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Cronaca

Università Pegaso, a Napoli e Ischia la VI REN Conference su IA e affettività

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NAPOLI (ITALPRESS) – Oltre 400 studiosi provenienti da 50 Atenei e 10 Paesi riuniti per confrontarsi su come l’intelligenza artificiale stia trasformando le relazioni, i processi di apprendimento e i contesti educativi. Si è aperta oggi a Napoli la VI edizione della REN – Research Education Network International Conference (4-6 settembre), organizzata dal CASE – Center for Advanced Study in Education del Dipartimento di Scienze dell’Educazione e dello Sport dell’Università Pegaso. I lavori proseguiranno a Ischia fino al 6 settembre dove si svolgeranno le Thinking Room dedicate ai temi dell’edizione 2026.
La cerimonia inaugurale è stata introdotta dai saluti istituzionali di Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli e Pierpaolo Limone, Rettore dell’Università Pegaso, con l’intervento di Francesco Peluso Cassese, Presidente del Comitato Scientifico Organizzatore della REN Conference. Nel corso della conferenza è stato conferito un premio ufficiale al Sindaco di Napoli in riconoscimento del suo storico impegno nel settore dell’educazione.
Keynote speaker della giornata sono stati Derrick de Kerckhove, sociologo di fama internazionale ed esperto di cultura digitale, direttore di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia e già docente presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, e Monsignor Vincenzo Paglia, arcivescovo e teologo, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, da lungo tempo impegnato sui temi della famiglia, della bioetica e del rapporto tra tecnologia e vita umana.
Dal 2021, la REN Conference è cresciuta fino ad affermarsi tra gli appuntamenti di riferimento del panorama nazionale e internazionale dedicati alla ricerca educativa, con una particolare attenzione ai temi dell’innovazione e dell’inclusione sociale. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Battiti Algoritmici: l’Educazione all’affettività ai tempi della quarta rivoluzione”.
Al centro dei lavori, l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale non soltanto sui processi di apprendimento, ma anche sulle relazioni, sulla percezione delle emozioni e sulle modalità attraverso cui studenti, docenti ed educatori interagiscono. Per il terzo anno consecutivo, l’Università Pegaso è organizzatrice della Conferenza, proseguendo il proprio investimento nella ricerca scientifica e nel confronto internazionale sui nuovi modelli educativi.
“La crescita della REN Conference dimostra quanto sia necessario creare luoghi di confronto nei quali università, comunità scientifica e istituzioni possano interrogarsi insieme sulle trasformazioni che interessano la società e il mondo dell’educazione – ha affermato Pierpaolo Limone, Rettore dell’Università Pegaso e Professore Ordinario di Psicologia dell’Educazione -. Per un Ateneo fare ricerca significa non soltanto produrre nuova conoscenza, ma contribuire a interpretare il cambiamento e offrire strumenti utili alla società. L’Università Pegaso crede fortemente nella capacità della ricerca di mettere in relazione discipline, competenze ed esperienze diverse e di costruire reti scientifiche sempre più aperte e internazionali. E’ in questa prospettiva che sosteniamo questo appuntamento capace di riunire a Napoli studiosi provenienti da così tanti Atenei e Paesi”.
Il Comitato Scientifico Organizzatore della REN Conference riunisce personalità accademiche internazionali nei campi della Pedagogia, della Psicologia e della Sociologia ed è ideato e presieduto da Francesco Peluso Cassese, Professore Ordinario di Pedagogia dell’Università Pegaso, che ha sottolineato: “Mentre il dibattito sull’intelligenza artificiale spesso si concentra sulle capacità di calcolo delle macchine, la vera sfida educativa si gioca sull’empatia. Di fronte a tecnologie capaci di simulare comportamenti umani e soddisfare bisogni di ascolto non possiamo limitarci a erigere barriere, ma dobbiamo imparare a vivere questo progresso. La chiave per affrontare la Quarta Rivoluzione Industriale è sviluppare una vera “alfabetizzazione affettiva digitale” che ci consenta di vivere criticamente e consapevolmente le relazioni mediate dalla tecnologia. In questo ecosistema ibrido il ruolo dell’educatore non scompare, ma diventa ancora più centrale nella consapevolezza emotiva, nella gestione dei conflitti e nella capacità di restituire senso e profondità all’esperienza umana”.
Durante la tre giorni sarà assegnato il REN Award allo studioso che, nell’ultimo anno, ha fornito il contributo più significativo allo sviluppo delle conoscenze nel campo della ricerca educativa. Il vincitore sarà individuato attraverso il voto degli accademici appartenenti al gruppo scientifico della ricerca educativa, chiamati a esprimere la propria preferenza mediante una procedura digitalizzata.
La Conferenza è patrocinata dalla FERE – Federazione delle Società Scientifiche di Ricerca Educativa, dalla SIPES – Società Italiana di Pedagogia Speciale, dalla SIRD – Società Italiana di Ricerca Didattica, dal CIRPED – Centro di Ricerca in Pedagogia, dalla SIREM – Società Italiana di Ricerca Mediale, dal Comune di Napoli, dal Comune di Ischia e dall’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, che ha inoltre supportato la segreteria organizzativa attraverso la collaborazione del Dipartimento di Scienze Mediche, Motorie e del Benessere dell’Ateneo partenopeo.

