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Politica

Mattarella “I giovani una grande questione sociale, no all’indifferenza o alla meschina sottovalutazione”

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ROMA (ITALPRESS) – “La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento alla cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del Lavoro”.

“Le imprese generano valore ma non fanno tutto da sole. Hanno bisogno di un terreno fertile nel quale far maturare i progetti. E centrale è il capitale umano, costituito da persone poste nelle condizioni di esprimersi al meglio e di essere libere dal bisogno. Occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione”, ha aggiunto.

“I valori del lavoro sono posti alla base della Repubblica così come i valori dell’educazione e dell’istruzione. Diritto al lavoro e diritto alla scuola si realizzano necessariamente insieme. È nella coesione che una società cresce meglio e di più. I Cavalieri del Lavoro sono impegnati da tempo, meritoriamente, a sostegno della formazione dei giovani – ha proseguito il capo dello Stato -. Il Collegio universitario Lamaro Pozzani è un esempio di eccellenza che va posto in evidenza. Le prospettive dei giovani sono, com’è evidente, cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita. Le preoccupazioni del presente devono specchiarsi nell’impegno a progettare il futuro. In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili. Lo ha sottolineato il presidente della Federazione, Salerno, che ringrazio: dobbiamo dar vita a condizioni per rendere attraente ai giovani il ritorno. Molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare”.

“Insensate guerre di aggressione, delegittimazione del diritto internazionale, barriere protezionistiche, politiche neo-imperialistiche, l’insicurezza delle rotte marittime, rincari dell’energia che ne sono derivati e che alimentano l’inflazione, pretese neo-monopoliste: tutti questi dissennati fenomeni stanno producendo effetti gravemente negativi sulle catene del valore, sulla libertà dei commerci e si riflettono sulle stesse libertà del nostro modello di vita, con cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale. E’ tema, quello dei monopoli, che si ripropone periodicamente – ora in nuovi ambiti come quelli delle tecnologie satellitari e dell’intelligenza artificiale – e su cui è tutt’altro che improprio riflettere, visto il peso crescente che hanno assunto sulla nostra vita quotidiana – ha proseguito ancora il capo dello Stato -. Soccorre la battaglia di Luigi Einaudi alla Assemblea Costituente, quando chiese di introdurre, lui – proprio perché liberale – un emendamento al testo in discussione che stabilisse come la legge non potesse essere – propose testualmente – “strumento di formazione di monopoli economici; ed ove questi esistano li sottopone a pubblico controllo a mezzo di amministrazione pubblica delegata o diretta”. Osservava, il futuro primo Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento, che i monopoli sono responsabili di disoccupazione e disuguaglianze, indicandoli “come origine più profonda e vera dei mali sociali”. Il controllo dei monopoli è, cioè, libertà, e le norme nazionali e comunitarie servono a questo scopo”.

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“Nelle fasi di incertezza occorre il coraggio dell’innovazione. Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa, della nostalgia “del bel tempo andato” che non può tornare, ammesso che via sia effettivamente stato. Il tempo dell’innovazione richiede certamente coraggio e visione del futuro. Molte imprese dimostrano di non avere timore e, in questo rendono un servizio al Paese che deve sapientemente saperle accompagnare in questo sforzo. Lo sviluppo del futuro richiede sostenibilità economica, ambientale e sociale”, ha sottolineato Mattarella.

“La protezione sociale e il welfare sono parte essenziale dello sviluppo: l’inclusione è alleato decisivo della crescita, non un costo improduttivo. La Repubblica, presidente Salerno, vi è grata per il vostro lavoro, per la consapevolezza e la responsabilità che esprimete nel vostro ruolo. Nei momenti difficili bisogna porre le basi di nuove migliori stagioni”.

– Foto Quirinale –

(ITALPRESS).

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Politica

Nuovi blocchi al Sud, le associazioni dell’autotrasporto chiedono con urgenza un intervento di Piantedosi per rimuovere i presidi

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ROMA (ITALPRESS) – Le Associazioni degli autotrasportatori dell’Albo dopo l’incontro di ieri a Milano con il Ministro Salvini “chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del Ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese”. Lo riferiscono le associazioni, in una nota congiunta, aggiungendo che “Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l’attuale situazione. Le Associazioni dell’Albo, con grande senso di responsabilità verso il Paese e le aziende che rappresentano, continuano a ritenere il confronto l’unica strada possibile per affrontare con realismo l’attuale emergenza”. “Forme di protesta con blocchi stradali e minacce che impediscono la libera circolazione di merci e persone non solo non producono nessun risultato per la categoria, gravemente danneggiata anche nell’immagine, ma finiscono per compromettere ulteriormente la già delicata situazione economica”, conclude la nota.

