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Economia

Materie prime critiche, Urso e Sejourné a Porto Marghera

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ROMA (ITALPRESS) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato a Venezia il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Prosperità e la Strategia industriale, Stephane Sejourné, con il quale ha effettuato un sopralluogo nell’area portuale e retroportuale di Porto Marghera. La visita si inserisce nel lavoro di approfondimento condotto dal Mimit – insieme agli altri Ministeri coinvolti – sul possibile ruolo del sistema logistico e industriale del Nord Est nell’ambito della candidatura italiana a ospitare uno dei primi hub europei di stoccaggio strategico delle materie prime critiche previsti dal CRM Act dell’UE.

“L’Italia è in campo con un progetto di sistema per rafforzare il proprio ruolo nelle nuove catene del valore europee”, ha dichiarato il ministro Urso. “Per posizione geografica, infrastrutture e forza manifatturiera, il Nord-Est può rappresentare una porta d’accesso strategica per le materie prime critiche necessarie all’industria europea, garantendo approvvigionamenti rapidi e sicuri al cuore produttivo del continente. In questo quadro Porto Marghera, insieme agli altri siti, rappresenta una piattaforma logistica e industriale naturale, inserita in un ecosistema già attivo nel riciclo, nella trasformazione e nelle nuove filiere tecnologiche. È su questa capacità di sistema che l’Italia intende contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti e all’autonomia industriale europea”, ha concluso.

“La sovranità europea sulle materie prime critiche non si costruisce soltanto attraverso obiettivi: si costruisce con azioni concrete”, ha dichiarato il Vicepresidente Séjourné. “La candidatura italiana con il progetto pilota – ha aggiunto – è un’iniziativa particolarmente interessante, perché mette infrastrutture e competenze nazionali al servizio dell’intera Europa”. “La coalizione dei volenterosi, di cui l’Italia fa parte, rappresenta già di per sé una tappa fondamentale per radicare in modo duraturo la nostra politica di indipendenza, resilienza e solidarietà nel settore delle materie prime critiche”, ha concluso.

La candidatura italiana, costruita come proposta di sistema, valorizza Porto Marghera e gli altri asset logistici e industriali del Nord Est, tra cui il Porto di Trieste, il Porto di Ravenna, l’Interporto Quadrante Europa di Verona e la miniera di dolomia di Tassullo, in Val di Non. Una dorsale strategica collocata al crocevia dei principali corridoi europei TEN-T e al servizio di una delle aree produttive più forti d’Europa: il Nord Est, che nel 2025 ha espresso quasi 200 miliardi di euro di esportazioni, con competenze già presenti nella logistica di materiali complessi, nella chimica industriale, nel riciclo e nelle nuove filiere tecnologiche.

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L’incontro odierno segue la missione tecnica condotta lo scorso mese nell’area di Marghera da esperti della Commissione europea competenti per le materie prime critiche e le industrie energivore, che ha consentito un primo approfondimento operativo sui siti potenzialmente candidabili. La visita proseguirà nel pomeriggio di oggi con un analogo sopralluogo del ministro Urso e del vicepresidente esecutivo Séjourné nell’area dell’Interporto ‘Quadrante Europa’ di Verona.

La proposta italiana si inserisce nella strategia avviata dall’inizio della legislatura per rafforzare la sicurezza europea sulle materie prime critiche, articolata lungo tre direttrici: stoccaggio strategico a servizio delle imprese europee; riciclo, recupero e rilavorazione di terre rare, minerali preziosi e materiali critici già presenti nei cicli industriali; partnership con Paesi alleati e partner strategici dotati di risorse minerarie, anche attraverso il coinvolgimento delle grandi realtà industriali italiane attive nei settori energetico e infrastrutturale.

In questo quadro si colloca anche la richiesta italiana alla Commissione europea, che il ministro Urso ha ribadito oggi al vicepresidente esecutivo Séjourné, di evitare l’esportazione verso Paesi terzi dei rifiuti industriali contenenti materiali strategici, affinché possano essere trattati e valorizzati direttamente in Europa. Una linea coerente con il ruolo crescente delle imprese italiane nel recupero e nella trasformazione delle materie prime critiche, settore in cui si concentra una parte significativa dei progetti nazionali già selezionati o candidati nell’ambito del Critical Raw Materials Act.

Questi elementi rafforzano il posizionamento del sito veneziano all’interno di una proposta multi-sito che punta a fare dell’Italia una piattaforma europea per la sicurezza degli approvvigionamenti, il recupero delle materie prime critiche e il rafforzamento delle filiere industriali strategiche del continente.

– foto ufficio stampa Mimit –

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Economia

SACE e Bank of Africa insieme per sostenere nuovi progetti e opportunità di business nel continente africano

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CASABLANCA (MAROCCO) (ITALPRESS) – SACE, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e Bank of Africa, tra i principali gruppi bancari del continente africano, hanno sottoscritto oggi a Casablanca un accordo di collaborazione finalizzato a sviluppare nuove opportunità di finanziamento e investimento in Africa e a favorire il coinvolgimento delle imprese e delle filiere italiane nei progetti strategici promossi nel continente.

