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Gravina e Buffon via, aspettando Gattuso… Parte il casting ct

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di Antonio Ricotta

PALERMO (ITALPRESS) – Prima Gabriele Gravina, subito dopo Gigi Buffon e Gennaro Gattuso? Al momento nessuna novità dal ct azzurro. La botta di Zenica è stata tremenda. Il numero 1 della Figc ha deciso di farsi da parte. Troppe le pressioni, anche e soprattutto politiche, una valanga di richieste di dimissioni che alla fine ha centrato il bersaglio. Il tutto nonostante la fiducia e la stima ribadite dalle componenti della Figc per un presidente che era stato eletto con oltre il 98% dei voti, ma che ha pagato il risultato che la Nazionale non ha ottenuto. “L’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti”, ha detto il capo delegazione azzurro, Gigi Buffon, che si è dimesso poco dopo il presidente Gravina. E Gennaro Gattuso? Anche lui farà un passo indietro, potrebbe farlo in queste ore. Probabilmente ha meno responsabilità di tutti. E’ arrivato per sostituire Spalletti, esonerato quando la qualificazione al Mondiale era già in salita. Le ha prese solo con la Norvegia, ha raggiunto la finale play-off e l’ha persa ai rigori in Bosnia. E’ anche vero, però, che a Zenica si è sofferto troppo pur andando in vantaggio.

In 11 contro 11 non si è trovata la soluzione per bloccare le fasce e per impedire ai compagni di Dzeko di mettere una miriade di cross in area. Soprattutto dopo l’espulsione di Bastoni, magari due linee a 4 avrebbero potuto limitare gli avversari e dare un po’ di respiro a Calafiori e Mancini. Detto questo Gattuso ha lavorato bene e su questo nessuno ha dubbi. Con lui la Nazionale ha ritrovato quella voglia di appartenenza, quel sentire la maglia che forse si era persa. Anche gli infortunati con Ringhio si sono presentati e sono rimasti a Coverciano, hanno sentito il richiamo della squadra, dello spogliatoio. Capitan Donnarumma si è detto orgoglioso dei suoi compagni, proprio per lo spirito di gruppo che il ct ha creato. Non è bastato. “Sinceramente oggi parlare del mio futuro non è importante. Oggi era importante andare ai Mondiali, ci dispiace”, ha detto Gattuso nell’immediato post-partita di Zenica. Quell’oggi è l’altro ieri, sono passate 48 ore e Gattuso non si è più visto nè sentito. Potrebbe rimandare il suo “arrivederci e grazie” superata Pasqua, ma potrebbe anche, per lo spirito di servizio che lo contraddistingue, accettare di guidare gli azzurri anche nelle inutili e tristi amichevoli di giugno, dove con ogni probabilità faremo da sparring-partner alle selezioni che faranno quel Mondiale che noi non giochiamo da 12 anni.

Potrebbe anche aspettare il nuovo presidente federale e poi rimettere a lui il mandato. Condizionali obbligatori, ma la decisione di Gattuso dovrebbe essere la stessa che hanno preso, per motivi diversi, Gravina e Buffon. E ovviamente è partito il toto-nomi. Dai più esotici e attraenti (Guardiola, Klopp, Mourinho) a ipotesi più concrete. Uno degli ultimi tre fallimenti iridati è targato Roberto Mancini, ma al Mancio è legato anche l’ultimo trionfo azzurro con l’Europeo vinto a Wembley. Poi da lì mesi da incubo tra Macedonia e addio a Ferragosto per dire sì all’Arabia Saudita. Lavora e allena in Qatar, in una situazione non facile. Sperava di tornare alla guida della Nazionale dopo l’esonero di Spalletti, non è andata così. Sente di avere qualcosa da farsi perdonare, ha dimostrato di saper fare bene il selezionatore. E’ tra i candidati in prima fila. Con lui anche un altro grande ex: Antonio Conte. Allena il Napoli e difficilmente De Laurentiis se lo farà scappare. Da ct, nel 2016, ha disputato un grande Europeo con una delle Nazionali più modeste degli ultimi 40 anni. Ha lasciato un grande ricordo in Figc e anche lui ricorda sempre con piacere il suo biennio azzurro.

