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	<title>Economia Archivi - Lombardia Live 24</title>
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	<title>Economia Archivi - Lombardia Live 24</title>
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		<title>Carburanti, Urso convoca le 4 principali compagnie petrolifere per fare il punto sull’andamento dei prezzi</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 10:30:49 +0000</pubDate>
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<p>ROMA (ITALPRESS) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen.<strong> Adolfo Urso, ha convocato</strong> per martedì 30 giugno, alle ore 17.30, a Palazzo Piacentini, <strong>i rappresentanti delle principali compagnie petrolifere attive in Italia: Api-Ip, Eni, Q8 e Tamoil.</strong> “La riunione – spiega il Mimit in una nota – avrà la <strong>finalità di fare il punto sull’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e dei carburanti</strong> a seguito del Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran e del conseguente riavvio dei flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz”. Il ministro Urso aveva già convocato le compagnie il 9 aprile al Mimit “al fine di evitare fenomeni speculativi alla pompa a seguito dei ribassi sulle quotazioni del greggio richiedendo un adeguamento dei prezzi tempestivo”.</p>
<p>– Foto Ipa Agency –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Fisco, entro fine mese le imprese devono versare 22,9 miliardi di euro di tasse</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 08:30:48 +0000</pubDate>
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<p>VENEZIA (ITALPRESS) –<strong> In vista della scadenza fiscale del prossimo 30 giugno, gli imprenditori italiani dovranno versare all’erario 22,9 miliardi di euro.</strong> E’ uno degli adempimenti più impegnativi dell’anno. Tra il pagamento dell’Ires dell’Irap e dell’Irpef il nostro sistema produttivo deve reperire quasi un punto di Pil. Riuscire a trovare queste risorse non sarà semplice. In una fase in cui molte imprese devono fare i conti con una liquidità sempre più limitata, non si può escludere che numerosi contribuenti scelgano di rinviare il versamento al prossimo 30 luglio. Una possibilità consentita dalla normativa, ma che comporta – ad eccezione di molte microimprese – un aggravio dello 0,4% sull’importo dovuto. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA.</p>
<p><strong> Giugno si conferma, ancora una volta, uno dei mesi più pesanti dell’anno sul fronte fiscale.</strong> A pochi giorni dalla scadenza prevista per martedì prossimo, infatti, molti imprenditori sono alle prese con la difficile ricerca delle risorse necessarie per far fronte agli adempimenti tributari. Per questo motivo, lo scorso 22 maggio è entrata in vigore una misura che consente alle attività economiche soggette agli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale), con un fatturato non superiore a 5,1 milioni di euro, di effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi entro il 20 luglio senza alcuna maggiorazione. In alternativa, il pagamento potrà essere effettuato entro il 19 agosto applicando una maggiorazione dello 0,8%</p>
<p>Si tratta di un provvedimento di grande rilevanza per milioni di piccolissime attività e lavoratori autonomi interessati dagli ex studi di settore, che tuttavia non estende i suoi effetti a tutte le altre categorie imprenditoriali. Pertanto, entro il 30 giugno le casse dello Stato dovrebbero incassare complessivamente 22,9 miliardi di euro. La quota più importante arriverà dall’Ires, l’imposta sul reddito delle società di capitali, che dovrebbe garantire un gettito di 15,8 miliardi. A questi si aggiungeranno 5,1 miliardi derivanti dall’Irap, 1,8 miliardi dall’Irpef e altri 209 milioni dalle addizionali regionali e comunali Irpef. Queste stime sono state elaborate dall’Ufficio studi della CGIA.</p>
<p><strong>A livello europeo i contribuenti più tartassati sono i francesi:</strong> nel 2025 la pressione fiscale si è attestata al 46,1% del Pil. Seguono la Danimarca al 45,5, il Belgio al 44,2, l’Austria al 44,1 e l’Italia al 43,1. Se tra i nostri principali competitor commerciali solo i cugini transalpini subiscono un carico fiscale superiore al nostro, gli altri, invece, registrano un livello nettamente inferiore. Se in Germania il peso fiscale sul Pil è al 41,8 per cento (1,3 punti in meno rispetto al dato Italia), in Spagna addirittura al 38,1 (5 punti in meno che da noi). L’Irlanda, invece, è il paese con il peso fiscale più contenuto e pari al 21,4%. Il tasso medio nell’UE27, invece, è al 40,7%, 2,4 punti in meno della nostra media nazionale..</p>
<p>Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate – Riscossione per conto di altri enti hanno recuperato dalla lotta all’evasione fiscale 36,2 miliardi di euro; una cifra che costituisce un record assoluto. In questi ultimi anni il gettito è in costante crescita: tra il 2022 e il 2025 il recupero è aumentato di quasi il 44 per cento grazie, in particolar modo, all’applicazione della compliance fiscale, allo split payment, alla fatturazione elettronica e all’invio telematico dei corrispettivi.</p>
