Economia
È morto Bruno Bolfo, fondatore di Duferco. Gozzi: “Leggenda della siderurgia”
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2 mesi fa-
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Redazione
GENOVA (ITALPRESS) – E’ morto il fondatore di Duferco, Bruno Bolfo. Lo rende noto il presidente del gruppo, Antonio Gozzi. “Oggi è una giornata molto triste per le donne e gli uomini di Duferco. Ci lascia Bruno Bolfo, fondatore del nostro Gruppo, l’uomo che ha dato vita ai nostri progetti e ci ha resi grandi – afferma Gozzi -. Se n’è andato in punta di piedi, con il suo stile sobrio e riservato, confermando anche in questo ultimo passaggio il suo inconfondibile understatement. Bruno è stato una vera e propria leggenda nel mondo della siderurgia globale. Giovane e brillante dirigente di Siderexport, la società di trading dell’Italsider del secolo scorso, decide nel 1979 di tentare l’avventura imprenditoriale e fonda a San Paolo del Brasile la Duferco insieme a un piccolo gruppo di collaboratori, tutti liguri. Un pioniere coraggioso”.
“In pochi anni l’azienda cresce e diventa il primo esportatore del Brasile, alimentando i fabbisogni di acciaio dei mercati asiatici attraverso la nascente siderurgia brasiliana. Il business cresce anche in Nord America e, a metà degli anni Ottanta, la società si trasferisce prima a New York e poi in Europa per cogliere da vicino le opportunità dell’approvvigionamento di acciaio proveniente dai Paesi dell’ex impero sovietico – spiega Gozzi -. Ma, a metà degli anni Novanta, con straordinaria visione e geniale coraggio imprenditoriale, Bruno comprende tra i primi che l’avvento di Internet è destinato a ridimensionare le asimmetrie informative sulle quali si fonda il trading e avvia una strategia di ingresso nella produzione siderurgica che ci porta, in pochi anni, a diventare, nel 2004, il trentaquattresimo produttore mondiale, con quasi otto milioni di tonnellate all’anno. Abbiamo impianti in Italia, Belgio, Francia, Danimarca, Macedonia, Russia, Stati Uniti, Guatemala e Sudafrica, con quasi ventimila dipendenti. È una fase difficile ed esaltante: acquisizioni, alleanze e giganteschi investimenti segnano la crescita della nostra famiglia. Solo in Belgio, in pochi anni, investiamo oltre un miliardo e mezzo di euro tra ammodernamenti e nuovi impianti. Bruno, attingendo alle professionalità della siderurgia pubblica italiana, che nel frattempo non esiste più, ricostruisce una squadra manageriale capace di governare un sistema globale e complesso. Lo fa con la sua acuta visione, il suo carisma e una continua attenzione non solo al business, ma soprattutto alle persone che lavorano con noi”.
“Bruno è stato un uomo gentile e affascinante, ma anche tenace e determinato nelle decisioni. Aveva capito che Duferco era ormai una piattaforma destinata a diversificarsi in settori vicini e complementari alla siderurgia. È così che nasce il legame e la joint venture con la famiglia Romeo in Novamarine; è così che decidiamo di entrare nel mondo dell’energia – spiega il presidente di Duferco -. Con grande generosità, nella fase finale della sua attività professionale, ha favorito un delicato passaggio generazionale che ha portato Augusto e Vittoria Gozzi alla guida del Gruppo. Il più grande insegnamento che ci lascia è quello di osare sempre, con ottimismo e fiducia nei giovani e nel futuro. E poi ci consegna una convinzione profonda: il fare impresa può essere una straordinaria espressione della creatività umana. Per me, che ho avuto lo straordinario privilegio di lavorare al suo fianco, lascia soprattutto un insegnamento fondamentale: per generare valore bisogna avere equilibrio e rispetto per tutti. Non solo verso i collaboratori, ma anche nei confronti di clienti, fornitori e di tutti gli stakeholder. Ci mancherà ogni aspetto della sua straordinaria personalità. Cercheremo di non tradire mai la sua memoria, seguendo il suo esempio e portando avanti ogni giorno il nostro lavoro al servizio dell’impresa e dei lavoratori. Alla sua amata moglie e ai suoi figli va il nostro abbraccio più sincero, insieme alla vicinanza e all’affetto di tutta la famiglia Duferco”.
-Foto ufficio stampa Duferco-
(ITALPRESS).
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Pirelli, il Governo esercita il Golden Power sull’accordo con Abet Hts: “Rilevanza strategica per il sistema della difesa”
Economia
Pirelli, il Governo esercita il Golden Power sull’accordo con Abet Hts: “Rilevanza strategica per il sistema della difesa”
Pubblicato
2 ore fa-
29 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – In relazione al Procedimento Golden Power avviato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a seguito della notifica da parte di Pirelli, unitamente ad ABET HTS, si rende noto che “le due società hanno ricevuto comunicazione del provvedimento, approvato in data 24 settembre 2026, con cui il Consiglio dei Ministri ha esercitato i poteri speciali”. È quanto si legge in una nota, in cui si ricorda che l’oggetto della notifica “era anche l’accordo per lo sviluppo congiunto di tecnologie finalizzate alla realizzazione di veicoli elettrici terrestri a guida remota da impiegare come mezzi di soccorso in superfici e ambienti particolarmente impervi ed estremi, comunicato lo scorso 5 agosto”.