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E poi c’è Massimiliano Allegri. Sta rilanciando il Milan ed è profondamente legato al mondo rossonero. Sembra avere tutte le caratteristiche necessarie per fare il commissario tecnico, non si perde in esasperati tatticismi e tira fuori il massimo dal materiale che ha a disposizione, senza guardare carte d’identità e schede tecniche. C’è anche l’ipotesi Simone Inzaghi, allena in Arabia Saudita, con la grinta e la passione di sempre. Potrebbe sentire il fascino della chiamata tricolore. Molti italiani sognano Carlo Ancelotti, uno dei più grandi in circolazione che, infatti, allena il Brasile. Farà il Mondiale con i verdeoro, si trova benissimo nella terra del “futebol bailado” e ci si chiede perchè dovrebbe accettare la missione di una Nazionale che non gioca un Mondiale dal 2014 e di una Federazione che il 22 giugno ripartirà da zero. E infine ci sarebbe la soluzione Coverciano: un tecnico federale come una volta. C’è Nunziata, c’è Baldini che ha iniziato con Gattuso e che sta facendo bene con l’Under 21. Si riparte tutti da zero, dirigenti e tecnici, anzi è il calcio italiano che riparte da un clamoroso -3, ovvero dai tre Mondiali consecutivi che i quattro volte campioni del mondo hanno clamorosamente mancato.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cincinnati, Cobolli batte Blockx in rimonta e vola agli ottavi

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CINCINNATI (USA) (ITALPRESS) – Flavio Cobolli è approdato agli ottavi di finale del “Cincinnati Open”, il Masters 1000 con montepremi totale pari a 9.415.725 dollari che si sta disputando sui campi in cemento del Lindner Family Tennis Center della città dell’Ohio.

Il tennista romano, numero 10 del mondo e settimo favorito del tabellone, ha vinto nei sedicesimi di finale contro il belga Alexander Blockx, numero 32 del ranking internazionale e 28esima testa di serie del seeding, con il punteggio di 7-5 4-6 7-5. Nella terza frazione Cobolli era sotto nel punteggio per 5-3; a ruota ha strappato due volte il servizio all’avversario, conquistando i decisivi quattro giochi di fila.

Agli ottavi di finale l’azzurro attende ora il vincente della sfida fra lo spagnolo Rafael Jodar e il cileno Alejandro Tabilo.

 “Sono un guerriero, non mi piace perdere. Se vedo una chance cerco di afferrarla”. Lo ha detto Flavio Cobolli nell’intervista a caldo dopo la vittoria odierna sul belga Alexander Blockx, nel terzo turno del “Cincinnati Open”. “Oggi sono stato un po’ fortunato su una risposta”, ha poi precisato, a proposito del colpo che gli ha permesso di ottenere la palla break nel nono gioco del terzo set. “Alla fine abbiamo dato vita a una grande battaglia e credo che entrambi meritassimo di vincere. Questa volta, però, la fortuna è stata dalla mia parte. Ora devo rimanere concentrato e pensare alla prossima partita, che sarà molto importante”, ha aggiunto il romano d’adozione. “Penso oggi di aver aumentato molto la mia capacità di lottare sino alla fine; anche il mio atteggiamento in campo è migliorato. Ho lottato su ogni punto e questo è ciò di cui ho bisogno per vincere le partite. Sono davvero molto orgoglioso di me stesso”, ha detto ancora l’azzurro.

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“Nella sfida odierna ho anche tirato fuori le spade, quindi questa settimana sono più guerriero del solito. Voglio trasmettere al pubblico certe cose, ovvero quanto mi piace vivere le battaglie in campo e quanto amo lottare e vincere”, ha concluso Cobolli.

