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Messi raccontato da Cristina Cubero: lacrime, Recanati e Miami

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di Enrico Currò

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Miami aspetta Leo Messi, che dal 2023 è diventato il più grande testimonial del soccer targato Mls, la lega statunitense: ingaggiato dall’Inter in maglia rosa, il club della città, ha accorciato le distanze commerciali e di pubblico rispetto ai Dolphins (football) e agli Heat (basket). Ad aspettare il campione in campo con l’Argentina contro Capo Verde, venerdì 3 luglio, c’è anche la giornalista che lo ha seguito passo passo nella sua carriera col Barcellona e con la Selección. Cristina Cubero, 58 anni, vicedirettrice del Mundo Deportivo, prestigioso quotidiano sportivo spagnolo, è una miniera di aneddoti sul numero 10. A cominciare proprio dal suo debutto con l’Albiceleste, il 17 agosto 2005 a Budapest, in amichevole contro l’Ungheria: “Leo aveva 18 anni e qualche tempo prima si era aperto con me, lui molto timido, probabilmente perché ero incinta di mio figlio Alessandro, avevo un forte istinto materno e mi affezionai subito a quel ragazzino un po’ spaesato, del quale il mio amico Ronaldinho mi aveva detto che sarebbe diventato più forte di lui – racconta Cubero all’Italpress -. Messi mi aveva invitato a vedere la sua prima partita con la Nazionale argentina, se mai un giorno fosse stato convocato, e così accadde. A Budapest, però, successe una cosa incredibile: la sua partita durò appena un minuto e mezzo, perché fu espulso per la sceneggiata di un calciatore ungherese, toccato da Leo in un contrasto innocuo in corsa. All’epoca non c’era il Var e l’arbitro, prendendo un abbaglio, tirò fuori il cartellino rosso. Ricordo la furia di Josè Mourinho, che era in tribuna a vedere quella gara e che inveiva contro l’arbitro per il sacrilegio, e poi la disperazione del povero Lionel: piangeva a dirotto, era sicuro che non l’avrebbero mai più chiamato in Nazionale. Per fortuna è andata diversamente”.

Il secondo aneddoto di Cristina Cubero è su un reportage a Recanati: “Le radici italiane della famiglia Messi sono incontestabili. Mi parlava spesso di Recanati nelle Marche, il paese del grande poeta Giacomo Leopardi, terra di origine dei suoi antenati, sia del ramo paterno sia di quello materno. Mi diceva che nell’Ottocento era consuetudine che gli emigranti partissero tutti da uno stesso paese verso una stessa città e che in quel caso avevano preso la nave per Rosario, dove c’erano già tante persone di Recanati. Così andai a Recanati e constatai una cosa singolare: quasi ogni persona che incontravo mi sembrava Leo, per i tratti del volto e per il fisico minuto. Mi pareva di essere circondata da tanti Messi e in particolare vedevo dappertutto i suoi genitori, suo papà Jorge e sua mamma Celia”. Terzo aneddoto della vicedirettrice del Mundo Deportivo: la quotidianità attuale del campione argentino a Miami: “È una persona molto semplice e fa una vita molto semplice, con sua moglie Antonella e con i loro tre figli, Thiago, Mateo e Ciro. Del primogenito, che ha appena vinto un torneo nella Repubblica Dominicana, si capisce già che diventerà calciatore. La mattina presto Messi li accompagna a scuola in macchina e poi va ad allenarsi. Nel tempo libero, quando non resta a casa, va al ristorante, rigorosamente italiano. È una tradizione familiare: la pasta era un rito, a casa dei suoi genitori. Era così anche a Barcellona, quando Leo aveva un ristorante prediletto a Castelldefels, da Mimmo, un cuoco ligure” il suo racconto all’Italpress.

Infine, arriva la conferma che a indirizzare la carriera di Messi è stato indirettamente un altro italiano: Fabio Capello, all’epoca allenatore della Juventus: “La Juve venne a Barcellona per giocare col Barça il Trofeo Gamper, era l’inizio della stagione. Messi era già molto forte, ma era ancora un ragazzino e aveva il problema del passaporto da extracomunitario: non poteva essere inserito nella rosa, perché c’era il tetto degli extracomunitari. Ma in quella fase iniziale della stagione ancora si potevano mettere in campo tutti, era una vetrina. L’intenzione del Barcellona era di vendere Messi all’Espanyol. Invece Leo entrò e Capello restò folgorato. Disse che aveva visto il futuro migliore calciatore del mondo, lo voleva alla Juventus. Così il Barça chiese alla federazione spagnola di dare velocemente a Messi il passaporto, si poteva perché lui era arrivato adolescente dall’Argentina. Leo diventò comunitario, fu inserito nella rosa e il resto della storia la sapete”.

