Economia
Terna aggiorna il piano industriale accelerando sugli investimenti
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Cda di Terna ha approvato l’aggiornamento del Piano Industriale 2021-2025 “Driving Energy”. Con complessivi 10 miliardi di investimenti, di cui 1,7 miliardi nel 2022, Terna accelera l’impegno a servizio del Paese per la transizione ecologica, l’indipendenza energetica e la decarbonizzazione, rafforzando il proprio ruolo di regista del sistema elettrico italiano, in coerenza con gli sfidanti obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima e i target del Green Deal fissati a livello internazionale, che prevedono una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030.
“Un significativo aumento degli investimenti per lo sviluppo e l’ammodernamento della rete elettrica, un ulteriore rafforzamento di Terna quale regista della transizione energetica, un futuro ancor più sostenibile e privo di emissioni inquinanti, un’azione tesa a favorire una maggiore autonomia energetica del Paese grazie a un più incisivo sviluppo delle energie rinnovabili: sono questi gli obiettivi che ci siamo dati e che sono alla base dell’aggiornamento del Piano Industriale 2021-2025. Obiettivi che rappresentano il nostro concreto impegno sia dal punto di vista industriale sia istituzionalè, ha detto l’Ad Stefano Donnarumma.
‘Terna è infatti un’azienda che svolge un servizio pubblico per il Paese e per la collettività, a beneficio di tutti i territori in cui opera e dell’ambiente. I nostri investimenti, fondamentali per raggiungere i traguardi che l’Italia e l’Europa si sono prefissati – ha aggiunto – consentiranno di abilitare l’integrazione delle fonti rinnovabili e l’elettrificazione dei consumi, nonchè di garantire una sempre maggiore sicurezza ed efficienza dell’approvvigionamento, l’adeguatezza del sistema e i più elevati livelli di qualità del servizio, al minor costo per cittadini e imprese”. I ricavi di Gruppo nel 2025 sono previsti in crescita a 3,08 miliardi e l’Ebitda a 2,14 miliardi con una crescita media annua (CAGR) nell’arco di Piano di oltre il 4% per i ricavi e di oltre il 3% per l’Ebitda. Nel 2022, in particolare, è previsto che i ricavi crescano a 2,74 miliardi e l’Ebitda a 1,9 miliardi. Sulla politica dei dividendi dal 2022 al 2023 si conferma la previsione di un CAGR del dividendo per azione (DPS) pari all’8%, rispetto al dividendo di competenza dell’esercizio 2021. Per gli anni 2024 e 2025, si conferma la previsione di un payout del 75%, con un dividendo minimo comunque garantito pari al dividendo di competenza dell’esercizio 2023.
A guidare lo sviluppo del Piano Industriale 2021-2025 è la sostenibilità degli investimenti, parte integrante del processo di creazione di valore per l’azienda e di benefici per il sistema e l’ambiente. Gli interventi di Terna, che in base al criterio di eleggibilità introdotto dalla Tassonomia Europea sono considerati per loro natura sostenibili per il 99%, sono infatti finalizzati allo sviluppo delle fonti rinnovabili, con dorsali di trasporto dell’energia dai punti di produzione, che saranno localizzati sempre più nelle regioni del sud Italia, verso i centri di maggior consumo del nord. Ciò sarà possibile grazie alla risoluzione delle attuali congestioni di rete e all’ulteriore sviluppo delle interconnessioni con l’estero. A tal proposito, Terna ha pianificato la realizzazione di nuovi collegamenti con Francia, Austria, Tunisia e Grecia, che si vanno ad aggiungere alle 26 linee transfrontaliere già attive e che consentiranno al nostro Paese, in virtù della sua posizione geografica strategica, di rafforzare il ruolo di hub elettrico dell’Europa e dell’area mediterranea, diventando protagonista a livello internazionale.
Gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione fissati dal Green Deal europeo prevedono l’installazione di circa 60-70 GW di eolico e fotovoltaico al 2030. Questo significa che la quota del consumo lordo di elettricità coperta dalle fonti green dovrà arrivare al 65%. Sarà fondamentale, quindi, accelerare la realizzazione di impianti di energia rinnovabile, anche off-shore, semplificando il più possibile i processi autorizzativi. Come previsto dal Pniec, sarà inoltre necessario accelerare lo sviluppo dei sistemi di accumulo, idroelettrico ed elettrochimico, per una capacità pari a circa 10 GW entro il 2030. Importante sarà altresì la ridefinizione e la razionalizzazione del perimetro tecnico, basato sulla trasformazione dei modelli di generazione e consumo. Questo comporterà anche l’utilizzo di tecnologie fino a oggi tipiche dei sistemi di media tensione (36 kV), integrabili nella rete di trasmissione ad alta tensione, per semplificare e velocizzare il processo di sviluppo delle fonti rinnovabili, aumentando l’efficienza complessiva del sistema energetico.
Le attività di sviluppo del Gruppo Terna saranno focalizzate lungo tre direttrici strategiche: Attività regolate in Italia; Attività non regolate; Attività internazionali.
Le attività regolate in Italia continueranno a rappresentare il core business del Gruppo. Terna prevede di investire 9,5 miliardi per sviluppare, ammodernare e rafforzare la rete di trasmissione elettrica nazionale. Questi investimenti, focalizzati per incrementare la sicurezza energetica del Paese, genereranno importanti benefici per l’intero sistema, con un significativo effetto moltiplicatore. Grazie agli investimenti previsti, il valore degli asset regolati (RAB) raggiungerà i 22,7 miliardi nel 2025, con un CAGR nell’arco di Piano pari al 7%. A fine 2022, la RAB sarà pari a 17,9 miliardi, mentre a fine 2021 il dato si è attestato a 16,9 miliardi.
Nell’aggiornamento del Piano Industriale 2021-2025, Terna prevede un incremento degli investimenti per lo sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, che ammontano complessivamente a 5,6 miliardi, principalmente legati alla realizzazione di linee ad alta tensione in corrente continua – per risolvere le congestioni di rete, incrementare la capacità di trasporto tra le diverse zone di mercato, integrare pienamente le fonti rinnovabili e migliorare la qualità del servizio – e alla costruzione di collegamenti sottomarini in cavo. Il progetto principale è costituito dal Tyrrhenian Link, l’elettrodotto che unirà Sardegna, Sicilia e Campania e che contribuirà allo sviluppo delle fonti rinnovabili e al phase-out delle centrali a carbone e di quelle a olio più inquinanti. Tra gli altri progetti, figurano il Sa.Co.I.3, l’interconnessione Sardegna-Corsica-Toscana, e la linea ‘Colunga-Calenzanò tra Emilia-Romagna e Toscana. Per le attività di rinnovo ed efficienza degli asset, che riguardano la razionalizzazione delle infrastrutture esistenti, con la sostituzione – dove tecnicamente possibile – di linee aeree con la posa di cavi interrati, Terna investirà 2,6 miliardi. Al Piano di Sicurezza, finalizzato a rafforzare e potenziare le funzionalità tecniche e tecnologiche del sistema elettrico, Terna dedicherà complessivamente 1,3 miliardi nell’arco del Piano. Importanti saranno inoltre le attività volte a creare benefici per tutto il sistema sul Mercato dei Servizi di Dispacciamento, per le quali l’Autorità ha stabilito incentivi: in particolare, le attività pianificate da Terna potranno generare risparmi pari a 1 miliardo in 3 anni per il sistema elettrico. Le attività non regolate contribuiranno a generare nuove opportunità di business grazie allo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative e digitali in coerenza con il ruolo istituzionale di Terna a supporto della transizione energetica. Nello specifico, tali attività includono: offerte di connettività, anche in partnership, per operatori di telecomunicazioni, attraverso servizi di housing e hosting dell’infrastruttura di rete in fibra ottica, una delle migliori in termini di copertura e qualità, e l’installazione di apparati di telecomunicazioni presso le sedi esistenti di Terna; attività industriali nel campo sia dei trasformatori, grazie al consolidamento di Tamini, sia in quello dei cavi interrati, attraverso le competenze distintive acquisite con Brugg Cables, per rispondere alle crescenti esigenze del sistema in entrambi i settori; servizi di energy solutions, efficientamento energetico per clienti industriali e attività di O&M per impianti fotovoltaici, anche attraverso l’utilizzo della tecnologia satellitare e dell’innovazione per la raccolta e l’analisi dei dati. Terna prevede che le Attività Non Regolate apporteranno un contributo all’Ebitda del Gruppo pari a oltre 450 milioni cumulati nell’arco di Piano, a fronte di un limitato impegno in termini di investimenti e rischio.
