, schiavitù, violenza, sterminio”.
“Quest’anno celebriamo gli ottanta anni della Repubblica. Un evento decisivo della nostra storia. Come ha scritto il Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, la riflessione sugli orrori vissuti e sulle leggi razziste «è stata uno dei motori che hanno portato alla fondazione di una nuova società italiana, nella quale è cambiata anche la forma di sovranità, da monarchia a Repubblica». La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sè lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore – ha aggiunto il presidente -. Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per ciò in cui credevano. Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio. Far memoria della Shoah oggi, ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti, non è soltanto un dovere: significa rinnovare con forza il nostro patto civile che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza; significa ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura, complicità possano aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso – ha concluso Mattarella -. Questa cerimonia è l’occasione per esprimere, con orgoglio e con responsabilità, il patriottismo italiano e repubblicano che ci rende custodi, in ogni circostanza e in ogni momento, della dignità, unica, incancellabile e inalienabile, della persona umana. Custodi della democrazia”.
– Foto ufficio stampa Quirinale –
(ITALPRESS).
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Redazione
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– foto Gksd –
(ITALPRESS).
Cronaca
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2 ore fa-
6 Settembre 2026di
Redazione
CORDOBA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Wout Van Aert vince la 15esima tappa della Vuelta a Espana 2026, la Palma del Rio-Cordoba di 110.2 km. Il belga, che regala al Team Visma-Lease a Bike la quinta affermazione nella corsa roja (la seconda di Van Aert), ha trionfato in una volata ristretta battendo l’italiano Alessandro Romele (XDS Astana) ed il connazionale Thibau Nys (Lidl-Trek). Lo scalatore spagnolo Enric Mas (Movistar) rimane in maglia rossa di leader della classifica generale. E’ stata una corsa accorciata per via del caldo torrido che ha colpito la Spagna, sin dai primi chilometri ci sono stati attacchi e fughe. In dodici hanno provato l’affondo, poi a 30 chilometri dal traguardo le carte si sono rimescolate: Van Aert, Nys, Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e Romele sono andati avanti di comune accordo guadagnando circa 2′ sul gruppo maglia rossa. I cinque si sono giocati la vittoria finale: a trionfare è stato Van Aert, in grado di anticipare ancora una volta la concorrenza e di consolidare la sua maglia verde di leader della classifica a punti. Domani ultimo giorno di riposo, martedì si ripartirà con la Cortegana-Palos de la Frontera di 181.1 chilometri.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Doppietta di Raimondo e sigillo di Kvernadze, Frosinone batte Venezia 3-2
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2 ore fa-
6 Settembre 2026di
Redazione
FROSINONE (ITALPRESS) – Una nuova doppietta di Raimondo e il sigillo finale di Kvernadze consegnano la seconda vittoria consecutiva in campionato al Frosinone, la prima di questa stagione tra le mura amiche dello ‘Stirpè. Dopo il 3-0 inflitto alla Fiorentina, i ciociari di Massimiliano Alvini superano per 3-2 nel derby tra neo-promosse un Venezia fermo a quota zero in classifica. Sono sei invece i punti di un Frosinone che continua ad essere trascinato dal suo bomber, Antonio Raimondo, classe 2004, quattro gol con la maglia dell’Under 21 azzurra, come quelli messi a segno in questo campionato, meno solo di Donyell Malen (5). L’attaccante mette in mostra tutto il suo repertorio nel primo tempo. Prima, al 21′, supera Stankovic con un colpo di testa letale su cross dalla destra di Oyono. Poi al 39′ si fa trovare pronto sul tap in a due passi dalla porta dopo lo sfondamento in area di Masini. All’intervallo Stroppa opta per due cambi. Fuori i nuovi acquisti Sohm e Rrahmani, dentro Fernandez (anche lui arrivato in estate) e Yeboah. E’ l’attaccante ecuadoriano a cambiare la partita. Al 50′ Yeboah riceve la verticalizzazione di Kike Perez, mette a sedere Calvani e Bracaglia ma perde un tempo di gioco e si fa murare la conclusione da Cittadini. Pochi minuti dopo, al 52′, conclude da fuori area impegnando Palmisani che in tuffo non blocca il tiro. Al 60′ c’è anche un episodio da moviola: Adams sfugge a Cittadini e anticipa di testa Palmisani, che nell’intervento lo colpisce alla testa. L’arbitro aspetta il check del Var e fa cenno di giocare. Il gol è nell’aria e al 66′ Yeboah accorcia le distanze con un sinistro a giro che non lascia scampo al portiere ciociaro. Al 74′ arriva il pareggio degli ospiti: Hainaut arriva al cross dalla destra e pesca a centro area Sagrado che deve solo spingere in rete la palla. Il Frosinone concede troppo, ma prova a reagire e lo fa con Oyono che dalla lunga distanza lascia partire un destro che si stampa sul palo. Nel momento più delicato, all’83’, il Frosinone trova il gol vittoria. Uno scatenato Oyono corre centralmente e serve un assist (leggermente sporcato) per Kvernadze che sorprende Stankovic. Finisce così. Il Frosinone sale a sei punti. Il Venezia resta a zero e si prepara a sfidare la Fiorentina, altra delusa di questo avvio di campionato.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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