“Il DPCM ha considerato che rivestono rilevanza strategica per il sistema della difesa, l’attività svolta nel settore difesa sia da Pirelli che da ABET HTS, nonché l’Accordo di Cosviluppo. Con un criterio di massima precauzione e a tutela degli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale, il DPCM ha disposto prescrizioni di carattere tecnico-organizzativo nei confronti di Pirelli e ABET HTS, al fine di salvaguardare i diritti di proprietà industriale, il know-how, i prodotti e i relativi dati di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale e per garantire la continuità e lo standard delle attività di ricerca e sviluppo di Pirelli e ABET HTS per tutte le attività svolte, e che verranno svolte, in tale settore”. Pirelli e ABET HTS “prendono favorevolmente atto della decisione adottata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri”, conclude la nota.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Giuseppe De Bellis nuovo direttore responsabile de Il Sole 24 Ore a partire dal 7 dicembre
Pubblicato
17 ore fa-
28 Settembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il cda de Il Sole 24 Ore ha deliberato all’unanimità di designare Giuseppe De Bellis, a far data dal 7 dicembre prossimo, alla nomina a direttore responsabile de Il Sole 24 Ore, di Radio 24, di Radiocor e di tutte le altre testate giornalistiche del Gruppo. Il cda ha inoltre deliberato, sempre all’unanimità, di confermare la carica di direttore editoriale del Gruppo a Fabio Tamburini.
Il cda – si legge in una nota – “desidera ringraziare Fabio Tamburini per lo straordinario impegno assicurato al Gruppo Il Sole 24 Ore fin dal suo rientro in servizio nel 2018, contribuendo in maniera decisiva al rilancio aziendale grazie al lavoro svolto in tutti questi anni come direttore responsabile di tutte le testate del Gruppo. I molteplici risultati raggiunt testimoniano l’apporto fattivo e decisivo del direttore Tamburini in coerenza con i valori editoriali e aziendali”.
Giuseppe De Bellis, 48 anni, giornalista professionista vanta una consolidata esperienza da direttore, maturata tra tutti i media: quotidiani cartacei e digitali, periodici, televisivi, fino alle nuove piattaforme multimediali.
Dal luglio 2025 ha assunto la carica di Executive Vice President News, Sport & Entertainment di Sky Italia e direttore editoriale di Sky TG24. Precedentemente De Bellis ha diretto GQ Italia, il magazine di Condé Nast e ha lavorato per 15 anni (2001-2016) nel quotidiano Il Giornale dove si è consolidata la sua formazione fino a diventarne vicedirettore e poi codirettore.
-Foto Il Sole 24 Ore-
(ITALPRESS).
Economia
CoReVe, Graziano Marcovecchio eletto nuovo presidente
Pubblicato
19 ore fa-
28 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Graziano Marcovecchio è il nuovo presidente di CoReVe. Il nuovo cda, nominato dall’assemblea dei consorziati, lo ha eletto alla guida del consorzio per il prossimo triennio. Manager di lunga esperienza nel settore del vetro, Marcovecchio porta una profonda conoscenza dell’industria e della filiera.
Entrato in Pilkington nel 1989, ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità fino ad assumere, nel 2012, la presidenza di Pilkington Italia, che ricopre tuttora. Dal 2018 ha inoltre guidato Assovetro, per due mandati. La nomina arriva in una fase importante per la filiera italiana del riciclo del vetro.
Nel 2025 il tasso di riciclo degli imballaggi in vetro ha raggiunto l’82,1%, in crescita rispetto all’80,3% del 2024 e oltre sette punti percentuali sopra l’obiettivo del 75% fissato dall’Unione Europea per il 2030. Un risultato che conferma l’Italia sul podio europeo e la solidità della filiera nazionale.
“L’82,1% raggiunto nel 2025 è un risultato importante, che testimonia la solidità della filiera italiana del riciclo del vetro e ci conferma sul podio europeo – ha dichiarato Marcovecchio -. Ma un risultato così importante non deve essere un punto di arrivo. La prossima sfida è migliorare ulteriormente la qualità della raccolta: dobbiamo fare in modo che il vetro raccolto dai cittadini arrivi agli impianti con il minor quantitativo possibile di materiali estranei e possa essere trasformato con la massima efficienza in nuova materia prima per l’industria vetraria. Il nuovo quadro europeo ci offre un’ulteriore occasione per rafforzare la filiera e valorizzare il ruolo del riciclo nel percorso verso un’economia sempre più circolare. Per farlo sarà fondamentale il contributo di tutti, dai Comuni ai gestori, dagli impianti alle vetrerie, fino ai cittadini”, ha concluso.
– Foto ufficio stampa CoReVe –
(ITALPRESS).


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Tg News 28/09/2026
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