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Cronaca

Italpress lancia “Primo Piano Europa”, il nuovo format tv sull’Unione Europea

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Italpress presenta “Primo Piano Europa”, il nuovo format TV dedicato all’attualità europea, con approfondimenti e interviste a esponenti e protagonisti delle istituzioni e della politica dell’Unione.
A guidare il racconto e il confronto dagli studi di Bruxelles Claudio Brachino, con l’obiettivo di offrire chiavi di lettura chiare e strumenti di comprensione sui principali dossier.
In ogni episodio è previsto un contributo di SWG e Polling Europe, con dati e trend utili a interpretare gli scenari e gli orientamenti dell’opinione pubblica sugli argomenti al centro dell’agenda europea, e un focus a cura del Comitato delle Regioni, l’organismo che rappresenta gli enti locali e le regioni di tutta l’Unione.
Ospiti della prima puntata Alessandro Ciriani, esponente di Fratelli d’Italia e vicecoordinatore di ECR in commissione LIBE, l’europarlamentare del Pd Lucia Annunziata, e Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e capo della delegazione italiana presso il Comitato europeo delle Regioni.
Alla presentazione del nuovo format, tenutasi presso l’ambasciata italiana a Bruxelles, hanno partecipato Federica Favi, ambasciatore d’Italia in Belgio, l’ambasciatore Vincenzo Celeste, rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione europea, il sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, le vicepresidenti del Parlamento europeo Pina Picierno e Antonella Sberna, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, il presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il presidente di SWG Adrio Maria De Carolis.
“Con Primo Piano Europa, Italpress arricchisce ulteriormente l’informazione sull’Ue al quale già da tempo dedichiamo il settimanale Qui Europa. Un progetto che si inserisce anche nel nostro percorso di consolidamento dell’informazione estera e può già contare su numerose partnership con agenzie di stampa estere e decine di collaboratori in tutto il mondo. E’ un passo ulteriore verso la piena realizzazione di quella digital media company che vogliamo essere, per offrire ai nostri abbonati e partner un’informazione cross mediale a 360 gradi e nuove opportunità di comunicazione”, afferma il fondatore e direttore responsabile dell’Italpress, Gaspare Borsellino.
“Con questo progetto realizziamo un sogno: registrare negli studi del Parlamento europeo a Bruxelles un format di circa un’ora che racconti l’Europa, come funzionano le sue istituzioni e cosa fanno”, afferma Claudio Brachino. L’obiettivo è “avvicinare i cittadini a un’Europa sempre più importante e presente” anche alla luce dell’attuale contesto geopolitico ed economico.
“La scelta di presentare Primo Piano Europa in Residenza dell’Ambasciata ha anche un valore simbolico: le istituzioni, la diplomazia e l’informazione hanno oggi più che mai bisogno di assicurare la trasparenza e il dialogo, al servizio dei cittadini e della pace. Non a caso registriamo qui la presenza del Sottosegretario all’Editoria, il senatore Alberto Barachini, giunto appositamente da Roma per questo evento. Nell’era della disinformazione, dell’invasione della comunicazione, della disillusione rispetto al progetto europeo, Primo Piano Europa rappresenterà uno strumento prezioso a cui affidarsi per ricostruire la fiducia e rafforzare il dialogo”, ha detto l’ambasciatore italiano a Bruxelles, Federica Favi.
“Con Primo Piano Europa si apre uno spazio di informazione responsabile in un momento in cui il rapporto tra cittadini e istituzioni europee è inquinato da semplificazioni e tanta disinformazione. I dati ci dicono che l’Europa è spesso percepita come lontana, non perchè lo sia davvero, ma perchè viene raccontata poco e anche male. Eppure le decisioni europee incidono ogni giorno sulla vita di tutte e tutti noi. Raccontare l’Europa con competenza e serietà è un servizio pubblico essenziale, oltre a essere una responsabilità democratica. Mi auguro che questo appuntamento diventi un luogo stabile di approfondimento, capace di rafforzare la qualità del dibattito democratico e la fiducia dei cittadini”, ha detto Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo.
