Economia
Capobianco “Piano Mattei strategico anche per lo sviluppo delle Pmi”
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2 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “E’ un segnale importante che nella cabina di regia sul Piano Mattei siano rappresentate le PMI: possiamo così mettere in campo non solo le nostre risorse ingegneristiche, ma anche l’esclusivo know how di chi conosce ogni virgola del vero made in Italy. Senza rischiare colonialismi di sorta, diamo finalmente vita a importanti attività di cooperazione internazionale per stimolare e far crescere imprese, economia e occupazione tanto in Italia quanto in Africa”. Così Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro, a margine della cabina di regia di Palazzo Chigi sul Piano Mattei.
“Temi strategici come la formazione e la salute, le grandi sfide come quelle su energia e acqua, non da ultimo poi l’agricoltura, rappresentano il cuore delle nostre PMI, direttamente e indirettamente essendo le piccole e medie imprese attive in qualsiasi filiera. Con questo percorso strategico abbiamo la preziosa occasione di poter condividere il modello d’impresa italiano per formare, collaborare e coinvolgere gli uomini e soprattutto le donne di questi Paesi, attraverso nuovi percorsi lavorativi, sistemi finanziari e quindi sviluppo economico”, conclude il presidente di Conflavoro.
– Foto ufficio stampa Conflavoro –
(ITALPRESS).
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Pubblicato
1 ora fa-
29 Luglio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Snam, riunito sotto la presidenza di Alessandro Zehentner, ha approvato i risultati consolidati del primo semestre 2026. I risultati del primo semestre 2026 hanno evidenziato “una solida performance finanziaria, nonostante la volatilità del contesto macroeconomico e geopolitico globale”, si legge in una nota.
Gli investimenti totali si sono attestati a 1.613 milioni di euro, il 27% dei quali risulta allineato alla Tassonomia Europea e il 52% ai Sustainable Development Goals. I ricavi sono saliti a 2.026 milioni di euro e l’EBITDA a 1.572 milioni di euro, riflettendo la crescita dei ricavi regolati e le variazioni di perimetro, in parte assorbite dai maggiori ammortamenti, con un utile netto adjusted pari a 733 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto è pari a 18,8 miliardi di euro, a seguito degli investimenti di periodo, del pagamento dei dividendi, delle operazioni di M&A e del refinancing del debito. I risultati del primo semestre 2026 confermano la traiettoria di raggiungimento della guidance per l’esercizio 2026, con un miglioramento del target di indebitamento netto.
I ricavi totali del primo semestre 2026 si sono attestati a 2.026 milioni di euro, in aumento di 120 milioni di euro (+6,3%; +9,3% escludendo l’effetto one-off) rispetto al primo semestre 2025, a seguito principalmente della crescita dei ricavi regolati del business delle infrastrutture gas (+77 milioni di euro; +4,4%).
L’EBITDA del primo semestre 2026 si attesta a 1.572 milioni di euro, in aumento di 80 milioni di euro (+5,4%; +9,2% escludendo l’effetto one-off) rispetto al primo semestre 2025. L’aumento è dovuto alla crescita registrata dai business delle infrastrutture gas (+70 milioni di euro; +4,7%), e al positivo contributo dei business Market Solutions (+10 milioni di euro).
Con riferimento ai business delle Infrastrutture Gas, “il principale contributo è attribuibile all’aumento dei ricavi regolati, grazie alla crescita della RAB, al positivo contributo dell’impianto FSRU di Ravenna – si legge in una nota -, in esercizio dal mese di maggio 2025, all’inclusione nel perimetro di Stogit Adriatica per l’intero semestre e al contributo di OLT a partire da marzo 2026. Tali effetti sono stati parzialmente compensati dall’incremento dei costi regolati, principalmente riconducibile al costo del lavoro, per effetto del riconoscimento previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) e delle nuove assunzioni”.
