Cronaca
Ok Cdm a dl cortei, Meloni “Nasce reato partecipazione violenta a manifestazioni”
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60 minuti fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto sulla sicurezza e la criminalità minorile.
“Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze -sottolinea sui suoi profili social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – che hanno sconvolto Milano e altre città d’Italia nello scorso weekend: sono scene inaccettabili, che nessuno può pensare di minimizzare o giustificare”. “Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato nuove misure per prevenire e contrastare queste violenze – continua Meloni – Innanzitutto nasce un nuovo reato, la partecipazione violenta a una manifestazione, per il quale si rischiano fino a cinque anni di carcere e 20mila euro di multa; la pena aumenta per chi è a volto coperto o ha ferito qualcuno”.
“Inoltre – aggiunge – applichiamo il principio del ‘chi rompe pagà: se lo fa un minorenne pagano i suoi genitori, se il danno è a un bene pubblico il prefetto manda a casa l’ingiunzione di pagamento, se il danno è a un privato il proprietario va dal giudice e ottiene un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. Oggi per un ragazzo tra 14 e 18 anni lo Stato deve dimostrare ogni volta che era in grado di capire cosa stava facendo: noi avevamo già approvato in parlamento una norma che ribalta questo principio, cioè si presume che fosse in grado di capire cosa stesse facendo salvo prova contraria, e con il decreto di oggi diventa operativa immediatamente; il fermo preventivo, che prima valeva solo per gli adulti, si potrà applicare anche ai minorenni. Arrivano poi 500 militari in più a Milano: saranno al fianco di polizia e carabinieri fino a fine anno; inoltre per la giustizia minorile diamo più magistrati e più posti negli istituti, perchè la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni”.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).
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Cronaca
Cina, nuove norme e controlli per l’export di componenti per droni
Pubblicato
60 minuti fa-
20 Ottobre 2026di
Redazione
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha deciso di ottimizzare e adeguare le proprie misure di controllo sulle esportazioni di alcuni articoli legati ai droni, con l’entrata in vigore delle nuove norme prevista per il 18 novembre 2026. Lo riporta un comunicato governativo diffuso ieri.
I prodotti con determinate caratteristiche non possono essere esportati senza una licenza, si legge nel comunicato, diffuso congiuntamente dal ministero del Commercio, dall’Amministrazione generale delle dogane e dal Dipartimento per lo sviluppo degli equipaggiamenti della Commissione militare centrale.
Tra questi articoli figurano sistemi di pilotaggio automatico appositamente progettati per aeromobili senza equipaggio, alcune tecnologie per lo sviluppo, la produzione o l’utilizzo di aeromobili senza equipaggio, alcuni aeromobili o dirigibili senza equipaggio con determinate caratteristiche e motori appositamente progettati per aeromobili o dirigibili senza equipaggio, precisa il comunicato.
Gli articoli legati ai droni interessati dalle misure hanno una chiara natura a duplice uso e possono essere impiegati sia per scopi militari sia civili, ha dichiarato un portavoce del ministero del Commercio.
La decisione della Cina di ottimizzare e adeguare le misure in conformità con le leggi e i regolamenti pertinenti mira a salvaguardare la sicurezza e gli interessi nazionali e ad adempiere agli obblighi internazionali, come quelli in materia di non proliferazione, ha spiegato il portavoce.
La Cina è impegnata a mantenere la sicurezza e la stabilità delle catene industriali e di approvvigionamento globali ed esaminerà le relative richieste di licenza di esportazione in conformità con le leggi e i regolamenti. Le richieste che soddisfano i requisiti saranno approvate, ha affermato il portavoce.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Cronaca
La Cina rafforza il sostegno ai poli di innovazione sci-tech
Pubblicato
60 minuti fa-
20 Ottobre 2026di
Redazione
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Ieri la Cina ha pubblicato delle linee guida per rafforzare il sostegno finanziario alla costruzione di centri internazionali per la scienza e la tecnologia a Pechino (regione di Pechino-Tianjin-Hebei), Shanghai (delta del fiume Yangtze) e nella Greater Bay Area (GBA) di Guangdong-Hong Kong-Macao.
Le linee guida, pubblicate dalla Banca popolare cinese (PBOC) in collaborazione con altri dieci dipartimenti, mirano a costruire un sistema di servizi finanziari che risponda meglio alle funzioni principali e al posizionamento internazionale dei tre poli di innovazione.
Entro il 2030, il Paese punta a istituire un solido sistema di servizi finanziari a catena completa per l’innovazione tecnologica, a ottenere un “aumento significativo” della quota di finanziamenti diretti e a formare sostanzialmente un modello di servizi finanziari integrati nelle tre regioni, secondo le linee guida.
Tra le misure specifiche, le linee guida prevedono di migliorare le politiche di agevolazione delle operazioni in valuta estera per i soci accomandanti stranieri qualificati (QFLP), una misura che dovrebbe agevolare gli investimenti azionari in Cina da parte di istituzioni estere.
Le linee guida prevedono inoltre di semplificare la gestione dei fondi transfrontalieri per le multinazionali tecnologiche e per le imprese cinesi che finanziano i propri centri di ricerca e sviluppo all’estero.
Il documento stabilisce priorità differenziate per ciascuna regione. La regione di Pechino-Tianjin-Hebei si concentrerà sull’innovazione originale e sull’innovazione regionale coordinata, con un maggiore sostegno finanziario alle principali infrastrutture scientifiche e tecnologiche.