“Il bisogno di rendere l’Unione europea comprensibile, accessibile e più vicina ai cittadini e ai territori è sempre più evidente. In questo percorso, il ruolo dell’informazione è cruciale, poichè raccontare i processi decisionali e spiegare le scelte e le loro conseguenze contribuisce a costruire fiducia e partecipazione. Primo Piano Europa si inserisce in questa prospettiva e ha tutte le potenzialità per diventare uno strumento utile e riconoscibile. Un’informazione di qualità aiuta a orientarsi in una realtà in continuo mutamento e ad affrontare le sfide di oggi e di domani”, ha affermato la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna.
“E’ una iniziativa utile perchè crea le condizioni per potere raccontare quello che accade in Europa, per creare una possibilità di raccontare le opportunità e le complesse sfide che abbiamo di fronte e ridurre la distanza dal punto di vista informativo tra cittadini e istituzioni europee. Un’ottima iniziativa che giunge in un momento particolarmente difficile, in cui serve comunicare e comunicare bene”, ha aggiunto il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto.
“Serve più racconto dell’Italia in Europa e più racconto dell’Europa in Italia. Credo fortemente che in questo momento sia fondamentale una risposta europea alle sfide globali dell’informazione e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale. In questo senso lanciare un format che rafforzi una cronaca quotidiana con linguaggio chiaro e coinvolgente per tutti i cittadini, europei e italiani, è strategico”, ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini commentando la nascita di Primo Piano Europa.
“C’è bisogno di parlare d’Europa, di farla conoscere e credo che l’iniziativa di Italpress sia opportuna, intelligente e molto attuale. In particolare l’attenzione al ruolo e alle attività del Comitato europeo delle Regioni, dove ho l’onore di guidare la delegazione italiana, rappresenta un ulteriore tassello di questo percorso. Oggi più che mai abbiamo la necessità di far capire a tutti gli italiani quanto essere a Bruxelles nelle istituzioni europee sia utile e strategico gli interessi dell’Italia e dei nostri territori”, ha affermato Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e capo della delegazione italiana presso il Comitato europeo delle Regioni.
L’iniziativa dell’Italpress, ha affermato il presidente del Consiglio regionale Lazio, Antonello Aurigemma, “con una informazione autorevole punta a ridurre la distanza che c’è tra istituzioni locali e quelle europee. E’ un progetto che accogliamo come coordinamento dei presidenti delle Assemblee legislative con grande entusiasmo. Un’informazione che deve far conoscere soprattutto agli enti locali l’importanza delle istituzioni europee”.
“Siamo molto felici di far parte di questo nuovo progetto, e siamo certi di poter portare un contributo significativo. Da un lato con SWG, con i suoi oltre quarant’anni di esperienza nella ricerca sull’opinione pubblica italiana, che offrirà una panoramica sul pensiero degli italiani verso l’Europa e le sue istituzioni. Dall’altro con Polling Europe, realtà pienamente europea fondata insieme a OpinionWay, partner francese, capace di contribuire a questo progetto sondando l’opinione dei cittadini europei sui grandi temi del presente. Comprendere l’opinione dei cittadini è oggi più che mai essenziale per arricchire il dibattito europeo, e l’utilizzo dei dati consente di guardare ai temi, e agli scenari, con maggiore consapevolezza”, ha affermato Adrio Maria de Carolis, Presidente di SWG e Polling Europe.
La prima puntata di Primo Piano Europa sarà disponibile dal pomeriggio del 4 febbraio sul sito dell’agenzia Italpress, su Italpress Tv e sul vasto circuito di emittenti televisive e siti internet partner.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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Palermo ricorda Libero Grassi ucciso 35 anni fa dalla mafia

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PALERMO (ITALPRESS) – La sua morte ha svegliato la società civile dal torpore e avviato una nuova stagione di contrasto alla mafia: 35 anni fa in via Alfieri veniva assassinato Libero Grassi, proprietario dell’azienda tessile Sigma. Cosa nostra lo uccise per la sua ribellione alle estorsioni, ma da lì in poi la risposta di Palermo fu netta e arrivò grazie sia al lavoro del mondo associativo sia all’attività incessante della moglie di Grassi, Pina, e dei figli Alice e Davide.
