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Economia

Bombardieri “Reddito universale aiuta a ridurre diseguaglianze”

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“Se parliamo di solidarietà e di redistribuzione non possiamo non proporre un reddito di base universale in grado di aiutare chi rimane indietro, di rispondere a chi non è abile al lavoro o a chi, privo di ammortizzatori sociali, può finire sotto la soglia della povertà. Un reddito universale aiuta a ridurre le diseguaglianze economiche e sociali”. Così Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, nella sua relazione al Congresso nazionale. Per Bombardieri “il meccanismo deve essere adottato solo a favore delle classi svantaggiate e di chi non è abile al lavoro. Molti dicono che il Reddito universale può disincentivare a trovare il lavoro, ma l’argomentazione può essere confutata dimostrando come questo non avrebbe l’ampiezza di un salario, bensì corrisponderebbe ad una cifra minima che possa permettere spese di base necessarie per la sopravvivenza dell’individuo. E sappiamo bene che i giovani che oggi rifiutano il lavoro, lo fanno perché vengono loro proposti salari da fame e condizioni lavorative inaccettabili. Fanno bene a rifiutare. Pagateli bene, applicate i contratti e vedrete che i giovani li troverete”.
A margine del congresso, il leader della Uil ha poi sottolineato: “Aspettiamo di verificare nel merito delle questioni che cosa il governo presenterà. Abbiamo sentito un riferimento al dialogo sociale e al confronto da parte della presidente Meloni, verificheremo nelle prossime settimane se questo corrisponderà a verità. Saremo pronti ad andare a quel tavolo, senza pregiudizi, verificando nel merito le proposte del governo e portando le nostre proposte. Abbiamo piattaforme unitarie che abbiamo presentato al precedente governo che riguardano il lavoro, la riforma fiscale e quella del welfare. Non abbiamo cambiato idea – ha proseguito – e non abbiamo intenzione di farlo a seconda dei governi che abbiamo di fronte”.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Economia

Economy Group presenta “Ricerca Circolare”, nuova rivista semestrale dedicata al valore della ricerca

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MILANO (ITALPRESS) – Economy Group amplia la propria offerta editoriale e lancia “Ricerca Circolare”, nuova rivista semestrale dedicata al racconto della ricerca scientifica come leva strategica per l’innovazione, la competitività e la sostenibilità del Sistema Paese, promossa da Roche Italia.

“Ricerca Circolare” nasce come laboratorio editoriale partecipativo, pensato per dare
voce a chi la ricerca la fa ogni giorno – ricercatori, scienziati, clinici, imprese, istituzioni – e
a chi ne beneficia nella cura, nella formazione e nello sviluppo industriale. L’obiettivo è
rendere visibile un processo spesso percepito come distante o estraneo, ma che genera
valore concreto per tutti e non solo per la salute dei cittadini e per l’economia.
Ogni numero sarà come un reportage a più voci: dallo sguardo ravvicinato alle scoperte
scientifiche che ridisegnano la salute pubblica e l’innovazione terapeutica, fino alle
implicazioni economiche e sociali che muovono il Sistema Paese, tra sfide di competitività
globale e occasioni di inclusione per giovani talenti. Espressione di una circolarità
concreta che abbraccia ricercatori e investitori, pazienti e associazioni, policymaker e
startup, con un approccio che rifiuta la cronaca scontata e cerca il significato profondo dei
cambiamenti.

La rivista si inserisce nel più ampio progetto “Ricerca Circolare”, campagna di
informazione lanciata da Roche Italia per rafforzare la consapevolezza sulla ricerca
scientifica come bene comune e come fattore chiave di crescita. Un tema particolarmente
rilevante nel nostro Paese, che pur contando su eccellenze riconosciute a livello
internazionale sta perdendo attrattività negli investimenti in ricerca clinica, con possibili
ricadute sull’accesso dei pazienti all’innovazione terapeutica.

Edita da Economy Group, “Ricerca Circolare” è diretta da Marina Marinetti, condirettrice
del mensile Economy, e propone un’analisi approfondita delle nuove frontiere della ricerca
– dall’intelligenza artificiale alla medicina personalizzata – con un focus sulle ricadute
sociali, economiche, industriali, culturali degli investimenti scientifici che a loro volta
stimolano nuova ricerca scientifica e quindi ulteriori effetti benefici a diversi livelli. Ogni numero affronta il tema della ricerca in una prospettiva sistemica, mettendo in relazione
salute, sviluppo economico, sostenibilità e competitività.

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“La nascita della rivista porta con sé un sostegno dichiarato: quello di Roche, impegnata
da anni a difendere l’autonomia della ricerca, ad accelerare l’ingresso di terapie innovative
e a rafforzare la rete delle comunità di cura. Questa alleanza trasforma la missione di
Ricerca Circolare in una sfida culturale: offrire strumenti di lettura e storie emblematiche
capaci di raccontare un ecosistema complesso, dove l’impatto della scienza si misura nei
gesti quotidiani di medici, pazienti, imprenditori e ricercatori – commenta Marina
Marinetti, direttrice responsabile di Ricerca Circolare – Una sfida che muove su due
fronti: documentare gli effetti concreti della ricerca sul territorio e stimolare la cultura della
collaborazione aperta, capace di unire pubblico e privato sotto la stessa responsabilità. A
chi vede nella ricerca un patrimonio di progresso, Ricerca Circolare promette conoscenza,
connessioni e strumenti per assumere un ruolo attivo in una nuova stagione di crescita e
consapevolezza, insieme a Roche e all’intero ecosistema della scienza italiana”.