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Elkann “Juve in fase di costruzione, l’importante è farla bene”

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TORINO (ITALPRESS) – “Lo Scudetto manca da sei anni? Nella nostra storia abbiamo sempre avuto dei cicli, tra questi cicli passa un tempo importante per poter ricostruire, siamo in una fase di costruzione, l’importante è fare bene ciò. Oggi è la giornata della Juventus, una partita che accomuna tutti quelli che amano la nostra squadra“. John Elkann, amministratore delegato di Exor e azionista di riferimento del club bianconero, guarda avanti con fiducia nonostante le ultime difficili stagioni.

“L’ambizione della Juventus è sempre stata e sarà sempre quella di vincere, vincendo si ottengono i risultati – le sue parole a Sky Sport, a margine dell’amichevole in famiglia allo Stadium fra la prima squadra e la Next Gen -. Quest’anno abbiamo una serie di grandi impegni sia in Italia e che in Europa“.

Elkann ha seguito il primo tempo in panchina con Spalletti. “Sicuramente il rapporto con lui è molto forte, non avevo mai visto una partita in panchina col mister, non potevo rifiutare”, rivela, prima di soffermarsi su Carnevali, nominato amministratore delegato dopo la breve era Comolli: “E’ un grande professionista, conosce benissimo il calcio italiano. In questa fase abbiamo un rafforzamento in atto che deve partire dall’Italia: l’identità della Juventus si sposa molto bene con le forte ambizione che contraddistingue sia lo stesso Carnevali che la squadra di oggi”.

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Per Jannik Sinner test sul campo e altri controlli al J Medical

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TORINO (ITALPRESS) – Jannik Sinner ieri ha spento 25 candeline. Dopo i festeggiamenti di rito, per il campione azzurro è tempo di rientrare in campo e di provare a ripartire di slancio in vista degli Us Open, ultima prova stagionale del Grande Slam, al via sui campi in cemento del Flushing Meadows Park di New York domenica 30 agosto. Oggi l’altoatesino è stato avvisato allo Stampa Sporting di Torino per fare un test sul campo e capire le sue condizioni fisiche dopo il problema al ginocchio destro che lo ha costretto a “saltare” i Masters 1000 di Montreal e di Cincinnati. Per Sinner sono in programma altri controlli al J Medical: qui l’azzurro attende l’ok dei medici per ricominciare a pieno ritmo e puntare con forza agli Us Open.

ALCARAZ, ORE DECISIVE PER CAPIRE SE GIOCHERÀ GLI US OPEN

 Carlos Alcaraz ha cominciato la settimana decisiva per capire se potrà tornare a giocare ed essere, quindi, tra i protagonisti degli Us Open, ultima prova del Grande Slam della stagione, in programma sul cemento del Flushing Meadows Park da domenica 30 agosto. Lo spagnolo è il campione in carica a New York. Nell’ultimo test prima della decisione definitiva, il sette volte campione Slam ha cercato uno “sparring” di alto livello e oggi è stato visto allenarsi con Holger Rune, anche lui fermo da tanto tempo e “in corsa” per rientrare nel circuito internazionale nel Major della “Grande mela”. Alcaraz non disputa un incontro ufficiale dalla sfida contro il finlandese Otto Virtanen di Barcellona del 14 aprile. Lo spagnolo è stato costretto a rinunciare, per i noti problemi al polso, al Roland Garros, a Wimbledon e ai Masters 1000 di Madrid, Roma, Montreal e Cincinnati. Adesso il numero 3 è in lotta contro il tempo per tornare sulla scena agli Us Open.

Intanto lo spagnolo non è stato convocato per il match di Coppa Davis che vedrà impegnata la Spagna in Cile nel fine settimana fra il 18 e il 20 settembre. Per il secondo e ultimo turno di qualificazione alle Final Eight di Bologna, infatti, il capitano della Spagna, David Ferrer, ha convocato Rafael Jodar, Martin Landaluce, Pedro Martinez, Daniel Merida e Jaume Munar. Contro il Cile non ci sarà dunque il numero 3 del mondo. Alexander Zverev, invece, ha confermato che sarà in campo nello scontro tra la “sua” Germania e la Croazia, in programma ad Halle sempre nel weekend dal 18 al 20 settembre.

-Foto IPA Agency-
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