<p>Queste misure hanno indotto una serie di contribuenti – tra cui gli evasori seriali, chi riceveva i pagamenti dallo Stato per un servizio o una prestazione lavorativa resa e poi non onorava il pagamento dell’Iva e, infine, i professionisti delle cosiddette “frodi carosello”- sono stati indotti a ravvedersi. Certo, il lavoro da fare rimane ancora molto, ma le misure messe in campo in questi ultimi anni stanno riscuotendo un ottimo successo. Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), l’evasione fiscale in Italia ammonta a 107 miliardi di euro. In buona sostanza la percentuale di evasione (vale a dire gli euro sottratti al fisco ogni 100 incassati) è al 12,1. Analizzando la propensione all’evasione, le differenze territoriali sono molto evidenti. La regione più “infedele” al fisco è la Calabria che presenta una evasione pari al 20,4 per cento. Seguono la Puglia con il 18,5, la Sicilia con il 18 e la Campania con il 17,9.</p>
<p>Per contro,<strong> la regione con il tasso di fedeltà fiscale più elevato d’Italia è la Provincia Autonoma di Bolzano</strong> che presenta un dato del 7,9 per cento. Se misuriamo l’evasione in termini di impatto (ovvero in valore assoluto), la regione che sottrae le maggiori risorse all’erario è la Lombardia: il mancato gettito ammonta a 17,7 miliardi. Seguono il Lazio con 12 e la Campania con 9,8. Per contrastare in maniera sempre più efficace l’evasione fiscale non è necessario aumentare indiscriminatamente il numero dei controlli, ma utilizzare in modo più intelligente e mirato l’enorme patrimonio informativo già a disposizione dell’Amministrazione finanziaria.</p>
<p>L’incrocio delle banche dati, l’analisi dei flussi finanziari e l’impiego di strumenti digitali avanzati consentono di individuare con maggiore precisione le situazioni che presentano elevati profili di rischio, ottimizzando l’attività di verifica e riducendo al contempo gli adempimenti per i contribuenti corretti. Secondo le valutazioni dell’Agenzia delle Entrate, i fenomeni sui quali è necessario concentrare maggiormente l’azione di contrasto sono diversi. Tra quelli maggiormente a rischio si segnalano le frodi IVA, che continuano a sottrarre ingenti risorse alle casse pubbliche, l’utilizzo indebito di crediti fiscali inesistenti o non spettanti e la percezione irregolare di contributi, incentivi e aiuti economici pubblici.</p>
<p>Particolare attenzione dovrà essere riservata anche ai casi di fittizia residenza fiscale all’estero, adottata al solo scopo di sottrarsi agli obblighi tributari italiani, nonché all’occultamento di patrimoni e attività finanziarie oltreconfine. Si tratta di comportamenti che alterano la concorrenza, penalizzano imprese e cittadini onesti e riducono le risorse disponibili per finanziare i servizi pubblici. Per questo motivo, secondo l’Ufficio studi della CGIA, l’utilizzo strategico dei dati rappresenta oggi una delle leve più importanti nella lotta all’evasione fiscale.</p>
<p>– Foto di repertorio Ipa Agency –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>A giugno peggiora la fiducia dei consumatori, in aumento per le imprese. I dati Istat</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 10:20:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – A giugno 2026 l’Istat si stima una diminuzione del clima di fiducia dei consumatori (da 93,4 a 92,4); invece, l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese è stimato in aumento (da 94,2 a 95,2). Tra i consumatori, rileva l’Istat, “si evidenzia un miglioramento sia del clima economico sia di quello futuro [&#8230;]</p>
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<p>ROMA (ITALPRESS) –<strong> A giugno 2026 l’Istat si stima una diminuzione del clima di fiducia dei consumatori (da 93,4 a 92,4)</strong>; invece, l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese è stimato in aumento (da 94,2 a 95,2). Tra i consumatori, rileva l’Istat, <em>“si evidenzia un miglioramento sia del clima economico sia di quello futuro (da 86,2 a 87,6 e da 87,2 a 87,4, rispettivamente); il clima personale e quello corrente sono stimati in peggioramento (nell’ordine, da 96,0 a 94,2 e da 98,0 a 96,2)”.</em></p>
<p>Con riferimento alle imprese,<em> “il clima di fiducia migliora in tutti i comparti oggetto di rilevazione: nella manifattura e nelle costruzioni l’indicatore sale, rispettivamente, da 87,9 a 88,4 e da 99,4 a 101,7; nei servizi aumenta da 96,8 a 97,2 e nel commercio al dettaglio cresce decisamente passando da 101,3 a 105,5”</em>.</p>
<p>Quanto alle componenti degli indici di fiducia,<em> “nella manifattura i giudizi sugli ordini sono in peggioramento mentre le attese sulla produzione aumentano in presenza di un decumulo di scorte. Nelle costruzioni entrambe le variabili migliorano”</em>. Passando al settore dei servizi di mercato, si evidenzia <em>“un’evoluzione positiva delle attese sugli ordinativi, mentre i giudizi sia sull’andamento degli affari sia sugli ordini peggiorano”</em>. Nel commercio al dettaglio “<em>si registra un andamento positivo di tutte le variabili, diffuso sia alla grande distribuzione sia a quella tradizionale”.</em></p>
<p>– foto IPA Agency –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Pil e occupazione del Sud crescono di più rispetto al Centro-Nord, i dati Istat</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 08:20:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 il Prodotto interno lordo ha mostrato una dinamica moderatamente positiva e sostanzialmente omogenea nelle diverse ripartizioni territoriali del Paese. La crescita del Pil in volume è stata pari allo 0,5% nel Nord-ovest, nel Nord-est e nel Centro, mentre il Mezzogiorno ha registrato un incremento lievemente superiore (+0,6%). Dal punto di [&#8230;]</p>
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<p>ROMA (ITALPRESS) – <strong>Nel 2025 il Prodotto interno lordo ha mostrato una dinamica moderatamente positiva e sostanzialmente omogenea nelle diverse ripartizioni territoriali del Paese</strong>. La crescita del Pil in volume è stata pari allo 0,5% nel Nord-ovest, nel Nord-est e nel Centro, mentre il Mezzogiorno ha registrato un incremento lievemente superiore (+0,6%).</p>