Il primo numero di “Ricerca Circolare” sarà disponibile dal 10 febbraio, in
edicola allegato al mensile Economy, e potrà essere richiesto gratuitamente anche
online attraverso il sito www.ricercacircolare.it.

– foto ufficio stampa Economy Group –

(ITALPRESS).

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Economia

ABI, Patuelli “La tassazione è fondamentale rispetto al risparmio”

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ROMA (ITALPRESS) – “La tassazione in ambito bancario non riguarda solo le banche, riguarda innanzitutto i risparmiatori” e “uno dei fattori che interessa molto i risparmiatori è il livello di tassazione degli investimenti e delle giacenze dei propri risparmi”. Così il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, in un videomessaggio alla conferenza “La tassazione nell’ambito del sistema bancario e il nuovo Testo Unico della Finanza”, organizzata dall’Accademia della Guardia di Finanza a Bergamo. “Un tempo, quando gli Stati nazionali erano con economie e mercati chiusi, la tassazione in ciascun Paese era una variabile sostanzialmente indipendente. Man mano che i mercati si sono aperti” e che “la globalizzazione si è sviluppata, l’attenzione dei risparmiatori si è sempre più rivolta verso i rendimenti netti e quindi alle possibilità sostanziali di guadagno rispetto, da un lato, al rischio e, dall’altro, alla tassazione. Quindi la tassazione è un elemento fondamentale rispetto al risparmio”, spiega. “Non essendo più da tempo una variabile indipendente rispetto agli andamenti di mercato, è molto importante essere competitivi nazionalmente soprattutto in ambito europeo nei livelli di tassazione. Purtroppo l’Unione Europea non ha ancora un’uniformità di tassazione per gli investimenti e per i risparmi ma, fin quando non la avrà – e io spero non troppo a lungo – bisognerà che gli Stati nazionali si avvicinino progressivamente a una omogeneizzazione per atti unilaterali di ciascuno”.

Il tema del risparmio sarà un tema cruciale nel switch tra paese e paese o nel richiamare risorse da una parte all’altra per finanziare questi sviluppi” ed “è fondamentale che le banche abbiano una solidità”, ha detto invece il direttore generale dell’ABI, Marco Elio Rottigni. “Nella manovra di quest’anno credo che sia stato un senso di responsabilità condivisa sul fatto che le banche contribuiscano”, per poter “credere in un futuro di benessere e di crescita. Credo che il senso sia quello di dare stabilità e di creare delle opportunità per gli investimenti, che secondo noi sono la parte più importante”. Per questo “abbiamo trovato una convergenza su alcune tematiche. Plaudo alla responsabilità oggettiva da parte del sistema che ha trovato una quadra, attraverso le interlocuzioni che ci sono state quest’anno. Abbiamo fatto una manovra per cui abbiamo coperto bisogni di tre anni, ci consideriamo ‘completati’ con questa legge di bilancio“, conclude.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Nel secondo semestre 2025 utile netto a 622,9 milioni per Mediobanca, Melzi d’Eril “Business solidi”

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MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, presieduto da Vittorio Umberto Grilli, ha approvato i risultati individuali e consolidati dell’esercizio (di 6 mesi) al 31 dicembre 2025, illustrati dall’Amministratore Delegato Alessandro Melzi d’Eril. L’utile netto consolidato dei sei mesi si attesta su base ricorrente a 622,9 milioni, in calo rispetto allo scorso anno (-5,6%), con un ROTE del 12,8%5 e RoRWA5 del 2,7% (rispettivamente 14,2% e 2,9% nell’esercizio chiuso al 30 giugno scorso). L’utile netto consolidato contabile è pari 512,6 milioni dopo aver recepito costi straordinari per 110,3 milioni collegati alle Offerte Pubbliche di Scambio (“OPS”) e all’allineamento ai criteri contabili di MPS (cfr infra). L’ultimo trimestre chiude con un utile netto di 221 milioni, dopo oneri non ricorrenti per 80 milioni.

L’andamento operativo riflette il momento di transizione derivante dal cambiamento intervenuto nell’ultimo semestre con l’entrata di Mediobanca a far parte del Gruppo MPS e l’insediamento del nuovo CdA il 28 ottobre 2025. “A fronte di una vivace attività di finanziamento, sia nel credito al consumo che nei finanziamenti corporate, l’ultimo trimestre, in particolare, sconta la debolezza dei flussi del WM, per l’uscita di bankers e l’andamento dell’advisory nel CIB inferiore rispetto ai risultati record registrati lo scorso anno”, si legge in una nota.

“In un periodo di inevitabile transizione, Mediobanca può far leva su business solidi e professionalità distintive, e prepararsi così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, avendo costruito nei suoi 80 anni di vita un patrimonio di fiducia unico nel panorama finanziario italiano. Investire sulle nostre persone e sul loro talento sarà la priorità di questo percorso, con l’obiettivo di confermarci partner di riferimento per gli imprenditori in tutte le loro esigenze finanziarie, dalla crescita dell’impresa alla gestione del patrimonio. Con questa determinazione e impegno, ci accingiamo ad iniziare l’esercizio 2026 in ripresa su tutto il franchise”. Lo afferma in una nota l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Mediobanca Alessandro Melzi d’Eril.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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