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Cronaca

Colpo grosso Udinese all’Olimpico, battuta 2-1 la Lazio

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ROMA (ITALPRESS) – Serviva una vittoria per continuare a sognare la Champions, arriva una sconfitta che mette in pericolo anche l’Europa League. In un Olimpico gelido, non solo dal punto di vista climatico, è l’Udinese a fare festa battendo 2-1 la Lazio e facendo un passo avanti notevole in chiave salvezza.
La squadra di Sarri, oggi sostituito da Martusciello in panchina causa squalifica, era costretta a vincere per continuare a sognare la Champions. E si vede fin dalle prime battute con i biancocelesti che ci provano subito con Zaccagni, ma il suo destro a giro trova solo il palo, poi è Luis Alberto a non trovare la porta per centimetri. La Lazio è padrona del campo, Zaccagni si divora il gol del vantaggio da due passi in maniera incredibile, ma poi l’Udinese, quasi all’improvviso, si sveglia prima con il destro di Lovric respinto da Provedel, poi sono Giannetti e Kamara a mettere i brividi prima che l’arbitro fischi la fine di un primo tempo che per puro caso si chiude sullo 0-0. La rete, però, arriva subito in avvio di ripresa ed è bianconera. Kamara calcia dal limite, il suo sinistro diventa un assist per Lucca, bravo ad andare in spaccata deviando alle spalle di Provedel. Neanche il tempo di esultare, però, perchè la Lazio pareggia subito con l’accelerazione di Zaccagni che se ne va sulla sinistra, mette in mezzo e trova il piedone di Giannetti che devia nella propria porta per l’1-1. Ancora una volta, però, il risultato non dura per effetto del destro di Zarraga a rimorchio che vale il nuovo vantaggio bianconero. L’altalena di emozioni, però, non è finita perchè Lazzari in campo aperto spara su Okoye, poi Isaksen non riesce a ribadire in rete. Un manciata di minuti e anche Immobile sbatte sull’estremo difensore avversario. L’ultima emozione la regala Perez che si fa espellere per una trattenuta sciocca che gli vale il secondo giallo. La Lazio ci prova fino all’ultimo, l’Udinese resiste e strappa 3 punti che rappresentano un passo importante verso la salvezza aprendo, di fatto, la crisi laziale.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Cronaca

A dicembre su Tivusat Morricone, Ravel, Wagner fino al grande jazz di Corea

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ROMA (ITALPRESS) – Su Mezzo (al canale 49 della piattaforma satellitare gratuita di Tivusat) un mese di musica lirica, classica e jazz straordinarie. Dal barocco al XX secolo, il repertorio lirico francese è ricco di tesori, il romantico Romèo et Juliette di Charles Gounod o l’irruente L’Heure espagnole di Ravel. In calendario nello spazio di soli otto giorni tre opere del Maestro di Bayreuth: L’oro del Reno, La Valchiriae Tristano e Isotta, in interpretazioni di orchestre del calibro della Philharmonia Zurich e della Rotterdam Philharmonic. Poi sarà la volta di musica da film di John Williams e di Ennio Morricone – Gli intoccabili, C’era una volta in America, Nuovo Cinema Paradiso, Il buono, il brutto e il cattivo, C’era una volta il West per citare qualche capolavoro del Maestro – La Sinfonia Alpina di Strauss sarà commentata dallo scalatore Reinhold Messner – Nel jazz Chick Corea rimane un artista indefinibile e potremo assistere a un suo concerto per solo pianoforte. Il jazz di Mezzo chiude con un incontro al vertice: Friedrich Gulda e Herbie Hancock e poi il duo diventa un trio con Joe Zawinul.
Rameau, Les Fètes d’Hèbè, mercoledì 17, ore 20:30, Gounod, Romèo et Juliette, sabato 27, ore 20:30, Ravel, L’Heure espagnole & L’Enfant et les sortilèges, lunedì 29, ore 20:30, Wagner, Das Rheingold, mercoledì 3, ore 20:30, Wagner, Die Walkùre, giovedì 4, ore 16:20, Wagner, Tristan und Isolde, sabato 10, ore 20:30,
Fantasymphony, A Concert of Magic and Fire, Friday 12, ore 20:30,
Ennio Morricone conducts Morricone, venerdì 26, ore 20:30,
Strauss, An Alpine Symphony, venerdì 5, ore 20:30, Chick Corea Piano Solo, giovedì 4, ore 21:25, Gulda, Hancock, Zawinul in Salzburg, giovedì 18, ore 20:30, Gulda, Hancock, Piano Solo & Duet, giovedì 18 ore 22:05.
-news in collaborazione con Tivusat-
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Bombardieri “Cambiare la manovra su fisco, pensioni e sanità”

