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	<title>carcere Archivi - Lombardia Live 24</title>
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		<title>Carceri in Lombardia, 740 i detenuti positivi al Covid: il 10% della popolazione carceraria è ammalata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Bottiroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 16:18:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 740 i detenuti positivi nelle carceri lombarde (il 10% della popolazione carceraria) con cinque ricoverati di cui uno in terapia intensiva: la “copertura” vaccinale con terza dose sfiora il 40%. Questi i numeri che il Provveditore del Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria (DAP) Pietro Buffa insieme a Roberto Ranieri della UO Sanità Penitenziaria di Regione Lombardia hanno fornito alla Commissione Speciale Situazione Carceraria. “I dati fotografano una situazione della popolazione detentiva [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://lombardialive24.it/2022/01/27/carceri-in-lombardia-740-i-detenuti-positivi-al-covid-il-10-della-popolazione-carceraria-e-ammalata/">Carceri in Lombardia, 740 i detenuti positivi al Covid: il 10% della popolazione carceraria è ammalata</a> proviene da <a href="https://lombardialive24.it">Lombardia Live 24</a>.</p>
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<p>Sono <strong>740</strong> i <strong>detenuti positivi</strong> nelle carceri lombarde (il 10% della popolazione carceraria) con <strong>cinque ricoverati</strong> di cui <strong>uno in terapia intensiva: </strong>la <strong>“copertura” vaccinale</strong> con terza dose sfiora il <strong>40%</strong>.</p>



<p>Questi i numeri che il Provveditore del Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria (DAP) <strong>Pietro Buffa</strong> insieme a <strong>Roberto Ranieri</strong> della UO Sanità Penitenziaria di Regione Lombardia hanno fornito alla Commissione Speciale Situazione Carceraria.</p>



<p>“<em>I dati fotografano una situazione della popolazione detentiva speculare a ciò che accade all’esterno</em>, ha dichiarato la Presidente della Commissione&nbsp;<strong>Antonella Forattini</strong>&nbsp;(PD).&nbsp;<em>Dopo la crescita esponenziale di fine dicembre – inizio gennaio, oggi la curva del Covid negli istituti di pena lombardi sembra aver rallentato la sua corsa</em>.&nbsp;<em>Ciò anche grazie al lavoro di tutti gli attori del sistema carcere che hanno messo in atto misure di contenimento e grazie alla campagna di vaccinazione che sta procedendo in tutte le case circondariali.</em>&nbsp;<em>Dobbiamo proseguire su questa strada affinché le nostre carceri non diventino nuovi focolai di diffusione</em>&nbsp;<em>del Covid</em>”.</p>



<p>Sono&nbsp;<strong>7.838 i detenuti</strong>&nbsp;nelle case circondariali lombarde (di cui 3.521 gli stranieri) su una capienza di 6.129 posti. Nella quarta ondata sono stati&nbsp;<strong>1.500</strong>&nbsp;i casi di detenuti&nbsp;<strong>positivi</strong>. Di questi&nbsp;<strong>cinque</strong>&nbsp;hanno avuto la necessità di ricorrere al&nbsp;<strong>ricovero ospedaliero&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>uno&nbsp;</strong>è<strong>&nbsp;in terapia intensiva&nbsp;</strong>(si tratta di una persona con due dosi di vaccino e con una situazione di&nbsp;comorbidità).&nbsp;Ad oggi i positivi sono poco meno di 800 (<strong>740</strong>), un dato che negli ultimi giorni si è mantenuto stabile e che indica il possibile raggiungimento del&nbsp;<em>plateau</em>.</p>



<p>Ai detenuti lombardi il&nbsp;<em>booster</em>&nbsp;del vaccino anti Covid ha cominciato ad essere somministrato (senza differenze di fasce di età) nel mese di ottobre dell’anno scorso. Oggi la&nbsp;<strong>terza dose</strong>&nbsp;copre il&nbsp;<strong>40% della popolazione carceraria</strong>&nbsp;secondo un piano vaccinale che ha privilegiato gli istituti carcerari con una maggiore presenza di detenuti “fragili”, come quelli di Opera e Sondrio che hanno raggiunto rispettivamente il 71% e il 61%.</p>



<p>Al termine dell’audizione&nbsp;<strong>Antonella Forattini</strong>&nbsp;ha confermato la volontà di istituire il&nbsp;<strong>tavolo “Salute mentale e carcere”</strong>&nbsp;per “<em>creare un gruppo di lavoro che possa confrontarsi con una patologia che purtroppo è molto diffusa negli istituti carcerari e che ha un impatto forte sulle comunità carcerarie in termini di benessere sociale e di utilizzo di risorse pubbliche</em>”.</p>



<p><em><u>Screening su tutti i detenuti</u></em>. Tutti i nuovi detenuti in ingresso sono sottoposti a&nbsp;<strong>tampone molecolare o rapido</strong>, a seconda dei tempi e delle esigenze. Lo screening è effettuato anche sui detenuti che devono essere trasferiti da un istituto di pena ad un altro. Da questo monitoraggio – attraverso un sequenziamento effettuato per&nbsp;<em>cluster</em>&nbsp;&#8211; è emersa la prevalenza della variante Omicron in tutti gli istituti (solo qualche caso di Delta a Brescia). La percentuale di positivi e dei non vaccinati tra i nuovi ingressi è altissima, oltre il 90%. E un altro dato dimostra, indirettamente, quanto sia alto il tasso di positività tra la popolazione in generale: il&nbsp;<strong>33% dei detenuti positivi della quarta ondata proviene dall’esterno</strong>, sono cioè nuovi ingressi nelle carceri.</p>



<p><em><u>Il cambio di strategia</u></em>. La diffusione della variante Omicron, con la sua maggiore contagiosità, ha comportato un approccio diverso nella gestione della pandemia negli istituti carcerari. Nelle prime tre ondate, infatti, i detenuti positivi sono stati trasportati nei&nbsp;<strong>due&nbsp;<em>hub</em>&nbsp;Covid</strong>&nbsp;individuati, il carcere di San Vittore e quello di Bollate. Ciò per “proteggere” dal contagio i singoli istituti. La diffusione di Omicron ha, invece, previsto il ricovero negli hub solo dei detenuti in condizioni più gravi che necessitano la somministrazione di monoclonali. I positivi asintomatici sono, invece, isolati nei loro luoghi di detenzione.</p>



<p><em><u>Carenza di monoclonali</u></em>. Nei due Covid hub di San Vittore e Bollate ai pazienti più gravi sono somministrati&nbsp;gli anticorpi monoclonali in grado di evitare che i positivi al Covid sviluppino forme avanzate della malattia.Il Provveditore del DAP ha sottoposto alla Commissione il problema della scarsa disponibilità di questi farmaci. La Presidente&nbsp;<strong>Antonella Forattini&nbsp;</strong>ha fatto presente che<strong>&nbsp;“</strong><em>proprio in questi giornil’Assessore Letizia Moratti ha lanciato l’allarme per una situazione di grave carenza di monoclonali. La Commissione chiederà comunque all’Assessorato di porre un’attenzione particolare al tema dei detenuti che richiedono la somministrazione di questa terapia</em>”.</p>
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