<p>Dal punto di vista settoriale, gli aumenti più significativi del valore aggiunto si sono osservati nelle Costruzioni nel Nord-ovest (+4,1%) e nel Centro (+4,0%) e nel Commercio nel Nord-est (+2,7). Il Mezzogiorno è l’area che ha maggiormente sostenuto la crescita dell’occupazione a livello nazionale, con un incremento degli occupati pari all’1,5%, seguito dal Centro (+1,1%). Più contenuto è risultato l’aumento degli occupati nelle regioni del Nord (Nord-ovest +0,9% e Nord-est +0,8%).<strong> Lo rende noto l’Istat</strong> fornendo la stima preliminare del Pil e dell’occupazione territoriale.</p>
<p>Nel 2025, si legge, il Prodotto interno lordo, misurato in volume, è aumentato dello 0,5% a livello nazionale. Le stime preliminari evidenziano una crescita sostanzialmente omogenea tra le diverse ripartizioni territoriali del Paese. Nel complesso, nelle regioni del Mezzogiorno si è registrata una crescita leggermente superiore rispetto a quelle del Centro-Nord, con un incremento del Pil pari allo 0,6%, a fronte di un aumento dello 0,5% rilevato nelle restanti aree del Paese, in linea con la media nazionale.</p>
<p>L’occupazione, misurata in termini di numero di occupati, è aumentata dell’1,1% a livello nazionale. La dinamica occupazionale si è confermata più intensa nel Mezzogiorno, dove si è registrato l’incremento più elevato (+1,5%). Il Centro si è attestato su valori in linea con la media nazionale (+1,1%), mentre nelle rimanenti aree la crescita è stata più contenuta (+0,9% nel Nord-ovest e +0,8% nel Nord-est).</p>
<p>Nelle regioni del Nord-ovest la crescita del valore aggiunto è stata sostenuta principalmente dal settore delle Costruzioni (+4,1%), che in questa ripartizione territoriale ha registrato l’incremento più elevato rispetto alle altre aree del Paese. Andamenti più contenuti ma comunque positivi si osservano anche nel settore del Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+0,9%) e in quello dei Servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,4%). Più debole è risultata invece la crescita dell’Industria (+0,1%), mentre si sono registrate flessioni nell’Agricoltura (-0,8%) e, in misura più marcata, negli Altri servizi (-1,4%).</p>
<p>Nel Nord-est la crescita del valore aggiunto è stata trainata soprattutto dal comparto del Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+2,7%), che in questa ripartizione ha mostrato dinamica più vivace tra tutte le aree del Paese. Risultati positivi si sono osservati anche nelle Costruzioni (+1,6%) e degli Altri servizi (+0,2%). Negativi, invece, gli andamenti dell’Agricoltura (- 1,6%), che ha registrato la flessione più marcata tra le diverse aree territoriali, dell’Industria (-0,4%) e dei Servizi finanziari, immobiliari e professionali (-0,6%).</p>
<p>Nel Centro la crescita del valore aggiunto è risultata relativamente diffusa tra i principali comparti produttivi. L’incremento più sostenuto ha interessato le Costruzioni (+4,0%), seguito da quello dall’Industria (+1,6%), mentre l’Agricoltura (+0,2%) e i Servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,1%) hanno mostrato una dinamica più moderata. In calo, invece, il valore aggiunto nel comparto del Commercio e dei trasporti (-0,2%) e negli Altri servizi (-0,4%).</p>
<p>Nel Mezzogiorno la crescita economica ha interessato soprattutto il comparto del Commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni, con un aumento del valore aggiunto dello 0,9%. Andamenti particolarmente positivi si sono osservati anche nel settore dei Servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,7%) e nell’Agricoltura (+1,0%), dato quest’ultimo in controtendenza rispetto alle regioni del Centro-Nord. Più contenuta è risultata, invece, la dinamica del valore aggiunto nell’Industria (+0,4%) e nelle Costruzioni (+0,1%), mentre gli Altri servizi hanno mostrato una lieve flessione (-0,2%).</p>
<p>L’occupazione è aumentata in tutte le macro aree del Paese. Nel Nord-ovest e nel Centro gli incrementi più elevati si sono registrati nelle Costruzioni (con aumenti, rispettivamente, del 5,3% e del 5,8%); mentre nel Nord-est la crescita ha interessato soprattutto il comparto del Commercio (+2,3%) e gli Altri servizi (+2,1%). Nel Mezzogiorno, invece, gli aumenti più consistenti si sono registrati nei Servizi finanziari, immobiliari e professionali (+2,8%) e negli Altri servizi (+2,4%).</p>
<p>– foto screenshot Istat –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://lombardialive24.it/2026/06/26/pil-e-occupazione-del-sud-crescono-di-piu-rispetto-al-centro-nord-i-dati-istat/">Pil e occupazione del Sud crescono di più rispetto al Centro-Nord, i dati Istat</a> proviene da <a href="https://lombardialive24.it">Lombardia Live 24</a>.</p>
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		<title>Dal Comitato Agevolazioni sostegno a imprese che investono su IA e a quelle colpite da crisi Hormuz e maltempo</title>
		<link>https://lombardialive24.it/2026/06/26/dal-comitato-agevolazioni-sostegno-a-imprese-che-investono-su-ia-e-a-quelle-colpite-da-crisi-hormuz-e-maltempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 08:20:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – Il Comitato Agevolazioni, presieduto dalla Farnesina, ha approvato la costituzione di una sezione del Fondo 394/81 da 200 milioni di euro dedicata alle imprese che intendono investire nell’ambito dell’intelligenza artificiale. La misura si inserisce in un più ampio contesto di sostegno agli investimenti nel settore, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e [&#8230;]</p>