– foto ufficio stampa Università Pegaso –
(ITALPRESS).

Cronaca

Voghera Fotografia 2026 si presenta alla città: sette mostre e duecento immagini per raccontare 200 anni di fotografia

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Questa mattina la conferenza stampa della settima edizione. Dal 12 al 27 settembre il Castello Visconteo ospiterà esposizioni, workshop, talk e incontri. “Universi Paralleli – La bellezza degli altri Mondi” sarà il filo conduttore di un Festival che, nel bicentenario della fotografia, guarda anche alle sfide poste dall’intelligenza artificiale

VOGHERA – Duecento anni dopo la nascita della fotografia, il confine tra immagine e realtà è diventato uno dei grandi temi del nostro tempo. È da questa riflessione che prende le mosse la settima edizione di Voghera Fotografia, il Festival Nazionale promosso dall’Associazione Spazio 53 – Visual Imaging APS in collaborazione con il Comune di Voghera, presentato questa mattina alla città e in programma dal 12 al 27 settembre al Castello Visconteo.

Sette mostre, circa duecento immagini, workshop, talk, incontri, presentazioni e momenti di approfondimento comporranno il programma di un’edizione particolarmente significativa, dedicata ai 200 anni dalla nascita della fotografia e costruita attorno a un interrogativo sempre più centrale: che cosa significa oggi fotografare, documentare e testimoniare la realtà quando l’intelligenza artificiale può produrre immagini perfettamente credibili di mondi, persone ed eventi che non sono mai esistiti?

Alla conferenza stampa sono intervenuti Paola Garlaschelli, sindaco di Voghera, Simona Virgilio, assessore alla Cultura, Arnaldo Calanca, direttore del Festival, e Michele Dalla Palma, direttore artistico e curatore delle mostre.

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L’incontro ha permesso di illustrare non soltanto il calendario della manifestazione, ma anche il progetto culturale che accompagnerà Voghera Fotografia in un anno simbolico per la storia dell’immagine.

Dal 1826 all’intelligenza artificiale: due secoli che hanno cambiato il modo di vedere il mondo

Era il 1826 quando il francese Nicéphore Niépce realizzò quella che viene considerata la più antica fotografia conosciuta. Un’immagine destinata ad aprire una rivoluzione culturale e tecnologica che avrebbe modificato per sempre il modo di osservare, raccontare e conservare la memoria del mondo.

Due secoli dopo, la fotografia vive una nuova trasformazione radicale. Ogni giorno vengono prodotte miliardi di immagini e, attraverso l’intelligenza artificiale generativa, diventa possibile creare rappresentazioni fotografiche estremamente realistiche anche in assenza di un soggetto reale davanti all’obiettivo.

Voghera Fotografia ha scelto quindi di affrontare il bicentenario senza nostalgia, trasformandolo in un’occasione per mettere in relazione la storia dell’immagine con le grandi questioni del presente.

Il Festival vuole inoltre rappresentare il punto di partenza di un percorso destinato a proseguire oltre la chiusura delle esposizioni del 27 settembre, con ulteriori appuntamenti dedicati ai duecento anni della fotografia e al rapporto tra memoria, cultura visiva, tecnologia e nuovi linguaggi.

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Un itinerario ideale che, all’interno dello stesso Castello Visconteo, mette in comunicazione la camera obscura, simbolo delle origini tecniche della fotografia, con le immagini contemporanee generate attraverso gli algoritmi.

Garlaschelli: «Un Festival che rafforza l’attrattività culturale di Voghera»

Nel corso della presentazione il sindaco Paola Garlaschelli ha sottolineato il ruolo assunto negli anni dalla manifestazione all’interno della programmazione culturale cittadina.