L’accordo, firmato da Mario Melillo, Chief Network Officer di SACE, e da Khalid Nasr, Direttore Generale per il Marocco – Corporate & Investment Banking Bank of Africa, consentirà di mettere a fattor comune competenze, strumenti e capacità di intervento: da un lato, la presenza capillare di Bank of Africa e la sua conoscenza dei mercati locali; dall’altro, le soluzioni assicurative, finanziarie e di mitigazione del rischio messe a disposizione da SACE per sostenere la competitività, l’export e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

In particolare, SACE e Bank of Africa collaboreranno per individuare e sviluppare nuove operazioni, strutturare soluzioni finanziarie integrate e facilitare l’accesso a finanziamenti competitivi per progetti che prevedano il coinvolgimento di fornitori italiani. L’intesa riguarderà anche iniziative di business matching tra imprese italiane e controparti africane, attività promozionali e di formazione e momenti di confronto dedicati alla conoscenza dei mercati locali, con particolare attenzione ai settori dell’energia, delle infrastrutture, dell’agribusiness, delle risorse idriche, della sanità e dell’istruzione.

L’accordo si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dal Piano Mattei per l’Africa della Presidenza del Consiglio dei Ministri e contribuisce a rafforzare la capacità di individuare, strutturare e sostenere il finanziamento di progetti ad alto potenziale nei principali mercati africani, consolidando il partenariato economico e industriale tra Italia e Africa.

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“La firma di questo Memorandum conferma il ruolo del Marocco come partner strategico dell’Italia per lo sviluppo di progetti comuni in Africa. Mettendo a sistema le competenze di SACE e la presenza capillare di Bank of Africa, questo accordo aprirà nuove opportunità per le imprese italiane e contribuirà a promuovere investimenti capaci di generare crescita, occupazione e sviluppo sostenibile nel continente. È un esempio concreto di come la collaborazione tra Italia e Marocco possa tradursi in iniziative di reciproco beneficio, con una forte proiezione africana”, ha dichiarato Pasquale Salzano, Ambasciatore d’Italia nel Regno del Marocco.

“Questa collaborazione rappresenta un passo importante per rafforzare la nostra capacità di accompagnare le imprese italiane verso le opportunità offerte dai mercati africani”, ha dichiarato Mario Melillo, Chief Network Officer di SACE. “La presenza capillare e la conoscenza dei mercati locali di Bank of Africa, unite ai nostri strumenti assicurativo-finanziari e alla nostra capacità di creare connessioni tra imprese e controparti africane, ci consentiranno di individuare e sviluppare una pipeline concreta di progetti, favorendo una partecipazione sempre più qualificata delle filiere italiane. SACE è oggi la prima Export Credit Agency per nuovi impegni in Africa: un posizionamento che conferma la centralità del continente nella nostra strategia e il nostro impegno, in linea con gli obiettivi del Piano Mattei, a costruire partnership di lungo periodo capaci di generare crescita condivisa tra Italia e Africa”.

“Bank of Africa – BMCE Group è un punto di accesso privilegiato ai mercati africani e mette a disposizione la capacità operativa locale necessaria per trasformare le opportunità finanziarie in progetti concreti – ha dichiarato Khalid Nasr, Executive General Manager di Bank of Africa – BMCE Group -. La nostra presenza capillare e il forte radicamento nei tessuti economici locali ci consentono di individuare iniziative solide, accompagnarne lo sviluppo e facilitare il dialogo con i diversi contesti normativi. Alle imprese italiane possiamo offrire accesso alla nostra ampia rete corporate, a infrastrutture di pagamento sicure su scala panafricana e a soluzioni di finanziamento locale su misura. In sinergia con SACE, vogliamo contribuire non solo a rendere possibili nuovi investimenti, ma anche ad assicurarne un’attuazione efficace e una crescita sostenibile nel lungo periodo nei mercati africani”.

– Foto ufficio stampa SACE –

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Economia

Caro energia, per Confcommercio le imprese del terziario rischiano 150 milioni al mese di rincari

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ROMA (ITALPRESS) – Le tensioni internazionali e il caldo record stanno facendo impennare i costi di energia e carburanti, con pesanti ricadute sulle imprese del terziario di mercato. E’ quanto evidenzia Confcommercio sull’impatto dei rincari energetici sulle imprese del terziario di mercato. Questa settimana il prezzo dell’energia elettrica è salito a 174,2 euro/MWh, l’8,2% in più della settimana precedente e addirittura il 37% in più rispetto alla media dei primi sei mesi del 2026.

