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Cronaca

Banca Generali, torna “Un campione per amico”

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ROMA (ITALPRESS) – Dal tennis al calcio, dal volley al rugby. Quattro sport e quattro campioni: Adriano Panatta, Ciccio Graziani, Andrea Lucchetta e Martin Leandro Castrogiovanni. Sono i protagonisti della ventiduesima edizione dell’iniziativa promossa da Banca Generali “Un campione per amico”, presentata al circolo Parioli di Roma.
L’edizione 2023 si propone come terapia d’urto per trasmettere alle nuove generazioni l’importanza dell’attività sportiva come forma di benessere e di crescita sana.
“Condividiamo questa iniziativa da 12 anni con quattro grandi campioni, l’obiettivo da un lato è portare tra i ragazzi il concetto di educazione finanziaria, dall’altro quello di usare la metafora dello sport come bellissima metafora della vita”, ha detto Marco Bernardi, vicedirettore generale di Banca Generali, “Darsi degli obiettivi, lavorare per poterli raggiungere, fare dei sacrifici, che poi è quello che si fa quando si risparmia. Sapere perchè si risparmia, magari rinunciare a qualcosa tutti i giorni per avere qualcosa di più domani, questo credo sia un elemento molto importante da dare ai ragazzi”.
A partire dal 10 maggio oltre 10 mila bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia saranno coinvolti in un grande evento nazionale dal carattere sportivo-educativo: tennis, rugby, calcio e volley saranno le discipline in cui i giovani studenti si cimenteranno confrontandosi con campioni di sport e di vita. Il tour prenderà in via da Grosseto e si snoderà, fermandosi solo nei mesi estivi, lungo tutta la penisola.
“Considero scontato essere qui, come istituzioni condividiamo in pieno messaggi e obiettivi di questo progetto”,
il commento di Flavio Siniscalchi, consigliere del ministero dello Sport, “il messaggio che può arrivare da questi campioni è straordinario, insegnare i valori di un sano stile di vita legati allo sport. Lo sport raccoglie una serie di valori positivi che devono essere diffusi”.
Banca Generali conferma l’attenzione verso le tematiche valoriali nei confronti dei più giovani, scegliendo di affiancarsi, per il dodicesimo anno consecutivo, alla manifestazione Un Campione per Amico, rafforzando in questa nuova edizione l’impegno verso l’educazione finanziaria. I manager della banca sul territorio parteciperanno infatti nei giorni precedenti alla manifestazione agli incontri con le classi delle scuole coinvolte ad incontri sull’educazione finanziaria e durante la kermesse verranno distribuiti in piazza i libretti “Leo presenta: il risparmio sostenibile” che introduce in modo semplice a concetti spesso complessi anche per gli adulti. “Senza Banca Generali non sarebbe mai partito questo evento, hanno sempre creduto in noi, nella promozione dello sport – ha ricordato Adriano Panatta -. Sono più di 20 anni che facciamo questo evento ed ha avuto sempre un grande successo. E’ una grande festa in piazza, coinvolge tante città e ci divertiamo anche noi. Il nostro obiettivo è quello di trasmettere ai più giovani i veri valori dello sport”.
L’edizione 2023 di “Banca Generali – Un Campione per Amico” toccherà tra maggio e giugno sei città, Grosseto (il 10 maggio); Como (il 18 maggio); Brescia (il 24 Maggio); Asti (il 30 maggio); Perugia (l’1 giugno) e Pinerolo (il 6 giugno) per poi riprendere dopo la pausa estiva a partire dal mese di settembre. Il format rimane invariato: le più belle piazze italiane per l’occasione si trasformeranno in vere e proprie palestre a cielo aperto, con animazione, musica, gadget, dove i quattro celebri testimonial saranno a disposizione dei bambini per giocare, ridere, animare e trasmettere i veri valori dello sport come spirito di sacrificio, integrazione e rispetto delle diversità. Nelle tappe, parteciperanno ragazzi senza alcuna distinzione di abilità, grazie al coinvolgimento di associazioni presenti sul territorio selezionate in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico. Anche quest’anno è inoltre confermato il patrocinio del CONI. Lucchetta ha spiegato che “l’obiettivo è animare nei bambini la voglia di giocare, divertirsi, sorridere, stare con quattro campioni per poter animare in loro la curiosità verso il gioco per praticare un domani quattro sport diversi”, mentre per Catrogiovanni “è un’esperienza incredibile, tramite lo sport non si possono solo formare campioni di sport ma anche di vita ed è importante iniziare presto”.
Sono 21 le edizioni in archivio, più di 210 tappe già percorse, uno staff di oltre 50 persone che si muove di città in città, ma soprattutto circa 210 mila bambini coinvolti.
Per Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali “l’esempio di questi campioni e di questo tour va oltre i confini dello sport esprimendo al meglio la voglia di stare assieme, fare squadra e di stare vicini sul territorio, elementi che da sempre contraddistinguono il nostro lavoro al fianco delle famiglie per accompagnarle nelle sfide legate al risparmio. Come un campione-allenatore anche i nostri banker ogni giorno si impegnano nella responsabilità di guidare i nostri clienti verso gli obiettivi prefissati. E in un contesto che ormai da anni ci pone davanti a crescenti complessità dall’economia e dai mercati crediamo sia importante rafforzare anche in Italia, come in altri Paesi che ci precedono per educazione finanziaria, volti a introdurne i primi concetti ma soprattutto a sensibilizzare le coscienze”.
E’ possibile seguire l’iniziativa sul sito ufficiale dell’evento www.uncampioneperamico.it, sulla relativa pagina Facebook e sui canali Facebook, Instagram, Twitter e LinkedIn di Banca Generali.

