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Cronaca

DR lancia il nuovo SUV Sportequipe 8 Hybrid Plug-in

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ROMA (ITALPRESS) – Il gruppo DR Automobiles presenta il suo nuovo Suv, lo Sportequipe 8 Hybrid Plug-in. Si tratta di un 7 posti reso estremamente performante dalla sofisticata tecnologia PHEV. Sportequipe sarà disponibile dal 2024 con un sistema di alimentazione tri-fuel: elettrico, benzina, GPL. La presentazione all’autodromo di Vallelunga insieme a Drivalia, la società di noleggio e mobilità di CA Auto Bank che supporta Sportequipe con Drive To Buy, il primo noleggio in abbonamento mensile ai modelli Sportequipe 6 e Sportequipe 7, che permette di acquistare l’auto entro i primi due mesi. Sportequipe è il top di gamma e incarna a pieno il processo di evoluzione tecnologica e qualitativa intrapreso negli ultimi anni da DR Automobiles Groupe come ha sottolineato il presidente Massimo Di Risio: “Oggi siamo quasi per diventare maggiorenni. E’ questo un progetto che ci ha dato tante soddisfazioni, anche dal punto di vista del numero di autovetture immatricolate. Chiudiamo questo 2023 con una crescita del 70% rispetto all’anno precedente, siamo orgogliosi”.
“Presentiamo due vetture, un brand nuovo Sportequipe per entrare in un segmento di mercato che ad oggi non avevamo mai praticato – ha aggiunto Di Risio – è una scommessa impegnativa perchè questo è un mercato da sempre presidiato da marchi blasonati. Contiamo di esprimere numeri significativi anche in questo segmento in quanto possiamo puntare su un settore altamente tecnologico e su un team molto forte”. “In questo momento di transizione ecologica noi ci presentiamo con questa vettura in Hybrid plug-in che ha una tecnologia tradizionale con un motore a combustione e la gestione elettrica per quanto riguarda sia la ricarica della batteria sia in fase di accelerazione – ha spiegato il presidente – in futuro? Auto sportive, veniamo da quel mondo”. Sportequipe 8 Hybrid-plug in è un 7 posti di ben 4,70 mt. in grado di sprigionare complessivamente 317 CV, con una coppia massima complessiva di 545 Nm, un’accelerazione da 0 a 100 in 6,9 secondi ed una velocità massima di 201 km/h. E’ spinto da un motore termico 1.5 turbo benzina da 108 Kw e due motori elettrici (uno da 55 Kw, l’altro da 70 Kw) che, alimentati da un pacco batterie con tecnologia ternaria agli ioni di litio da 19,3 kWh, hanno un’autonomia complessiva di 80km.
Un Suv che ha tre sistemi di recupero energia in fase di decelerazione. Inoltre i due motori elettrici recuperano energia anche in fase d frenata, in base all’intensità della stessa. In entrambi i casi l’energia meccanica viene convertita in energia elettrica in grado di ricaricare il pacco batterie. Ma le batterie si ricaricano anche quando l’auto è ferma o in fase di parcheggio, con il motore termico acceso e al minimo. Il sistema Hybrid della Sportequipe 8 ha diverse modalità di funzionamento: con un solo motore elettrico a basse velocità e con il pacco batterie carico; con entrambi i motori elettrici a velocità intermedie, con il pacco batterie carico; extended range, con due motori elettrici in serie, di cui uno ricarica le batterie, a basse velocità e con un basso livello di carica del pacco batterie; in parallelo, con il motore termico e i due elettrici, in fase di accelerazione; con il solo motore termico quando è basso il livello di carica del pacco batterie e la velocità è sostenuta. Come spiegato in conferenza stampa, l’auto è dotata di un tetto panoramico, soft touch Keyless System, sistema di telecamere a 360° con parking assistant, ricarica wireless per lo smartphone, sistema audio surround. Sulla plancia spicca il grande display infotainment da ben 26,4″ complessivi, che permette di gestire e tenere sotto controllo tutte le principali funzioni dell’auto. Il tunnel centrale oltre al cambio DHT e i comandi di commutazione tra full electric ed Hybrid, ospita anche il touch LCD da 9″ del climatizzatore bizona che prevede un sistema di purificazione dell’aria (protezione N95).
Ricchissima la dotazione di serie che comprende cerchi in lega da 20″, adaptive cruise control, segnalazione angoli ciechi; allarme collisione posteriore; allarme collisione anteriore; frenata di emergenza; assistenza al mantenimento di corsia; assistenza al cambio di corsia; avviso cambio corsia; anabbaglianti/abbaglianti intelligenti; allarme apertura portiere in caso di ostacoli; assistente di viaggio con rilevamento traffico. Il prezzo di listino è di 49.900 euro full optional di serie. La versione Exclusive con wrapping ed interni in Alcantara pregiato costa 5.000 euro in più, ma non solo. Sportequipe, in collaborazione con Drivalia, offre l’occasione agli interessati ad abbonarsi. Basta acquistare il voucher di iscrizione a 249 euro su Amazon o presso un Drivalia Mobility Store convenzionato, e convertirlo sul sito di Drive To Buy al costo di 699 euro al mese per Sportequipe 6 e 799 euro al mese per Sportequipe 7. Inoltre, chi si recherà presso i Concessionari Sportequipe per scoprire il nuovo abbonamento, sarà omaggiato con un coupon con cui iscriversi a Drive To Buy al costo di 199€ (rispetto ai 249 euro previsti).
L’abbonamento è rinnovabile fino a un massimo di 12 mesi. In più, durante i primi due mesi, si potrà scegliere se acquistare l’auto, in un’unica soluzione o in comode rate mensili, al valore di listino – meno i canoni mensili già pagati. Sarà possibile effettuare il pagamento anche tramite la formula InstantCar, l’innovativo finanziamento auto ad esito istantaneo di CA Auto Bank.

