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Economia

Istat, nel primo trimestre del 2026 l’occupazione sale al 62,7%

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ROMA (ITALPRESS) – Nel primo trimestre 2026, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1% nei confronti del primo trimestre 2025. Nello stesso periodo, il Pil è aumentato dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,8% in termini tendenziali. Lo rende noto l’Istat.

Il numero di occupati, che si attesta a 24 milioni 207 mila, aumenta su base congiunturale (+67 mila, +0,3% sul quarto trimestre 2025), a seguito della crescita dei dipendenti a tempo determinato (+9 mila, +0,3%) e, soprattutto, degli indipendenti (+72 mila, +1,4%) più sostenuta del lieve calo dei dipendenti a tempo indeterminato (-13 mila, -0,1%); si riduce il numero di disoccupati (-110 mila, -7,6% in tre mesi) e aumenta quello degli inattivi di 15-64 anni (+44 mila, +0,4%). Al netto degli effetti stagionali, il tasso di occupazione sale al 62,7% (+0,2 punti in tre mesi), quello di disoccupazione cala al 5,3% (-0,4 punti) e il tasso di inattività sale al 33,7% (+0,1 punti). Nei dati provvisori di aprile 2026, rispetto al mese precedente, l’aumento del numero di occupati (+0,5%) e del relativo tasso (+0,3 punti) si associa alla diminuzione dei tassi di disoccupazione (-0,1 punti) e di inattività 15-64 anni (-0,3 punti).

Nel confronto tendenziale prosegue, a ritmi meno intensi rispetto al trimestre precedente, la crescita del numero di occupati (+50 mila, +0,2%) che coinvolge soltanto gli indipendenti (+4,7% in un anno) a fronte del calo dei dipendenti, sia a termine (-4,2%) sia a tempo indeterminato (-0,5%). Nel primo trimestre 2026, si rafforza rispetto al periodo precedente la riduzione del numero di disoccupati (-394 mila, -22,4% in un anno) e l’aumento di quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+320 mila, +2,6%). I tassi seguono la stessa dinamica: quello di occupazione sale al 62,5% (+0,1 punti in un anno), quello di disoccupazione scende al 5,4% (-1,5 punti) e il tasso di inattività raggiunge il 33,8% (+1,0 punti).

Dal lato delle imprese, nel primo trimestre 2026 le posizioni lavorative dipendenti continuano a registrare segnali di crescita congiunturale (+0,5%), sia nella componente a tempo pieno (+0,5%) sia, in misura lievemente inferiore, in quella a tempo parziale (+0,4%) comportando un calo della quota dei part time, che si attesta a 28,8% (-0,1 punti). Anche su base tendenziale la crescita delle posizioni lavorative (+1,5%) è più accentuata nella componente a tempo pieno (+1,6%) rispetto a quella a tempo parziale (+1,3%), con un lieve calo della quota di part-time (-0,1 punti). Dopo due trimestri di crescita, la domanda di posizioni in somministrazione diminuisce (-0,3% in tre mesi), mentre accelera la crescita del lavoro intermittente (+3,1% rispetto al trimestre precedente).

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Anche su base annua le posizioni in somministrazione mostrano un calo (-0,6%) a fronte della decisa crescita delle posizioni intermittenti (+8,7% in un anno), la più alta dopo la fase di ripresa post-Covid. Le ore lavorate per dipendente diminuiscono in termini congiunturali (-0,3%) e aumentano in termini tendenziali (+0,1%); rispetto al primo trimestre 2025, il ricorso alla cassa integrazione diminuisce (-0,3 ore), scendendo a 7,7 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti è pari all’1,7%, in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-0,1%) sia nel confronto tendenziale (-0,4%). Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) registra un sensibile aumento rispetto al trimestre precedente (+1,2%), per effetto della crescita sia delle retribuzioni sia dei contributi sociali (+1,1% in entrambi i casi). L’incremento del costo del lavoro si osserva anche su base annua (+3%), trainato dall’aumento dei contributi sociali (+3,5%) più marcato di quello delle retribuzioni (+3%).

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

 

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Al via domani i saldi in tutta Italia, Confcommercio stima una spesa media di 201 euro a famiglia

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ROMA (ITALPRESS) – Partono domani, in tutta Italia, i saldi estivi, ad eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (16 luglio). Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media 201 euro – pari a 91 euro pro capite – per un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro.

“Con l’avvio dei saldi estivi si conferma alto l’interesse dei consumatori per un appuntamento che rappresenta una grande opportunità per scegliere con più attenzione, trovare capi di qualità a prezzi vantaggiosi e dare valore ai propri acquisti”, commenta il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni. “I saldi sono sicuramente un momento di convenienza, ma anche un invito a comprare meglio: meno prodotti usa e getta, più consapevolezza, più durata. Acquistare nei negozi di moda significa poter contare su assortimento, consulenza e trasparenza, oltre che sostenere le imprese di prossimità e il tessuto economico dei nostri territori. È un modo per unire risparmio, stile e responsabilità, premiando un modello di consumo più attento e sostenibile”, conclude.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Banco Bpm, Leone “Serve un socio industriale”

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MILANO (ITALPRESS) – A Banco Bpm serve un socio industriale, che sia però in grado di preservarne il valore di istituto vicino a imprese e territori. Lo afferma Davide Leone, fondatore di Davide Leone & Partners e socio con circa il 5% di Banco Bpm, in un’intervista al Corriere della Sera.