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ROMA (ITALPRESS) – “La giornata di oggi serve a far sentire al governo, alla politica e al paese la necessità di cambiare. Qui ci sono delegate e delegati da tutta Italia per chiedere al governo di cambiare e insistere sulle cose che abbiamo chiesto”. Lo ha detto, al Teatro Brancaccio, a Roma, in occasione della manifestazione nazionale della UIL, il segretario Pierpaolo Bombardieri, riguardo alla manovra. “Siamo coscienti della discussione che sta avvenendo anche all’interno della maggioranza sulla gestione delle risorse, ma insistiamo sulla necessità di arrivare a 40 mila euro di detassazione degli aumenti contrattuali e di allargare la platea a due contratti importanti: commercio e metalmeccanici”, ha aggiunto.
“Abbiamo deciso di rilanciare le nostre proposte per quello che riguarda la democrazia economica del ruolo dei contratti che nel corso degli ultimi anni sono stati messi in discussione”, ha sottolineato Bombardieri. “Pensiamo che la detassazione degli aumenti contrattuali dà una risposta a 4 milioni di lavoratori poveri ma apre una discussione più ampia su qual è il ruolo della contrattazione in questo Paese e ci permettiamo di dire come applicare l’articolo 39 della Costituzione”. Il segretario ha aggiunto: “La contrattazione risente di tanti problemi per tanti contratti in dumping, per associazioni datoriali inesistenti e organizzazioni sindacali che non esistono. Pensiamo che sia arrivato il momento di discutere di questi temi. E’ chiaro che insieme a questi ci sono gli altri problemi che non sono stati risolti dalla manovra, che riguardano il fisco. In questo Paese si continua ad avere l’idea che chi paga le tasse è un fesso e noi questo non lo possiamo accettare. La sanità ha ancora grandi problemi, ci sono 6 milioni di persone che non si curano per le liste d’attesa o perchè hanno problemi economici e c’è il problema delle pensioni”.
“Continuiamo ad insistere per riavere opzione donna nella formulazione originale e insistiamo per avere una pensione di garanzia per i giovani ma da oggi vorremmo porre al governo un tema: quello di una discussione non fatta durante la manovra ma durante l’anno, perchè discutere in manovra per risparmiare 50 o 100 milioni sulla manovra non serve. Oggi serve affrontare una discussione su quale sarà lo stato sociale del domani, come noi riarticoliamo il sistema delle pensioni e vorremmo che si aprisse un tavolo di confronto per decidere queste cose”, ha puntualizzato Pierpaolo Bombardieri, che invece riguardo alla posizione con CISL e CGIL ha spiegato: “Ci poniamo come UIL. Da sempre continuiamo a sostenere che il pluralismo sindacale è una ricchezza per la democrazia del nostro paese. Non penso che se le organizzazioni sindacali si dividano c’è qualcuno che politicizza. Penso che se tre organizzazioni sindacali si dividono hanno visioni e modalità di affrontare i temi diverse. Rispetto sempre qualsiasi posizione delle altre organizzazioni sindacali. Chi fa sindacato fa politica sindacale in base ai propri obiettivi”. Alla domanda sul distacco della UIL, ha chiarito: “Non si è staccata. Ha tenuto una posizione coerente con quello che ha sostenuto nel corso degli ultimi anni. Il governo ci ha presentato per due anni una manovra e ci ha detto prendere o lasciare. Abbiamo lasciato e abbiamo fatto lo sciopero generale. In questa occasione il governo si è presentato e ci ha detto fate delle proposte. Abbiamo chiesto di intervenire sulla detassazione degli aumenti contrattuali, perchè c’è un ragionamento più ampio da fare sui contratti”. Bombardieri ha poi aggiunto: “Ricordo che su 18 miliardi due sono stati destinati alla detassazione degli aumenti contrattuali e all’incremento delle risorse per il pubblico impiego. Noi prendiamo atto di questo risultato, lo portiamo a casa, ne discutiamo e lo esaltiamo. Ovviamente siamo pronti a continuare la nostra battaglia”.
– foto ufficio stampa Uil –
(ITALPRESS).

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Con la lezione in musica del Maestro Muti l’Università Cattolica del Sacro Cuore inaugura l’anno accademico

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MILANO (ITALPRESS) – Una lezione del tutto speciale per una cerimonia di inaugurazione. A tenerla è stato il Maestro Riccardo Muti con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini sul palco di un inedito allestimento scenografico dell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

“Una lectio magistralis, in parole e musica, che incarna l’idea stessa di sapere tramandato di generazione in generazione e reso vivo dall’esperienza diretta e di dialogo tra epoche”, l’ha definita il Rettore Elena Beccalli, introducendo la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026, alla quale hanno preso parte diverse autorità, tra cui il Presidente del Senato della Repubblica Ignazio La Russa, il Vice Presidente del Senato Licia Ronzulli, il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Giudice della Corte Costituzionale Antonella Sciarrone Alibrandi, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia.

“Anche quest’anno abbiamo deciso di mettere al centro dell’inaugurazione e dei dies academici un tema unitario: l’alleanza tra generazioni”, ha detto il Rettore nel suo discorso, interrotto in più passaggi da applausi. “Un tema che sarà declinato di volta in volta secondo le diverse specificità disciplinari ponendo l’accento sulla trasmissione del sapere; sull’invecchiamento attivo, inclusivo e in salute; sulle politiche socio-economiche per contemperare le istanze di giovani e anziani”.

