Economia
Intesa Sanpaolo lancia una rete di Financial Advisor in Europa centro-orientale ed Egitto
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2 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo avvia una nuova fase di sviluppo internazionale nel Wealth Management & Protection con il lancio di un modello distintivo di consulenza sulle International Banks, ispirato alle best practice di Fideuram. Come annunciato con la campagna per il nuovo posizionamento di brand “Bank on the Right Advice”, si legge in una nota, “viene introdotto un nuovo approccio di advisory evoluto in Europa Centro-Orientale ed Egitto, basato su consulenza personalizzata, relazione di lungo periodo con il cliente e maggiore flessibilità operativa. Un ulteriore passo nella realizzazione del Piano di Impresa 2026-29 presentato dal Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina”.
Il nuovo modello è stato avviato con una prima rete di Financial Advisors operativi in Slovacchia e Ungheria e sarà progressivamente esteso agli altri Paesi: Croazia, Serbia, Slovenia Romania, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Moldova, Ucraina, Repubblica Ceca ed Egitto. L’obiettivo è “raggiungere circa 1.200 Financial Advisors e 2.500 Relationship Managers a fine Piano di Impresa, servendo fino a circa 1 milione di clienti affluent”. L’iniziativa si avvale dell’esperienza e delle competenze sviluppate da Fideuram, la società che ha affermato in Italia il moderno modello di consulenza finanziaria rappresentando da oltre 50 anni un punto di riferimento nel Wealth Management e nel Private Banking.
Farà leva su piattaforme tecnologiche avanzate, come Aladdin Wealth di BlackRock, e sofisticati modelli di analisi del rischio, con l’obiettivo di supportare al meglio i clienti nelle diverse fasi di mercato. I Financial Advisors “potranno offrire un servizio ancora più vicino alle esigenze dei clienti, grazie a una maggiore flessibilità di luogo e orario, coniugando capacità e conoscenze della Banca locale con le potenzialità di un grande Gruppo internazionale come Intesa Sanpaolo”, si legge ancora. L’offerta prevederà soluzioni innovative di investimento, protezione e advisory grazie al supporto delle competenze delle società prodotto del Gruppo, tra cui Eurizon e Intesa Sanpaolo Assicurazioni, insieme a partnership strategiche con primari operatori internazionali dell’asset management e della protection. “Il lancio della rete di Financial Advisors – afferma Paola Papanicolaou, Chief dell’International Banks Division di Intesa Sanpaolo – segna un ulteriore avanzamento nel percorso strategico di sviluppo delle nostre banche internazionali e ne rafforza il ruolo di motore di crescita del Gruppo al di fuori dell’Italia. Un percorso recentemente sostenuto dalla campagna ‘Bank on the Right Advice’, che conferma la leadership di Intesa Sanpaolo nel Wealth Management e Protection anche sui mercati esteri, grazie alla stretta collaborazione con le Wealth Management Divisions guidate da Tommaso Corcos”.
“Il nostro obiettivo – prosegue Papanicolaou – è elevare ulteriormente il livello di servizio e personalizzazione nei Paesi dell’Europa Centro-Orientale e in Egitto, valorizzando le competenze delle reti distributive locali e accompagnando i clienti nelle loro scelte finanziarie come partner affidabile, capace di offrire una consulenza chiara, responsabile e su misura, all’interno di relazioni solide e durature”, conclude.
– foto IPA Agency –
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Giorgetti “Possibile crescita del Pil all’1%, l’Italia si è dimostrata resiliente”
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6 Settembre 2026di
Redazione
CERNOBBIO (ITALPRESS) – “L’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente nel senso che noi abbiamo fatto delle valutazioni molto prudenziali per quanto riguarda la crescita, tenuto conto sia dell’impatto della guerra commerciale dei dazi sia dell’impatto della crisi del Medio Oriente. Oggi, per ora, abbiamo acquisito lo 0,8%. Se le cose vanno come da indicatori potremmo avvicinarsi anche all’1%”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Forum Teha di Cernobbio.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Italo, Montezemolo “In Germania una nuova sfida, so che ce la faremo”
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2 giorni fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Lo sbarco di Italo in Germania “significa molto, se penso a come partimmo, col fondamentale sostegno di alcuni amici e di Banca Intesa”. Così il presidente di Italo, Luca Cordero di Montezemolo, in un’intervista a Milano Finanza. “La concorrenza è un vaccino, non un virus, e dalla nostra esperienza italiana, da cui anche Banca Intesa ha avuto un guadagno eccellente dal suo investimento, intendiamo muoverci per l’operazione in Germania. In Italia abbiamo fatto segnare un boom dell’utilizzo del treno rispetto all’aereo, prima era al 30% rispetto al 70%, ora l’utilizzo del mezzo sui binari si è capovolto come proporzioni. E abbiamo migliorato la qualità del servizio, delle stazioni e dei mezzi. Ci hanno guadagnato tutti”, spiega. Su possibili paletti tedeschi, Montezemolo dice: “Non lo so, certo qualcosa ci aspettiamo dall’ultimo operatore nazionale monopolista rimasto nei paesi europei, Deutsche Bahn. So che affronteremo le difficoltà di chi entra in un mercato con un monopolio quello ferroviario tedesco, ma abbiamo le spalle grosse e se penso proprio a quello che abbiamo passato in Italia, quando sfidammo il monopolio delle Ferrovie dello Stato, so che ce la faremo anche in Germania”. Poi, sul perché Italo ha scelto la Germania, aggiunge: “Perché è un paese perfetto per il treno, da questo punto di vista assomiglia molto all’Italia, ed è in ritardo dal punto di vista delle infrastrutture e del grado di soddisfazione della clientela”.