A celebrarne la memoria dell’imprenditore nel luogo dell’eccidio sono l’assessore comunale alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta, l’assessore regionale alla Famiglia Nuccia Albano, il presidente della commissione Antimafia all’Ars Antonello Cracolici, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il presidente della Corte d’Appello del tribunale di Palermo Antonio Balsamo e l’ex presidente del Senato Pietro Grasso: con loro i figli di Grassi e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine.
La mattina del 29 agosto 1991 Grassi venne raggiunto da quattro colpi di pistola poco dopo essere uscito di casa: a sparare fu Salvino Madonia, killer di Cosa nostra poi condannato all’ergastolo. La ribellione e la conseguente denuncia del proprietario di Sigma, pagate con la vita, furono decisive per convincere tanti imprenditori a denunciare i tentativi di estorsione, dicendo basta al giogo del pizzo. Dopo l’affissione del manifesto commemorativo, i figli di Grassi e il nipote Alfredo Chiodi (figlio di Alice) hanno spruzzato della vernice rossa nel punto in cui il padre venne colpito, come simbolo del sangue versato: in seguito sopra la macchia sono state deposte una serie di piantine per rendere omaggio alla sua figura.
Al centro delle riflessioni dei familiari c’è inevitabilmente il susseguirsi di episodi intimidatori che hanno colpito la città negli ultimi mesi, ma accanto alla preoccupazione c’è la convinzione che qualcosa a Palermo sia cambiato rispetto a 35 anni fa. “Vedo una città sicuramente più violenta, non so se anche più mafiosa – sottolinea Davide Grassi, – Alla mia età inizio a pormi il problema se riuscirò a vedere Palermo un pò migliore. Ci sono tanti atteggiamenti dei nostri concittadini che mi lasciano perplesso: questo tipo di intimidazioni, con ragazzi che per denaro sono disponibili a sparare e mettere bombe senza alcuna remora, è preoccupante perchè dà la dimensione di un serbatoio infinito; si può arrestare il capo estortore, ma se poi aveva nove smartphone in cella si resta perplessi. Sull’arretramento dei commercianti non ho un riscontro oggettivo, dopodichè sono tutti i cittadini a non dover arretrare e non solo i commercianti: la logica con cui è nata Addiopizzo era proprio questa”.
Benchè i progressi sul piano legislativi ci siano stati, secondo il figlio dell’imprenditore “a stupire sono la sfrontatezza e l’impunità con cui si svolgono queste intimidazioni: mi preoccupa la coscienza sociale. Vale anche per la spiaggia di Mondello: ci è voluto Ismaele La Vardera per spiegarci qualcosa che sapevano tutti, cioè che le tubature dell’acqua sono gestite dalla mafia allo Zen; mia madre, facendo volontariato lì trent’anni fa, già lo sapeva”.
Anche per Alice Grassi sul fronte delle intimidazioni si riscontra una situazione “molto pesante, soprattutto nella zona tra San Lorenzo e Sferracavallo dove stanno iniziando le denunce: è ovvio che sono sempre poche rispetto al fenomeno, che purtroppo si è diffuso nuovamente in modo significativo. Un pò l’insegnamento di mio padre è servito: c’è chi si rivolge alle associazioni anti racket e con il loro aiuto denuncia, ma dovrebbero essere molti di più a seguire l’esempio; servirebbe anche un controllo diverso sul territorio”.
L’anniversario di via Alfieri è anche un’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori al parco Libero Grassi: questi, spiega la figlia dell’imprenditore, sono “in stand-by: si parla ancora di bonifica e si sta facendo l’ennesima revisione del progetto di questa, anche perchè il ciclone Harry ha eroso un grosso pezzo della costa per cui c’è un problema del terreno inquinato che va a a mare: queste misure non erano previste, mi sono aggiornata fino a ieri con il Rup del progetto ed è chiaro che di questo non è responsabile il Comune. Si spera che entro settembre possano riprendere i lavori di bonifica e solo allora potremo parlare del progetto del parco: questo è pronto, lo abbiamo anche presentato l’anno scorso, ma non ci sono i fondi e quelli per la bonifica sono pure pochi visto che i lavori necessari sono maggiori”.