SALVINI “SBLOCCATI FONDI PER 1 MILIARDO”

“Sono stati sbloccati fondi per più di 1 miliardo per l’aiuto contro il caro carburante per gli autotrasportatori, da marzo a tutto ottobre. Siamo riusciti a coprire uno sforzo enorme, e non penso che in Europa altri governi siano riusciti a fare altrettanto, il 70% dei maggiori costi; quindi, con un prezzo fisso del gasolio per chi lo usa per lavoro. L’obiettivo è arrivare a fine anno sperando che queste due maledette guerre finiscano. Ma da oggi, dopo un lavoro durato settimane, e sono arrivate 32 mila domande, cominciano i pagamenti per quasi mezzo miliardo. E’ qualcosa di importante. A questo si aggiungono 590 milioni per gli autotrasportatori che cambiano i mezzi”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a Radio Anch’io su Rai Radio1.

“Ancora oggi ci sono dei blocchi totali, io ho incontrato le sigle istituzionali e rappresentanti piccoli e piccolissimi perché è mio dovere ascoltare tutti. Siamo vicini a chi lavora perché capiamo la sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali e danneggiare milioni di altri lavoratori: produttori, agricoltori, agenti di commercio, pescatori e pendolari, coloro che fossero bloccati oggi sulla A1 a Salerno per dei blocchi illegali, qui parliamo di un’altra questione, parliamo di illegalità”, ha aggiunto.

PROTESTE AUTOTRASPORTO, SU A1 CHIUSO NODO A30 CASERTA-SALERNO

Non si ferma la protesta degli autotrasportatori in Campania. Alle ore 7:00 circa, sulla A1 Milano-Napoli è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma, a causa di una manifestazione che sta interessando la sede autostradale.

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PRESIDI AL CASELLO DI TREMESTIERI A MESSINA

Non si ferma la protesta degli autotrasportatori al casello autostradale di Tremestieri, a Messina, dove anche questa mattina i tir sono ancora presenti dopo l’incontro di ieri con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Alcuni autotrasportatori indipendenti si sono detti insoddisfatti dell’esito del confronto e hanno deciso di proseguire la mobilitazione a oltranza, in attesa di un accordo.

La protesta in Sicilia si divide, intanto, su due posizioni contrapposte. Da una parte i camionisti intenzionati a continuare il blocco fino al raggiungimento di un’intesa, dall’altra gli aderenti al Cts, che vorrebbero riprendere l’attività lavorativa ma denunciano un clima di coercizione nell’isola, sostenendo di non poter tornare al lavoro nelle attuali condizioni. Resta quindi incerta la soluzione della vertenza, mentre il presidio al casello di Tremestieri prosegue e si attendono sviluppi nelle prossime ore.

CODACONS “DENUNCEREMO I SINGOLI AUTOTRASPORTATORI”

“Se i blocchi stradali non saranno rimossi oggi stesso, il Codacons chiamerà i singoli autotrasportatori e le organizzazioni che stanno sostenendo le proteste a rispondere dei danni prodotti alla collettività e dei reati di blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata”. Così il Codacons in una nota. “Fin da subito abbiamo condiviso le ragioni della protesta, ma a fronte degli impegni assunti dal governo e degli stanziamenti annunciati in favore della categoria, i blocchi stradali che anche oggi stanno mettendo in ginocchio alcune regioni appaiono del tutto ingiustificati e rappresentano un evidente illecito a danno di della collettività – spiega il Codacons – La protesta degli autotrasportatori sta provocando infatti disagi immensi alla popolazione, non solo bloccando la circolazione stradale ma anche causando carenze di generi di prima necessità in negozi e supermercati”. “Per tale motivo se i blocchi stradali non saranno rimossi entro oggi, il Codacons presenterà nella giornata di domani una serie di denunce alle Procure della Repubblica territorialmente competenti, chiedendo di identificare i singoli autotrasportatori autori delle proteste e procedere nei loro confronti e verso le organizzazioni sindacali coinvolte per i reati di blocco stradale, violenza privata e interruzione di pubblico servizio”, conclude.