In merito alle attività internazionali, a valle del processo di valorizzazione degli asset in Sud America, proseguiranno le valutazioni strategiche su opportunità che potranno essere sviluppate anche in partnership e che saranno selezionate attraverso processi di valutazione che garantiscano un basso profilo di rischio e un limitato assorbimento di capitale. In particolare, Terna prevede di cogliere nuove opportunità sui mercati con interessanti potenziali di crescita e basso rischio, come quello degli Stati Uniti, nel quale la società potrà mettere a disposizione la sua esperienza e valorizzare le competenze acquisite nella progettazione e gestione delle infrastrutture, in linea con la propria strategia aziendale.
Nei prossimi anni l’innovazione, le nuove tecnologie e la digitalizzazione continueranno ad avere un ruolo chiave, ancor più centrale, per abilitare la transizione energetica a beneficio dell’intero sistema elettrico. Per rispondere alla crescente complessità del sistema, Terna dedicherà circa 1,2 miliardi di investimenti, dei 10 miliardi complessivi del Piano Industriale 2021-2025. La centralità della sostenibilità nel business si concretizza nel Piano Industriale 2021-2025 attraverso la definizione di specifici obiettivi, finalizzati alla creazione di valore nel medio-lungo termine. I target sono articolati in quattro aree di intervento: Capitale Umano (Risorse umane); Capitale Sociale e Relazionale (Stakeholder e territorio); Capitale Intellettuale (Integrità, responsabilità e trasparenza) e Capitale Naturale (Ambiente). Queste sono declinate in 14 obiettivi cui afferiscono oltre 100 attività distribuite nell’intero arco temporale di Piano.
L’azienda ha avviato un ambizioso programma di trasformazione culturale, NexTerna, che prevede la definizione di un nuovo modello di leadership e modalità di lavoro e organizzazione coerenti con lo scenario attuale. Nell’arco di Piano è previsto che il numero dei dipendenti aumenterà fino a circa 5.900 nel 2025.
(ITALPRESS).
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Barachini “Dobbiamo sostenere il giornalismo e garantire la trasparenza nell’era dell’intelligenza artificiale” / Video
Pubblicato
9 ore fa-
15 Ottobre 2026di
Redazione
CATANIA (ITALPRESS) – “Dobbiamo utilizzare l’innovazione con trasparenza e corresponsabilità, mantenendo sempre un controllo umano”. Lo ha detto Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, intervenendo sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel settore dell’informazione e sulla necessità di tutelare il giornalismo durante il Festival della Cultura Finanziaria 2026.
“Non c’è ambito che abbia bisogno di maggiore trasparenza dell’informazione finanziaria e della formazione economica, che incidono direttamente sulla vita dei cittadini” ha sottolineato Barachini, evidenziando l’importanza di ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni, politica e cittadini. “Il ruolo del giornalismo è proprio questo: raccontare la verità e la realtà, verificando i fatti. Possiamo farlo con tutti gli strumenti di innovazione possibili, ma mantenendo sempre un controllo e una responsabilità umani”.
Il sottosegretario ha richiamato anche i rischi legati alla disinformazione, che “ha un peso molto forte nelle nostre vite, anche se a volte non ce ne rendiamo conto”. Secondo Barachini, occorre prestare attenzione ai flussi informativi, spesso governati da grandi società internazionali con interessi economici nella distribuzione delle notizie, affinché non condizionino la formazione dei cittadini e, soprattutto, dei giovani. Sul sostegno al comparto editoriale, Barachini ha assicurato che il Governo è impegnato a “continuare a portare risorse al settore dell’informazione e a sostenere l’aiuto pubblico”, in una fase in cui il sistema è esposto a una crescente pressione sui canali di distribuzione delle notizie. “Dobbiamo sostenere il racconto nazionale del nostro Paese. Un territorio complesso come l’Italia, con così tanti Comuni, ha bisogno di informazione territoriale, locale e di un racconto nazionale”, ha concluso il Sottosegretario di Stato all’informazione e l’editoria da Catania.
