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Politica

Salvini “Vorrei raddoppiassero i militari nelle strade. Mai avuto problemi con Vannacci, lo incontrerò a breve”

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FIRENZE (ITALPRESS) – “Qualcuno vorrebbe togliere i militari dalle strade. Ci sono alcuni sindaci del PD che non vorrebbero più i militari di Strade Sicure nelle strade, io vorrei che raddoppiassero”. Lo ha detto il vicepremier e ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini incontrando i giornalisti quest’oggi a margine di una iniziativa organizzata dalla Lega in via Alamanni a Firenze. “Io vorrei la militarizzazione delle strade delle stazioni, perché una persona per bene non ha paura se un militare gli chiede i documenti – ha aggiunto Salvini -. C’è un disagiato qui dietro che attende Sanremo, probabilmente se gli chiedono i documenti qualche preoccupazione ce l’ha, e quindi io vorrei tante divise nelle nostre strade, nelle nostre stazioni e stiamo lavorando per portarcele”.

“Noi abbiamo i nostri poliziotti ed i nostri carabinieri, se arriveranno due persone per seguire la logistica delle Olimpiadi non è un problema, però abbiamo i migliori poliziotti e i migliori carabinieri, non abbiamo bisogno di altro”, ha aggiunto in merito al ventilato arrivo di agenti Ice dagli Stati Uniti per seguire la delegazione americana impegnata alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

“Il nuovo simbolo di Vannacci? Io sono il segretario e Vannacci è il vice segretario di un movimento che da tanti anni ha Alberto da Giussano nel simbolo, poi ci sono associazioni culturali, associazioni filosofiche, associazioni enogastronomiche, per carità di Dio. Evviva la libertà di simbolo, l’unico simbolo grazie al quale stiamo cambiando tante cose è questo”, quello di Alberto da Giussano. Con Roberto Vannacci “io non ho mai avuto né avrò problemi, lo incontro a breve e stiamo lavorando per il futuro”. “Noi siamo totalmente concentrati su sui temi sicurezza, qualità della vita, costo della vita – ha aggiunto Salvini -. Abbiamo in mente di chiamare a raccolta i patrioti di tutta Italia, di tutta Europa in Piazza Duomo a Milano sabato 18 aprile, e quindi conto che ci siano tutti, da Vannacci a Zaia, donne e uomini dalla Francia all’Ungheria, chiunque voglia semplicemente poter vivere senza paura, democraticamente, pacificamente, quindi la Lega sta crescendo grazie al contributo di tutti”. E a chi gli ha domandato se tema sgambetti da parte di Vannacci, Salvini ha concluso: “No, assolutamente no. Quando l’avrò incontrato ve lo dirò”.

“Riflessione sulle grandi opere dopo quanto accaduto a Niscemi? No, anzi, c’è più bisogno di grandi opere. Penso alla Tav, penso al tunnel del Brennero, penso al Mose che salva Venezia dall’acqua alta, penso al Ponte sullo Stretto che in caso di calamità naturali è una garanzia di collegamento stabile, perché se c’è mare mosso i traghetti non vanno, se c’è mare mosso e c’è vento sul ponte tu ci passi”, ha concluso parlando del Ponte sullo Stretto.

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– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Politica

Piantedosi “Revocheremo lo stop Schengen solo con la fine totale dei rischi, da Madrid logica ritorsiva verso l’Italia”

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ROMA (ITALPRESS) – La nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un altro partner. È fuori discussione qualsiasi atto ostile nei confronti della Spagna, Paese a noi legato da storici vincoli di amicizia e fratellanza. In realtà è stata una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come del resto avvenuto in tantissimi altri casi”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso dell’audizione al comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen su quanto successo a Ceuta.

“Non si può guardare a quanto avvenuto a Ceuta come se fosse qualcosa che non ci coinvolge: ogni ingresso irregolare su quelle coste rappresenta una vulnerabilità per l’intero spazio Schengen” ha aggiunto Piantedosi “proiettando il rischio direttamente all’interno della nostra casa comune. È questa permeabilità dei confini esterni che legittima, e anzi impone, l’adozione di rigorose misure di protezione interna, a tutela della propria sicurezza nazionale”. Per il ministro dell’Interno “un atteggiamento più permissivo sul fronte del contrasto migratorio finisce sempre per alimentare l’illusione, in chi non ne ha diritto, di poter restare in Europa”.

“Quel che ha scelto di fare il governo” sul ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna “è pienamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell’Italia. E ribadisco: non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento – ha proseguito Piantedosi Ma voglio sottolineare nuovamente che, mentre l’iniziativa dell’Italia si fonda su solide basi oggettive e l’attività di controllo è focalizzata e modulata in funzione di esse – ha aggiunto Piantedosi – la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro stessa ammissione, a una logica sostanzialmente ritorsiva che contrasta con la stessa ratio dell’istituto e con il principio europeo di solidarietà”. 

Vista la possibilità di un nuovo tentativo di ingresso di massa per il prossimo 15 agostostiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione e, come già preannunciato dal Governo, la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia. Nonostante i rimpatri effettuati dalla Spagna negli ultimi giorni, restano i ancora nell’exclave, almeno 6.000 persone (anche se alcune fonti parlano di oltre 11.000) prevalentemente subshariani – ha aggiunto Piantedosi – per le quali non risulterebbero praticabili né la riammissione, né il ritorno in Marocco e che costituiscono un elemento di pressione oggettiva verso il territorio continentale europeo, destinazione ultima invocata dai migranti. Il dato è ancora più preoccupante se ci riferiamo ai minori stranieri non accompagnati che sono oltre 1.300 e che non potranno essere rimpatriati”. 

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“L’Europa dovrebbe rafforzare il principio di condizionalità nei confronti dei Paesi di origine e di transito dei flussi migratori, legando in misura più stringente gli aiuti e le forme di cooperazione alla concreta collaborazione nel contrasto ai trafficanti di esseri umani. Allo stesso tempo, l’Europa deve essere più rigorosa anche nei confronti degli Stati membri che, per scelte politiche o ideologiche, adottano decisioni suscettibili di produrre effetti su tutto il territorio dell’Unione”, ha aggiunto Piantedosi. “Proteggere le frontiere europee e garantire la tenuta del complessivo sistema di gestione dell’immigrazione è la nostra priorità”.

-Foto ufficio stampa Camera dei Deputati-
(ITALPRESS).

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Meloni “Avanti con le espulsioni per gli immigrati irregolari, proseguiremo su questa strada”

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ROMA (ITALPRESS) – “Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post su Instagram.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Ruffini “Serve un nuovo Ulivo, il 10 ottobre lanceremo il nostro progetto politico”

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TORINO (ITALPRESS) – Ha voglia di “provare a unire e dialogare” ma solo “con chi ci starà”. Così, Ernesto Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, dichiara in un’intervista a La Stampa di voler scendere in campo per le prossime elezioni politiche. Il 10 ottobre, “lanceremo il nostro progetto politico, riunendo tutti i comitati di ‘Più uno’. Serve un nuovo Ulivo”, spiega Ruffini.

“Sono passati quattro anni di governo Meloni e ora vedo che i leader del centrosinistra rimandano a settembre il momento della sintesi: questo mi sorprende e mi dispiace”, aggiunge.

L’opposizione “doveva spendere meglio il suo tempo, piuttosto che criticare solo la destra o chiedere a Meloni di riferire in Aula”, attacca l’ex manager pubblico. Il problema all’interno del centrosinistra, secondo Ruffini, è anche che “sono tutti concentrati nell’affermazione della leadership personale”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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