“Già nel novembre 2022 avevamo spiegato che i soci industriali per Banco Bpm possono essere due: Cariparma, ora Crédit Agricole Italia o Unicredit”, sottolinea Leone. “Oggi siamo della stessa idea e siamo favorevoli a qualsiasi operazione di mercato che metta al centro la protezione e la valorizzazione della rete di Banco Bpm e il suo brand”. Secondo Leone, “il punto non è la classifica italiana ma la necessità di avere una scala più grande, dimensioni europee, anche per affrontare gli investimenti in tecnologia e in intelligenza artificiale che solo le banche più grandi possono permettersi”.

Sul dossier Mps, Leone osserva: “In questo momento l’offerta di Intesa è di gran lunga la migliore e ha il beneficio di preservare sia il marchio che, speriamo, il management del Monte”. Quanto alla governance di Banco Bpm, aggiunge: “Con un azionista concorrente al 30% non è possibile avere un equilibrio stabile sul lungo periodo, soprattutto perché è stato decisivo per l’elezione del top management”.

Leone interviene anche sul Golden power: “Il Golden power – ingiustamente tacciato di nazionalismo – ha favorito un giocatore francese, che è un giocatore europeo, contro uno italiano”. 

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Conad, nel 2025 cresce il fatturato (3,83%). Lusetti “La crescita è basata sulla coesione del sistema”

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MILANO (ITALPRESS) – Conad ha presentato i risultati del 2025 e le proprie direttrici di sviluppo ai rappresentanti del mondo bancario e finanziario. Il 2025 ha confermato la solidità del modello Conad. Con un fatturato di 21,721 miliardi (+3,83%), una quota di mercato del 14,86% e un patrimonio netto consolidato, Cooperative e Consorzio, di 3,97 miliardi, il sistema Conad ha chiuso l’anno crescendo più del mercato in uno scenario macroeconomico caratterizzato da consumi prudenti e margini sotto pressione.

“Essere la prima insegna della grande distribuzione italiana è un privilegio che comporta una responsabilità: meritare ogni giorno la fiducia di chi ci sceglie”, ha dichiarato Mauro Lusetti, presidente di Conad. “Il 2025 è stato un anno in cui questa responsabilità si è fatta sentire con intensità, in un contesto macroeconomico instabile e con consumi più prudenti. Abbiamo comunque scelto di continuare a investire nell’ammodernamento della rete, nella digitalizzazione, nella sostenibilità e nel brand, nella convinzione che la leadership si costruisca proprio nei momenti più difficili”.

“La forza di Conad è la forza del suo sistema. È questa coesione il vero motore della nostra capacità di crescere in modo sostenibile e la base su cui costruiremo la crescita dei prossimi anni”, ha aggiunto. “Nel 2025 abbiamo dimostrato che crescere in un contesto complesso è possibile, a condizione di avere le idee chiare su dove investire insieme al coraggio di farlo con continuità”, ha affermato Francesco Avanzini, direttore generale di Conad.

“In un mercato a basso tasso di crescita e con un panorama sociodemografico in continua contrazione, Conad è l’insegna italiana con le maggiori opportunità di sviluppo. Continuiamo a rafforzare la quota di mercato nei canali ‘core’ dei supermercati e degli iper, nel frattempo vogliamo sviluppare la specializzazione della rete, l’efficientamento della supply chain e la crescita dell’ecosistema digitale HeyConad. Le sfide che abbiamo davanti richiedono massa critica, investimenti continui e competenze in evoluzione. Siamo determinati ad affrontarle anticipando il cambiamento, perché sappiamo che in un mercato che non aspetta, la vera solidità si misura nella velocità con cui si è pronti a innovare”, ha aggiunto.

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Per Matteo Capelli, direttore Amministrazione, Finanza, Controllo e Sistemi Informativi di Conad,il piano triennale di investimenti da 2,3 miliardi, presentato oggi, conferma la volontà del sistema Conad di competere con maggiore efficacia in un mercato sempre più complesso e in continua evoluzione. Gli investimenti saranno destinati a rafforzare l’efficienza logistica e l’innovazione, sviluppando l’ecosistema digitale. Ma anche ad ampliare la rete di vendita e la ristrutturazione della stessa, puntando su una crescita orientata al valore”.

La rete di vendita Conad conta oltre 3.700 punti vendita compresi i concept store, distribuiti in 20 regioni, 107 province e 1.578 comuni. La prossima sfida si aprirà nel comparto del benessere, con l’apertura dei primi negozi “Benessity”, dedicati al mondo della salute e dell’alimentazione equilibrata.

-Foto ufficio stampa Conad-
(ITALPRESS).

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