IL VIDEO
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Economia
Stellantis, a Torino oltre 700 studenti alla scoperta delle professioni del futuro
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13 ore fa-
15 Ottobre 2026di
Redazione
TORINO (ITALPRESS) – Oltre 700 studentesse e studenti di terza media, provenienti da sette scuole torinesi e accompagnati da circa 100 docenti, hanno partecipato oggi all’Heritage Hub di Torino ai Future Days 2026, il percorso di orientamento alle discipline STEM sostenuto da Stellantis Philanthropy e realizzato con Next Level.
Un’intera giornata, si legge in una nota, dedicata all’ascolto, alla scoperta e al confronto, pensata per aiutare i ragazzi a conoscere più da vicino le professioni del futuro e ad affrontare con maggiore consapevolezza la scelta del percorso di studi. La prima parte dell’evento ha visto protagonisti gli studenti, che hanno rivolto le proprie domande a John Elkann, Presidente di Stellantis, Emanuele Cappellano, Responsabile delle attività Stellantis in Europa, dei marchi europei e di Pro One, Santo Ficili, Responsabile dei marchi Alfa Romeo e Maserati, e Paola Baratta, Responsabile del Battery Technology Center di Mirafiori.
Il dialogo ha affrontato temi centrali per il futuro delle nuove generazioni, dalle competenze alla tecnologia, dall’intelligenza artificiale allo spirito d’impresa, fino al valore delle relazioni, della capacità di adattarsi e del coraggio necessario per costruire il proprio percorso. Per Santo Ficili l’incontro ha avuto anche un significato personale: tra gli istituti partecipanti era infatti presente la scuola media che aveva frequentato da ragazzo, una testimonianza concreta di come il percorso iniziato tra quei banchi possa condurre verso esperienze e responsabilità professionali di primo piano.
Sette coppie di studenti, in rappresentanza delle scuole coinvolte, hanno portato sul palco della manifestazione domande nate dal percorso svolto in classe. Il confronto diretto con il management ha permesso di collegare aspirazioni, interessi e materie di studio alle competenze richieste da un settore in continua evoluzione, mostrando che dietro ogni prodotto e ogni tecnologia lavorano professionalità diverse, unite dalla capacità di collaborare e continuare a imparare.
“Il futuro del nostro Paese si costruisce offrendo ai giovani gli strumenti e la fiducia per riconoscere il proprio talento. Con i Future Days vogliamo avvicinare la scuola al mondo del lavoro, mostrare alle ragazze e ai ragazzi quante strade possono percorrere e incoraggiarli a scegliere con curiosità e coraggio. È una responsabilità che Stellantis sente nei confronti dei territori in cui opera e delle comunità che li abitano”, ha dichiarato John Elkann.
“In un mondo che cambia rapidamente, la preparazione tecnica è fondamentale, ma da sola non basta. Servono curiosità, capacità di ascolto e la disponibilità a mettersi in gioco insieme agli altri. Nessun progetto importante nasce dal lavoro di una sola persona: per questo ai ragazzi auguro di trovare buoni alleati lungo il loro percorso e di diventare, a loro volta, un punto di riferimento per chi incontreranno”, ha dichiarato Emanuele Cappellano.
Dopo la sessione plenaria, gli studenti si sono messi alla prova attraverso attività esperienziali organizzate nei luoghi in cui innovazione, ricerca, design e produzione prendono forma: Heritage Hub, Centro Ricerche Fiat, Centro Stile, Circular Economy Hub, Competitive Benchmarking e Battery Technology Center.
Il programma ha incluso anche iniziative dedicate alla sicurezza stradale con Fiat Topolino e alla sensibilizzazione contro il bullismo con Citroën AMI. Visite, dimostrazioni, prove pratiche e incontri con i professionisti Stellantis hanno consentito ai ragazzi di entrare in contatto con discipline e mestieri differenti, comprendendo come conoscenze scientifiche, creatività, competenze digitali e capacità manuali concorrano allo sviluppo della mobilità.
