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Cronaca

Ue, Moratti “Pragmatismo e neutralità tecnologica per le politiche green”

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Le ondate di calore non sono più emergenze stagionali ma segnali di un cambiamento strutturale che impone all’Europa politiche nuove, tanto di mitigazione quanto di adattamento. Lo sottolinea Letizia Moratti, europarlamentare di Forza Italia e presidente della Consulta Nazionale del partito, intervistata da Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress.
“Le ondate di calore sono la conseguenza del cambiamento climatico e questo va detto con assoluta chiarezza”, afferma Moratti. “L’Europa è il continente che si riscalda di più: la media delle temperature europee negli ultimi anni è raddoppiata rispetto a quella media mondiale”. Un dato che impone, secondo l’europarlamentare, un cambio di paradigma nelle politiche pubbliche. Le conseguenze di queste ondate – blackout elettrici, tensioni negli ospedali, disagi nelle città – richiedono risposte che vadano oltre la gestione dell’emergenza.
“Dobbiamo avere politiche di mitigazione, ma anche politiche di adattamento – spiega Moratti -. Più verde nelle città, ospedali climatizzati, risorse sociali per i più vulnerabili, investimenti in reti elettriche e ferroviarie più resilienti”.
Una visione che abbraccia tanto la dimensione ambientale quanto quella sociale, nella convinzione che le due componenti non possano essere disgiunte. Un legame che emerge con tutta la sua urgenza guardando al settore automotive, “che pesa per l’8% del PIL europeo e che coinvolge non soltanto le grandi imprese ma soprattutto le piccole e medie imprese della filiera e i lavoratori”.
Quindi per l’esponente di Forza Italia il cambiamento climatico “va affrontato in maniera pragmatica”. Gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050 devono rimanere, ma le industrie vanno accompagnate nel processo di transizione. Il rischio opposto è quello di un paradosso pericoloso: “L’Europa contribuisce mondialmente al 6% delle emissioni, la Cina al 33%. Se delocalizziamo in Cina, deindustrializziamo l’Europa e non raggiungiamo gli obiettivi di decarbonizzazione”.
La posizione di Forza Italia e del Partito Popolare Europeo si traduce in una tema chiave: neutralità tecnologica. “Non solo l’elettrico, ma anche il biofuel, l’e-fuel, l’idrogeno, il nucleare di ultima generazione – spiega Moratti -. Inoltre ci sono settori che non possono essere totalmente elettrificati, come la ceramica, il vetro, l’acciaio. Deve essere il mercato a determinare il mix, non regole europee imposte dall’alto”.
Sul fronte energetico, il quadro è altrettanto chiaro: “Paghiamo l’energia dalle tre alle cinque volte i prezzi americani e siamo dipendenti da fonti fossili esterne”. Le rinnovabili – eolico e fotovoltaico – sono necessarie e vanno incrementate, ma non sufficienti da sole: “Non garantiscono la continuità dell’energia, quindi abbiamo bisogno di un mix che dia stabilità”. I Paesi che includono il nucleare nel proprio mix energetico, ricorda Moratti, hanno costi inferiori rispetto all’Italia, che ne è priva.
Ecco perchè l’europarlamentare guarda con interesse al nucleare di nuova generazione, “peraltro già entrato nella tassonomia europea come energia pulita”. Il mix tecnologico è “assolutamente indispensabile per garantire costi inferiori per le aziende e le famiglie e per conseguire quella indipendenza energetica che diventa anche una questione di sicurezza per l’Europa”.
Nessun passo indietro sugli obiettivi climatici del 2050, ma una revisione profonda degli strumenti per raggiungerli.
“Bisogna lavorare per obiettivi intermedi più realistici, per la neutralità tecnologica e soprattutto perchè non ci siano più divieti e costi, ma incentivi”, sostiene Moratti. Incentivi che consentano alle aziende una transizione realistica, che proteggano le famiglie da bollette insostenibili, che salvaguardino le piccole e medie imprese che, a differenza delle multinazionali, non possono abbandonare il territorio europeo. “Una politica pragmatica che arrivi agli obiettivi climatici, ma che salvi le nostre imprese e i nostri lavoratori”.
Un esempio concreto di questo approccio è rappresentato dalla battaglia condotta da Moratti e da FI-PPE contro la direttiva sulle acque reflue. La norma, nelle intenzioni giusta nel voler ridurre i microinquinanti, imponeva alle aziende farmaceutiche costi definiti “esorbitanti e insostenibili” per il trattamento delle acque, senza che fosse verificata in modo rigoroso la reale incidenza del settore farmaceutico e cosmetico sull’inquinamento.
Le conseguenze pratiche sarebbero state pesantissime per i pazienti europei. “L’amoxicillina, antibiotico di base tra i meno costosi, rischiava di uscire dalla produzione perchè i costi annui del trattamento avrebbero superato il prezzo del farmaco stesso – spiega Moratti -. Lo stesso per la metformina, farmaco fondamentale per il diabete”. Il rischio era l’impossibilità di produrre farmaci generici a basso costo, con ricadute gravissime sull’accesso alle cure per milioni di cittadini europei. “Abbiamo fermato la norma e abbiamo chiesto alla Commissione una valutazione di impatto prima di procedere”.
Una vittoria che l’europarlamentare inserisce in un quadro più ampio di revisione delle normative europee, incluse quelle sull’accesso ai medicinali innovativi, che in Italia “purtroppo arrivano in misura ridotta rispetto al passato”.
Nell’intervista con Brachino, Moratti affronta anche il tema dell’immigrazione irregolare e delle norme approvate a livello europeo: “Tengono conto del disagio e delle paure che i cittadini hanno rispetto a un’immigrazione irregolare e illegale”, sottolinea. Le nuove norme europee impegnano l’Unione e gli Stati membri a politiche comuni e coordinate: rafforzamento dei controlli alle frontiere, cooperazione con l’Interpol e creazione di hub extraeuropei “in modo tale che i cittadini che non hanno il diritto di entrare in Europa vengano fermati prima”.
Misure che l’eurodeputata definisce “apolitiche e apartitiche”, frutto di una risposta pragmatica a una sfida concreta che attraversa trasversalmente tutti i Paesi del continente.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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Cina, internet satellitare collega per la prima volta “i tre poli” della Terra