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<p>ROMA (ITALPRESS) – <strong>Il Comitato Agevolazioni, presieduto dalla Farnesina,</strong> ha approvato la costituzione di una sezione del Fondo 394/81 da<strong> 200 milioni di euro dedicata alle imprese che intendono investire nell’ambito dell’intelligenza artificiale</strong>. La misura si inserisce in un più ampio contesto di sostegno agli investimenti nel settore, con l’obiettivo di rafforzare la competitività e la capacità di innovazione del sistema economico nazionale, in linea con il Piano per l’export lanciato dal Ministro Tajani.</p>
<p>Nell’ambito delle misure coordinate dalla Farnesina a sostegno delle imprese colpite dalla crisi di Hormuz, già disposte lo scorso 25 maggio, è stata deliberata la prima operazione a favore di un’azienda impattata dalle conseguenze economiche del conflitto nel Golfo. Sono stati inoltre erogati più di 900 mila euro a due imprese siciliane a fondo perduto per indennizzo dei danni subiti, a seguito degli eccezionali eventi metereologici dello scorso gennaio nel Sud Italia.</p>
<p>Sul piano della finanza agevolata, il Comitato ha approvato complessivamente operazioni a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane per un valore di 198 milioni di euro. I finanziamenti, gestiti da SIMEST, sono destinati a 369 aziende per progetti di transizione ecologia e digitale, programmi di partecipazione a fiere ed eventi internazionali, operazioni dii inserimento in nuovi mercati, assunzione di temporary export manager per l’export e apertura di nuove piattaforme di e-commerce.</p>
<p>Sono state inoltre approvate tre operazioni di investimento partecipativo per 10 milioni di euro destinate all’acquisizione di quote di capitale di società estere controllate da aziende italiane negli Stati Uniti e in Olanda per il consolidamento di imprese italiane attive in settori strategici per l’economia nazionale come l’automazione industriale, l’industria meccanica e la logistica nell’ambito dei servizi.</p>
<p>Prosegue anche il sostegno all’internazionalizzazione attraverso gli strumenti geografici e in particolare la Misura “USA”, la cui attrattività si conferma stabilmente in crescita, con 33,6 milioni di euro approvati per 60 iniziative. Altre misure sono state approvate per Africa, America Latina e India. Rilevante, infine, anche il sostegno all’export tramite le operazioni di assunzione di credito fornitore, con 11 delibere per nuove operazioni con un controvalore totale di 44 milioni di euro di importo massimo ammesso ad agevolazione.</p>
<p>– foto IPA Agency –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Intesa Sanpaolo, dal credito al terzo settore 2,2 miliardi di impatto sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 12:10:47 +0000</pubDate>
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<p>MILANO (ITALPRESS) – Prende avvio con l’incontro dedicato alla cura e all’accoglienza delle persone con disabilità, un ciclo di quattro appuntamenti promosso dalla Direzione Impact di Intesa Sanpaolo, struttura della Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese che supporta gli Enti del Terzo Settore attraverso soluzioni finanziarie dedicate, accompagnamento alla crescita e strumenti per la misurazione dell’impatto sociale. L’obiettivo è valorizzare il contributo che il Terzo Settore apporta allo sviluppo economico e sociale del Paese, evidenziando gli effetti che le progettualità sostenute dalla Banca generano nei diversi ambiti di intervento: inclusione sociale, assistenza e cura, educazione, contrasto alle fragilità, salute e sviluppo delle comunità. Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati della valutazione d’impatto realizzata dalla Direzione Impact in collaborazione con Prometeia sui finanziamenti erogati agli Enti del Terzo Settore. Sono state prese in esame oltre 2.500 iniziative promosse da circa 2.000 organizzazioni tra il 2022 e il 2025 e sostenute da Intesa Sanpaolo con 720 milioni di euro di credito, raggiungendo complessivamente oltre 11 milioni di beneficiari. L’analisi evidenzia un impatto sociale atteso pari a 2,2 miliardi di euro, con un ritorno sociale di 3,1 euro per ogni euro finanziato, cui si aggiunge un ulteriore impatto economico stimato in quasi 1 miliardo di euro lungo le filiere attivate dai progetti. Relativamente al 2025, la misurazione riguarda 629 iniziative sostenute dalla Banca e promosse da 559 enti, che raggiungono circa 3 milioni di beneficiari, tra cui oltre 310 mila persone vulnerabili e 846 mila giovani. Le organizzazioni finanziate impiegano complessivamente circa 30 mila addetti e, nell’80% dei casi, dichiarano di aver rafforzato le proprie competenze gestionali grazie al rapporto con Intesa Sanpaolo. Disabilità e inclusione: una sfida centrale per il sistema Paese Le analisi del Research Department di Intesa Sanpaolo hanno evidenziato come in Italia le persone con disabilità siano oltre 4,3 milioni, di cui più di 3 milioni non autosufficienti e risultano essere maggiormente esposte a rischi di povertà, esclusione sociale e difficoltà di accesso al lavoro.<br />