Il coinvolgimento diretto dei professionisti dell’Azienda ha trasformato gli spazi di lavoro in luoghi di orientamento, nei quali gli studenti hanno potuto osservare processi, strumenti e tecnologie e, soprattutto, conoscere le persone che ogni giorno li utilizzano. Un approccio concreto che avvicina scuola e impresa e aiuta a rendere più riconoscibili opportunità professionali spesso ancora poco note ai più giovani.
Orientamento, inclusione e valorizzazione del merito Nel pomeriggio, ai 700 studenti si sono uniti i figli dei dipendenti Stellantis impegnati nelle scuole medie, che hanno partecipato a un’esperienza di mentoring e confronto con professionisti dell’Azienda, organizzata attorno a sette aree tematiche. Attraverso incontri in piccoli gruppi, i ragazzi hanno potuto conoscere percorsi formativi ed esperienze professionali differenti, porre domande e riflettere sulle proprie aspirazioni in un contesto aperto e informale.
La giornata si è conclusa con una sessione di dialogo con John Elkann e i leader Stellantis dedicata alle scelte formative, alla crescita personale e alle opportunità future, seguita dalla cerimonia degli Stellantis Student Awards 2025. Il riconoscimento è stato assegnato a 48 studenti per i risultati accademici raggiunti, sottolineando il valore dell’impegno, del merito e della continuità nello studio. 10 dei premiati hanno anche voluto partecipare all’intera giornata, per provare un’esperienza di sensibilizzazione sulle situazioni delle comunità in cui vivono e lavorano.
I Future Days si inseriscono nel programma Stellantis Philanthropy, che riunisce le iniziative dell’Azienda dedicate all’educazione, all’inclusione e allo sviluppo delle comunità. Il progetto, realizzato con Next Level, punta a contrastare la dispersione scolastica e ad accompagnare ragazze e ragazzi nella scoperta delle discipline STEM e delle opportunità professionali collegate, mettendo in relazione scuole, territori e mondo del lavoro.
Attraverso percorsi di orientamento, esperienze sul campo e occasioni di confronto con professionisti e manager, l’iniziativa vuole contribuire a rendere i giovani più consapevoli delle proprie capacità e delle possibilità che possono costruire attraverso lo studio. La tappa torinese apre il calendario nazionale 2026. Entro il mese di novembre, altri eventi Future Days saranno organizzati in Italia nei territori in cui sono presenti gli stabilimenti Stellantis, proseguendo il percorso di ascolto, orientamento e vicinanza alle comunità locali.
“I Future Days sono una bellissima opportunità per le ragazze e i ragazzi delle scuole medie, perché in questi tre anni possono scoprire, imparare e capire tantissimo: possono avvicinarsi al mondo del lavoro, conoscere le tante opportunità che li aspettano e sperimentare in prima persona diversi strumenti, soprattutto quelli legati al mondo delle scienze”. Lo ha detto il presidente di Stellantis, John Elkann, al termine al termine dei Future Days 2026 a Torino.
“Quando ero alle scuole medie, i miei professori e i miei compagni mi hanno aiutato molto – ha proseguito -. Ho imparato tante cose, dalla matematica alla storia, ma soprattutto ho scoperto il valore del lavoro di squadra. Con i miei amici facevamo molte attività insieme, confrontandoci e aiutandoci a vicenda. Ed è proprio questo che mi piace di questa iniziativa: si impara facendo, ma soprattutto si impara insieme. Credo che la cosa più importante di esperienze come questa sia ciò che ti lasciano nel tempo: la curiosità, la voglia di capire, di conoscere e di imparare. È proprio questo lo stimolo che spero rimanga a questi ragazzi e ragazze. Mi auguro che tra dieci anni abbiano ancora la stessa curiosità e la stessa voglia di scoprire che vediamo in loro oggi”.
