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Martinenghi regala il primo oro all’Italia a Parigi

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Arriva il primo oro per l’Italia ai Giochi di Parigi: lo firma uno strepitoso Nicolò Martinenghi, campione olimpico nei 100 rana. Il 23enne varesino, con una seconda vasca da urlo, rimonta dalla terza alla prima posizione e chiude in 59″03, mettendosi alle spalle per soli 2 centesimi il campione in carica e detentore del record del mondo Adam Peaty. Per il britannico c’è l’argento ex aequo con l’americano Nic Fink. “Sono senza parole – è quasi incredulo Martinenghi dopo l’oro olimpico nei 100 rana, intervistato da Rai Sport – Durante la gara non pensavo a niente, ho dimostrato che conta solo saper cogliere l’attimo, essere nel posto giusto al momento giusto, anche perchè il tempo non è dei migliori. Avevo vinto Mondiale ed Europeo, ora posso dire di aver vinto anche l’Olimpiade”.
Il medagliere dei Giochi vede ora l’Italia a quota 6: dopo l’argento e bronzo di Maldini e Monna di stamattina nella pistola, ecco anche l’oro numero 1 della spedizione francese.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Rapporto ICSC: lo sport genera 32 miliardi di valore, crolla la sedentarietà

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ROMA (ITALPRESS) – La sedentarietà in Italia crolla al minimo storico, mentre è in crescita il contributo del settore sportivo al PIL. È quanto emerge dalla terza edizione del Rapporto Sport 2025, voluto dal ministro per lo Sport e i Giovani e curato dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e da Sport e Salute. Una rivoluzione che parte dalla quotidianità: sono 38 milioni gli italiani attivi. Due italiani su tre inseriscono nella loro agenda settimanale l’appuntamento con lo sport o con l’attività fisica. Rispetto al 2023, sono quindi 1 milione gli italiani che hanno scelto uno stile di vita attivo, riducendo così il dato dei sedentari sino al 33,2%.

“Stiamo lanciando nuove sfide, perché abbiamo l’ossessione per il miglioramento”, ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto. Il settore sportivo è arrivato a generare 32 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’1,5% del PIL (in crescita rispetto all’anno precedente) e a dare occupazione a 421mila persone. “Questa ricchezza va moltiplicata con gli effetti che produce, è il segnale concreto di un valore morale enorme, non sempre facilmente decifrabile, ma che trova attuazione nella passione di tutti noi”, ha aggiunto Abodi.

“Il Rapporto Sport 2025 conferma l’importanza di disporre di un quadro informativo aggiornato e sistematico, capace di orientare in modo efficace le politiche pubbliche di sviluppo del settore sportivo”, ha spiegato il presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Beniamino Quintieri. “La lettura integrata dei dati economici, occupazionali e sociali consente di valutare l’impatto degli investimenti e di programmare interventi sempre più mirati e sostenibili sui territori. In questo percorso, la collaborazione istituzionale tra soggetti pubblici e operatori del sistema sportivo rappresenta un elemento essenziale per costruire politiche basate su evidenze e obiettivi condivisi”, ha concluso Quintieri.

“Il Rapporto evidenza come gli investimenti nello sport abbiano un ritorno non solo economico ma anche sociale. Il sistema deve arrivare ad investire sempre di più nello sport di anno in anno”, ha aggiunto Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute. Cresce la domanda e aumenta l’offerta CON oltre 78mila impianti e 114mila spazi sportivi, come emerge dal Censimento Nazionale dell’Impiantistica Sportiva. La novità di questa edizione sono le schede regionali, definite “bussole per gli investimenti e per lo sviluppo di un settore che capace di trasformare l’Italia in un Paese più sano e più attivo” da Mezzaroma.

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“Questi numeri servono a noi per avere contezza di quello che siamo e per pianificare la progettazione del nostro futuro, dando delle priorità grazie alle conoscenze che ci danno i numeri. Dobbiamo essere capaci di applicarli alle nostre realtà. Quest’anno ci si rende conto che la squadra si è arricchita di un giocatore. Abbiamo l’obbligo, il dovere e il piacere di essere un componente ancora più presente”, ha aggiunto il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, mentre il numero 1 del Cip, Marco Giunio De Sanctis ha ricordato il “mondo peculiare” del comitato paralimpico. “Ci vuole molta competenza perché bisogna conoscere la varie disabilità e le classificazione di ciascuna. L’avviamento è il nostro punto centrale”, le sue parole.

– Foto ufficio stampa ICSC –
(ITALPRESS).

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Australian Open, Sabalenka è la prima finalista: Svitolina ko in due set

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MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Aryna Sabalenka è la prima finalista degli Australian Open femminili. La numero uno del ranking Wta, vincitrice delle ultime due edizioni dello Slam down-under, supera l’ucraina Elina Svitolina in due set con lo score di 6-2 6-3 in un’ora e 16 minuti di gioco. Nell’atto conclusivo in programma sabato, la bielorussa sfiderà la vincitrice della seconda semifinale di giornata tra Jessica Pegula ed Elena Rybakina, con la possibilità di mettere in bacheca il terzo titolo consecutivo a Melbourne.