– foto ufficio stampa “Un campione per amico” –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Embolia polmonare in chirurgia estetica, Skerdi Faria “Ecco come prevenire rischi”

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ROMA (ITALPRESS) – Quali sono i rischi della chirurgia estetica, qual è l’incidenza e come si prevengono? Perchè si parla anche di rischio di embolia polmonare? Lo abbiamo chiesto a Skerdi Faria, anestesista-rianimatore, dottore di Ricerca in Infezioni Ospedaliere e fondatore della clinica albanese KEIT Day Hospital.

“L’embolia polmonare è l’ostruzione improvvisa di una o più arterie polmonari, generalmente causata da un coagulo di sangue che si forma nel sistema venoso profondo, più frequentemente negli arti inferiori, e successivamente migra verso il circolo polmonare. E’ una complicanza temuta perchè può evolvere in modo rapido e imprevedibile, compromettendo la funzione respiratoria e cardiovascolare. Proprio per questo, in chirurgia si lavora su protocolli di valutazione del rischio e profilassi”, afferma Faria.

“La chirurgia estetica – spiega – resta a tutti gli effetti chirurgia, con implicazioni anestesiologiche, fisiologiche e tromboemboliche che devono essere attentamente considerate. I grandi database internazionali mostrano che gli eventi tromboembolici sono statisticamente rari, ma non inesistenti, e che il rischio tende ad aumentare in presenza di procedure combinate, interventi di lunga durata o quando si opera su determinati distretti corporei. E’ proprio questa consapevolezza che impone protocolli rigorosi e una selezione accurata dei pazienti”.

Ma qual è l’incidenza complessiva di eventi tromboembolici venosi in chirurgia estetica? “Si attesta intorno allo 0,09%. Nelle procedure combinate sale a circa 0,20%, mentre nelle procedure singole scende a circa 0,04% – risponde Faria -. Interventi su viso e seno presentano tassi più bassi; sul corpo e nelle combinazioni chirurgiche il rischio aumenta leggermente. Sono eventi rari, ma abbastanza significativi da richiedere protocolli rigorosi”. Tuttavia, rischio “‘bassò non significa mai ‘zerò. Senza conoscere i fattori individuali del paziente – come BMI, fumo, terapia ormonale, storia familiare di trombosi, durata dell’intervento e mobilità nel post-operatorio – non è possibile trarre conclusioni sul singolo caso”.

