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Crippa e D’Incà lasciano il M5s

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Il capogruppo alla Camera Davide Crippa e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà lasciano il M5s. “Dopo ormai 14 anni di attivismo politico – scrive Crippa sui social – mi vedo costretto a lasciare il Movimento 5 Stelle. Si tratta per me di un gesto molto sofferto e meditato a lungo.
Non ho mai nascosto la mia divergenza di opinione con i vertici del movimento sulla gestione del mancato voto di fiducia al Governo, che di fatto ha aperto una crisi poi cavalcata dal centrodestra per scopi elettorali”. Oggi il Movimento 5 Stelle “dopo aver fatto cadere il governo che aveva contributo a formare, dopo aver fatto venir meno quel progetto del campo progressista inaugurato, tra l’altro, in occasione delle elezioni amministrative di poco più di un mese fa, volge repentinamente lo sguardo indietro, recuperando un’idea di politica estremista e barricadiera, dimenticando il lavoro che tutti hanno svolto e che siamo stati chiamati a portare avanti per sostenere l’azione di ben 3 governi con differenti apporti da parte delle forze politiche presenti in parlamento”.
D’Incà sottolinea di avere “spiegato nelle sedi opportune e anche pubblicamente i rischi ai quali avremmo esposto il Paese in caso di un non voto di fiducia nei confronti del Governo Draghi. Una decisione a mio giudizio irresponsabile che non ho condiviso e che ho cercato di evitare fino all’ultimo istante lavorando dall’interno del Movimento 5 Stelle, con la speranza che prevalesse una linea di ragionevolezza e con l’unico obiettivo di mettere in sicurezza il Paese, proseguire con le importanti riforme che abbiamo realizzato in questi mesi e ottenere le relative risorse economiche, grazie alla spinta del Movimento”.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS)

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Musumeci nomina il Presidente della Regione Emilia-Romagna Commissario straordinario alla ricostruzione per il sisma del 2012

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ROMA (ITALPRESS) – Il Governo, su proposta del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha nominato oggi pomeriggio il Presidente della Regione Emilia-Romagna quale Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori regionali colpiti dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012. “La nomina – spiega Musumeci – è finalizzata ad assicurare il coordinamento e l’efficace prosecuzione delle attività di ricostruzione ancora in corso. Si stabilisce inoltre che l’incarico avrà una durata pari allo stato di ricostruzione e, comunque, non oltre il termine del mandato politico. L’incarico è svolto senza corresponsione di compensi, gettoni di presenza, rimborsi spesa o altri emolumenti a carico della finanza pubblica”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Via libera della Camera al decreto ex Ilva con 136 voti favorevoli, è legge

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OMA (ITALPRESS) – Con 136 voti favorevoli, 96 contrari e 4 astenuti, la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 1° dicembre 2025, n. 180 recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva, già approvato dal Senato.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Meloni “Meno tasse su lavoro e famiglie, più reddito disponibile in busta paga”

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ROMA (ITALPRESS) – “I dati diffusi nei giorni scorsi dalla CGIA di Mestre, aiutano a capire meglio cosa sta accadendo sul fronte del fisco in Italia da quando siamo al governo. I numeri sono chiari: negli ultimi anni le famiglie italiane hanno pagato meno tasse, il carico fiscale sui nuclei familiari si è ridotto di oltre 33 miliardi. Nelle ultime quattro Leggi di Bilancio – ovvero quelle varate dal governo Meloni – sono state previste importanti misure che hanno favorito questo risultato, che vanno dal taglio del cuneo fiscale all’innalzamento della soglia della flat tax per i lavoratori autonomi”. Così sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Allo stesso tempo, viene anche confermato quanto ho sostenuto io stessa in Parlamento nei mesi scorsi, rispondendo a qualche strumentalizzazione dell’opposizione”, aggiunge.

“Secondo l’Ufficio studi della CGIA, infatti, la pressione fiscale complessiva risulta in aumento, non perché vengono colpiti redditi medio-bassi, ma banalmente perché in questi anni è cresciuta l’occupazione, sono aumentati i salari e di conseguenza anche le entrate contributive e fiscali dello Stato. Inoltre, una quota maggiore di gettito è stata richiesta a grandi imprese, banche e assicurazioni. In concreto, tutto questo significa meno tasse su lavoro e famiglie, più reddito disponibile in busta paga e maggiore sostegno al potere d’acquisto, mantenendo i conti pubblici in equilibrio”, conclude Meloni.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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