Un tema su cui si è soffermata nel suo intervento il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini: “La storia ci insegna che la vera innovazione nasce dall’ibridazione tra arte e scienza. I nostri maestri ci hanno insegnato che la prima alleanza è quella tra discipline, tra università e imprese, poi, ancora, tra Italia, Europa e Africa, e, infine, l’alleanza tra generazioni, che deve essere coraggiosa, inclusiva, permeabile. Per la prima volta in questo tempo convivono insieme cinque generazioni: un inedito che porta con sé vita e nuove possibilità”. Per il ministro Bernini, “il maestro è colui che sa trascinare l’allievo a un talento che nemmeno sa di avere, educa all’amore per la conoscenza e insegna cos’è la vera libertà. La combinazione tra arte, tecnologia e alta formazione è il profondo significato dell’alleanza tra generazioni”.

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Tra gli applausi scroscianti e prolungati di una sala entusiasta, Riccardo Muti ha voluto ricordare la laurea honoris causa attribuitagli dall’Università Cattolica nel 1999 e ha dato il via a una memorabile performance incentrata sull’ouverture del Don Giovanni di Mozart. Tra sapienti sottolineature musicali, il Maestro ha ripercorso il paradosso di un “dramma giocoso” che si trasforma in moderna tragedia della ribellione all’ordine. “Il compito di un’università – ha detto inoltre la professoressa Beccalli – non è solo quello di trasmettere tecniche, bensì quello di trasmettere il sapere facendone esperienza: questo è il valore culturale dell’educazione. Non esiste un ranking capace di misurare esattamente l’effetto di questo nuovo paradigma educativo, così come non è possibile verificare la trasmissione del valore culturale dell’opera italiana. In entrambi i casi, però, è visibile l’impatto che hanno sulla società. Infatti, così come la musica è una forma di partecipazione civile, così le università sono istituzioni chiamate a educare cittadini consapevoli e attivi”.

Il discorso inaugurale è stato l’occasione anche per tracciare alcune linee di bilancio. Nell’anno in corso, i nuovi iscritti sono 13.489, segnando un incremento nel numero di studenti nei corsi di laurea magistrale. Significativa la forte presenza di immatricolati provenienti da tutti i continenti, con una crescita del 37% dal 2021, a testimonianza dell’attrattività sempre più marcata delle lauree in ambito globale. Una comunità che conta 43mila studenti, cui si uniscono quasi 40mila partecipanti a corsi di formazione continua. Sul fronte della ricerca l’Ateneo ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra i quali l’assegnazione di ben tre ERC (European Research Council) finanziati nel bando 2025. Una Università che per il prossimo triennio è impegnata nel Piano strategico, basato su una serie di principi caratterizzanti: valorizzare il profilo di ateneo cattolico non profit; favorire una piena integrazione tra la dimensione di comunità educante e quella di research university; costruire un luogo di esperienza del sapere e non solo di trasmissione del sapere. Un Piano la cui originalità sta in un “metodo sinodale” che si ispira al “servire che unisce”.

Secondo il Rettore, “l’educazione non rappresenta un trasferimento unidirezionale, bensì un processo reciproco tra le generazioni in cui esperienza e innovazione si intrecciano in una dinamica di scambio e co-costruzione dei significati culturali”. Chiudendo il suo discorso, il Rettore Beccalli ha ricordato che “la scelta di mettere la musica al centro di questa inaugurazione è un invito, se non una vera e propria sollecitazione, a riflettere sulla capacità di saper trasmettere alle future generazioni i valori identitari. Solo mantenendoli vivi, un’università diventa realmente una sinfonia di conoscenza, che educa, ispira e trasforma il mondo”. Un approccio questo che “esalta la dinamica dell’education power in base alla quale ciascuno contribuisce a creare conoscenza. Non si tratta di confondere i ruoli, ma di affiancare al sapere trasmesso dai maestri la consapevolezza che i giovani operano come veri e propri anticipatori culturali”. Completando la metafora che ha guidato la cerimonia, ha affermato che “paragonare l’università a un’orchestra significa raffigurarla come una comunità educante, in cui ogni persona – studente, docente, ricercatore, personale tecnico-amministrativo – suona il proprio strumento con dedizione e passione. Come in una sinfonia, non tutti sono solisti, ma ogni parte è essenziale per la riuscita dell’esecuzione”.

Di collaborazione intergenerazionale ha parlato nel suo saluto come Presidente dell’Istituto Toniolo di Studi Superiori monsignor Mario Delpini, che ha presieduto anche la concelebrazione eucaristica nella Basilica di Sant’Ambrogio. Parlando del declino dell’umanesimo occidentale, il vescovo di Milano ha visto numerosi segni di resistenza e di speranza nella filosofia dell’Università Cattolica. “Abbiamo bisogno di un senso adulto e coraggioso di responsabilità che sappia leggere il tempo che viviamo e che non si sottragga agli impegni che ne conseguono; abbiamo bisogno di una dinamica di rapporti tra le persone, tra le componenti dell’Università, tra l’Università e la Chiesa italiana, tra l’Università e il Paese, l’Europa, l’Africa e le Università Cattoliche del mondo”.

– Foto ufficio stampa Università Cattolica –

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(ITALPRESS).

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