L’EBIT per il primo semestre del 2026 ammonta a 977 milioni di euro, in aumento di 35 milioni di euro (+3,7%; +9,8% escludendo l’effetto one-off) rispetto al valore del primo semestre 2025. L’incremento dell’EBITDA è stato parzialmente compensato dai maggiori ammortamenti e svalutazioni (-45 milioni di euro, pari all’8,2%), per effetto principalmente dell’entrata in esercizio di nuovi asset e delle variazioni di perimetro. Gli oneri finanziari netti del primo semestre 2026 ammontano a 187 milioni di euro, in aumento di 35 milioni di euro, pari al 23,0% rispetto al primo semestre 2025, a seguito principalmente del maggiore indebitamento medio del periodo, con un costo medio del debito netto stabile, che si attesta a circa il 2,6% (rispetto al 2,5% del primo semestre 2025). I proventi netti su partecipazioni (212 milioni di euro; +8 milioni di euro; pari al 3,9%), in lieve aumento rispetto al periodo precedente, riguardano principalmente le quote di competenza dei risultati netti di periodo delle associate valutate con il metodo del patrimonio netto.
L’aumento è riconducibile principalmente: al maggior contributo di TAP, grazie all’espansione di capacità di 1,2 miliardi di metri cubi all’anno; agli effetti una tantum connessi all’acquisizione del controllo di OLT a partire da marzo 2026. Tale variazione è stata parzialmente compensata dal minor contributo della partecipazione in ADNOC Gas Pipelines, oggetto di cessione nel primo trimestre 2025 e dall’assenza di un one-off regolatorio registrato da Italgas nel 2025, unitamente alla diluizione della quota detenuta. L’utile netto adjusted per il primo semestre 2026 ammonta a 733 milioni di euro in diminuzione di 17 milioni di euro (-2,3%; +2,8% escluso l’effetto one-off), rispetto al primo semestre 2025.
L’aumento dell’EBITDA è stato compensato dai maggiori ammortamenti, a seguito dell’entrata in esercizio di nuovi asset e delle variazioni di perimetro, oltre che ai maggiori oneri finanziari netti e alle maggiori imposte sul reddito, anche a fronte dell’incremento dell’aliquota IRAP applicata alle società di trasporto e stoccaggio per il 2026.
“Anche nel primo semestre di quest’anno registriamo risultati solidi, grazie alla resilienza del nostro modello di business, confermando i target economici previsti. Inoltre, la rigorosa disciplina finanziaria ci ha consentito di migliorare il target di indebitamento netto per l’anno in corso, rafforzando ulteriormente la nostra flessibilità nella gestione del capitale”. Così Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, commenta la semestrale approvata dal Cda. “Parallelamente abbiamo accresciuto gli investimenti a sostegno della sicurezza energetica dell’Italia, della diversificazione degli approvvigionamenti e dell’integrazione del sistema europeo: azioni che ci permettono di assicurare fin da ora il raggiungimento dell’obiettivo di riempimento degli stoccaggi 2026 ad almeno il 90% della capacità massima, con un livello di scorte già oggi pari al 75%, ben oltre la media continentale – prosegue -. È necessario, tuttavia, che gli altri Paesi accelerino l’accumulo di scorte sui propri siti in vista dell’inverno. Gli stoccaggi restano una condizione necessaria ma non sufficiente: contano allo stesso modo la continuità delle forniture, la capacità di rigassificazione e la flessibilità della rete”.
– Foto ufficio stampa Snam –
(ITALPRESS).
Economia
Intesa Sanpaolo, nel primo semestre utile netto +6,5% a 5.554 milioni
Pubblicato
3 ore fa-
29 Luglio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre con un utile netto in crescita del 6,5% a 5.554 milioni, da 5.216 milioni del primo semestre 2025. ll conto economico consolidato del primo semestre 2026 registra interessi netti pari a 7.480 milioni, in aumento dello 0,6% rispetto ai 7.432 milioni del primo semestre 2025. Le commissioni nette sono pari a 5.131 milioni, in crescita del 4,9% rispetto ai 4.891 milioni del primo semestre 2025. Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 973 milioni, rispetto ai 922 milioni del primo semestre 2025. Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value ammonta a 905 milioni, rispetto ai 552 milioni del primo semestre 2025, con la componente relativa alla clientela che si attesta a 176 milioni rispetto a 179 milioni, quella di capital market che aumenta a 241 milioni da 172 milioni e quella dell’attività di securities portfolio and treasury che sale a 488 milioni da 201 milioni.