I caregiver familiari, impegnati nelle attività di assistenza, sono stimati tra 7 e 8 milioni di persone. I dati ISTAT confermano come oltre 25 mila organizzazioni non profit operino nell’ambito della disabilità. Circa l’83% di queste istituzioni ha un orientamento di pubblica utilità, quindi solidaristico (in misura maggiore rispetto al resto del settore) ed opera sui territori di riferimento strutturando reti di relazioni significative con diversi stakeholder nel 96% dei casi. L’assistenza sociale rappresenta la principale area di intervento delle iniziative sostenute dalla Direzione Impact di Intesa Sanpaolo che nel 2025 ha finanziato 200 iniziative per complessivi 69 milioni di euro, di cui 10 milioni destinati a progettualità rivolte alle persone con disabilità. Secondo la valutazione d’impatto realizzata in collaborazione con Prometeia, tali interventi generano un valore sociale atteso pari a 196 milioni di euro, corrispondente a 2,8 euro di benefici sociali per ogni euro finanziato. Tra i principali effetti rilevati dalle organizzazioni beneficiarie figurano il miglioramento del benessere psicologico e dell’autostima delle persone coinvolte (49%), benefici economici per le famiglie (15%) e una maggiore disponibilità di tempo per i caregiver (12%). Attraverso le testimonianze di Anffas Brescia ETS APS e le cooperative sociali Andirivieni di Rivarolo Canavese (TO) e New Laser di Teramo è emerso il valore generato dagli interventi realizzati sul territorio, con particolare riferimento al rafforzamento dell’autonomia personale, la cura e la bellezza degli ambienti, lo sviluppo delle competenze relazionali e dei percorsi di inclusione lavorativa delle persone con disabilità attraverso la collaborazione tra profit e non profit per la cura del durante oltre che del dopo di noi. Il ciclo di incontri: un percorso di approfondimento sui principali ambiti di impatto sociale Il ciclo di incontri proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori appuntamenti dedicati ai principali ambiti di intervento del Terzo Settore e ai risultati della valutazione d’impatto sviluppata dalla Direzione Impact. Saranno approfonditi temi quali il contrasto al disagio femminile, alle fragilità relazionali e sociali, l’inclusione educativa e il sostegno alle nuove generazioni, nonchè la promozione della salute e del benessere delle persone con patologie psicofisiche.<br />
Andrea Lecce, Responsabile Direzione Impact di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato: “La valutazione d’impatto conferma il ruolo strategico del Terzo Settore nel generare valore per le persone e le comunità. Come Direzione Impact, che opera nell’ambito della Banca dei Territori, accompagniamo oltre 110.000 realtà dell’economia sociale con oltre 600 professionisti dedicati e circa 400 milioni di euro di credito a medio-lungo termine ogni anno”. Conclude Lecce “Il nostro impegno va oltre il sostegno finanziario: grazie alla valutazione di impatto che abbiamo elaborato siamo in grado di misurare gli effetti sociali generati dagli interventi, riconoscendo il contributo concreto delle organizzazioni non profit alla crescita inclusiva del Paese. Tra il 2022 e il 2025 abbiamo monitorato oltre 2.500 iniziative sostenute con più di 720 milioni di euro di finanziamenti, capaci di generare oltre 3 euro di benefici sociali per ogni euro erogato e 11 milioni di beneficiari. Numeri che confermano come l’economia sociale rappresenti un partner fondamentale per costruire una società più inclusiva e attenta alle persone più fragili, obiettivo che perseguiamo ogni giorno nella nostra attività”.</p>
<p>– foto f50/Italpress –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Gi Group Holding, il fatturato 2025 resta stabile a 4,7 miliardi di euro. L’Italia si conferma primo mercato</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:10:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>MILANO (ITALPRESS) – Gi Group Holding annuncia i risultati finanziari per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, presentati in occasione della quinta edizione del Global Banking Day, l’evento annuale del Gruppo dedicato alla comunità finanziaria e agli investitori. In un anno caratterizzato da incertezza economica e da un mercato del lavoro in profonda trasformazione, Gi [&#8230;]</p>
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<p>MILANO (ITALPRESS) – <strong>Gi Group Holding</strong> annuncia i <strong>risultati finanziari per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025</strong>, presentati in occasione della<strong> quinta edizione del Global Banking Day,</strong> l’evento annuale del Gruppo dedicato alla comunità finanziaria e agli investitori.</p>
<p>In un anno caratterizzato da incertezza economica e da un mercato del lavoro in profonda trasformazione, Gi Group Holding ha registrato un<strong> fatturato pari a 4,7 miliardi di euro,</strong> sostanzialmente in linea con l’anno precedente (-0,9% su base annua), confermando la resilienza del proprio modello di business e l’efficacia della strategia di lungo periodo. <strong>L’EBITDA si è attestato a 154 milioni di euro,</strong> rispetto ai 159 milioni del 2024, mentre l’utile netto ha raggiunto i 21,2 milioni di euro, rispetto ai 27,2 milioni dell’anno precedente.</p>
<p>Il risultato tiene conto di costi straordinari pari a 15 milioni di euro, principalmente legati al piano di ristrutturazione avviato in alcuni Paesi esteri. L’indebitamento finanziario netto è rimasto stabile a 301,7 milioni di euro, con un rapporto tra indebitamento netto ed EBITDA pari a 1,87. L’Italia si conferma primo mercato per fatturato, con ricavi pari a 1,8 miliardi di euro e un’incidenza del 38,9% sul totale, stabile rispetto al 39,1% del 2024.</p>
<p>In crescita anche uno dei principali indicatori operativi del Gruppo: i Full Time Equivalent, FTE, hanno raggiunto quota 180.972, con un incremento del 6,8% su base annua e un CAGR decennale pari al 9,3%.</p>
<p><em> “Il 2025 ha confermato che il mercato non sta semplicemente attraversando una fase temporanea di rallentamento, ma una profonda trasformazione strutturale</em> – ha affermato <strong>Stefano Colli-Lanzi, CEO &amp; Founder di Gi Group Holding</strong> –<em> In un contesto di mercato che vede pressione sui margini, aumento della competizione e l’evoluzione delle aspettative dei clienti, il nostro Gruppo sta proseguendo in modo efficace il proprio percorso per cogliere le opportunità che emergono da questa trasformazione</em>“.</p>