«Voghera Fotografia è ormai uno degli appuntamenti culturali che qualificano l’offerta della nostra città e ne rafforzano la capacità di attrarre pubblico anche da fuori territorio. L’edizione di quest’anno assume un valore particolare perché celebra i 200 anni dalla nascita della fotografia, ripercorrendone la storia ma soprattutto interrogandosi sulle trasformazioni del presente e sul futuro dell’immagine. Siamo orgogliosi che Voghera possa essere protagonista di questa riflessione attraverso un Festival cresciuto, anno dopo anno, per qualità e autorevolezza. Ringrazio l’Associazione Spazio 53 – Visual Imaging APS per il lavoro svolto e tutti i fotografi che partecipano a questa edizione, contribuendo con il loro talento e la loro sensibilità a rendere Voghera un luogo di incontro, cultura e bellezza».

Virgilio: «Educare lo sguardo anche nell’era dell’intelligenza artificiale»

Per l’assessore alla Cultura Simona Virgilio, il bicentenario rappresenta soprattutto l’occasione per mettere in dialogo passato e presente.

«Il bicentenario della nascita della fotografia offre l’occasione per costruire un ponte tra le origini dell’immagine fotografica e le grandi trasformazioni che stiamo vivendo oggi, che non devono farci dimenticare la bellezza reale pur nell’era dell’intelligenza artificiale. Con “Universi Paralleli” vogliamo inoltre invitare il pubblico a riscoprire la bellezza e la capacità di osservare. Mostre, workshop, incontri e approfondimenti trasformeranno il Castello Visconteo in un luogo vivo di cultura, confronto e partecipazione».

“Universi Paralleli”: sette mostre per riscoprire ciò che spesso non vediamo più

Il tema scelto per la settima edizione è “Universi Paralleli – La bellezza degli altri Mondi”.

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In un tempo dominato da una comunicazione che porta quotidianamente davanti agli occhi immagini di guerre, conflitti, violenza e paura, il Festival propone un cambio di prospettiva: recuperare la capacità di osservare ciò che esiste accanto all’uomo e che spesso, proprio per la sovrabbondanza di immagini, finisce per diventare invisibile.

Saranno circa duecento le fotografie esposte nelle sale del Castello Visconteo, lungo un percorso che attraverserà realtà molto differenti: dai micromondi agli spazi sconfinati, dalla natura agli oceani, dai ghiacci alle montagne, fino agli universi più lontani.

Protagonisti delle sette esposizioni saranno Alberto Ghizzi Panizza, Luca Fornaciari, Milko Marchetti, Francesco Turano, Davide Camisasca, Marco Cavazza ed Erminio Annunzi.

Un viaggio nel quale la fotografia torna alla sua funzione più immediata e, forse, più importante: costringere l’occhio a fermarsi e insegnare nuovamente a guardare.

Fotografia, giornalismo e IA: quando un’immagine può non essere più una prova

Tra gli appuntamenti di maggiore attualità figura il talk in programma domenica 13 settembre, dedicato al rapporto tra fotografia e giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale.

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Parteciperanno Claudio Pastrone, presidente d’onore FIAF; Luca Pianigiani, giornalista e fotografo; Luigi Erba, storico della fotografia e autore; Luisa Bondoni, storica dell’arte e critica della fotografia; e Manila Alfano, direttore de La Provincia Pavese.

Il punto di partenza sarà una questione destinata ad avere conseguenze sempre più profonde nel mondo dell’informazione: quale valore conserva una fotografia come testimonianza del reale quando è tecnicamente possibile creare immagini convincenti di qualcosa che non è mai avvenuto?

Per quasi due secoli la fotografia è stata considerata documento, memoria e prova. L’intelligenza artificiale generativa introduce oggi nuovi problemi legati all’autenticità delle immagini, alle procedure di verifica, alla responsabilità di chi le produce e le pubblica e, soprattutto, alla fiducia del pubblico nei mezzi di informazione.

Tre fine settimana di mostre, workshop e incontri

Voghera Fotografia non sarà però soltanto un percorso espositivo.

Durante i tre fine settimana della manifestazione, il Castello Visconteo diventerà un luogo di incontro tra pubblico, fotografi e protagonisti della cultura dell’immagine. Il calendario prevede workshop, talk, presentazioni di libri, dimostrazioni tecniche, videoproiezioni e visite guidate.

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Tra gli appuntamenti formativi figurano il workshop di Massimo Sestini, dedicato all’impiego del drone come nuovo strumento del fotografo; quello di Renato Marcialis, incentrato sulla costruzione della luce nella fotografia di food; il laboratorio di Roberto Cifarelli, dedicato all’arte dell’improvvisazione nel ritratto; e lo shooting editoriale di moda condotto da Fabio Salmoirago.