foto: xl3/Italpress

(ITALPRESS).

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Cronaca

Atalanta-Juventus 3-0, nerazzurri in semifinale di Coppa Italia

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BERGAMO (ITALPRESS) – L’Atalanta di Palladino si regala una serata da sogno all’interno di una stagione piena di alti e bassi. Tra le mura amiche della New Balance Arena, la formazione orobica rifila un perentorio 3-0 alla Juve di Spalletti. Dopo il rigore di Scamacca nel primo tempo, nella ripresa i bianconeri naufragano sotto i colpi prima di Sulemana e poi di Pasalic. Per un’ora abbondante la Juve gioca bene, ma spreca troppe palle gol: i cambi di Spalletti, inoltre, hanno fatto perdere riferimenti alla squadra. In semifinale i ragazzi di Palladino se la vedranno contro la vincente di Bologna-Lazio.
Nel primo tempo l’Atalanta non sfigura, ma le occasioni da gol più importanti le ha la Juve. Da rimessa lunga al 20′, Conceicao scappa via ad Ahanor e si invola verso Carnesecchi che però è bravo a chiudere lo specchio della porta. Il portoghese è scatenato e trenta secondi più tardi, col destro a giro, stampa il pallone sulla traversa. Al 24′, però, arriva l’episodio che cambia le carte in tavola. Dopo revisione al Var, infatti, Fabbri concede un rigore ai nerazzurri, a seguito di un tocco di mano di Bremer sul tentativo di cross di Ederson. Dal dischetto Scamacca è glaciale e spiazza Perin per l’1-0.
La Juve non demorde e continua ad attaccare rabbiosamente. Al 29′ Bremer rischia di farsi perdonare subito per l’errore, ma il suo colpo di testa termina di poco a lato: al 33′, invece, McKennie sottoporta spreca malamente.
A inizio ripresa il copione non cambia: sono sempre i bianconeri, infatti, a condurre le operazioni, mentre l’Atalanta rimane in attesa. Per la Juve, però, non è decisamente serata, perchè mancano concretezza e lucidità. Nell’arco di tre minuti, McKennie e Kelly sprecano il pari sottoporta. Spalletti prova a dare frizzantezza, inserendo il neoacquisto Boga, ma togliendo David. Per qualche minuto la Juve gioca così senza una punta di ruolo: una scelta discutibile che, di fatto, contribuisce all’affievolirsi degli attacchi portati dalla formazione ospite. L’Atalanta allora con cinismo e cattiveria scrive la parola fine al match. Al 77′ ecco la rete del 2-0, grazie ad un lampo di Sulemana, che segna a porta vuota dopo l’assist dalla corsia di destra di Bellanova. La Juve è in palla totale e subisce anche il 3-0 ad opera del neoentrato Pasalic, autore di un destro preciso all’angolino, dopo il recupero di Bernasconi e l’assist di Krstovic. L’Atalanta torna così in semifinale di Coppa Italia dopo una sola stagione di attesa. Per la Juve, invece, arriva un brutto ko che non dà seguito alla recente crescita.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cina, zero dazi sull’import di beni per i residenti di Hainan

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina giovedì ha introdotto una politica di dazi zero su alcuni beni importati destinati al consumo da parte dei residenti nel Porto di libero scambio di Hainan.

