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Il Venezia piega il Cagliari 2-1 con Zampano e Sverko

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VENEZIA (ITALPRESS) – Vittoria importante del Venezia, che dopo quasi due mesi ritrova il successo nella sfida salvezza contro il Cagliari. I lagunari vincono per 2-1, al “Penzo” con i gol di Zampano e Sverko. Vana la rete di Pavoletti per i sardi, che restano così bloccati al terzultimo posto della classifica, un punto davanti proprio alla formazione di Di Francesco, che scavalca il Monza. Sugli scudi il portiere del Venezia Stankovic.
Primo scorcio di gara molto attento da parte di entrambe le formazioni, che si fronteggiano in maniera inizialmente molto equilibrata. Ci prova al 20′ il Cagliari, con Gaetano che partendo da destra trova la luce per il mancina che termina però largo. Alla mezzora ancora sardi pericolosi, sulla punizione di Augello per la deviazione di Mina, parata da Stankovic addirittura con la testa. Primo tempo quasi alla sua conclusione, quando il Venezia riesce a trovare la rete del vantaggio: sprint di Oristanio sulla sinistra e pallone perfetto per il tap-in di Zampano, sul quale nulla può Sherri. Si va all’intervallo con i lagunari avanti ma una partita ancora naturalmente aperta.
Anche in avvio di ripresa gli uomini di Di Francesco mostrano un buon approccio, mentre il Cagliari appare ancora alla ricerca di un nuovo equilibrio dopo aver subito lo svantaggio. Sempre Oristanio tra i più pericolosi, come dimostrato al minuto 62, insaccando il potenziale 2-0 con un bel pallonetto, vincente ma viziato da una posizione di offside precedente da parte di Pohjanpalo. Raddoppio veneto che si farà attendere però solo per altri cinque minuti, con Sverko che si rende protagonista dello slalom solitario in seguito al quale entra in area di rigore e in caduta riesce ad indirizzare il pallone quanto basta per battere Sherri. Partita che il Venezia sembrerebbe ben controllare, quando al 76′ arriva però la reazione sarda, con la deviazione aerea di Pavoletti, che appena entrato mette in rete il cross di Augello. 2-1 e finale ad alta tensione, con i rossoblù in cerca del lampo decisivo, che però non arriva, per via soprattutto delle parate di Stankovic, oggi in versione “super eroe”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Nuoto, Europei Parigi: Ceccon e Pilato di bronzo nei 200 dorso e nei 100 rana

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Thomas Ceccon è medaglia di bronzo nei 200 metri dorso uomini agli Europei di nuoto in corso a Parigi. Il classe 2001 veneto nuota in 1’53″96, firmando il nuovo record italiano sulla distanza e conquistando il decimo podio a livello continentale in vasca lunga. L’oro va all’ungherese Hubert Kos (1’53″08), favorito per il successo, mentre l‘argento è del greco Apostolos Siskos 1’53″81.

“Ho provato una gara più aggressiva fin dall’inizio, negli ultimi 50 metri ho fatto fatica però si può ancora migliorare. Ho fatto tanta fatica quest’anno, mi sono allenato tanto per fare i 200 dorso. Sono tanto contento dopo tutti gli allenamenti fatti, anche quando non avevo voglia”. Così Thomas Ceccon ai microfoni Rai dopo il bronzo nei 200 dorso agli Europei di nuoto in corso a Parigi. “Il podio si poteva fare perché sapevo che era possibile – aggiunge -. Questo è un tempo che comincia a voler dire qualcosa. Volevo andare sotto 1’54, quindi oggi è andata bene“, conclude Ceccon.

PILATO DI BRONZO NEI 100 RANA

 Benedetta Pilato è medaglia di bronzo nei 100 metri rana donne. La classe 2005 tarantina, già oro continentale sulla distanza a Roma 2022, nuota 1’05″89 e chiude al terzo posto la finale vinta dalla britannica Angharad Evans (1’04″87) davanti all’irlandese Mona Mc Sharry (1’05″41). Si tratta della quinta medaglia continentale per Pilato. Ottavo posto per Lisa Angiolini in 1’06″73.

 “La prima parte mi dà buone speranze per i 50. Mi aspettavo di essere raggiunta, ho provato a resistere, ho sentito il mio allenatore che mi gridava e mi sono detta che dovevo reggere. È stato un anno complicato, me lo merito”. Così Benedetta Pilato ai microfoni Rai dopo il bronzo nei 100 rana agli Europei di nuoto in corso a Parigi. Presente anche Lisa Angiolini, ottava al traguardo: “Ci ho provato – le sue parole -. Il passaggio forte non è il mio, ma ci tenevo a uscire finita ed è successo. Anche se il tempo fa schifo, va bene lo stesso”.

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DI PIETRO OTTAVA NEI 50 FARFALLA

Silvia di Pietro chiude all’ottavo posto la finale dei 50 metri farfalla donne. La classe ’93 azzurra termina con il tempo di 25″97 la gara vinta dalla svedese Sarah Sjostrom (25″05), davanti alla belga Roos Vanotterdijk (25″12) e all’altra svedese Sara Junevik (25″51).

D’AMBROSIO SETTIMO NEI 100 STILE LIBERO

 Carlos D’Ambrosio chiude al settimo posto la finale dei 100 metri stile libero uomini. Il classe 2007 azzurro nuota in 47″58 la prova vinta dal rumeno David Popovici in 46″56 (record dei campionati), davanti al russo (sotto bandiera neutrale) Egor Kornev in 46″74 e all’ungherese Kristof Milak (46″87).