Dalla camera obscura all’intelligenza artificiale, saranno così duecento anni di immagini ad attraversare idealmente il Castello Visconteo.

Non soltanto per celebrare quello che la fotografia è stata, ma per continuare a porre la domanda che l’accompagna fin dalle sue origini: quanto possiamo fidarci di ciò che vediamo e quanto un’immagine può ancora aiutarci a comprendere il mondo?

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Voghera Fotografia 2026 si presenta alla città: sette mostre e duecento immagini per raccontare 200 anni di fotografia

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Questa mattina la conferenza stampa della settima edizione. Dal 12 al 27 settembre il Castello Visconteo ospiterà esposizioni, workshop, talk e incontri. “Universi Paralleli – La bellezza degli altri Mondi” sarà il filo conduttore di un Festival che, nel bicentenario della fotografia, guarda anche alle sfide poste dall’intelligenza artificiale

VOGHERA – Duecento anni dopo la nascita della fotografia, il confine tra immagine e realtà è diventato uno dei grandi temi del nostro tempo. È da questa riflessione che prende le mosse la settima edizione di Voghera Fotografia, il Festival Nazionale promosso dall’Associazione Spazio 53 – Visual Imaging APS in collaborazione con il Comune di Voghera, presentato questa mattina alla città e in programma dal 12 al 27 settembre al Castello Visconteo.

Sette mostre, circa duecento immagini, workshop, talk, incontri, presentazioni e momenti di approfondimento comporranno il programma di un’edizione particolarmente significativa, dedicata ai 200 anni dalla nascita della fotografia e costruita attorno a un interrogativo sempre più centrale: che cosa significa oggi fotografare, documentare e testimoniare la realtà quando l’intelligenza artificiale può produrre immagini perfettamente credibili di mondi, persone ed eventi che non sono mai esistiti?

Alla conferenza stampa sono intervenuti Paola Garlaschelli, sindaco di Voghera, Simona Virgilio, assessore alla Cultura, Arnaldo Calanca, direttore del Festival, e Michele Dalla Palma, direttore artistico e curatore delle mostre.

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L’incontro ha permesso di illustrare non soltanto il calendario della manifestazione, ma anche il progetto culturale che accompagnerà Voghera Fotografia in un anno simbolico per la storia dell’immagine.

Dal 1826 all’intelligenza artificiale: due secoli che hanno cambiato il modo di vedere il mondo

Era il 1826 quando il francese Nicéphore Niépce realizzò quella che viene considerata la più antica fotografia conosciuta. Un’immagine destinata ad aprire una rivoluzione culturale e tecnologica che avrebbe modificato per sempre il modo di osservare, raccontare e conservare la memoria del mondo.

Due secoli dopo, la fotografia vive una nuova trasformazione radicale. Ogni giorno vengono prodotte miliardi di immagini e, attraverso l’intelligenza artificiale generativa, diventa possibile creare rappresentazioni fotografiche estremamente realistiche anche in assenza di un soggetto reale davanti all’obiettivo.

Voghera Fotografia ha scelto quindi di affrontare il bicentenario senza nostalgia, trasformandolo in un’occasione per mettere in relazione la storia dell’immagine con le grandi questioni del presente.

Il Festival vuole inoltre rappresentare il punto di partenza di un percorso destinato a proseguire oltre la chiusura delle esposizioni del 27 settembre, con ulteriori appuntamenti dedicati ai duecento anni della fotografia e al rapporto tra memoria, cultura visiva, tecnologia e nuovi linguaggi.

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Garlaschelli: «Un Festival che rafforza l’attrattività culturale di Voghera»

Nel corso della presentazione il sindaco Paola Garlaschelli ha sottolineato il ruolo assunto negli anni dalla manifestazione all’interno della programmazione culturale cittadina.

«Voghera Fotografia è ormai uno degli appuntamenti culturali che qualificano l’offerta della nostra città e ne rafforzano la capacità di attrarre pubblico anche da fuori territorio. L’edizione di quest’anno assume un valore particolare perché celebra i 200 anni dalla nascita della fotografia, ripercorrendone la storia ma soprattutto interrogandosi sulle trasformazioni del presente e sul futuro dell’immagine. Siamo orgogliosi che Voghera possa essere protagonista di questa riflessione attraverso un Festival cresciuto, anno dopo anno, per qualità e autorevolezza. Ringrazio l’Associazione Spazio 53 – Visual Imaging APS per il lavoro svolto e tutti i fotografi che partecipano a questa edizione, contribuendo con il loro talento e la loro sensibilità a rendere Voghera un luogo di incontro, cultura e bellezza».

