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Cronaca

Educazione finanziaria, premiati 43 Fuoriclasse della Scuola

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TORINO (ITALPRESS) – Quarantatrè giovani eccellenze della scuola italiana sono state premiate nella sede dell’Unione Industriali Torino con una Borsa di Studio del valore di 1.500 euro, conferita per il progetto “I Fuoriclasse della Scuola”.
Il riconoscimento economico è però solo una parte del premio, poichè la caratteristica del progetto, realizzato in collaborazione con Confindustria, Associazione Bancaria Italiana e Museo del Risparmio nato dalla volontà di Intesa Sanpaolo, è quella di offrire agli studenti la possibilità di potenziare le loro competenze economiche di base con la partecipazione al “Campus dei Fuoriclasse”, che si è svolto il 13 e 14 dicembre, in due sessioni parallele, al Museo del Risparmio e all’Università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza.
La partecipazione al Campus ha aiutato i Fuoriclasse a familiarizzare con l’ambiente economico e ad acquisire strumenti di comprensione del mondo del lavoro al quale dovranno presto affacciarsi. Ma è stato anche un prezioso momento di networking e relazione tra giovani studenti e studentesse accomunati dalla passione per lo studio. Al centro della due giorni di lavoro il tema dell’educare al rischio con l’obiettivo di dare ai Fuoriclasse gli strumenti per saperlo affrontare e gestire, pianificando il proprio percorso di vita e il proprio benessere sociale ed economico. La cerimonia finale di consegna delle borse di studio si è svolta presso l’Unione Industriali Torino, con la partecipazione attiva di numerosi imprenditori e di fronte a un pubblico composto da alcune centinaia di studenti delle scuole torinesi.
Ma chi sono “I Fuoriclasse della Scuola”? Il progetto valorizza i giovani talenti grazie a donazioni da parte di fondazioni, associazioni, società, imprese e singoli cittadini: i destinatari sono le studentesse e gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di II grado vincitori delle seguenti competizioni individuali a livello nazionale comprese nel Programma annuale per la Valorizzazione delle eccellenze: Campionati di Italiano, Matematica, Fisica, Informatica, Scienze naturali, Economia e Finanza, Lingue e civiltà classiche, Astronomia, Filosofia, Statistica; Giochi della Chimica; Concorso New Design; Concorso Economia; Gara Nazionale per gli studenti degli Istituti professionali e degli istituti tecnici.
Nato nell’ambito del Protocollo di intesa tra la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e il Ministero dell’Istruzione e del Merito e realizzato in collaborazione con il Museo del Risparmio, Confindustria e Associazione Bancaria Italiana, “I Fuoriclasse della Scuola” ha celebrato oggi la conclusione della settima edizione che ha raccolto 86 mila euro, che si vanno ad aggiungere ai 724mila euro 362 Borse raccolte nelle precedenti edizioni, portando il totale raccolto nelle sette edizioni a 405 Borse di Studio e 810 mila Euro.
I donatori della settima edizione de “I Fuoriclasse della Scuola” sono: Alessandra Losito, Arca Fondi SGR S.p.A., Banca di Credito Popolare, Banca Generali, Banca IFIS, Chiomenti, Comparato Nello S.r.l., DoValue, EKAF SPA, Equita, Fondazione Gruppo Pittini, Fondazione Sia, Fondazione Rocca, Fondazione Venesio Ente Filantropico – Banca del Piemonte, Habitare, Italiafintech, LabAnalysis, STS, SCF – Sistemi Costruzione Futura, TibaTricot e White Bridge.
I quarantatrè Fuoriclasse della Scuola sono Pietro Andreose, Samuele Artico, Luigi Pio Arsieni, Luca Baglietto, Edoardo Balistri, James Bamber, Luca Mark Barontini, Riccardo Battini, Pietro Carissimi, Gianpietro Cittolin, Matilde Colletto, Dimitri Colombo, Biagio Consiglio, Leda Rossi, Angela Sara Migliorini, Giovanna Mariapia D’Onofrio, Chiara Luppino, Caterina Pierozzi, Luca De Masi, Elia Della Valle, Zefiro Ferraro Fano, Gabriele Fognini, Pietro Frasson, Marco Frigo, Mattia Giusto, Alessandro Lombardo, Francesco Lubrano Lavadera, Giosuè Nodale, Francesco Pieracciani, Luca Sartori, Enrico Zonta, Desirèe Fassina, Viviana Fraccaroli, Stefania Lazarenco, Anna Manfrin, Elisa Mantovani, Cristina Righetti, Guglielmo Di Grazia, Simone Foti, Matteo Musumeci, Matteo Niccoli, Daniel Palamarciuc, Francesco Spezzati.