<p>Nel corso dell’anno, Gi Group Holding ha infatti proseguito gli investimenti nei pilastri strategici che sosterranno la crescita futura: digitalizzazione, centralizzazione e specializzazione. La digitalizzazione si conferma un abilitatore chiave di produttività e innovazione, con l’intelligenza artificiale sempre più integrata a supporto di dipendenti e clienti, per potenziare, e non sostituire, le competenze umane.</p>
<p>Le iniziative di centralizzazione stanno favorendo semplificazione, coerenza ed efficienza operativa a livello di Gruppo, mentre la specializzazione continua a rafforzare il posizionamento di Gi Group Holding come partner strategico capace di rispondere a esigenze sempre più complesse nella gestione della forza lavoro.</p>
<p>Il Gruppo ha inoltre completato il rebranding di Gi Group, il suo core business, introducendo una nuova identità di brand e un nuovo posizionamento fondati sul concetto di “sidekick” di fiducia per clienti, candidati e stakeholder: un partner al loro fianco per orientarsi nella complessità e accompagnare il cambiamento.</p>
<p><em> “Questo per noi significa affiancare i nostri stakeholder mentre attraversano fasi di incertezza e trasformazion</em>e – ha aggiunto Colli-Lanzi – <em>La nostra ambizione resta immutata: creare valore sostenibile combinando innovazione, expertise e visione di lungo periodo, contribuendo al tempo stesso a costruire un futuro del lavoro più resiliente e sostenibile”.</em></p>
<p>-Foto ufficio stampa-<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>Ad aprile il fatturato dell’industria aumenta del +3,2% rispetto allo scorso anno</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:10:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – Ad aprile l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti in termini congiunturali dello 0,3% in valore e diminuisca dell’1,0% in volume. Si registrano incrementi in valore dello 0,8% sul mercato interno (-1,2% in volume) e cali dello 0,6% su quello estero (-0,7% in volume). Per il settore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>ROMA (ITALPRESS) –<strong> Ad aprile l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali</strong>, aumenti in termini congiunturali dello <strong>0,3% in valore e diminuisca dell’1,0% in volume.</strong> Si registrano incrementi in valore dello 0,8% sul mercato interno (-1,2% in volume) e cali dello 0,6% su quello estero (-0,7% in volume). Per il settore dei servizi si stima un aumento in termini congiunturali dello 0,1% in valore e dello 0,3% in volume, sintesi di una dinamica negativa nel commercio all’ingrosso (-0,6% in valore e -1,7% in volume) e di una crescita negli altri servizi (+0,8% sia in valore che in volume).</p>
<p>Gli indici destagionalizzati del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano ad aprile una diminuzione congiunturale per i beni di consumo (-0,4%) e per quelli strumentali (-1,8%), mentre si rilevano un aumento marcato per l’energia (+11,4%) e uno modesto per i beni intermedi (+0,6%). Nel trimestre febbraio-aprile 2026, in termini congiunturali, il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenta in valore (+2,0%) e diminuisce in volume (-0,5%).</p>
<p><strong>Nello stesso arco temporale, per i servizi, si rilevano un incremento dell’1,7% in valore e una diminuzione dello 0,1% in volume.</strong> Su base tendenziale, il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, <strong>registra un aumento in valore (+3,2%</strong>) e una diminuzione in volume (-0,6%), sintesi di una crescita del 3,5% in valore e di una flessione dello 0,9% in volume sul mercato interno e di un incremento del 2,6% in valore e di una variazione nulla in volume sul mercato estero.</p>
<p>Per il settore dei servizi, al netto degli effetti di calendario, si rilevano incrementi tendenziali del 4,2% in valore e dell’1,5% in volume. Nel commercio all’ingrosso si registra una variazione positiva del 4,2% in valore e una diminuzione dello 0,1% in volume, negli altri servizi la crescita è del 4,0% in valore e del 2,0% in volume.</p>
<p>I giorni lavorativi di calendario nel mese di aprile 2026 sono stati 21 contro i 20 di aprile 2025. Gli indici corretti per gli effetti di calendario del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano, su base annua, una flessione per i soli beni di consumo (-3,5%), mentre si rilevano marcati aumenti per l’energia (+37,1%) e incrementi più contenuti per i beni intermedi (+4,7%) e per quelli strumentali (+0,8%).</p>
<p>-Foto IPA Agency-<br />
(ITALPRESS).</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Investimenti in aerospazio, difesa e sicurezza: Confindustria lancia Connext Filiere</title>