FEDERDISTRIBUZIONE “A RISCHIO CHIUSURA PUNTI VENDITA”

Federdistribuzione ha preso atto con favore degli esiti del tavolo che si è svolto ieri tra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e le associazioni dell’autotrasporto, che ha consentito di individuare una prima serie di soluzioni per rispondere alle difficoltà di un settore fortemente colpito dall’aumento dei costi del carburante. Permane tuttavia una situazione di forte criticità nelle regioni del Sud Italia, in particolare in Puglia, Calabria e Campania, dove il blocco della circolazione delle merci non solo continua, ma in molti territori risulta in ulteriore peggioramento. Le consegne stanno subendo pesanti ripercussioni e, in numerosi casi, le merci sono bloccate nei centri distributivi senza poter raggiungere i punti vendita. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i prodotti deperibili, molti dei quali risultano ormai inutilizzabili, con un crescente danno economico e un inaccettabile spreco di beni alimentari. La situazione sta generando rilevanti disagi per supermercati e punti vendita, che registrano carenze sempre più diffuse di prodotti sugli scaffali. Se questa condizione dovesse protrarsi ulteriormente, il rischio è quello di dover sospendere l’attività di numerosi esercizi commerciali, con inevitabili ripercussioni anche sui lavoratori coinvolti. Le criticità riguardano inoltre l’intera filiera agroalimentare.

Molti produttori agricoli stanno infatti incontrando enormi difficoltà nel conferire i propri raccolti e, in numerosi casi, rischiano di perdere intere produzioni a causa dell’impossibilità di trasportarle verso i mercati di destinazione. “Ci troviamo di fronte a una situazione che non può continuare. Sono a rischio servizi essenziali per cittadini, famiglie e imprese. Pur nel pieno rispetto delle ragioni della protesta e delle difficoltà che il settore dell’autotrasporto sta affrontando, è indispensabile che vengano rimossi quei blocchi che, agendo al di fuori delle regole, impediscono la libera circolazione delle merci e compromettono il regolare funzionamento della rete distributiva. L’auspicio è che prevalga il senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti e che l’intervento delle istituzioni preposte crei rapidamente le condizioni per il ripristino di condizioni di legalità e di piena operatività della rete logistica, evitando ulteriori danni economici e sociali”, dichiara Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione.

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– Foto Ipa Agency –

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Meloni “Non sono contraria a vietare i social agli under 14, se ne occupi il Parlamento”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non sono contraria” al divieto dei social per i minori di 14 anni. Così su la Repubblica la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo cui la strada da seguire non è però quella del decreto legge, che avrebbe potuto approvare nel corso della legislatura. “Credo che spetti al Parlamento – dice – valutare se riprendere anche il lavoro fatto sul divieto di social ai minori di 14 anni”.

– Foto Ipa Agency –

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Politica

Cortei, La Russa “Bisogna cambiare le regole di ingaggio”

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ROMA (ITALPRESS) – “Se gli agenti quando intervengono rischiano di finire processati, non si ottiene molto. Bisogna cambiare le regole di ingaggio”. Lo dichiara il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in un’intervista a il Giornale, chiedendo anche il ripristino del pattugliamento integrato: “L’operazione ‘Strade sicure’ l’ho inventata io nel 2008. Va reintrodotto e rinforzato. Lo dico anche al mio amico Crosetto”.

Sui recenti disordini di piazza, La Russa respinge la tesi del disagio sociale: “Vogliono il pezzo griffato e pregiato. Non vogliono il pane. Oggi vogliono i Rolex e assaltano i negozi del Quadrilatero”. Il presidente del Senato promuove inoltre i fermi preventivi. “Quelle quattro ore seduti su una sedia in commissariato, senza che nessuno ti torca un capello, è molto educativo per chi è tentato dalla voglia di creare episodi di violenza”. Commentando infine la posizione del Capo dello Stato, conclude: “Mattarella ha fatto la cosa giusta. Mi è piaciuto molto, separando la condanna dai se e dai ma”.

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