La politica, che è entrata subito in vigore, è stata annunciata in una dichiarazione congiunta del ministero delle Finanze, dell’Amministrazione generale delle dogane e dell’Amministrazione fiscale statale.

Essa prevede che i dazi all’importazione, insieme all’imposta sul valore aggiunto e all’imposta sui consumi applicate sia nella fase di importazione sia in quella domestica, saranno esentati per i beni idonei acquistati dai residenti del Porto di libero scambio presso punti vendita designati.

I residenti idonei includono cittadini cinesi in possesso di carta d’identità di Hainan, permesso di residenza locale o tessera locale di previdenza sociale, nonchè personale straniero che lavora e vive a Hainan e detiene permessi di residenza validi.

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A ciascun residente idoneo viene concesso un tetto annuo di acquisti duty-free pari a 10.000 yuan (circa 1.437,4 dollari USA), senza limiti sul numero di acquisti. La politica copre beni di prima necessità, inclusi alimenti e bevande specificati, prodotti chimici di uso quotidiano, articoli per la casa e prodotti per la maternità e l’infanzia.

La politica fa parte di sforzi più ampi per promuovere una costruzione di alto livello nel Porto di libero scambio di Hainan, con l’obiettivo di consentire ai residenti di beneficiare direttamente dell’apertura dell’isola e rafforzare il loro senso di guadagno, secondo la dichiarazione.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Cronaca

Firenze, il food system riparte dalla leadership femminile

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FIRENZE (ITALPRESS) – Ripensare il cibo significa ripensare il modo in cui si costruisce valore, si creano relazioni e si immagina il futuro delle comunità. E’ da questa visione che nasce Food Democracy HerWay – Donne che nutrono il cambiamento, evento ospitato al Murate Idea Park di Firenze e primo appuntamento di un roadshow nazionale dedicato al futuro del food system.
Promosso da UOMOeAMBIENTE – Società Benefit insieme a SSATI – Scuola di Scienze Aziendali, con il patrocinio del Comune di Firenze, dell’Università di Firenze e di Vetrina Toscana, l’incontro ha riunito istituzioni, imprese, accademia e professioniste per ripensare il cibo come spazio di democrazia, giustizia sociale e accesso. La leadership femminile è stata proposta non come mera questione di genere, ma come paradigma trasformativo.
Tra le voci più significative, Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, ha richiamato l’importanza del contributo femminile nei saperi e nelle pratiche della filiera, citando la dichiarazione del VII Congresso internazionale Slow Food: “riconosciamo, favoriamo e valorizziamo il fondamentale contributo delle donne”. Anche Mariagrazia Mammuccini, presidente di Federbio, ha sottolineato che “biologico e biodinamico rappresentano un cambiamento in gran parte dovuto alle donne” – con esperienze che partono proprio dalla Toscana e hanno fatto scuola.
L’evento ha dato spazio anche a testimonianze provenienti da territori e settori diversi, dalla Sicilia dell’ortofrutta, alla Campania del caffè e alla Toscana del vino. In questo contesto, Fausta Colosimo di Caffè Trucillo ha sottolineato che “non può esistere una vera democrazia senza conoscenza e condivisione del sapere”, evidenziando come la formazione sia lo strumento chiave per una vera democrazia nell’accesso al cibo. Allo stesso modo, Donatella Cinelli Colombini, fondatrice del Movimento Turismo del Vino, ha osservato che “gli uomini producono il vino e le donne lo vendono”: meno presenti in vigna e in cantina, occupano la maggior parte dei ruoli commerciali, di comunicazione e accoglienza e grazie a loro il vino in Italia si è trasformato.
Altre relatrici come Simona Riccio e Nuccia Alboni, entrambe socie dell’Associazione Nazionale Donne dell’Ortofrutta, hanno posto l’accento sul ruolo della comunicazione per rendere visibili persone, territori e saperi spesso rimasti nell’ombra. Insieme, queste esperienze dimostrano come modelli di leadership meno verticali e più inclusivi possano tenere insieme impresa, sostenibilità e comunità.
A chiudere la mattinata, le istituzioni cittadine hanno ribadito l’impegno delle politiche alimentari locali nella transizione ecologica, puntando su filiere corte, riduzione degli sprechi e nuovi distretti dedicati all’economia civile e al biologico.
L’appuntamento di Firenze è il primo di una serie che entro l’anno porterà a nuovi appuntamenti in Puglia e Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di costruire una riflessione diffusa su nuovi modelli di governance del sistema alimentare, basati su conoscenza, collaborazione e responsabilità condivisa.
-foto ufficio stampa Food Democracy HerWay –
(ITALPRESS).

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