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– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Evenepoel fa il bis al Tour e conquista la crono, Pogacar 2° e sempre in giallo

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LES BAINS (FRANCIA) (ITALPRESS) – Remco Evenepoel concede il bis e trionfa nella sedicesima tappa del Tour de France 2026, la cronometro individuale Evian les Bains-Thonon les Bains di 26,1 chilometri. Il campione belga della Red Bull Bora Hansgrohe, reduce già vincitore domenica scorsa a Plateau de Solaison, domina anche la prova contro il tempo in 32’19”, centrando la sua quarta affermazione alla Grande Boucle, la terza in questa specialità.

Secondo posto, invece, per lo sloveno Tadej Pogacar (Uae Teams Emirates-Xrg) che, nonostante perda 28″ rispetto al belga, resta saldamente il padrone della maglia gialla. Sesto posto per Mattia Cattaneo (Red Bull-Bora-Hansgrohe), mentre delude Filippo Ganna (Netcompany Ineos), che non va oltre l’undicesima piazza. Brutta caduta per il tedesco Florian Lipowitz (Red Bull Bora-Hansgrohe), costretto ad abbandonare la competizione mentre si trovava al quinto posto della classifica generale. Domani ci sarà la diciassettesima tappa, la Chambery-Chambery di 174,7 chilometri.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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A Verona l’ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli, Tricella “Saremo sempre i suoi ragazzi” / Video

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VERONA (ITALPRESS) – Verona si è fermata, si è stretta in un abbraccio collettivo e ha salutato per l’ultima volta Osvaldo Bagnoli. Nella Basilica di San Zeno, gremita in ogni ordine di posto con quasi duemila persone presenti tra l’interno e il sagrato, si sono celebrati i funerali dello storico tecnico dello scudetto del 1985.

Il sindaco Damiano Tommasi ha proclamato il lutto cittadino, disponendo le bandiere a mezz’asta in segno di rispetto per una figura che ha segnato indelebilmente l’anima della città. Il feretro è arrivato accolto dal silenzio, rotto solo dal fruscio delle bandiere e dal canto delle cicale, accompagnato dai cori dei tifosi e dallo striscione già visto a Folgaria: “Condottiero silenzioso, storia e leggenda di questa città. Osvaldo Bagnoli: Verona ti rende onore!”. Accanto alla bara la moglie Rosanna, fedele e inseparabile compagna di una vita. In prima fila c’era l’Hellas Verona al completo, guidato dall’allenatore Marco Baroni, accorso subito dopo l’allenamento, insieme agli immancabili eroi di quel leggendario 12 maggio: i campioni d’Italia che hanno voluto rendere omaggio al proprio maestro.

Sulla bara è stata deposta la sciarpa gialloblù, sistemata da Di Gennaro, Tricella e dallo stesso Baroni. Tra i volti del mondo del calcio presenti anche Nevio Scala, che ha voluto testimoniare il proprio rispetto per un gigante della panchina.

La cerimonia, officiata dal vescovo Domenico Pompili, ha saputo coniugare la profondità spirituale con i tratti umani e ironici che hanno reso Bagnoli unico. Il vescovo ha ricordato l’amore con la moglie nato da giovani guardando un film e ha strappato un sorriso alla folla citando una delle sue frasi celebri: “Se cercate i ladri sono dall’altra parte”, evocando quell’asciutta ironia mossa da un profondo senso di giustizia. Momenti di commozione intensa si sono vissuti alla fine della messa. Il toccante ricordo dei nipoti ha introdotto l’intervento di Roberto Tricella, portavoce di una generazione di calciatori che in Bagnoli non ha visto solo un allenatore, ma un secondo padre: “Grazie per averci insegnato il rispetto, l’umiltà e il saper vivere. Sempre a testa bassa facendo ricorso alle nostre sole forze. Saremo sempre i suoi ragazzi”.

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Bagnoli, milanese della Bovisa e autentico “Schopenhauer del pallone” per la sua sobria concretezza, lascia una voragine nei cuori dei veronesi. Con la sua guida silenziosa, fatta di sguardi e cenni, ha portato una squadra di provincia sul tetto d’Italia, trasformando un sogno di gloria in realtà eterna. Verona perde il suo padre putativo, ma la leggenda resta scolpita nella storia.

– Foto ab/Italpress –

(ITALPRESS).

