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Economia

In edicola il nuovo numero di Prima Comunicazione

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Nel nuovo numero di Prima Comunicazione di ottobre, Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, spiega perchè questo è il momento giusto per dare una spallata al suo giornale, che non riesce a recuperare con l’edizione di carta i lettori persi negli ultimi anni. Il digital first rimane la base organizzativa e produttiva della redazione; anche se torna a notarsi una certa separazione tra digitale e carta. È il modello, ricorda Molinari nell’intervista, praticato dal New York Times e da Le Monde. Ma è all’online che Molinari guarda con più attenzione. Prima fa poi un’incursione nel mondo del digitale per raccontare una nuovissima iniziativa di Mondadori Media che ha dato vita alla talent agency ‘Zenzero’, legata al mondo del cibo, di cui sono azionisti anche cinque food creator forti di milioni di fan sui social. Prima è poi andata a vedere da vicino cosa succede nel mondo dei cartoon, un settore editoriale che sta dando grandi soddisfazioni ad autori ed editori. Se ne parla con Caterina Marietti, fondatrice con Michele Foschini della Bao Publishing, la casa editrice che pubblica i lavori di Zerocalcare. Raffaella Calandra è stata portavoce e capo ufficio stampa dell’ex ministro della Giustizia Marta Cartabia; a Prima racconta come informazione e comunicazione abbiano avuto un ruolo centrale nell’attività del ministero, accompagnando l’impegno della ministra “nel trovare la giusta mediazione sui diversi contenuti della riforma”. Per chi è interessato al mondo dell’audiovisivo Prima propone il bilancio della ottava edizione del Mia, Mercato internazionale audiovisivo, e tutti i numeri presentati con il 4° rapporto di Apa, l’Associazione dei Produttori Audiovisivi presieduta da Giancarlo Leone, di cui pubblica un estratto. Molto spazio come al solito alle interviste. Tommaso Cerno, tornato, dopo la parentesi parlamentare, giornalista a tutti gli effetti, ha dato vita a un nuovo quotidiano, L’identità. Gaspare Borsellino, fondatore e direttore di Italpress, apre le porte della nuova sede milanese dell’agenzia. “L’apertura di Milano – dice Borsellino – ha come obiettivo quello di aumentare la presenza dell’agenzia nel mondo economico e aziendale”. Marco Alverà, dopo aver guidato per sei anni Snam, ha creato una piattaforma per lo sviluppo di energie rinnovabili. Infine, alcuni servizi: il mondo delle telecomunicazioni, con le compagnie che si trovano ad affrontare la stretta alle forniture tecnologiche cinesi e i pagamenti miliardari per l’ultima rata dell’asta per il 5G; una incursione nel mondo di Rai Pubblicità che ha deciso di impegnarsi oltre che sui canali pubblici anche sui due editori privati; e infine il punto sulle misurazioni degli ascolti, dei dati di Audiweb, di Ads per diffusione dei giornali con le pagelle dei Trend.
(ITALPRESS).

Economia

Del Vecchio “Combatto perché venga rispettato il contratto di mio padre”

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ROMA (ITALPRESS) – Mio padre ha lavorato fino al suo ultimo giorno di vita. E vedere in azienda i padri lavorare insieme ai loro figli, che fanno lo stesso mestiere con passione, e si danno una mano, mi ha dato un senso di famiglia che, forse, non ho avuto. Per questo mi sono innamorato di Agordo e di Luxottica”. Così sul numero di Chi in edicola questa settimana, Leonardo Maria Del Vecchio, a capo di LMDV Capital e socio di Delfin, la holding di famiglia.

L’imprenditore e manager spiega perché, di recente, ha lasciato gli incarichi in EssilorLuxottica: “L’azienda ha sempre creduto in me e continua a credere in me, sono andato via perché non posso essere a capo di strategie che non condivido. L’ho fatto perché nella mia visione il cuore è Agordo, le persone, le generazioni, lì ho visto nascere il successo. E, quando tante persone sono così unite, è perché condividono una visione. Non è solo per i soldi, ma per il senso di appartenenza. Quando viene a mancare, diventiamo un’azienda come le altre”.

Del Vecchio racconta il suo progetto di aumentare le proprie quote in Delfin: “Per anni ho combattuto affinché fosse rispettato il testamento di mio padre, che prevedeva diverse fasi, l’ultima delle quali era proprio l’opportunità di comprare quote di altri azionisti per avere una direzione unitaria e senza scontri”.

 “Mi sarei esposto finanziariamente e ho provato a chiudere la trattativa per tre volte, e per tre volte non ci sono riuscito. Non me l’hanno fatto fare. Dopo quattro anni posso dire di aver mantenuto la promessa che ho fatto a mio padre. Perché più di così, più di indebitarmi per 10 miliardi, non potevo fare. E ci avrebbero guadagnato tutti in ogni caso”.

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Poi spiega la promessa fatta a suo padre: “Gli dissi che avrei messo davanti il bene dell’azienda, anche se questo avesse voluto dire sacrificare la mia vita professionale e personale. Non ho perso solo un padre, ho perso una guida e ho perso un faro. E sono passati quattro anni ma ho ancora i brividi a parlare di lui, e non vanno via, non passerà mai”.