		<link>https://lombardialive24.it/2026/06/24/investimenti-in-aerospazio-difesa-e-sicurezza-confindustria-lancia-connext-filiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 14:03:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – Trasformare la nuova stagione di investimenti in aerospazio, difesa e sicurezza in una leva di sviluppo industriale per il Paese. Con questo obiettivo Confindustria ha lanciato oggi, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made In Italy Adolfo Urso, Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza il nuovo progetto dedicato alla costruzione e al rafforzamento delle filiere industriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lombardialive24.it/2026/06/24/investimenti-in-aerospazio-difesa-e-sicurezza-confindustria-lancia-connext-filiere/">Investimenti in aerospazio, difesa e sicurezza: Confindustria lancia Connext Filiere</a> proviene da <a href="https://lombardialive24.it">Lombardia Live 24</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>ROMA (ITALPRESS) – <span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Trasformare la nuova stagione di investimenti in aerospazio, difesa e sicurezza in una leva di sviluppo industriale per il Paese. Con questo obiettivo Confindustria ha lanciato oggi, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made In Italy <b>Adolfo Urso</b>, <b>Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza </b>il nuovo progetto dedicato alla <b>costruzione</b> e al <b>rafforzamento delle filiere industriali strategiche</b> <b>italiane</b> partendo da un comparto che nei prossimi anni sarà tra i principali motori della crescita del tessuto produttivo europeo. Tra i relatori dell’evento di lancio anche <b>Giacinto Ottaviani</b>, Direttore Nazionale degli Armamenti; <b>Lorenzo Mariani</b>, Amministratore Delegato e Direttore Generale Leonardo; <b>Pierroberto Folgiero</b>, Amministratore Delegato e Direttore Generale Fincantieri; <b>Riccardo Procacci</b>, Amministratore Delegato Avio Aero.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><em>“Quello di oggi è un dibattito sulla politica industriale”,</em> ha sottolineato nel suo intervento il presidente di Confindustria<b> Emanuele Orsini</b>.<em> “L’obiettivo NATO della spesa in difesa al 3,5% del Pil entro il 2035 non è solo un traguardo finanziario: deve essere uno dei pilastri della politica industriale italiana ed europea. Questa decisione, infatti, impone una strategia nazionale capace di trasformare tale scelta in un’opportunità per costruire un piano industriale di lungo periodo per il Paese in cui gli investimenti si traducano in innovazione, competenze, occupazione qualificata e competitività. La cosa da evitare è che questi investimenti finiscano all’estero. Per il nostro sistema delle imprese è prioritario generare crescita in Italia, puntando su ricerca e sviluppo a livello nazionale, nella consapevolezza che gli investimenti nei settori dell’aerospazio e della difesa generano sempre importanti ricadute dual use, con applicazioni strategiche anche in ambito civile. L’Europa e l’Italia devono capire che solo sostenendo con risorse adeguate le loro filiere strategiche saranno in grado di non perdere la grande sfida che ci lanciano Stati Uniti e Cina. Germania, Francia e Spagna, infatti, stanno rafforzando le proprie basi industriali. La Spagna, secondo i dati SIPRI, tra il 2024 e il 2025 ha aumentato del 50% le spese nel comparto e negli ultimi 9 anni queste sono passate dal 1,1% del PIL nel 2016 al 2,1% nel 2025. Noi non possiamo rimanere indietro”.</em></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><em>“Lo spazio è da sempre una dimensione naturale dell’Italia e rappresenta oggi una delle maggiori potenzialità di crescita dell’economia italiana ed europea. È uno dei settori in cui si stanno definendo i nuovi equilibri economici, tecnologici e geopolitici globali: la competizione non è più soltanto tra nazioni, ma tra continenti e grandi sistemi industriali”</em>, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali del Governo, sen. <b>Adolfo Urso.</b> “<em>La forza italiana –</em> ha aggiunto –<em> sta nella sua filiera, che unisce grandi campioni nazionali, PMI altamente specializzate, startup innovative e distretti industriali diffusi in sedici regioni del Paese. Per questo abbiamo messo in campo 7,8 miliardi di euro entro il 2028 per rafforzare l’ecosistema spaziale nazionale e sostenerne la crescita. Il programma Artemis, con Luca Parmitano pilota della missione Artemis III e il modulo abitativo lunare sviluppato a Torino dall’industria italiana, è una dimostrazione concreta del ruolo che il nostro Paese può svolgere nei programmi più avanzati a livello internazionale”</em>.<em> “È questa la sfida che abbiamo di fronte: trasformare le nostre competenze industriali e tecnologiche in maggiore competitività, occupazione qualificata e leadership europea nei settori strategici del futuro”</em>, ha concluso Urso<b>.</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Il raggiungimento dell’obiettivo NATO del 3,5% del PIL per la difesa entro il 2035 potrebbe tradursi, <b>per l’Italia, in un incremento cumulato del PIL pari al +3% (+51 miliardi)</b> grazie a un effetto moltiplicativo stimato intorno a due volte il valore degli investimenti, questo a patto che destiniamo l’aumento della spesa alle filiere del nostro tessuto produttivo. Qualora, invece, decidessimo di rivolgere gli investimenti strategici <b>importando dall’estero</b> la crescita cumulata <b>non supererebbe lo 0,9% del PIL</b>. Si prevede, inoltre, una forte crescita della produttività, con <b>un valore aggiunto dell’industria che aumenta più del PIL (+6,5%) e traina occupazione (+2,1%) </b>ed entrate fiscali, oltre a generare importanti ricadute tecnologiche sull’intero sistema produttivo.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">L’Italia parte da una base industriale già consolidata. Secondo la mappatura realizzata da CTNA – Il Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio – e Confindustria, il settore aerospaziale nazionale vale oltre <b>21,4 miliardi di euro di fatturato</b>, impiega <b>54.300 addetti</b> e investe circa il <b>5% dei ricavi in ricerca e sviluppo</b>. La filiera è composta per oltre l’80% da piccole e medie imprese altamente specializzate e diffuse su tutto il territorio nazionale.