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Napoli, ufficiale la cessione di Lukaku al Fenerbahce: “Un onore aver fatto parte di questo club storico”

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NAPOLI (ITALPRESS) – Il Napoli ha reso noto di “aver ceduto a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore Romelu Lukaku al Fenerbahçe. Il 31 agosto 2024 Romelu fa il suo esordio in maglia azzurra, andando subito a segno nella vittoria in rimonta contro il Parma al Maradona. Ha collezionato 45 presenze, mettendo a referto 14 reti, tra cui quella indimenticabile nel match del quarto scudetto contro il Cagliari, al termine di una poderosa progressione. Con il Napoli ha vinto un campionato e la Supercoppa Italiana. In bocca al lupo, Big Rom!”, scrive il club azzurro.

L’attaccante belga, classe 1993, si trasferisce dunque in Turchia per vestire la maglia del Fenerbahce dopo aver giocato con Anderlecht, West Bromwich, Chelsea, Everton, Manchester United, Inter, Roma e Napoli.

“UN ONORE AVER FATTO PARTE DI QUESTO CLUB STORICO”

“È un grande onore e un privilegio per me unirmi al vostro club e far parte di questa squadra con una storia così magnifica. Abbiamo una squadra fantastica e sono molto felice di far parte di un gruppo così forte. Cercherò di aiutare la squadra nel miglior modo possibile, lavorando sodo ogni giorno, dando il massimo in allenamento e in campo. Voglio sfruttare al massimo ogni momento che trascorro in campo per aiutare la squadra a vincere le partite – le parole di Lukaku -. Voglio ringraziare la dirigenza e il nostro allenatore, prima di tutto per la fiducia e la stima che hanno riposto in me come persona e anche per aver creduto nelle mie capacità di calciatore. Sono pronto al 100%, pronto a scendere in campo”.

Lukaku va oltre e spiega cosa significa per lui questo trasferimento nel club di Istanbul. “Questo è anche un momento un po’ emozionante per me. Perché torno in Turchia dopo tanti anni. Come sapete, ho vissuto qui da bambino ed è qui che ho scoperto il mondo del calcio professionistico con mio padre. Pertanto, tornare sarà un momento davvero speciale e molto emozionante per me. E sta accadendo con il Fenerbahçe. Sono molto orgoglioso”, conclude l’ex Inter, Roma e Napoli.

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-Foto IPA Agency-
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Messi saluta il padre con una lettera: “Non ci credo ancora, non so quanto giocherò”

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BUENOS AIRES (ARGENTINA) (ITALPRESS) – “Non posso credere che te ne sei andato. Non riesco a credere che non ti vedrò più, che non parleremo più. So che stavi soffrendo e che è stato meglio così, ma te ne sei andato troppo presto. Avevamo ancora molto cose da goderci insieme”. Lionel Messi ricorda il padre sui social. Una lettera piena di amore per papà Jorge, deceduto all’età di 68 anni dopo una lunga malattia.

“Mi avevi chiesto di giocare l’ultimo Mondiale, ma qualche giorno prima che iniziasse sei peggiorato. E’ stata la prima volta che non mi hai seguito in un torneo, mamma mi diceva che saresti migliorato col tempo e che avresti potuto viaggiare e io ti dicevo che saremmo arrivati in finale – scrive il capitano dell’Albiceleste –. Dopo ogni partita aspettavo un tuo messaggio, lì ho capito quanto la situazione fosse difficile e io non smettevo di pensare di dover arrivare il più lontano possibile per darti il tempo di venire a vedere una partita. Siamo arrivati in finale ma tu non potevi esserci. Volevo vincere per portarti la Coppa di nuovo. Non è stato possibile, le mie gambe non ne avevano più, ho provato a spingermi oltre i miei limiti, ma non ci sono riuscito. Non mi sono mai sentito bene”.

Messi racconta anche il momento del suo ritorno dopo la sconfitta in finale contro la Spagna ai supplementari (1-0 per le furie rosse gol di Ferran Torres). “Quando sono tornato pensavi che avessimo perso la finale ai rigori. Non siamo riusciti a parlare di nulla di tutto quello che è successo. Non hai potuto goderti niente. Non siamo diventati campioni, ma non sai quanto ci siamo goduti ogni partita. Ancora una volta, avevi ragione: dovevo esserci e giocarla – prosegue Messi -. Ti racconto questo perché è stata l’unica cosa di cui non siamo riusciti a parlare, perché tutto il resto già lo sai. Ci parlavamo tutti i giorni e ci vedevamo quando era possibile. Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti. Io giocavo soltanto a calcio e adesso ho parecchi dubbi sul fatto che continuerò a farlo ancora per molto tempo. Sei stato al mio fianco fin dall’inizio e mancava così poco alla fine. Perché non hai resistito ancora un po’ e non abbiamo concluso questo percorso insieme? So che la tua felicità era vedere stare bene la tua famiglia, tua moglie, i tuoi figli e, soprattutto, senza che gli altri lo sapessero, vedere giocare me…Fin da piccolo è sempre stato così. Mi portavi a tutti gli allenamenti appena tornavi dal lavoro. A molti mi accompagnava mamma perché tu stavi lavorando. Ovviamente, alle partite non ne saltavi nemmeno una. Quanto soffrivi guardandomi e quanto ti divertivi, anche se non mi facevi mai molti complimenti. Sei stato papà, amico e procuratore”. 

“Eri sempre la persona che dovevi essere in ogni momento e non hai mai sbagliato nulla. Al di là di qualche rimprovero o litigio, avevi sempre ragione. Alla fine, le cose andavano sempre come dicevi tu – continua la lettera di Messi –. Mi mancherai tantissimo, ma sarai sempre presente, soprattutto nell’educazione dei miei figli, perché insegno loro e li educo come avete fatto voi con me. Riposa in pace e prenditi cura di noi da lassù, come facevi qui. Grazie di tutto. Ti amo, papà”.

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