“Oggi è stato davvero bello vedere l’entusiasmo dei ragazzi e ascoltare quello che hanno imparato in questi anni – ha ribadito -. Mi ha colpito anche la consapevolezza che hanno acquisito delle proprie capacità e delle tante possibilità che hanno davanti. Le loro domande erano molto rivolte al domani e questo, secondo me, è un bellissimo segnale di ottimismo. Credo che i migliori ambasciatori di questa esperienza saranno proprio i ragazzi e le ragazze che l’hanno vissuta. Vedere la loro partecipazione e il loro coinvolgimento mi fa pensare che sapranno trasmettere questa energia anche a chi verrà dopo di loro. Il futuro appartiene a chi ha curiosità, a chi vuole imparare, mettersi in gioco e creare nuove opportunità. Servono tanta voglia di capire, di fare e, soprattutto, il coraggio di provare a costruire qualcosa di nuovo. Quello che porto a casa da questa giornata è soprattutto la grande vitalità di questi ragazzi, la voglia di partecipare e un bellissimo spirito di gruppo. Vedere 700 ragazze e ragazzi insieme, così coinvolti e capaci di trasmettere tutta questa energia, è stato per me un momento davvero speciale”, ha concluso.
-Foto ufficio stampa Stellantis-
(ITALPRESS).
Economia
UniCredit, la Sicilia punta sull’attrattività e sul ruolo di polo produttivo del Mediterraneo
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15 ore fa-
15 Ottobre 2026di
Redazione
CATANIA (ITALPRESS) – Rafforzare le imprese, valorizzare il capitale umano e rendere la Sicilia più attrattiva per gli investimenti nazionali e internazionali. Sono le direttrici emerse dal Forum dei Territori di UniCredit, che si è svolto a Palazzo degli Elefanti, a Catania, riunendo rappresentanti del mondo economico, istituzionale e accademico per un confronto sulle prospettive di sviluppo dell’Isola.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di UniCredit, Pier Carlo Padoan, che ha richiamato le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e dalla valorizzazione delle risorse locali, in un contesto internazionale complesso. “La situazione globale che stiamo vivendo, purtroppo, non è positiva ed è fonte di problemi, ma anche di opportunità” ha affermato, indicando nell’innovazione tecnologica e nella capacità di mettere in rete territori e istituzioni due leve decisive per la crescita. Secondo Padoan, la frammentazione territoriale e istituzionale rischia di ostacolare la diffusione dell’innovazione. Per questo, ha sottolineato, occorre creare occasioni di confronto e strumenti capaci di mettere a sistema le potenzialità locali. Un percorso nel quale la Sicilia può puntare soprattutto sul capitale umano. “Quale capitale può essere particolarmente importante per la Sicilia? Quello umano, di cui l’Isola è particolarmente dotata”, ha spiegato il presidente di UniCredit in video collegamento con Palazzo degli Elefanti, richiamando il contributo dei giovani che scelgono di restare, investire le proprie energie sul territorio o tornare per avviare nuove attività.
Formazione, istituzioni, innovazione tecnologica e infrastrutture devono quindi concorrere a una strategia comune, capace di trasformare le risorse disponibili in crescita economica duratura. Un quadro che presenta segnali incoraggianti, ma anche elementi di fragilità. A delinearli è stato Luca Bianchi, presidente di Svimez, che ha illustrato i dati relativi all’andamento dell’economia siciliana. “La Sicilia ha partecipato alla ripresa post Covid con risultati anche migliori della media del Mezzogiorno, con un dato importante che è stato la ripresa della crescita industriale dopo tanti anni di deindustrializzazione” ha detto. A preoccupare è però la possibilità che il ciclo positivo perda slancio. “Questa crescita, trainata soprattutto dalla finanza pubblica e dal PNRR, rischia di indebolirsi e, soprattutto, l’effetto dell’aumento dell’inflazione, con salari bassi, rischia di ridurre il potere d’acquisto delle famiglie”. Il rischio, ha avvertito il presidente Svimez da Catania, è quello di una regione “un po’ più solida da un punto di vista economico, ma più fragile da un punto di vista sociale”.
Tra i nodi da affrontare figurano la frammentazione del tessuto produttivo, la scarsa presenza di grandi imprese, le carenze infrastrutturali e la difficoltà di distribuire i flussi turistici lungo tutto l’anno. Criticità che si affiancano alle opportunità legate alle risorse pubbliche ed europee e all’interesse degli investitori internazionali per settori come energia, logistica e innovazione.