NESSUNA STRETTA DI MANO TRA LE DUE

Nessun saluto o stretta di mano tra la bielorussa Aryna Sabalenka e l’ucraina Elina Sivtolina al termine della semifinale agli Australian Open, vinta dalla prima. Nel corso dell’incontro, sul maxischermo della Rod Laver Arena era comparso un annuncio: “Al termine dell’incontro, non ci sarà alcuna stretta di mano tra le giocatrici. Apprezziamo il vostro rispetto per entrambe durante e a seguito del match”. Svitolina era stata protagonista di un episodio simile agli ottavi di finale, dopo aver battuto la russa Mirra Andreeva. Con Sabalenka, invece, era successo ai quarti del Roland Garros 2023, quando la bielorussa aveva atteso a rete l’avversaria, che aveva rifiutato il saluto.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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La folle notte di Benfica-Real Madrid, Mourinho: “Vittoria storica”

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LISBONA (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – La trama di un film da record d’incassi. Benfica-Real Madrid di temi interessanti ne proponeva già alla vigilia, ma un epilogo come quello del 98° con il colpo di testa da centravanti e il gol del portiere Anatoliy Trubin che qualifica i lusitani (ed elimina l’OM di De Zerbi per differenza reti), nessuno poteva immaginarlo.

Josè Mourinho in realtà ci ha pensato, ma soltanto al 97, quando, sulla punizione fischiata dall’italiano Massa, ha ordinato all’estremo difensore ucraino di andare a sfruttare i suoi 199 centimetri. Detto fatto per l’apoteosi del Da Luz e dello stesso “special one” che abbracciando un raccattapalle ha sfogato tutta la sua gioia e le tensioni degli ultimi giorni.

“Questa è stata una serata storica, ma ora chiedo rispetto. L’unica cosa che chiedo è questa, chiedo a certe persone – dice sarcasticamente rivolgendosi ai critici – di non suicidarsi, di non buttarsi dai balconi, il Benfica perderà di nuovo e torneranno a ucciderci…Io chiedo solo un po’ di rispetto per il club e per i giocatori”, le parole di un Mourinho che non ha dimenticato le critiche e che ha presentato il conto ai suoi detrattori in una serata dalle forti emozioni per lui, visto che dall’altra parte c’era il “suo” Real, guidato da Alvaro Arbeloa, uno dei suoi giocatori durante l’avventura sulla panchina dei blancos.

Ricordo di aver vinto o perso all’ultimo minuto, mi è successo diverse volte, ma questa situazione è stata unica, bisognava correre rischi, potevamo prendere il 3-3 in quell’ultima azione, ma anche fare gol e passare il turno. Vincere contro il Real Madrid ha sempre un peso importante, ma questa è una vittoria storica, fondamentale dal punto di vista economico e del prestigio – spiega l’ex tecnico di Inter e Roma -. Non siamo una squadra molto forte nel gioco aereo, ho mandato a saltare il più alto, il portiere, e ho chiesto al più piccolo, Dahl, di restare a centrocampo. Trubin è andato lì e ha fatto un gol spettacolare al di là dell’importanza della rete”.

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L’entusiasmo di Mourinho e delle Aquile da una parte, la depressione e il nervosismo dei blancos che, ironia della sorte, ai play-off potrebbero incrociare proprio il Benfica. Sì perchè il Real non è entrato tra le prime 8 e Kylian Mbappè proprio non sa darsi una spiegazione. “Non capisco, ci manca la continuità nel gioco, è un problema che dobbiamo risolvere. Non possiamo essere bravi un giorno e scarsi quello dopo. Fa un po’ male perché sarebbe stato importante avere meno impegni per migliorare, ma ci siamo meritati la posizione in cui siamo”, dice il francese autore di una doppietta al Da Luz.

Abbiamo giocato malissimo… Stavamo già perdendo 3-2, il quarto gol non ha cambiato nulla, ma è stato un po’ imbarazzante”, ha aggiunto Mbappé che ha insistito sui problemi di questo Real. “Ci manca un po’ di tutto. Non dico che sia solo un problema di atteggiamento o di gioco, penso che sia una questione generale e in Champions League ogni dettaglio è importante. Ora chiedo al Bernabéu di sostenere la squadra. Siamo ai play-off e stiamo facendo un buon percorso in Liga”.

Da Mbappé ad Alvaro Arbeloa che, poche settimane dopo aver sostituito Xabi Alonso, si trova in un vortice di tensioni e si è assunto la piena responsabilità della sconfitta. “Non siamo stati in grado di esprimere il nostro per 90 minuti. Sappiamo di dover lavorare molto, di dover migliorare e siamo consapevoli di avere ancora molta strada da fare. Per vincere questo tipo di partite, bisogna fare bene tante cose, non solo una, e bisogna farle per 90 minuti. Non è la prima volta che un portiere segna contro di me. Giocavamo con due giocatori in meno (espulsi Asensio al 92° e Rodrygo al 96°) e dovevamo anche segnare un gol per arrivare tra le prime 8. Hanno rischiato loro e abbiamo rischiato anche noi, ma alla fine hanno vinto loro. Mi sento completamente responsabile della sconfitta, ma non siamo stati eliminati dalla Champions. Abbiamo due partite davanti a noi e le affronteremo con l’obiettivo di passare il turno“. Alla fine l’abbraccio con Mourinho. “Resta tutto tra me e José”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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