Politica
Gasparri “Il centrodestra sarà unito, ascoltiamo gli elettori”
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4 anni fa-
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Redazione
PALERMO (ITALPRESS) – “Come per le amministrative a Palermo, alle regionali siciliane il centrodestra presenterà un unico candidato, le discussioni sono state rinviate al dopo comunali. Il centrodestra sarà anche impegnato per la campagna elettorale per le politiche e poi avremo anche altre elezioni regionali, in Lombardia, nel Lazio, quindi io penso che un’intesa generale e la coesione del centrodestra sia auspicabile”. Lo ha detto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, responsabile nazionale Enti Locali del partito, intervistato dall’agenzia Italpress. “Il fatto che a Palermo ci sia stata unità mi pare che sia già un fatto positivo e speriamo di avere un buon risultato”, ha aggiunto. Fratelli d’Italia insiste sulla candidatura del presidente uscente Nello Musumeci in Sicilia. “È chiaro che loro invocano il principio della continuità, pensiamo di vedere come vanno queste elezioni amministrative, poi auspico sempre una coesione e un po’ di saggezza da parte di tutti, dobbiamo pensare agli elettori, ai cittadini”, ha spiegato Gasparri.
Il 21 giugno si voterà in Parlamento una importante risoluzione sull’Ucraina, il senatore azzurro ha ricordato la posizione di Forza Italia: “Prevedo ci sia un epilogo unitario dell’assemblea, Forza Italia ha sostenuto l’invio di armi all’Ucraina, ci fu un voto a larghissima maggioranza in Parlamento, poi il giorno dopo Conte ha scoperto la vocazione pacifista. Le armi sono servite ad un popolo massacrato, auspichiamo anche uno sbocco di pace, un negoziato, che il grano possa partire dall’Ucraina”. Il partito guidato da Berlusconi è preoccupato per la decisione europea sullo stop, a partire dal 2035, della vendita di auto a benzina e diesel: “Noi chiediamo ci siano tempi diversi per questo passaggio – ha spiegato Gasparri -. Un futuro con emissioni zero? Noi ce lo auguriamo, però attenzione a non fare l’errore di alcuni film di fantascienza. Pensare che da qui a 13 anni si possano immettere solo auto elettriche mi sembra una scelta azzardata, in tanto devi dare delle reti di rifornimento, rapido, ci vuole un’automobile che può fare tanti chilometri, e l’energia deve essere verde. Noi riteniamo che la tempistica sia sbagliata. Andiamo avanti verso le emissioni zero ma con tempi che garantiscano equilibrio tra sostenibilità ambientale e produzione industriale”.
Altro tema d’attualità, quello dei bassi salari. “Noi riteniamo che le situazioni di emergenza debbano essere affrontate con misure concrete, adesso c’è un costo dell’energia che porta dei danni alle famiglie, l’Europa deve fare un piano come ha fatto per il Recovery Fund, oggi ci vuole un piano per affrontare la crisi energetica. Le sanzioni alla Russia devono colpire la Russia e non le famiglie italiane – ha sottolineato Gasparri -. Non è che noi non vogliamo il salario minimo perché siamo cattivi e siamo dalla parte dei padroni. Chiediamo che la contrattazione sia lo strumento migliore per trovare un punto di equilibrio, e poi dobbiamo rendere più conveniente assumere le persone. Noi dobbiamo creare lavoro attraverso le imprese”.
(ITALPRESS).
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Politica
Nordio “Patentino antifascista da chi non vuole cambiare un codice firmato da Mussolini”
Pubblicato
8 ore fa-
15 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “È proprio un paradosso che si pretendano attestazioni di antifascismo da chi non vuole cambiare un codice firmato da Mussolini”. Così specifica il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio riferendosi al Codice penale Rocco, in seguito alle polemiche sorte in merito alla richiesta del “patentino antifascista” da parte degli organizzatori della fiera “Più Libri Più Liberi”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Politica
Meloni incontra Takaichi a Roma: “Straordinaria sintonia tra Italia e Giappone. Su GCAP finalmente entrati nella fase operativa”
Pubblicato
12 ore fa-
15 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “C’è una straordinaria e particolare sintonia tra le nostre due nazioni, tra le nostre due leadership, tra le nostre visioni che intendiamo sfruttare al massimo. Italia e Giappone sono determinate a costruire insieme un futuro di sicurezza, prosperità e stabilità perché siamo persone concrete e vogliamo rispondere ai bisogni dei nostri cittadini. Lo faremo insieme”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine dell’incontro con il Primo Ministro del Giappone, Sanae Takaichi.
“La difesa è uno dei settori cruciali della cooperazione tra Italia e Giappone, abbiamo continuato a lavorare fianco a fianco sul programma strategico Gcap che ci vede impegnati insieme al Regno Unito nello sviluppo di un caccia di sesta generazione, siamo entrati finalmente nella fase operativa”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Romano “Vannacci? Chi vuole governare deve unire il Paese, non dividerlo”
Pubblicato
12 ore fa-
15 Giugno 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – In vista del voto il dibattito si è concentrato sui numeri e sulle alleanze possibili. Francesco Saverio Romano, in una intervista all’Italpress, rovescia l’ordine del discorso e parte da una tesi netta, valida a destra come a sinistra: vincere le elezioni non basta, conta poter governare il giorno dopo.
– Onorevole Romano, in un suo intervento recente è partito da Carlo Levi, “Le parole sono pietre”. Perché?