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La nave rompighiaccio polare Jidi ha completato un test applicativo pre-operativo sull’internet satellitare sviluppato in Cina a livello nazionale lungo le rotte marittime artiche. Lo ha reso noto il team della 16esima spedizione cinese nell’Oceano Artico.

Durante il viaggio è stata verificata per la prima volta con successo la connettività di rete tra l’Artico, l’Antartide e l’altopiano del Qinghai-Tibet, noto anche come il “Terzo Polo” della Terra, colmando l’ultima lacuna nella copertura delle comunicazioni a livello mondiale. Lo afferma il team della spedizione.

La spedizione è stata organizzata dal ministero cinese delle Risorse Naturali.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –

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Cronaca

Scontri a Milano, Bozzetti “Chi colpisce il lavoro non migliora la vita di nessuno”

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MILANO (ITALPRESS) – “Manifestare è un diritto fondamentale della nostra democrazia. Devastare negozi, rubare e aggredire chi lavora, spaventare cittadini e turisti non significa esercitarlo. Le violenze avvenute nel fine settimana a Milano non hanno nulla a che fare con il confronto democratico e non danno forza alle rivendicazioni di chi scende in piazza. Lo dimostra anche l’accanimento contro i lavoratori, come ad esempio il dipendente del Carrefour di via Torino, aggredito mentre tentava di impedire il saccheggio del supermercato. A lui, agli altri lavoratori e agli esercenti colpiti, così come alle forze dell’ordine, va la mia solidarietà. Confcommercio Milano stima già circa un milione di euro di danni, ai quali si aggiungono i mancati incassi delle attività costrette a chiudere e le prime disdette di ristoranti e alberghi e servizi collegati, anche da parte di visitatori stranieri. Non sono soltanto danni materiali: queste rinunce mostrano che la paura si traduce già in perdite per chi lavora e accoglie i visitatori. Colpire l’immagine di Milano significa compromettere la fiducia nella città, con conseguenze che ricadono anche su attività e persone che non sono state direttamente coinvolte nelle devastazioni. Milano vive di apertura, incontri e scambi: compromettere la sua capacità di accogliere persone, imprese e visitatori significa indebolire le opportunità che la città offre. Chi distrugge un negozio o aggredisce un lavoratore non dà forza a una protesta e non migliora la vita di nessuno. Danneggia persone, famiglie, turisti, operatori economici e tutta la città. Mi auguro che prevalga il buon senso di chi vuole legittimante esprimere la propria opinione con il confronto pacifico“. Lo dichiara Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano a margine dell’incontro in Assolombarda.

– foto ufficio stampa Fondazione Fiera Milano –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Giovani da tutto il mondo a Milano per “Youth4Climate”, Picchi “Risposta concreta, opposta al clima di guerriglia”

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MILANO (ITALPRESS) – Oltre 60 giovani provenienti da varie parti del mondo si sono ritrovati oggi a Milano in occasione della prima tappa del tour ‘Youth4Climate: Connecting Solutions’. L’iniziativa, promossa dal Governo italiano e dal Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), vuole favorire il confronto delle nuove generazioni sui temi del cambiamento climatico in cinque città italiane. Dopo il capoluogo lombardo seguiranno Venezia, Bologna, Napoli e Roma.

All’evento di Milano ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega allo Sport e Giovani, Federica Picchi. “Una risposta progettuale, concreta, partecipata – ha sottolineato Picchi – che si contrappone positivamente al clima di guerriglia cui stiamo assistendo in questi giorni. Ai disordini noi vogliamo rispondere con giovani che costruiscono e non distruggono: Regione Lombardia investe in questa direzione con misure dedicate promuovendo partecipazione, sport, volontariato e inclusione”. In particolare, il sottosegretario ha ricordato ‘La Lombardia è dei Giovani’ (2,1 milioni di euro), ‘Giovani in Rete’ (1 milione) e ‘Giovani SMART’ (5,6 milioni), l’Hub Giovani con Unimont e Anci (2 milioni). “Youth4Climate – ha concluso riferendosi all’iniziativa presentata a Palazzo Marino, a Milano – crede nel protagonismo giovanile con progetti che catalizzino la loro energia in modo fattivo e sinergico”.

– foto ufficio stampa Regione Lombardia –

(ITALPRESS).

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