“In principio saranno collegate 18 città tedesche con 50 servizi giornalieri. Poi la Germania è il cuore dell’Europa, possiamo collegare il Nord, dall’Olanda al Mare del Nord, tutto l’Est, la Polonia, la Repubblica Ceca, l’Austria, e il Sud, con l’Italia. E poi faremo lavorare i tedeschi, i fornitori. Si tratta di un’operazione da 3,6 miliardi, 26 treni più un’opzione per altri 14 e 30 anni di manutenzione, 2.500 assunzioni in Germania tra dirette e indirette, una società tedesca con management e personale tedesco. Stiamo allestendo la macchina, che avrà un software italiano ma un hardware tedesco”. Infine, sulla crisi del settore auto, Montezemolo sottolinea che “le regole europee non hanno di certo aiutato perché fissare al 2035 la fine dei motori termici è stato sbagliato. L’Europa ha dato un bel colpo all’auto. Poi non ha aiutato il fatto che le case automobilistiche non hanno capito prima la crisi che stava arrivando. In terzo luogo, non ha aiutato il fatto che i giovani non desiderano più le auto ma preferiscono cambiare lo smartphone. Quarto elemento sono le zone a traffico limitato che hanno ridotto la circolazione e ovviamente anche l’aspetto climatico. Quinto elemento il boom delle macchine piccole, che ha ridotto i margini di molto e l’avvento di quelle cinesi“, chiosa.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Desertificazione commerciale e piattaforme online delocalizzano 16,7 miliardi di consumi
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2 giorni fa-
5 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Meno negozi, meno ricchezza che resta sul territorio. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali di eCommerce hanno sottratto valore ai circuiti economici locali, “delocalizzando” circa 16,7 miliardi di spesa delle famiglie. È quanto emerge dalle elaborazioni Confesercenti sulla dinamica delle imprese e sugli effetti della desertificazione commerciale, che in sei anni ha visto scomparire oltre 111mila imprese dal commercio al dettaglio. L’arretramento della rete commerciale non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni e servizi, ma ha indebolito i sistemi territoriali. Lo spostamento degli acquisti dai negozi sotto casa alle piattaforme internazionali non è infatti neutro per le economie locali: secondo le stime Confesercenti, per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nel circuito economico locale, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità.
Quando invece la stessa spesa si sposta sui grandi marketplace online internazionali, circa 70 euro escono dal territorio. Meno acquisti nella rete fisica significano quindi una quota maggiore di consumi che non alimenta più l’economia locale. A subire la maggior perdita di ricchezza è il Centro, dove la quota di consumi uscita dal circuito dell’economia locale tra il 2019 e il 2025 è stimata in oltre 5,3 miliardi di euro. Seguono il Sud, con circa 4 miliardi, il Nord-Ovest con quasi 3,2 miliardi, il Nord-Est con circa 2,6 miliardi e le Isole con oltre 1,6 miliardi. A livello regionale è invece il Lazio a registrare l’impatto maggiore, con circa 3,2 miliardi di spesa delle famiglie non più trattenuta dal circuito economico locale. Seguono la Lombardia, con oltre 1,7 miliardi, e la Campania, con circa 1,6 miliardi. Superano il miliardo anche il Veneto, con circa 1,2 miliardi, la Toscana, anch’essa intorno a 1,2 miliardi, e la Sicilia, con poco più di 1 miliardo di euro. In Piemonte l’impatto sfiora invece il miliardo.
I 16,7 miliardi totali di spesa dirottata rappresentano però soltanto la componente economicamente quantificabile della desertificazione. Restano fuori dal conto la minore disponibilità di beni e servizi e gli effetti su presidio urbano, sicurezza, coesione sociale e qualità della vita: elementi difficili da tradurre in euro, ma fondamentali per le comunità. Secondo Confesercenti il commercio di prossimità agisce come una vera e propria infrastruttura territoriale. Attorno a ogni attività si muovono occupazione diffusa, redditi, immobili attivi, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali e una rete di beni e servizi accessibili, cui si aggiungono presidio degli spazi urbani, sicurezza e coesione sociale. La progressiva riduzione delle attività commerciali fisiche, insieme al cambiamento delle abitudini di acquisto, modifica profondamente questo equilibrio. L’e-commerce – osserva Confesercenti – rappresenta un’opportunità, soprattutto quando si integra con la rete dei negozi e consente anche alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati. Diverso è l’effetto quando gli acquisti si spostano sulle grandi piattaforme marketplace internazionali, perché una quota significativa del valore della vendita si allontana dalla residenza dell’acquirente.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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