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Il progetto guarda sia alla <b>space economy</b> che ai comparti della <b>difesa,</b> della <b>cybersecurity, dell’aeronautica civile e della cantieristica</b>, settori accomunati da elevata intensità tecnologica e da una crescente integrazione tra applicazioni civili e militari. Nella <b>space economy</b>, ad esempio, <b>la produttività supera del 65% la media nazionale</b> e il nuovo documento strategico di settore prevede risorse per 7,8 miliardi di euro entro il 2028. Il mercato italiano della <b>cybersecurity invece vale oltre 2,2 miliardi di euro</b> e cresce a ritmi superiori al 12% annuo.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Uno degli elementi <b>centrali</b> del progetto è il <b>coinvolgimento delle PMI</b>. Per Confindustria, il rafforzamento della filiera passa dalla capacità di accompagnare le imprese nei percorsi di crescita dimensionale, aggregazione, accesso al credito e partecipazione ai grandi programmi industriali e tecnologici.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;"><em>“Senza PMI forti non esiste una filiera forte”</em> ha sottolineato <b>Giorgio Marsiaj, vice presidente di Confindustria per l’Aerospazio</b>.<em> “In uno scenario internazionale caratterizzato dal rafforzamento delle politiche industriali nazionali e dalla crescente competizione tra sistemi produttivi, Confindustria punta a svolgere un ruolo sempre più operativo nel favorire connessioni industriali, investimenti e sviluppo dimensionale delle imprese. La sfida non è creare una filiera da zero, ma valorizzare e rafforzare un patrimonio industriale già esistente, affinché la crescita del settore si traduca in crescita per l’intero Sistema Paese. Ci muoviamo in questa direzione con una logica di filiera, per garantire che i campioni nazionali siano in grado di attivare e coinvolgere il tessuto delle piccole e medie imprese italiane, valorizzando l’intero ecosistema industriale nazionale”.</em></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">Strumento operativo del progetto è, infatti, <b>ConnextFiliere</b>, <b>la piattaforma digitale proprietaria</b> <b>sviluppata da Confindustria</b> per favorire scouting, profilazione e matching industriale tra imprese. L’obiettivo è rendere visibili competenze, capacità produttive e specializzazioni presenti nel sistema industriale italiano, creando nuove opportunità di collaborazione lungo le catene del valore.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: medium;">L’Aerospazio, Difesa e Sicurezza rappresenta la prima applicazione concreta della piattaforma. Dopo il convegno di lancio del 24 giugno, <b>il progetto proseguirà con una serie di appuntamenti territoriali</b> nella seconda metà del 2026 e nel corso del 2027, con l’obiettivo di estendere progressivamente il modello ad altre filiere strategiche.</span></p>
<p>-Foto locandina evento ufficio stampa Confindustria-<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>Corte dei Conti “Mantenere il controllo dei conti pubblici e garantire una attenta selezioni degli interventi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 12:03:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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<p>ROMA (ITALPRESS) – <em><strong>“Si conferma l’esigenza, da un lato, di mantenere il controllo sui conti pubblici,</strong> e, dall’altro, <strong>di garantire una più attenta selezione degli interventi da avviare al fine di contrastare gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche</strong> e, conseguentemente, ridefinire le priorità con una sempre maggiore attenzione alla valutazione costo – efficacia che deve orientare l’azione del Governo nella definizione delle misure da attuare”.</em> Lo afferma il <strong>presidente della Corte dei conti, Guido Carlino,</strong> nell’introduzione alla <strong>relazione sul rendiconto generale dello Stato</strong>. <em>“La restrizione dei margini di bilancio impone dunque una rigorosa ridefinizione delle priorità di spesa, inclusa la riprogrammazione di alcuni aumenti settoriali come quelli destinati alla difesa, pur mantenendo fermi i presidi a tutela dei redditi delle famiglie e della liquidità aziendale”,</em> prosegue.</p>
<p><em>“Non può peraltro essere sottaciuto che tale quadro di stabilità rimane esposto a fortissimi rischi esogeni, nella considerazione soprattutto che l’instabilità del contesto globale potrebbe rendere necessarie revisioni significative degli scenari economici in tempi brevi e la conseguente adozione di politiche anticicliche atte a contenere in via preventiva gli effetti negativi di tale perdurante instabilità</em> – sottolinea Carlino -.<em> In tale ambito resta di particolare rilievo<strong> l’accelerazione della spesa per gli interventi, in via di conclusione, finanziati con il PNRR</strong> al fine di garantirne l’obiettivo principale volto alla modernizzazione del Paese, nonché lo sviluppo delle misure di riforma e degli investimenti diretti all’allungamento del periodo di aggiustamento del PSB e suscettibili di determinare nuove pressioni sulla spesa riconducibili a spese per difesa, invecchiamento della popolazione, tutela della salute e trasformazione delle economie</em> – spiega il presidente della Corte dei Conti -.<em> Anche sotto il profilo della spesa infrastrutturale, principale motore della crescita, si sottolinea l’importanza di decisioni orientate alla coesione nazionale, alla riduzione dei divari e al rafforzamento dell’accessibilità che richiede una attenta riflessione in vista del progressivo esaurimento degli effetti prodotti dalle risorse iniettate nel sistema con il PNRR”.</em></p>
<p>-Foto IPA Agency-<br />
(ITALPRESS).</p>
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