I proventi operativi netti sono pari a 14.533 milioni, in crescita del 5,3% rispetto ai 13.795 milioni del primo semestre 2025. I costi operativi ammontano a 5.222 milioni, in diminuzione dello 0,7% rispetto ai 5.260 milioni del primo semestre 2025, a seguito di una diminuzione dello 0,4% per le spese del personale, dello 0,1% per le spese amministrative e del 3,4% per gli ammortamenti. Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 9.311 milioni, in crescita del 9,1% rispetto agli 8.535 milioni del primo semestre 2025. Il cost/income ratio nel primo semestre 2026 è pari al 35,9%, rispetto al 38,1% del primo semestre 2025. Il risultato corrente lordo è pari a 8.617 milioni, rispetto a 7.944 milioni del primo semestre 2025. Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 giugno i finanziamenti verso la clientela sono pari a 437 miliardi, in aumento del 2,8% rispetto al 31 dicembre 2025 e del 4,4% rispetto al 30 giugno 2025.
La patrimonializzazione si dimostra molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 30 giugno, deducendo dal capitale 5,3 miliardi di distribuzione maturata nel primo semestre 2026 e 2,3 miliardi di buyback avviato a luglio 2026, il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13,1%, al 13,8% considerando circa 75 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive. L’attuazione del piano d’impresa 2026-2029 procede a pieno ritmo, con una prospettiva di utile netto per il 2026 migliorata a oltre 10 miliardi, derivante da: crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell’attività assicurativa, con interessi netti in aumento a ben oltre 15 miliardi; costi stabili; significativa riduzione degli accantonamenti; aumento della tassazione e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo. Si prevede una forte distribuzione di valore: payout ratio per il 2026 al 95%, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback; buyback pari a 2,3 miliardi avviato a luglio.
I risultati del Gruppo Intesa Sanpaolo nel primo semestre evidenziano la capacità di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore, con una prospettiva di utile netto per il 2026 migliorata a oltre 10 miliardi. Il solido andamento economico e patrimoniale del semestre si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder da parte del Gruppo, che si posiziona ai vertici mondiali per impatto sociale. In particolare, significativo ritorno cash per gli azionisti con 5,3 miliardi di distribuzione maturata nel semestre, di cui 4,2 miliardi come dividendi (di cui circa 3,8 miliardi previsti come acconto dividendi da distribuire nel prossimo novembre), che si aggiungono al buyback pari a 2,3 miliardi avviato a luglio.
MESSINA “PIENA CAPACITÀ DI DARE ESECUZIONE A PIANO D’IMPRESA”
“I risultati del primo semestre dimostrano la forte capacità di Intesa Sanpaolo di dare piena esecuzione al piano d’Impresa 2026-2029 e di conseguire tutti gli obiettivi prefissati. Registriamo infatti i migliori sei mesi della nostra storia, grazie anche al miglior trimestre di sempre, con un risultato netto pari a 5,6 miliardi nel semestre e 2,8 miliardi di euro nel secondo trimestre”. Così Carlo Messina, Ceo di Intesa Sanpaolo, aggiungendo che “abbiamo conseguito livelli record di ricavi, commissioni e attività assicurativa, confermando la forza del nostro modello di business e la leadership tecnologica del Gruppo. Il ROE annualizzato si attesta al 20%, con un ROTE annualizzato pari al 25%, confermandoci ai vertici del settore bancario europeo per redditività. La qualità dei risultati conseguiti nel primo semestre ci consente di migliorare la guidance di risultato netto per il 2026, portando l’obiettivo a oltre 10 miliardi”.
