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Economia

Banca Mediolanum, nel primo trimestre utile in crescita

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Il buon andamento dei risultati commerciali unito al graduale recupero dei mercati nel primo trimestre, ha permesso a Banca Mediolanum di ottenere commissioni nette per 261 milioni, in aumento del 4% rispetto al primo trimestre 2022. Il margine operativo ammonta a 228,1 milioni, superiore del 64% rispetto al primo trimestre del 2022 e miglior trimestre di sempre, grazie all’apporto positivo di tutte le linee di business e alla forte leva operativa. Pertanto, l’utile netto si attesta a 178,3 milioni, in crescita del 59% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a dimostrazione della capacità del modello di business di Banca Mediolanum di generare grande valore in ogni fase di mercato. Il totale delle masse gestite e amministrate è pari a 108,73 miliardi, risultando in incremento del 2% rispetto al 31 marzo scorso e del 5% dalla fine del 2022. Gli impieghi alla clientela retail del Gruppo si attestano a 16,61 miliardi, in crescita dell’1% rispetto al 31 dicembre 2022 e del 12% anno su anno. L’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale crediti del Gruppo rimane estremamente contenuta ed è infatti pari allo 0,70%. Il Common Equity Tier 1 Ratio al 31 marzo si attesta al 20,6%. I volumi commerciali ammontano a 3,89 miliardi, in aumento del 17% anno su anno. In particolare, la raccolta netta totale è stata positiva per 3 miliardi, mentre la raccolta netta gestita ha raggiunto 1,35 miliardi. I erediti erogati nel corso del periodo ammontano a 841 milioni, in calo del 6% rispetto all’anno precedente, riflettendo peraltro il generale rallentamento nel settore immobiliare. I premi assicurativi delle polizze Protezione, inoltre, hanno registrato un aumento del 5%, raggiungendo 43,3 milioni.
“Sono estremamente soddisfatto dei risultati che abbiamo conseguito in questo primo trimestre del 2023. Nello specifico, il business ricorrente è in forte ascesa con un incremento del margine operativo del 64%, portando di conseguenza l’utile nel trimestre a 178 milioni in aumento del 59% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”. Così Massimo Doris, Ad di Banca Mediolanum “Desidero inoltre sottolineare due evidenze molto importanti. Anzitutto il ritorno delle masse in gestione sui massimi registrati, ovvero superiori a 108 miliardi, sospinte dalla raccolta netta e dalla acquisizione di nuovi clienti entrambe in forte crescita rispetto allo scorso anno. Infine, nonostante in questo trimestre si sia purtroppo tornati a fare i conti con crisi bancarie a livello internazionale, il settore in Italia non è stato impattato e, all’interno di esso, Banca Mediolanum continua a essere un’eccellenza per solidità patrimoniale con un indice CET1 pari a 20,6%. Questa – conclude Doris – è una garanzia fondamentale per i nostri clienti, attuali e futuri, che scelgono di affidarci i loro risparmi”.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Banca Mediolanum-

Economia

Cioffi “Sta avvenendo una rivoluzione copernicana nelle modalità di spostamento di denaro”

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LONDRA (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – “La frontiera dei pagamenti si sta spostando costantemente: il denaro contante si usa sempre meno e anche le carte di credito stanno diventando obsolete, a favore di strumenti elettronici. L’espansione dei pagamenti digitali costringe le istituzioni a discutere sempre più frequentemente come regolare questo settore”. Lo dice Marika Cioffi, responsabile della Delegazione della Banca d’Italia a Londra, intervenuta all’Italian Symposium 2026, organizzato dagli studenti italiani iscritti negli atenei britannici.

“Sta avvenendo una rivoluzione copernicana nelle modalità di spostamento di denaro – spiega -. I pagamenti elettronici sono già prevalenti in molti Paesi e le criptovalute, ammontano ormai a oltre tremila miliardi di dollari, con una crescita verticale in questi anni. Le criptovalute stanno cambiando la natura del denaro. Questo richiede una modernizzazione della gestione monetaria anche da parte delle banche centrali”.

Sono sviluppi che hanno un impatto anche sulla valuta europea: “Siamo nel XXI Secolo ma il denaro delle banche centrali è rimasto nel XX Secolo. Cresce il bisogno di avere l’euro digitale per estendere i benefici della valuta attraverso disponibilità offline, commissioni ridotte per i commercianti, maggiore privacy e tutela del ruolo del denaro pubblico come garante della fiducia e della stabilità al cuore del sistema finanziario”. 

In termini di cybersicurezza,l’Unione Europea sta lavorando su un Regolamento per migliorare la sicurezza nel settore finanziario, guardando anche alla privacy e alla sicurezza delle transazioni elettroniche”.

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-Foto f51/Italpress-
(ITALPRESS).

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Economia

Prezzi alla produzione dell’industria in aumento dell’1,5% a gennaio, -1,6% su base annua

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ROMA (ITALPRESS) – A gennaio, secondo i dati Istat, i prezzi alla produzione dell’industria aumentano dell’1,5% su base mensile e flettono dell’1,6% su base annua (era -1,4% a dicembre 2025). Sul mercato interno i prezzi crescono del 2,0% su base mensile e flettono del 2,1% su base annua (da -2,0% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, i prezzi registrano un aumento congiunturale moderato (+0,4%) e una crescita tendenziale dell’1,1% (da +0,9% di dicembre 2025). Sul mercato estero i prezzi aumentano dello 0,2% su base mensile (+0,3% area euro, +0,1% area non euro) e dello 0,1% su base annua (+0,5% area euro, -0,3% area non euro). Nel trimestre novembre 2025-gennaio 2026, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell’industria crescono dello 0,9% (+1,1% mercato interno, +0,4% mercato estero). A gennaio fra le attività manifatturiere, le flessioni tendenziali più ampie si rilevano per coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,7% mercato interno, -17,2% area euro, -16,4% area non euro).

Gli incrementi tendenziali maggiori riguardano metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+4,3% mercato interno), mezzi di trasporto (+5,0% area euro), e altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+9,8% area non euro). Sul mercato interno, la flessione su base annua dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas, sebbene in attenuazione, resta ampia (-6,1%, da -6,9% di dicembre 2025). A gennaio i prezzi alla produzione delle costruzioni per edifici residenziali e non residenziali diminuiscono dello 0,1% su base mensile mentre crescono dell’1,9% su base annua (da +1,6% di dicembre 2025); quelli di strade e ferrovie aumentano dello 0,1% in termini congiunturali e flettono dello 0,3% in termini tendenziali (era +0,1% a dicembre 2025). Nel trimestre novembre2025-gennaio 2026, rispetto al precedente, i prezzi sia di edifici residenziali e non residenziali sia di strade e ferrovie rimangono invariati.

– foto screenshot Istat –

(ITALPRESS).

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Economia

Bankitalia, a gennaio prestiti alle famiglie e alle imprese in aumento

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ROMA (ITALPRESS) – A gennaio, secondo i dati di un report della Banca d’Italia, i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell’ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono aumentati del 2,2% sui dodici mesi (2,0 nel mese precedente). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,5% (come nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell’1,7% (1,8 in dicembre). I depositi del settore privato sono aumentati del 3,9% (2,2 nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è aumentata dell’1,9% (come nel mese precedente). Il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si è collocato al 3,87 per cento (3,81 in dicembre).

La quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è stata del 20,4% (18,5 nel mese precedente). Il Taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,19% (9,97 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,53% (3,59 nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 4,07%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 3,24%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,64% (0,62 in dicembre).

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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