“Perché Levi aveva capito una cosa semplice e oggi dimenticata, che certe parole non scivolano via come l’acqua, restano e pesano, su chi le riceve e su chi le pronuncia. La politica discute di numeri e di alleanze come se governare fosse un’addizione. Non lo è. Governare è una responsabilità verso il Paese, e le parole con cui ci si presenta agli italiani contano quanto i programmi”.
– A quali parole pensa, in particolare? A quelle di Roberto Vannacci?
“Penso a parole che conosciamo tutti. Agli omosessuali ha scritto che “normali non lo siete, fatevene una ragione”. Di Paola Egonu, una campionessa che ha portato in alto il tricolore, ha detto che i suoi tratti somatici non rappresenterebbero l’italianità. Ha riproposto come accettabile un vocabolario di insulti che la civiltà giuridica aveva archiviato da tempo. Ha trattato gli immigrati come ospiti tenuti a ringraziare e destinati comunque a restare diversi”.
– Una destra può però essere severa sull’immigrazione e difendere la famiglia. Non sta facendo un processo alle idee?
“No, e tengo a distinguere. Si può discutere di immigrazione con fermezza, si può difendere la famiglia e la sicurezza senza umiliare nessuno, e una destra di governo seria lo fa ogni giorno. Il problema non è la severità delle idee. Il problema è che un partito chiamato a governare l’Italia rappresenta tutti gli italiani, compresi quelli che Vannacci ha messo fuori dal recinto della normalità o dell’italianità. Chi siede al tavolo di una maggioranza non può avere accanto chi nega in via di principio la pari dignità di una parte dei cittadini che dovrebbe servire”.
– È solo una questione di parole, o anche di linea politica?
“C’è soprattutto la politica estera, ed è qui che la distanza diventa incolmabile. Le posizioni del generale sulla Russia e su Putin sono note, e contraddicono in modo frontale la collocazione atlantica ed europea che questo governo ha tenuto con coerenza, dal sostegno all’Ucraina alla fedeltà all’Alleanza. Una coalizione non regge se al suo interno convivono due politiche estere opposte. Basterebbe il primo Consiglio europeo, basterebbe il primo vertice della NATO, per mandarla in frantumi”.
– Vannacci però porta voti. Non converrebbe tenerlo dentro la coalizione?
“Vannacci non chiede di entrare in una coalizione, chiede di rifondarla a propria immagine, sotto la bandiera di una “vera destra” identitaria. Ma una destra che per inseguire la sua frangia più estrema espelle la propria anima moderata, popolare, liberale ed europea, non guadagna forza, perde l’equilibrio. Perde proprio la parte che la rende capace di governare e di parlare al Paese reale, quello che chiede strade, sanità, lavoro e bollette sostenibili, non slogan da talk show”. – Lei però critica con la stessa durezza anche l’altro campo. Vale lo stesso ragionamento? “Vale lo stesso ragionamento, rovesciato. Alleanza Verdi e Sinistra porta idee legittime e una tradizione rispettabile, lo riconosco. Ma le sue posizioni di fondo restano incompatibili con un governo che voglia durare”.
– In che senso incompatibili?
“Sulla difesa, Avs è contraria all’aumento delle spese militari e ha avversato la scelta di sostenere militarmente l’Ucraina, in nome di un pacifismo che mette in discussione la solidarietà atlantica. Sull’economia rivendica l’ambizione della trasformazione contro quello che chiama il disastro del pragmatismo, e fa del salario minimo e della contestazione del mercato la propria bandiera. Sono posizioni che si scontrano in modo diretto con la linea di Matteo Renzi, atlantista convinto, sostenitore di Kiev, riformista e liberale in economia. Non è una sfumatura tra alleati, è una frattura di sistema”.
– Fratoianni dice di non porre veti. Non è un’apertura?
“Fratoianni dice di non porre veti, ma di riservarsi il giudizio su ogni scelta. Tradotto, significa che si riserva di rompere ogni volta che una decisione gli sembrerà troppo poco radicale. È esattamente la condizione che rende una maggioranza instabile già dal primo giorno. E del resto Renzi non ha alcuna affinità reale né con Schlein né con Conte. Quel campo largo non è un progetto, è una somma. E in politica le somme di forze incompatibili non governano, si paralizzano”.
– Il filo del suo ragionamento, allora, è che vincere non basta.
“È il punto che troppi fingono di non vedere. Vincere le elezioni, da soli, non significa nulla. Anzi, vincere senza poter governare è peggio che perdere, perché illude i cittadini e blocca le istituzioni, preparando la crisi successiva. La storia della Seconda Repubblica è piena di maggioranze nate per battere l’avversario e morte per la propria incoerenza. Sono state quelle, più ancora delle sconfitte, a logorare la fiducia degli italiani nella politica”. – E in tutto questo qual è il ruolo di Noi Moderati? “Una coalizione si tiene insieme se ha una chiglia, un centro di gravità che le impedisce di rovesciarsi alla prima onda. Nel centrodestra quel centro è lo spazio moderato e riformatore, di tradizione popolare ed europea, che noi rappresentiamo. Non siamo la zavorra della coalizione, ne siamo la chiglia. Siamo la parte che consente di tenere la rotta quando il vento si alza e di mediare quando le posizioni si irrigidiscono”.
– In conclusione?
“La domanda vera non è con chi ci si allea per vincere, ma con chi si potrà davvero governare il giorno dopo. Le parole di Vannacci e le posizioni di Avs, ciascuna nel proprio campo, danno la stessa identica risposta. Si potrà forse sommare qualche voto, non si potrà costruire un governo. E un Paese serio, alla fine, sceglie chi sa governarlo, non chi sa soltanto gridare più forte degli altri”.
-Foto ufficio stampa Saverio Romano-
(ITALPRESS).


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