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Palermo Ladies Open, forfait all’ultimo minuto di Tyra Grant

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PALERMO (ITALPRESS) – Tyra Grant non prenderà parte ai “Palermo Ladies Open 2026”. La tennista azzurra, testa di serie numero 3 del torneo Wta 125 in scena sui campi in terra battuta del Country Time Club, è stata costretta, dopo l’allenamento di questa mattina, a dare forfait a poche ore dal suo esordio contro la connazionale Noemi Basiletti, a causa di un problema al collo. Al suo posto entra in tabellone come lucky loser la cipriota Raluka Serban, numero 324 del ranking internazionale, che precedentemente aveva perso nel secondo turno delle qualificazioni contro l’ungherese Amarissa Toth. L’incontro tra Noemi Basiletti e Raluka Serban è in programma alle 17 sul Campo Centrale del club palermitano.

Questo il nuovo ordine di gioco di oggi
CENTRALE – dalle 17
[Q] N. Basiletti (ITA) vs [LL] R. Serban (CYP)
[WC] I. Pistola vs [2] L. Bronzetti (ITA)
Non prima delle 20 – [WC] A. Abbagnato (ITA) vs C. Burel (FRA)
CAMPO 6 – dalle 17
[1] F. Jones (GBR) vs D. Astakhova
A. Rame (FRA) vs A. Tikhonova
M. Bulgaru (ROU) vs C. Hennemann (SWE)
CAMPO 2 – dalle 17
C. Werner (GER) vs [Q] M. Hodzic (GER)
[4] T. Zidansek (SLO) vs A. Ibragimova
R. McAdoo (USA) / A. Nagy (HUN) vs Y. Kabbaj (MAR) / D. Spiteri
(ITA)

SPITERI VINCE IL DERBY, AVANTI ANCHE URGESI

Poco prima dell’una di notte Dalila Spiteri scrive una speciale pagina della sua storia ai Palermo Ladies Open. La tennista licatese, alla sua ottava partecipazione consecutiva al torneo del Country Time Club, conquista per la prima volta gli ottavi di finale del tabellone principale al termine di una giornata che sorride ai colori azzurri, grazie anche alle vittorie in rimonta di Federica Urgesi e Jennifer Ruggeri.

Spiteri, 29 anni, numero 355 della classifica mondiale, ha avuto la meglio sulla wild card Alessandra Mazzola al termine di una sfida intensa e combattuta, giocata punto a punto. La siciliana, che per tanti anni si è allenata sui campi del Country Time Club, ha fatto suo il primo set al tie-break dopo un’ora e 20 minuti di gioco, prima di chiudere definitivamente i conti nel secondo parziale per 7-6 6-3. Al secondo turno affronterà la vincente della partita tra la wild card Ilary Pistola e la testa di serie numero 2 Lucia Bronzetti.

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Tra le protagoniste della giornata, anche Federica Urgesi, autrice della rimonta più bella del lunedì. L’azzurra ha cambiato il corso della partita quando si è trovata ad un passo dalla sconfitta (5-7 e 2-4) contro la bulgara Elizara Yaneva, 19 anni e numero 186 del ranking mondiale, una delle giovani più promettenti del circuito, reduce dai quarti di finale al WTA 125 di Roma e dalla semifinale al WTA 125 di Brescia. Urgesi è stata capace di cambiare l’inerzia del match, trascinando il secondo set al tie-break e dominandolo prima di imporsi 6-1 nel terzo, dopo 2 ore e 18 minuti di gioco. Agli ottavi affronterà la vincente del confronto tra la palermitana Anastasia Abbagnato e la francese Clara Burel. 

Successo in rimonta anche per Jennifer Ruggeri, numero 221 del ranking mondiale, che dopo aver ceduto il primo set, ha piegato l’ungherese Amarissa Toth, proveniente dalle qualificazioni, con il punteggio di 3-6 6-3 6-4. Al secondo turno se la vedrà con la serba Lola Radivojevic, quinta testa di serie del torneo. Non è invece riuscita a superare il primo turno Deborah Chiesa, battuta dalla marocchina Yasmine Kabbaj per 6-4 6-1.

Negli altri incontri di giornata, la russa Erika Andreeva, sorella maggiore della campionessa del Roland Garros Mirra Andreeva, ha sconfitto la moldava Lina Gjorcheska con un netto 6-2 6-0. Successo anche della serba Lola Radivojevic sulla russa Sofya Lansere per 6-1 3-6 6-1, mentre la francese Fiona Ferro, vincitrice dei Palermo Ladies Open nel 2020 e testa di serie numero 7, ha regolato la qualificata cinese Yufei Ren con il punteggio di 6-2 6-3, guadagnandosi la sfida degli ottavi contro Erika Andreeva.

– Foto ufficio stampa Palermo Ladies Open –
(ITALPRESS).

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