Poi, tornando al suo ruolo imprenditoriale: “Molti pensano che prenda decisioni e non pensi alle conseguenze. Ma io penso alle conseguenze, ci penso anche mentre gli altri dormono”. “La gente dice che mi compro le persone, ma non è così, altrimenti non avrei cause, non avrei divorzi, non avrei avvocati. Vivrei molto meglio”.

Cosa si aspetta dagli altri? “Mi aspetto il minimo, cioè di non essere accoltellato alle spalle. Mi aspetto lealtà, che vuol dire stare a fianco di una persona quando ti piove contro di tutto o quando la casa brucia, non solo quando c’è da andare a Gardaland”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Report Bankitalia, migliora l’alfabetizzazione finanziaria delle microimprese

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ROMA (ITALPRESS) – Migliora il livello di alfabetizzazione finanziaria delle microimprese. E’ quanto emerge dall’indagine condotta dalla Bankitalia nel 2025. L’alfabetizzazione finanziaria risulta più elevata tra le microimprese con un fatturato più alto e tra quelle che esportano; non si evidenziano divari di genere tra gli imprenditori. Rispetto alla rilevazione svolta nel 2021, i livelli medi di alfabetizzazione finanziaria, calcolati sulle 17 domande confrontabili tra le due edizioni dell’indagine, evidenziano un miglioramento del 2%, attribuibile alle componenti relative ai comportamenti e agli atteggiamenti. Il 15% degli intervistati si colloca nella fascia più bassa nella comprensione dei concetti finanziari di base (0-3 risposte corrette su 8) e il 40 in quella media (4-6 risposte corrette); il 45% raggiunge la fascia più elevata (almeno 7 risposte corrette).

Risultati migliori sulle competenze si associano a punteggi più alti anche nei comportamenti e negli atteggiamenti finanziari. L’uso di strumenti di pagamento business, una caratteristica che favorisce una più netta separazione tra la finanza personale e quella d’impresa, è diffuso tra i microimprenditori: l’86% utilizza carte di debito, il 62 carte di credito e il 33 carte prepagate; inoltre, circa un quinto integra le carte di pagamento con portafogli elettronici. L’indagine rileva anche l’adozione di tecnologie digitali che possono contribuire ad aumentare la produttività, ridurre i costi di gestione e migliorare la gestione dei dati delle piccole imprese. L’intelligenza artificiale è adottata, in forma estensiva o limitata, solo dal 5% delle microimprese ed è più diffusa nei servizi di informazione e comunicazione e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche; la robotica, impiegata dal 6%, è maggiormente presente nel manifatturiero.

L’interconnessione dei processi, utilizzata dal 4%, è più frequente nei servizi di informazione e comunicazione. Il cloud, più semplice da implementare, è adottato in forma estensiva o limitata dal 44% ed è relativamente diffuso tra le imprese dei diversi settori. Una parte delle microimprese sta sperimentando tecnologie digitali oppure ne prevede l’adozione entro un anno: il 19% nell’ambito dell’intelligenza artificiale, il 13 per l’interconnessione dei processi e il 12 per la robotica e per le soluzioni cloud. A parità di caratteristiche, la propensione ad adottare, in modo sperimentale o più intensivo, almeno una tra intelligenza artificiale, robotica e interconnessione dei sistemi è maggiore tra le donne imprenditrici e ha un legame positivo con il livello di conoscenze finanziarie dei titolari di impresa, che potrebbero favorire una migliore capacità di valutare i ritorni economici degli investimenti digitali.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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Economia

Lagarde e Ceccherini insieme a Milano a confronto con i giovani sul futuro

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ROMA (ITALPRESS) – La presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagrade torna a dialogare con Andrea Ceccherini, leader di Osservatorio for independent thinking, per un incontro pubblico con centinaia di studenti europei coinvolti in “Young Factor”, il progetto di educazione economico-finanziaria numero uno in Italia, a cui partecipano oltre 700.000 studenti. L’evento si terrà il prossimo 5 novembre alle ore 16 a Milano.

L’appuntamento rappresenta un nuovo punto nel percorso di internazionalizzazione di “Young Factor”, sostenuto oggi in Italia da Intesa Sanpaolo e Unicredit Group e già presente in forze anche in Germania e Spagna e in corso di sperimentazione in diversi altri paesi europei, tra cui Francia, Paesi Bassi e Portogallo

Noi di Osservatorio for independent thinking vogliamo tenere i giovani dentro le discussioni che contano e offrire loro l’opportunità di entrare nel cuore delle questioni che stanno rivoluzionando il nostro tempo, dialogando da pari a pari con i massimi protagonisti in campo, per allenarli ad essere sempre più attori del cambiamento”, ha dichiarato Andrea Ceccherini.

“A questo scopo lavoriamo con decine di migliaia di insegnanti europei per contribuire a sviluppare nelle nuove generazioni quel pensiero critico e quell’educazione economico finanziaria, che consenta loro di capire a fondo i fatti che accadono e che gli permetta di difendersi sempre meglio dai tentativi sempre più pervasivi della manipolazione e della propaganda”, ha aggiunto.

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-Foto ufficio stampa Osservatorio for independent thinking-
(ITALPRESS).

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