Se questi livelli di prezzo dovessero consolidarsi – osserva Confcommercio -, la spesa energetica per le imprese del terziario aumenterebbe, nei prossimi mesi, di circa il 22% rispetto alla media del primo semestre dell’anno, con un aggravio, complessivamente, superiore ai 150 milioni di euro. A pesare – prosegue – oltre alle tensioni sui mercati internazionali, è anche l’aumento dei consumi dovuto alle elevate temperature, che colpisce in particolare le attività commerciali, del turismo e dei servizi per climatizzazione e refrigerazione. E rimane elevato anche il divario tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas, confermando le criticità dell’attuale sistema di formazione del prezzo dell’energia.

E’ quindi urgente intervenire per disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, così da contenere i costi per le imprese e rafforzarne la competitività. A queste criticità si aggiungono i rincari dei carburanti, in particolare del gasolio, che gravano direttamente sull’autotrasporto e, di riflesso, sull’intera filiera della distribuzione.

Il settore continua, infatti, a dipendere quasi esclusivamente dai carburanti tradizionali: nel 2025 in Italia sono stati consumati circa 23 milioni di tonnellate di gasolio e 8,9 milioni di tonnellate di benzina per autotrazione. In questo contesto, e con la crisi che si sta estendendo anche al Mar Rosso, va garantito l’approvvigionamento dei prodotti energetici e va evitato l’aumento dei prezzi che, come nel caso del gasolio, già registrano rialzi che nei prossimi giorni rischiano di tornare ai picchi di marzo. Confcommercio chiede pertanto al Governo misure urgenti per scongiurare nuovi fenomeni speculativi sui mercati dei prodotti energetici ed evitare che le imprese del settore debbano affrontare ulteriori aumenti dei costi, incrementati negli ultimi mesi di circa il 30%.

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– Foto Ipa Agency –

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Economia

Per Poste primo semestre in crescita, Del Fante “Inizio di un nuovo capitolo”

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ROMA (ITALPRESS) – Poste Italiane chiude il primo semestre con ricavi che si attestano a 6,8 miliardi, in crescita del 5,9% anno su anno (3,4 miliardi nel secondo trimestre del 2026, con una crescita del 3,9% anno su anno). I costi totali1 ammontano a 5,5 miliardi, in crescita del 4,1% anno su anno (2,8 miliardi nel secondo trimestre del 2026, in crescita del 3,4% anno su anno). Il risultato operativo adjusted ha raggiunto 1,8 miliardi, con una crescita del 6,8% anno su anno (868 milioni nel secondo trimestre del 2026, con una crescita dello 0,5% anno su anno), grazie alla crescita dei ricavi e alla continua attività di razionalizzazione dei costi. L’utile netto ha raggiunto 1,2 miliardi, con una crescita del 3,5% anno su anno (594 milioni nel secondo trimestre del 2026, con una crescita del 3,8% anno su anno). Le attività finanziarie investite dei clienti del gruppo hanno raggiunto 613 miliardi, in crescita di 13 miliardi da dicembre 2025. La posizione patrimoniale vede un total capital ratio di Bancoposta pari al 22,5% (di cui Cet1 ratio pari al 19,3%), Leverage ratio pari al 3,2% e Solvency II ratio del gruppo assicurativo Poste Vita pari al 303%. Nel corso della seconda parte dell’anno il Gruppo sarà impegnato nella realizzazione della riorganizzazione interna che vede la creazione di un Polo Finanziario mediante l’integrazione del business dei pagamenti con i servizi finanziari per il rafforzamento dell’approccio cliente-centrico, l’ottimizzazione dell’allocazione del capitale all’interno del Gruppo e la massimizzazione delle sinergie, anche con la semplificazione della struttura operativa. Anche per il 2026, il Gruppo Poste Italiane conferma la centralità del Risparmio Postale e l’attenzione all’offerta di prodotti/servizi che risultino al passo con l’evoluzione dei bisogni dei clienti. La società conferma la guidance grazie ai risultati realizzati nel secondo trimestre dell’anno mentre, tenuto conto delle ulteriori evoluzioni strategiche del Gruppo, nel corso del primo trimestre del 2027 si prevede la presentazione di un nuovo Piano strategico. “Sono orgoglioso di annunciare che per il quinto semestre consecutivo abbiamo raggiunto un risultato record, grazie a ricavi in crescita del 6% a 6,8 miliardi, un risultato operativo adjusted in aumento del 7% al livello senza precedenti di 1,8 miliardi e un utile netto che ha raggiunto il nuovo massimo storico di 1,2 miliardi, a conferma della solidità e della resilienza del modello di business della nostra piattaforma. I risultati di oggi non rappresentano soltanto una conferma della solidità del nostro business, ma segnano anche l’inizio di un nuovo capitolo nell’evoluzione della nostra platform company, con un chiaro percorso delineato sui principali progetti strategici e l’accelerazione dell’Opas su Tim”. Così Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, commentando i dati relativi al primo semestre della società.
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-Foto: Ufficio stampa Poste Italiane-

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