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Quali sono i fattori che più spesso portano a questi eventi nel post-operatorio? “I principali fattori di rischio includono BMI elevato, età avanzata, fumo, uso di contraccettivi o terapie ormonali, storia familiare di trombosi, durata dell’intervento, immobilizzazione prolungata e procedure combinate o su distretti corporei a rischio. La presenza di uno o più di questi elementi rende essenziale l’adozione di protocolli rigorosi di prevenzione e monitoraggio”, dice Faria.

Il rischio – è bene spiegarlo – non finisce quando si esce dalla sala operatoria… “Esatto. La letteratura scientifica e le linee guida internazionali ricordano che una quota significativa di eventi tromboembolici può manifestarsi anche dopo la dimissione. Per questo la fase di educazione del paziente e un follow-up attento rappresentano elementi fondamentali per garantire la sicurezza post-operatoria”, evidenzia ancora il medico.

Un rilievo importante assume in questo contesto la prevenzione: “Le principali misure meccaniche includono calze elastiche a compressione graduata e pompe pneumatiche intermittenti – spiega Faria -. Favoriscono il ritorno venoso e riducono il rischio di trombosi, soprattutto nelle procedure lunghe o nei pazienti a rischio, sempre secondo protocolli rigorosi. La profilassi farmacologica è uno strumento importante, ma va sempre gestita con equilibrio, bilanciando il rischio trombotico con quello di sanguinamento. Le linee guida internazionali e i principali report scientifici sottolineano l’importanza di una stratificazione del rischio personalizzata: non esiste una soluzione valida per tutti, e ogni decisione deve basarsi su una valutazione clinica attenta e individuale. Presso KEIT Day Hospital la prevenzione degli eventi tromboembolici è un elemento centrale della sicurezza dei pazienti. Adottiamo protocolli completi e aggiornati secondo gli standard europei: valutazione pre-operatoria individuale del rischio, utilizzo sistematico di calze compressive e pompe antitrombotiche, mobilizzazione precoce e, quando indicato, profilassi farmacologica. In oltre 22.000 interventi, abbiamo registrato un solo caso sospetto, identificato tempestivamente grazie all’ecodoppler e gestito con successo. Questo dimostra quanto una strategia strutturata e multidisciplinare possa ridurre significativamente le complicanze, anche negli scenari più complessi”.

– Nella foto Skerdi Faria (fonte KEIT) –

(ITALPRESS).

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Nasce Kormed, il nuovo brand di Clariane Italia dedicato ai servizi sanitari