Sulla questione si è espresso anche Carta, il quale evidenzia come “il parco sta già avendo vita: sono iniziati i lavori di bonifica e stiamo lavorando, insieme alla famiglia e all’Università, per fare in modo che il progetto di bonifica possa già avere qualche primo elemento del futuro parco. Una volta completato il progetto troveremo le risorse, di questo ne sono sicuro: ritengo che l’apertura della prima porzione, quella attorno al teatro, possano essere conclusi entro un anno”.
L’assessore poi si sofferma su quanto sia stato importante per la città l’esempio del proprietario di Sigma: “Essere qui è un dolore, un’emozione e una grande responsabilità di partecipazione civile di tutta la città: oggi si fa memoria e si compie il rito del rinnovare il sangue versato da Libero Grassi e da tutti gli altri martiri della guerra contro la mafia. Non è solo un segnale estetico o emotivo che riguarda solo la famiglia, ma ci ricorda il dolore che questa città ha attraversato e che, come ci ha insegnato Libero Grassi, dobbiamo tenere alte sia la testa che la guardia: è vero che la città è cambiata e che il lavoro di magistratura e forze dell’ordine è straordinario, ma questa modalità di infiltrazione nei gangli della società va sempre tenuta in grandissima attenzione”.
Il lavoro fatto dopo la morte dell’imprenditore, secondo Grasso, è importante ma non del tutto sufficiente: “Questi 35 anni non sono trascorsi invano, perchè siamo andati avanti nella lotta al racket: non dobbiamo mai dimenticare che allora Libero Grassi fu lasciato solo. Oggi dobbiamo rimanere uniti, perchè i fenomeni estortivi non sono completamente scomparsi e si riaffacciano alla cronaca giudiziaria e criminale della città: dobbiamo continuare a seguire questi fenomeni con la massima attenzione e soprattutto rimanere uniti tra istituzioni, associazioni e cittadini. Purtroppo la mafia è un male che non si riesce a estirpare da questa città: le condizioni sociali ed economiche non sono migliorate al punto da poter rendere Palermo felice. Bisogna continuare a lottare con attenzione e impegno”.
Anche il presidente di Addiopizzo Raffaele Genova si concentra sui progressi nella lotta al racket dal 29 agosto 1991 ai giorni nostri: “E’ stato un anno molto intenso e difficile, però grazie allo Stato e alla scelta di alcuni commercianti siamo riusciti ad andare avanti. 35 anni fa non ci sono state denunce tranne quella di Libero Grassi, oggi non è più così: ci sono sicuramente tanti imprenditori che devono denunciare in assoluta tranquillità e sicurezza. La Palermo del 2026 non è la stessa del 1991: rispetto al passato gli imprenditori ricevono risposte totalmente diverse dai cittadini e dallo Stato, quindi sono discretamente ottimista”.
– foto xd8 Italpress –
(ITALPRESS).

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Trump “Con il Venezuela il più grande accordo sul petrolio della storia”

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ROMA (ITALPRESS) – Stati Uniti e Venezuela hanno sottoscritto un accordo relativo al petrolio del Paese sudamericano, che prevede il controllo statunitense di “oltre 65 miliardi di barili” dalle riserve venezuelane, grazie a una partnership con imprese private.
“Gli Stati Uniti hanno appena concluso un accordo con il Venezuela: il più grande affare petrolifero della storia mondiale! – scrive su Truth Social il presidente Usa, Donald Trump -. Su mia disposizione, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Guerra Pete Hegseth lavorando a stretto contatto con l’autorevole Presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, e attraverso una partnership con il settore privato hanno garantito agli Stati Uniti il controllo maggioritario di oltre 65 miliardi di barili di riserve petrolifere certe in Venezuela, senza alcun costo per i contribuenti americani”. “Questa storica operazione – aggiunge Trump – raddoppia abbondantemente le riserve petrolifere americane, incrementa notevolmente la nostra disponibilità di petrolio e abbasserà in modo sostanziale i prezzi del carburante per tutti gli americani ancora a lungo, contribuendo al contempo a instradare il Venezuela verso un successo straordinario e una grande prosperità”. “Tale accordo rafforzerà enormemente il rapporto, già in crescita, tra Venezuela e Stati Uniti”, conclude.
