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Dia acciuffa il Napoli nel finale, è 2-2 all’Olimpico

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ROMA (ITALPRESS) – Il Napoli non sa più vincere: all’Olimpico, contro la Lazio, arriva un altro pareggio, il terzo consecutivo. Il 2-2, maturato grazie al gol di Dia all’87’, porta i partenopei a +2 sull’Inter, che domani, nel derby d’Italia, ha l’occasione di effettuare il sorpasso. Conte, che deve fare i conti con le assenze pesanti di Neres e Spinazzola, opta per il cambio modulo scegliendo il 3-5-2 con Raspadori al fianco di Lukaku. Dal canto suo Baroni, con Dia ancora acciaccato, propone Pedro titolare sulla trequarti. La Lazio parte con piglio positivo e, dopo un tiro in porta di Tavares da punizione, passa in vantaggio al 6′ grazie a Isaksen, che controlla un tocco errato di Rrahmani e scarica un terra-aria terrificante dai 30 metri che si infila alle spalle di Meret dopo aver sbattuto sulla parte bassa della traversa. La reazione del Napoli, però, è immediata: McTominay intercetta un rinvio impreciso di Provedel e passa il pallone a Raspadori, che fa un uno-due con Lukaku, evita due avversari e di sinistro la fa passare tra le gambe del portiere biancoceleste. Al 25′ Baroni perde un’altra pedina importante: Castellanos si ferma toccandosi l’interno coscia ed è costretto a lasciare il campo. Nel finale di prima frazione c’è ancora tempo per il guizzo di Rovella, con Meret che tocca e manda sopra la traversa. Il Napoli esce meglio dagli spogliatoi: il cross di Mazzocchi trova in area Di Lorenzo, che però viene murato da Anguissa. Poco dopo, Provedel para il destro di Lukaku. La Lazio risponde con la discesa di Tavares, che alza la testa e vede l’inserimento arretrato di Isaksen, il quale spara sul fondo il pallone del nuovo vantaggio. Conte cambia tutto inserendo Politano al posto di Buongiorno e viene subito ripagato: l’ex Sassuolo mette il pallone in mezzo per Raspadori, il cui tiro viene murato da Gila ma Marusic, d’istinto, trova un tocco maldestro che si risolve in un autogol. Per gli ultimi quindici minuti entra anche Dia, che trova il gol del pareggio all’87’ con un preciso mancino sul secondo palo. Nel finale, c’è ancora spazio per il tentativo di Noslin, il cui tiro potente viene parato da Meret sul primo palo.
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(ITALPRESS).

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Progetto azzurro “Per aspera ad astra”, la politica, l’iprocrisia e Pirlo

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di Italo Cucci

PALERMO (ITALPRESS) – È arrivato Malagò – per quel che conto l’ho invitato anch’io – e il tono del dibattito s’è alzato. Progetto: “Per aspera ad astra”, faticando arriveremo alle stelle. I tempi? Una decina d’anni per riavere il calcio di Brera e Palumbo (io faccio nomi) e Cairo ha ricordato i piani quinquennali dell’Unione Sovietica. Mai realizzati. Eppoi, negli aspera (avversità), s’è infilata la politica portandosi appresso l’ipocrisia.

Non basta dire – magari con toni civili – che Pirlo è un tecnico rivedibile (temporaneamente non idoneo), no, lo trattano a pesci in faccia e visto che tale cerimonia è calcisticamente apprezzata, cioè inutile, ecco l’accusa ipocrita: Pirlo intrattiene rapporti con la Russia. E per fortuna non aggiungono: sovietica. A me sarebbe bastato vedere il contratto per pubblicizzare le scommesse e avrei detto subito “no” a Pirlo, per ovvie ragioni, ma, come abbiamo capito, nel sofisticato mondo di Malagò, Maldini e Leonardo si brinda insieme a Dom Perignon ma non si chiedono “documenta”. Maldini & Leonardo sarebbero stati fermati subito.

Così come non basta fare una telefonata a Guardiola – “Pep, ti piacerebbe allenare l’Italia Quattrostelle?” – macchè. Il “no” bisogna andarlo a ritirare a Barcellona, con sangria e tapas. È il nuovo corso – magari un New Deal – che dovrà adeguare l’attuale calcio italiano non tanto alle performances della Premier o della Liga, ma al proprio passato.

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Quando i club godevano della spesso geniale cultura di tecnici come Bernardini, Viani, Rocco e dell’italianizzato Helenio Herrera rapito dal contropiede. Quando la Nazionale allevava a Coverciano i Vincitori parastatali Valcareggi, Bearzot, Maldini, Vicini (quest’ultimo maestro di Mancini, e si spiega il successo di Robi). Spero ancora nel super manager Malagò. E in ogni caso gli tengo da parte Silvio Baldini, l’ultimo dei Mohicani.

Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)

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(ITALPRESS).

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Scherma, Di Veroli d’argento nella spada ai Mondiali di Hong Kong: è la terza medaglia azzurra

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HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – Davide Di Veroli conquista la medaglia d’argento nella prova individuale di spada maschile ai Mondiali di scherma di Hong Kong. Sulla pedana della Asia-World Arena, il 24enne romano delle Fiamme Oro si arrende in finale allo svizzero Lucas Malcotti per 12-11. Per la spedizione azzurra arriva così il terzo argento in due giornate di finali individuali dopo quelli conquistati ieri dalla spadista Giulia Rizzi e dal fiorettista Filippo Macchi.

Larissa Eifler ha vinto la medaglia d’oro nella finale della prova individuale di sciabola femminile. Sulla pedana della Asia-World Arena, la tedesca ha sconfitto per 15-10 la francese Sara Balzer, argento. Bronzo per l’ungherese Sugar Katinka Battai e per l’altra transalpina Toscane Tori. Undicesima e migliore delle azzurre in gara Michela Battiston, uscita ad un passo dalle top 8 per mano proprio di Balzer; 26esima Mariella Viale e 60esima la debuttante Manuela Spica.

Domani saranno in palio le ultime medaglie individuali nelle competizioni di fioretto femminile e sciabola maschile. Per l’Italia saliranno in pedana le fiorettiste Martina Batini, Martina Favaretto, Arianna Errigo e Anna Cristino, e gli sciabolatori Pietro Torre, Michele Gallo, Cosimo Bertini e Matteo Neri

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Italia di bronzo nella VNL femminile, battuta la Cina 3-1

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MACAO (CINA) (ITALPRESS) – L’Italia batte la Cina e conquista la medaglia di bronzo della Volleyball Nations League femminile, dopo gli ori delle due passate edizioni. A Macao le azzurre di Julio Velasco, superate in semifinale dal Brasile al tiebreak, hanno battuto le padrone di casa con il punteggio di 3-1 (25-16, 23-25, 25-22, 25-13)

– Foto Ipa Agency –

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