– Foto ufficio stampa Feduf –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Ue, Pichetto “Invidivuate misure su flessibilità, importante ci sia nucleare”

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ROMA (ITALPRESS) – “Sono già state individuate alcune potenziali
misure che rispondono ai requisiti e agli ambiti di intervento
indicati dalla Commissione europea. Sono in corso gli
approfondimenti necessari sugli aspetti tecnici e
sull’ammissibilità delle singole misure, anche con riferimento ai
profili di finanza pubblica, così da poter valutare pienamente le
opportunità offerte dalla nuova clausola per l’energia”. Lo
dichiara il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica,
Gilberto Pichetto Fratin, commentando le indicazioni operative
pubblicate dalla Commissione Ue. “Ritengo inoltre importante il
fatto che la Commissione europea abbia esplicitamente incluso gli
investimenti sul nucleare tra quelli che possono rientrare
nell’ambito delle misure finanziabili. E’ un riconoscimento
significativo della rilevanza che il nucleare può avere nel
rafforzamento della sicurezza e della resilienza del sistema
energetico europeo e nel percorso di transizione energetica”,
prosegue Pichetto. “L’Italia sta lavorando per cogliere, con
concretezza e responsabilità, tutte le opportunità che questo
nuovo quadro europeo può offrire”, conclude il ministro.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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Cronaca

Addio a Varenne, il trottatore più forte di tutti i tempi

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ROMA (ITALPRESS) – E’ morto Varenne. Il cavallo italiano, che era nato a Copparo nel 1995, è stato un grande trottatore, ritenuto da molti il più forte di tutti i tempi. Il “Capitano”, questo uno dei suoi soprannomi, ha vinto tanti titoli durante la carriera, in particolare ha centrato il Grand Slam per due volte, nel 2001 e nel 2002, vincendo le tre corse di Gruppo 1 più prestigiose d’Europa, ovvero il Prix d’Amerique, il Gran Premio Lotteria e l’Elitloppet.
La notizia della scomparsa di Varenne è stata ufficializzata, sui social, dal suo staff. Il cavallo è morto nella notte a Eboli, a causa di un infarto fulminante. “Con immenso dolore comunichiamo la notizia della morte del ‘Capitanò. Varenne si è spento durante la notte e il veterinario ha confermato che la causa è stata un improvviso attacco cardiaco. Siamo devastati dalla notizia ricevuta questa mattina e vogliamo ricordarlo, assieme a tutti i suoi fan, mentre volava verso le sue vittorie. Oggi le ali di Varenne lo hanno portato altrove. Corri libero per sempre e rimani per sempre il nostro ‘Capitanò. Che la terra ti benedica. Con tanto amore. Raggiungi Enzo lassù”, si legge sul web. Lo staff di Varenne si riferisce a Enzo Giordano, che è stato l’acquirente e proprietario del cavallo, acquistato per una cifra di circa 180 milioni di lire.
Varenne era figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz. In carriera ha fatto vincere a Giordano oltre sei milioni di euro, trionfando in 62 delle 73 corse disputate.
Dopo l’attività in campo ippico, il “Capitano” ha fatto per anni lo stallone e ha generato più di 2000 figli.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Optima Italia, D’Oriano “Il digitale cambia tutto, ma l’uomo resta centrale”