Per Messina “Intesa Sanpaolo continua a confermarsi tra le banche europee con i più elevati livelli di remunerazione per gli azionisti. Nel corso del 2026 prevediamo di distribuire agli azionisti circa 9,4 miliardi attraverso dividendi e buyback. Nel primo semestre abbiamo già maturato 5,3 miliardi per la distribuzione agli azionisti, inclusi 4,2 miliardi di dividendi cash, dei quali circa 3,8 miliardi di saranno distribuiti con l’interim dividend di novembre”.
– Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).
Economia
Fincantieri, nel primo semestre utile netto a quota 102 milioni. Folgiero “Forte espansione della redditività e capacità di generare valore”
Pubblicato
3 ore fa-
29 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Fincantieri chiude il primo semestre con un utile netto pari a 102 milioni, circa tre volte superiore al risultato del primo semestre 2025, pari a 35 milioni. La performance consente al Gruppo di avvicinarsi già a fine giugno all’utile netto record registrato nell’intero esercizio 2025, pari a 117 milioni. Il risultato riflette l’andamento positivo del business e una forte espansione dei margini. Al 30 giugno 2026, i ricavi risultano stabili su base annua a circa 4,6 miliardi, registrando al contempo una significativa accelerazione nel secondo trimestre 2026, coerente con il previsto incremento dei volumi di produzione per lo sviluppo del backlog già acquisito. L’EBITDA raggiunge 350 milioni, in aumento del 12,5% rispetto al primo semestre 2025, con un EBITDA margin del 7,6%, in crescita di circa 0,8 punti percentuali rispetto al periodo corrispondente del 2025. Il positivo andamento operativo è stato accompagnato dalla riduzione degli oneri finanziari relativi all’indebitamento, a conferma del trend già registrato nei precedenti trimestri, dal minore impatto degli oneri netti relativi ai contenziosi per danni da amianto e dai proventi realizzati dalla cessione di partecipazioni in joint venture non strategiche.
Posizione finanziaria netta adjusted a debito per 756 milioni, in forte miglioramento rispetto al dato di fine 2025, pari a 1.311 milioni; rapporto di indebitamento in riduzione a 1,0x, rispetto al rapporto di 1,9x registrato al 31 dicembre 2025, per effetto della generazione di cassa del periodo e dell’aumento di capitale concluso a febbraio 2026. Per il 2026 la società prevede ricavi a 9,3-9,4 miliardi, con un andamento sostenuto dal progressivo incremento dei volumi di produzione relativi al backlog acquisito, un EBITDA tra 700 milioni e 710 milioni, con EBITDA margin di circa il 7,5% e un utile netto tra 140 milioni e 180 milioni. Sul fronte finanziario, infine, il rapporto di indebitamento (PFN adjusted / EBITDA) è atteso a circa 2,0x (1,3x includendo l’aumento di capitale completato a febbraio 2026), in linea con la guidance fornita durante il Capital Markets Day di febbraio scorso.
“I risultati del primo semestre confermano che la crescita di Fincantieri è sempre più accompagnata da una forte espansione della redditività e della capacità di generare valore. L’utile netto, quasi triplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, testimonia l’efficacia del percorso intrapreso e la nostra capacità di tradurre la profonda visibilità del portafoglio ordini in risultati concreti. Il contributo sempre più rilevante del business Underwater, insieme al costante rafforzamento delle attività che rappresentano il cuore del Gruppo, sta rendendo il nostro profilo industriale ancora più solido, equilibrato e distintivo”. Così Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri.
“Con un backlog di 74 miliardi e una visibilità sulle consegne estesa fino al 2039, possiamo guardare ai prossimi anni facendo leva su una piattaforma industriale e commerciale di assoluta solidità. In questo contesto – aggiunge – le acquisizioni annunciate di recente nel dominio della subacquea rappresentano un passaggio strategico fondamentale e danno vita al primo operatore verticalmente integrato del settore, con competenze complementari lungo l’intera catena del valore. Stiamo costruendo una Fincantieri sempre più capace di coniugare scala industriale, innovazione e capacità di esecuzione. È questa la direzione che ci consentirà di continuare a rafforzare la nostra leadership e di cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione dei mercati in cui operiamo”, conclude.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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