In Sicilia sono attive circa 370 mila imprese. Per sostenerne lo sviluppo, il Regional Manager della Region Sicilia di UniCredit, Salvatore Malandrino, ha indicato la necessità di favorire la crescita dimensionale e sostenibile delle aziende, rafforzare le filiere tradizionali e sviluppare quelle strategiche, a partire da meccatronica, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, energia e infrastrutture. Un percorso che può beneficiare anche degli investimenti avviati attraverso il PNRR e la Zona economica speciale unica.
Tra i comparti con maggiori margini di crescita c’è il turismo, che rappresenta circa il 4% dell’economia regionale e coinvolge una filiera estesa, dall’ospitalità ai trasporti, dalla ristorazione ai servizi culturali e ricreativi. Il settore conta oltre 32 mila imprese attive e genera un valore della produzione pari a circa 6 miliardi di euro. Il Forum ha approfondito anche il contributo delle produzioni cinematografiche alla promozione della destinazione Sicilia, con un intervento di Marco Grifoni, amministratore delegato della casa di produzione Palomar. Cinema e serie televisive possono infatti contribuire a rafforzare la riconoscibilità internazionale dell’Isola e ad alimentare i flussi turistici.
“Sono fondamentali gli investimenti focalizzati sull’innalzamento della qualità e della varietà dell’offerta turistica, ma anche sulla valorizzazione dell’unicità del nostro patrimonio“, ha sottolineato Malandrino, evidenziando la necessità di un ulteriore impegno di sistema per trasformare la visibilità della Sicilia in risultati economici concreti.
L’obiettivo del Forum è stato proprio individuare le leve per rafforzare il brand Sicilia nel medio e lungo periodo, attraverso quattro ambiti di intervento: impresa, proiezione internazionale, incoming e giovani. Un confronto che, come ha ribadito Remo Taricani, Deputy Head of Italy di UniCredit, punta a sostenere le potenzialità del territorio. “La Sicilia dispone di energie imprenditoriali, talenti e asset competitivi che possono renderla sempre più attrattiva e protagonista nel panorama nazionale e internazionale. Come UniCredit vogliamo continuare a fare la nostra parte, mettendo a disposizione risorse, competenze e una presenza radicata sul territorio per sostenere uno sviluppo duraturo e inclusivo”, ha dichiarato Salvatore Malandrino.
A confermare il ruolo della banca nell’economia regionale sono i dati sui finanziamenti. Nel 2025 UniCredit ha concesso in Sicilia nuovi finanziamenti per circa 1,6 miliardi di euro, in crescita del 20% rispetto al 2024, con oltre la metà delle risorse destinate alle imprese. Nel primo semestre del 2026 le nuove erogazioni hanno raggiunto 1,1 miliardi, di cui 624 milioni a favore delle aziende, con un incremento del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La banca conta nell’Isola quasi 900 mila clienti, tra cui oltre 70 mila imprese, e una quota di mercato del 21,8%.
Nel corso della giornata è intervenuto anche Nico Torrisi, alla guida dell’Advisory Board Sicilia di UniCredit. La tavola rotonda “Riflessioni sull’attrattività: Imprese, Export, Istituzioni, Turismo, Formazione e Capitale Umano a confronto”, moderata dalla giornalista di Class CNBC Janina Landau, ha riunito Giosy Romano, capo Dipartimento per il Sud e coordinatore della ZES unica, Donato Piscuoglio, Head of Real Estate di Arrow Global Italia, Lucio Colombo, presidente del Digital Innovation Hub Sicilia, Enrico Foti, rettore dell’Università degli Studi di Catania, José Rallo, amministratore delegato di Donnafugata, e Marco Anfuso, CEO di Regran.
Al centro del confronto, la possibilità di trasformare le risorse e le competenze già presenti in Sicilia in un sistema economico più competitivo, capace di attrarre investimenti, sostenere l’occupazione e consolidare il ruolo dell’Isola come polo produttivo nel Mediterraneo.
– foto xo5/Italpress –
(ITALPRESS).


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