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ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi anni “la comunicazione ha subito un’evoluzione enorme”. Circa 15 anni fa, “il media planning digitale veniva considerato quasi come un’aggiunta”. Oggi, invece, si parte proprio dai canali digitali, “immaginando qualsiasi forma di evento o comunicazione e ogni attività di media planning non solo come media in sè, ma anche come contenuto digitale destinato a evolversi e a essere declinato su diversi canali: è quindi fondamentale ragionare ancora di più su questo aspetto, che rappresenta uno dei grandi cambiamenti nell’evoluzione della comunicazione aziendale”. Parte da qui il ragionamento di Umberto D’Oriano, responsabile marketing di Optima Italia – multiutility che offre servizi integrati di energia, telecomunicazioni e soluzioni per famiglie e imprese –
che, intervistato da Jessica Nicolini a “Power Talks, il potere della comunicazione”, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, che racconta come sta cambiando la comunicazione di un’azienda che ogni giorno entra nelle case e nella quotidianità di migliaia di persone. Negli ultimi quindici anni il paradigma si è completamente ribaltato: il digitale, un tempo considerato quasi un’estensione della pianificazione tradizionale, oggi è diventato uno dei punti di partenza attraverso cui immaginare campagne, eventi e contenuti. Ma per Optima la parola chiave rimane la semplicità: “costruire una comunicazione immediatamente comprensibile e talmente riconoscibile da poter essere associata al brand anche eliminandone il logo, e il messaggio deve essere immediatamente percepibile”, spiega D’Oriano. L’azienda, non a caso, utilizza anche quelli che definisce “torture test”: elimina il branding dalle comunicazioni per verificare se il messaggio possa comunque essere riconducibile al marchio. Una filosofia, sottolinea D’Oriano, coerente con il “nostro payoff – Optima, che ti migliora la vita -, attraverso la semplificazione della gestione delle utenze e delle persone”.
E tra gli strumenti di comunicazione c’è anche lo sport: “La presenza nello sport è qualcosa che abbiamo inaugurato due anni fa e che sicuramente nel prossimo anno continueremo a cavalcare”. L’obiettivo, spiega D’Oriano, è andare oltre la semplice esposizione del marchio e costruire “storie di sponsorizzazione”, collegando le missioni delle squadre a quelle di Optima e creando contenuti social, ed è “un veicolo di notorietà molto importante”. E tra reputazione e business, la risposta è netta: “Per noi è 50 e 50. Deve essere sicuramente un’opportunità di visibilità, ma deve portare opportunità di business”. Nel media planning la televisione mantiene un ruolo centrale. “Il nostro media plan è costantemente oggetto di ricerche per verificare se gli investimenti siano indirizzati nella direzione giusta, o se c’è qualcosa da correggere”. Le rilevazioni, spiega, confermano generalmente le strategie: “Il media principale, quello con cui le persone vengono a contatto più spesso con noi, è sicuramente il mezzo televisivo”. Anche l’intelligenza artificiale è entrata nella produzione dell’ultimo spot, ma la tecnologia non sostituisce l’uomo: “E’ un abilitatore fondamentale nella lettura dei dati e nella previsione di un risultato, ma la componente umana resta fondamentale in ambito decisionale”. E soprattutto resta centrale la creatività, la capacità di trovare “toni di voce che riescano a scaldare in qualche modo il cuore delle persone”. “Il fattore umano fa ancora la differenza e continuerà a farlo”.
La strategia, secondo D’Oriano, non può però concentrarsi su un solo mezzo. “Non c’è un mezzo di comunicazione ad oggi che non funziona – spiega -. Quello che funziona è sicuramente la multicanalità. Anche la radio, così come la carta stampata, mantiene un ruolo importante se inserita in un piano media strutturato”. La carta stampata, in particolare, “aiuta ancora tanto nel riuscire a dare quel livello di credibilità che magari gli altri mezzi fanno ancora un pò fatica a raggiungere”. Lo stesso vale per gli eventi, che il digitale ha trasformato in occasioni per produrre contenuti nel tempo: “Oggi un grande evento gestito nella maniera giusta, può durare anche un anno intero, una storia che può essere costantemente riproposta”. E il digital è stato sicuramente “lo spartiacque più importate degli ultimi anni”. E’ quindi una comunicazione sempre più articolata quella che immagina D’Oriano. “La comunicazione del futuro sarà sempre più omnicanale, sempre più digitale, sarà sempre più fatta di contenuto, ci sarà sempre più intelligenza artificiale”. Ma la differenza continuerà a farla la creatività: “La vera differenza la farà chi riuscirà ancora a utilizzare la creatività nel vero e proprio senso della parola”. La sfida, conclude, sarà dunque abbinare “la capacità tecnologica che ci sta oggi consegnando l’intelligenza artificiale con il valore aggiunto della creatività”, costruita anche attraverso quel bagaglio culturale che resta, per D’Oriano, uno degli strumenti fondamentali della professione.

– Foto Italpress –
(ITALPRESS).

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