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MILANO (ITALPRESS) – Clariane Italia è la realtà italiana della community della salute europea Clariane – principale punto di riferimento per l’assistenza sanitaria e socio-sanitaria nei momenti di fragilità – sotto cui rientrano Korian, brand di riferimento per il settore socio-sanitario, e il nuovo brand Kormed dedicato al settore sanitario nato per diversificare le linee di business aziendali e allinearsi con il mercato europeo.
Il nuovo brand dedicato ai Servizi Sanitari – che pesano il 44% su un fatturato 2025 di oltre 600 milioni di euro – si affianca a Korian, il brand specializzato in Servizi per Anziani e persone con disabilità: l’obiettivo è di preservare il consolidato legame di fiducia che l’azienda ha saputo costruire nel tempo e di delineare, al contempo, una chiara distinzione tra le strutture e i servizi dell’azienda.
La nuova organizzazione brand di Clariane Italia – prima Società Benefit nel settore sanitario e sociosanitario dal 2022 – sottolinea la continua crescita dell’azienda in ambito sanitario e consente di offrire un servizio ancora più completo, dalla prevenzione alla cura, in grado di rispondere in maniera sempre più integrata alle sfide del settore. Una scelta strategica che consente di essere riconoscibili con un’identità chiara in tutti i Paesi in cui Clariane è presente, Italia compresa.
Nel nostro Paese, Clariane Italia opera oggi in 7 regioni con 63 strutture per anziani e persone con disabilità, 47 strutture sanitarie, 35 poliambulatori con con diagnostica e 11 servizi di cure a domicilio, per un totale di più di 9.000 posti letto e più di 2 mln di prestazioni ambulatoriali erogate ogni anno. Con oltre 9.000 collaboratori e collaboratrici, il tasso di occupazione dell’azienda, al terzo trimestre 2025, è stato del 97,6%, in crescita rispetto al 2024.
“Il nostro obiettivo come Clariane Italia è di continuare a crescere specialmente nel settore sanitario, puntando su ricerca e innovazione per fornire servizi sempre più su misura e integrati tra loro, con un approccio olistico a trecentosessanta gradi che accompagni le persone dalla prevenzione alla cura”, commenta Federico Guidoni, Presidente e CEO di Clariane Italia. “La crescita sul fronte sanitario sarà trainata proprio da Kormed grazie alla qualità dei servizi offerti, che nasce dalla professionalità delle nostre èquipe mediche altamente specializzate e da continui investimenti in tecnologia e innovazione in strutture d’eccellenza, dove offriamo ai pazienti modelli di assistenza e cura flessibili e personalizzati, in grado di migliorare la salute, ma anche la qualità di vita dell’individuo”.
Da oltre trent’anni, Clariane Italia utilizza un approccio che nasce da una concezione del sistema salute che assicuri efficienza, efficacia e continuità delle cura, grazie ad un sistema di presa in carico in grado di creare una connessione tra i servizi sul territorio e all’interno delle strutture stesse: grazie a questa visione, l’azienda negli anni ha creato un vero e proprio network della salute, inteso come una rete globale di servizi sanitari, sociosanitari e assistenziali che ha come obiettivo la salute e il benessere del paziente nei suoi differenti aspetti fisici, mentali, relazionali.
– foto ufficio stampa Clariane Italia –
(ITALPRESS).

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Aperto il bando 2026 a sostegno dell’agricoltura di montagna, Beduschi “25,5 milioni per chi lavora in territori difficili”

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MILANO (ITALPRESS) – Regione Lombardia ha aperto il bando 2026 dell’intervento SRB01 ‘Sostegno zone con svantaggi naturali di montagna‘, previsto dal Complemento per lo Sviluppo Rurale della PAC 2023-2027. La dotazione finanziaria complessiva è pari a 25,5 milioni di euro, in aumento rispetto ai 18 milioni previsti nel 2025 e sarà possibile effettuare domanda entro il 15 maggio.

Lo comunica l‘assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi. “L’obiettivo – dichiara Beduschi – è garantire il mantenimento dell’attività agricola e zootecnica nelle aree montane, riconoscendo un’indennità annuale per ettaro a compensazione dei maggiori costi e dei minori ricavi che le imprese affrontano operando in territori caratterizzati da svantaggi naturali e difficoltà a svolgere questo lavoro rispetto alle aree di pianura”.

Possono presentare domanda gli agricoltori in attività che operano nei Comuni montani individuati dal Complemento Sviluppo Rurale della Lombardia 2023-2027. Il sostegno riguarda le superfici agricole utilizzate in sistemi zootecnici estensivi, foraggere, seminativi, viticoltura e frutticoltura specializzata. Il premio è riconosciuto per ettaro, con importi differenziati in base alla tipologia colturale, all’altitudine, alla pendenza e alla dimensione aziendale. Sono previste specifiche condizioni per pascoli, prati permanenti e avvicendati, vigneti (terrazzati e non), frutteti, oliveti e castagneti.

“Con questo intervento – prosegue Beduschi – Regione Lombardia conferma una scelta chiara: la montagna non si abbandona. Sostenere chi continua a coltivare e allevare in territori difficili significa difendere il presidio ambientale, la biodiversità e la sicurezza idrogeologica, ma anche garantire reddito e prospettiva alle imprese agricole che tengono vivi questi territori”.

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“Difendere l’agricoltura di montagna – conclude Beduschi – significa investire non solo nella qualità della produzione agroalimentare, ma anche nella tenuta economica delle comunità alpine e prealpine. È una misura strutturale che sostiene concretamente chi sceglie di restare e lavorare in quota”.

– Foto di repertorio Regione Lombardia –

(ITALPRESS).

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