Virgilio: «Educare lo sguardo anche nell’era dell’intelligenza artificiale»

Per l’assessore alla Cultura Simona Virgilio, il bicentenario rappresenta soprattutto l’occasione per mettere in dialogo passato e presente.

«Il bicentenario della nascita della fotografia offre l’occasione per costruire un ponte tra le origini dell’immagine fotografica e le grandi trasformazioni che stiamo vivendo oggi, che non devono farci dimenticare la bellezza reale pur nell’era dell’intelligenza artificiale. Con “Universi Paralleli” vogliamo inoltre invitare il pubblico a riscoprire la bellezza e la capacità di osservare. Mostre, workshop, incontri e approfondimenti trasformeranno il Castello Visconteo in un luogo vivo di cultura, confronto e partecipazione».

“Universi Paralleli”: sette mostre per riscoprire ciò che spesso non vediamo più

Il tema scelto per la settima edizione è “Universi Paralleli – La bellezza degli altri Mondi”.

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Saranno circa duecento le fotografie esposte nelle sale del Castello Visconteo, lungo un percorso che attraverserà realtà molto differenti: dai micromondi agli spazi sconfinati, dalla natura agli oceani, dai ghiacci alle montagne, fino agli universi più lontani.

Protagonisti delle sette esposizioni saranno Alberto Ghizzi Panizza, Luca Fornaciari, Milko Marchetti, Francesco Turano, Davide Camisasca, Marco Cavazza ed Erminio Annunzi.

Un viaggio nel quale la fotografia torna alla sua funzione più immediata e, forse, più importante: costringere l’occhio a fermarsi e insegnare nuovamente a guardare.

Fotografia, giornalismo e IA: quando un’immagine può non essere più una prova

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Tre fine settimana di mostre, workshop e incontri

Voghera Fotografia non sarà però soltanto un percorso espositivo.

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Dalla camera obscura all’intelligenza artificiale, saranno così duecento anni di immagini ad attraversare idealmente il Castello Visconteo.

Non soltanto per celebrare quello che la fotografia è stata, ma per continuare a porre la domanda che l’accompagna fin dalle sue origini: quanto possiamo fidarci di ciò che vediamo e quanto un’immagine può ancora aiutarci a comprendere il mondo?

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Gasperini “Innamorato della Roma, Dybala non ha niente di particolare”

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ROMA (ITALPRESS) –Dybala? Non ha avuto niente di particolare, gli esami non hanno evidenziato problemi. Oggi prova, è importante che si senta sicuro di poter giocare e che sia tranquillo, è una settimana con tre partite importanti in cui bisogna essere al meglio della condizione”. Lo ha detto l’allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, in conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Atalanta all’Olimpico, a proposito delle condizioni dell’attaccante argentino, alle prese con un affaticamento.

“E’ una settimana con tre partite importanti in cui bisogna essere al meglio della condizione – ha aggiunto il mister giallorosso – Ndicka sta molto meglio, credo che domani sarà della partita. Oggi proverà anche lui. Bisogna verificare che tutti abbiano recuperato bene. Pellegrini ha iniziato a fare qualcosa con il gruppo, è un bel segnale, ma per rivederlo in partita bisognerà aspettare la gara contro l’Inter o la prima dopo la sosta”. “Sono innamorato di questo gruppo e di questi giocatori – ha proseguito Gasp – Questo è un ambiente dove hai piacere a venire, dove non ci sono screzi, ed è straordinario vedere con quanto piacere si allenino, nonostante il caldo e la fatica. Il merito è dei giocatori. Indipendentemente dai risultati, il nostro è un ambiente molto sano”.

Questa esperienza mi ha arricchito, sono arrivato in un ambiente molto diverso dopo nove anni di grandi soddisfazioni e integrazione con l’ambiente di Bergamoha sottolineato ancora Gasperini, grande ex della sfida di domani – Non è stata una scelta facile, ma sono felice di averla fatta. In quel momento non c’erano più le condizioni per dare qualcosa di più. Da parte mia, sempre con grande riconoscenza e rispetto, avevo voglia di sentirmi di nuovo vivo. E la piazza di Roma è stata il massimo perchè è quella che ti motiva e stimola”. “Intervenire sul mercato degli svincolati? Penso sia molto difficile, non so quali possono essere le opportunità ma non ci conterei moltissimo. Salah-Eddine? Ha avuto parecchie opportunità, almeno 3-4, che lui ha rifiutato. Per la Roma ho già fatto delle scelte dal punto di vista tecnico e lui non rientra tra i piani”, ha concluso Gasp.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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