– foto Ipa Agency –
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Urso “Una social card per la benzina? Allo studio misure selettive”

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ROMA (ITALPRESS) – In merito al caro carburanti, per superare il nodo accise e rendere gli aiuti strutturali, sono allo studio “misure selettive, innanzitutto a beneficio di chi si sposta per lavoro e dei ceti meno abbienti. Oltre alla filiera dell’autotrasporto che abbiamo preservato con il credito di imposta, limitando così l’impatto inflattivo. La crescita della fiducia di consumatori e imprese anche in agosto conferma che siamo sulla strada giusta”. Così, in una intervista a il Giornale, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alla domanda se il governo stia pensando di utilizzare la social card.
Restando sulla mobilità, nei primi sei mesi del 2026 le immatricolazioni auto sono salite di quasi l’11%, “il segnale più forte viene dalla produzione – spiega il Ministro -. Nei primi sei mesi è cresciuta del 13,4%, circa 302.000 unità, quella delle sole autovetture del 26,1% a 167.367 unità. Mentre in Germania e in altri Paesi annunciano la chiusura di stabilimenti e il licenziamento di centinaia di migliaia di lavoratori. Ora dobbiamo completare la revisione delle regole europee, imponendo il principio della neutralità tecnologica e del Made in Europe. A livello nazionale è in funzione il piano automotive con contratti di sviluppo adeguati alla taglia delle PMI per sostenere il rilancio della componentistica”. E alla domanda se l’arrivo di un produttore cinese è tramontato per sempre, risponde: “Affatto, anzi. Siamo nella fase decisiva. Ovviamente per produrre e non per assemblare. Siamo sempre stati chiari, sin dai MOU siglati nel 2024: in Italia porte aperte a chi utilizza la nostra componentistica”.
Sul Dossier Ilva, siamo alla vigilia del tavolo a Palazzo Chigi. Il governo ritiene prioritario l’interesse della cordata italiana? “La valutazione – commenta Urso – spetta ai commissari straordinari e i criteri sono noti: continuità produttiva, tenuta occupazionale, decarbonizzazione del sito. Allo stato attuale vi sono due proposte vincolanti, a cui si sono aggiunte due manifestazioni di interesse, tra cui quella presentata da Federacciai con 14 aziende: un altro segnale importante della rinnovata vitalità delle nostre imprese siderurgiche. Peraltro confermata dalla crescita produttiva: a giugno +6,1% su base annuale. E, sempre riguardo al comparto, spero si concludano positivamente anche l’acquisizione di Sanac e della piemontese CNL da parte di aziende italiane”.
Sui data center, esiste un potenziale conflitto tra gli strumenti normativi straordinari pensati dal governo e le leggi regionali già varate, come quella della Lombardia? “Nessun conflitto – dichiara il Ministro -, piena e leale collaborazione con tutte le Regioni. Le procedure nazionali che hanno riguardato data center in Lombardia corrispondono appieno ai criteri della nuova legge regionale: riuso delle aree dismesse e contenimento del consumo di suolo, energia da fonti rinnovabili e tutela della risorsa idrica”.
Confindustria preme per modificare il meccanismo europeo degli ETS. Cosa può fare il governo a livello Ue? Con quali Paesi siete in sintonia? “Abbiamo raggiunto una minoranza di blocco e non abbiamo alcuna intenzione di mollare – sottolinea Urso -, con noi ci sono Polonia, Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria. La revisione deve essere sostanziale, per recuperare competitività nella sfida globale: una revisione radicale dei parametri con cui si assegnano le quote gratuite, un orizzonte più realistico rispetto al 2039 e al 2034 per i settori coperti dal CBAM, una riflessione seria sull’ETS2 prima del 2028. Non ci accontenteremo di mezze misure”.
E sulla vertenza Electrolux, dichiara: “In sei anni in Europa sono stati chiusi 25 stabilimenti del settore. Per questo abbiamo aperto il fronte europeo, con un ‘non paper’ sottoscritto anche da Germania, Francia e Polonia che chiede alla Commissione di riconoscere anche l’elettrodomestico come comparto. Mentre all’azienda abbiamo chiesto un piano di rilancio che salvaguardi gli stabilimenti e tuteli i lavoratori”.
– foto Ipa Agency –
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