Il delta del fiume Yangtze sfrutterà i vantaggi dei propri cluster industriali per creare un ecosistema finanziario per la tecnologia caratterizzato dalla partecipazione di più soggetti e dalla condivisione dei benefici.
La GBA svilupperà un sistema finanziario aperto per la tecnologia, ponendo l’accento sull’approfondimento dell’interazione finanziaria di alto livello e dell’allineamento normativo tra Guangdong, Hong Kong e Macao.
Le linee guida sottolineano inoltre la necessità di creare meccanismi di prevenzione e controllo dei rischi per tutelarsi con fermezza dai rischi finanziari sistemici.
Intervenendo ieri a Pechino alla conferenza annuale del Financial Street Forum 2026, il governatore della PBOC, Pan Gongsheng, ha dichiarato che la costruzione dei tre centri internazionali di innovazione scientifica e tecnologica rappresenta una delle principali strategie delle autorità centrali. Pan ha sottolineato che la banca centrale promuoverà maggiori iniziative pilota nelle tre regioni in settori quali il rifinanziamento, il segmento dedicato alla scienza e alla tecnologia del mercato obbligazionario e gli investimenti e i finanziamenti transfrontalieri.
Il 14esimo Piano quinquennale del Paese (2021-2025) prevedeva il sostegno all’iniziativa volta a trasformare Pechino, Shanghai e la GBA in centri internazionali per l’innovazione scientifica e tecnologica, un obiettivo che ha guidato i progressi degli ultimi cinque anni.
L’espansione dei centri di Pechino e Shanghai, rispettivamente nella più ampia regione di Pechino-Tianjin-Hebei e nel delta del fiume Yangtze, segna il passaggio dai progressi limitati alle singole città verso uno sviluppo regionale coordinato, un orientamento delineato durante la Conferenza centrale sul lavoro economico del 2025.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Cronaca
PSICOSI SOCIAL E FALSI ALLARMI: PAVIA NELLA MORSA DELLE BUFALE WEB, IL SINDACO LISSIA RASSICURA LA CITTÀ
Pubblicato
3 ore fa-
20 Ottobre 2026di
Redazione
Mentre la tensione d’ordine pubblico resta altissima nei grandi centri metropolitani italiani dopo i violenti scontri dei giorni scorsi, la paura e la disinformazione viaggiano alla velocità della rete contagiando anche la provincia. Nelle ultime ore la città di Pavia è stata travolta da una vera e propria psicosi collettiva alimentata da un’imponente catena di falsi allarmi e messaggi bufala diffusi in modo virale sulle piattaforme social e nelle chat di gruppo degli studenti delle scuole superiori e dell’università.
A partire da lunedì 19 ottobre 2026, sugli smartphone di migliaia di giovanissimi hanno iniziato a rincorrersi schermate e messaggi audio dal contenuto altamente allarmante. Frasi come «Oggi bruceranno Pavia», «Sono 500 ragazzi» o ancora «Stupreranno ogni ragazza che si trova in giro in città» sono balzate da WhatsApp alle storie di Instagram e TikTok, accompagnate dall’elenco degli istituti scolastici indicati come possibili bersagli e dalla perentoria raccomandazione «Stattene a casa, fate girare». Ad amplificare il clima di terrore hanno contribuito anche le condivisioni di immagini decontestualizzate e fotografie di armi prive di qualsiasi riscontro o legame effettivo con il territorio pavese, ma rilanciate nei gruppi come prove inconfutabili.
L’ondata di segnalazioni e il panico generato tra i giovani e le famiglie hanno fatto scattare immediatamente le verifiche coordinate della Questura di Pavia. Gli accertamenti condotti dalle forze dell’ordine e dalla Digos hanno smentito categoricamente le notizie circolate in rete, compresa la voce di una presunta violenza sessuale che sarebbe avvenuta nei pressi della stazione ferroviaria cittadina, rivelatasi del tutto inventata. Nella mattinata di martedì 20 ottobre 2026, gli agenti hanno presidiato a scopo preventivo gli ingressi dei principali plessi scolastici cittadini: la mattinata si è svolta in totale tranquillità e non si è registrato alcun episodio di violenza. Fenomeni identici di disinformazione e allarmismo via chat, con versioni che ruotavano attorno a presunte bande di centinaia di giovanissimi, si sono verificati nelle stesse ore anche in altre città della Lombardia, tra cui Milano, Bergamo e Cremona.
Per disinnescare la psicosi e restituire serenità alla comunità, è intervenuto direttamente il sindaco di Pavia Michele Lissia sui propri canali social attraverso un video girato in Strada Nuova, proprio di fronte alla sede centrale dell’Ateneo. Il primo cittadino ha rassicurato residenti e studenti confermando che la situazione in città è di assoluta calma, invitando tutti alla responsabilità e a interrompere la catena di condivisione di notizie false che servono soltanto a generare panico ingiustificato. L’episodio dimostra come, in una fase di forte fibrillazione nazionale sul fronte della sicurezza, la disinformazione digitale rappresenti un’ulteriore insidia che le istituzioni e le forze di polizia sono chiamate a disinnescare con tempestività.
L’articolo PSICOSI SOCIAL E FALSI ALLARMI: PAVIA NELLA MORSA DELLE BUFALE WEB, IL SINDACO LISSIA RASSICURA LA CITTÀ proviene da Pavia Uno TV.


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