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Il Napoli vince di misura e fa un passo verso lo scudetto, a Lecce 0-1 targato Raspadori

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LECCE (ITALPRESS) – Una vittoria da Scudetto. Il Napoli vince 1-0 in casa del Lecce grazie alla rete di Raspadori e, in attesa di Inter-Verona, va a +6 sui nerazzurri. Tre punti pesanti a tre giornate dal termine, mentre in zona retrocessione resta tutto ancora aperto, coi pugliesi ancora a +1 sul terzultimo posto.

Quella del Via del Mare è stata una gara nel ricordo di Graziano Fiorita: nel primo match casalingo a disposizione, i salentini hanno omaggiato il fisioterapista scomparso giovedì scorso con un minuto di silenzio, accanto ai padroni di casa anche Di Lorenzo e compagni, che hanno raggiunto gli avversari vicino alla panchina (il capitano degli azzurri ha consegnato anche un mazzo di fiori). Dopo appena 5 minuti è iniziato un fitto lancio di petardi e fumogeni da parte dei sostenitori leccesi – tanti i cori contro la Lega Serie A per aver rinviato il match di Bergamo di sole 48 ore -, l’episodio ha costretto Davide Massa a sospendere la gara per circa sei minuti (sono stati infatti assegnati 9 minuti aggiuntivi al termine della prima frazione).

La gara è iniziata con un gol annullato a Lukaku per un fuorigioco millimetrico ma dopo 24 minuti in cui si è visto davvero poco, Raspadori ha sbloccato il punteggio direttamente da calcio di punizione. Il Lecce si è aggrappato alla voglia di cancellare un momento negativo, la traversa colpita da Gaspar ha scosso la squadra di Conte che fino al termine del primo tempo ha deciso di gestire senza forzare troppo. Nella ripresa i padroni di casa hanno provato ad alzare i giri del motore, Meret ha neutralizzato in corner una conclusione di Helgason deviata da Lobotka, poi costretto ad uscire per un problema alla caviglia. I pugliesi hanno spaventato un Napoli incapace di reagire e di creare occasioni da gol, i salentini non sono riusciti però a trovare lo spazio per pareggiare i conti.

Una vittoria, quella di Lukaku e compagni, che di fatto piazza una seria ipoteca sullo Scudetto: i partenopei nel prossimo turno accoglieranno il Genoa (domenica alle 20.45). La squadra di Giampaolo sfiderà invece il Verona, serviranno tre punti per poter ribaltare l’inerzia in zona retrocessione.

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IL TABELLINO

LECCE (4-2-3-1): Falcone 6; Guilbert 6 (18’st Danilo Veiga 6), Gaspar 6.5, Baschirotto 6, Gallo 5.5; Kaba 5.5 (1’st Morente 6), Pierret 6.5 (20’st Berisha 6); Pierotti 6 (39’st N’Dri sv), Coulibaly 6, Karlsson 5.5 (1’st Helgason 6.5); Krstovic 5.5. In panchina: Fruchtl, Samooja, Rafia, Sansone, Ramadani, Banda, Tiago Gabriel, Sala. Allenatore: Giampaolo 6.

NAPOLI (4-4-2): Meret 6.5; Di Lorenzo 6, Rrahmani 6.5, Olivera 6.5, Spinazzola 6; Politano 6 (43’st Ngonge sv), Anguissa 6.5, Lobotka 6.5 (9’st Gilmour 6), McTominay 6.5; Lukaku 6 (43’st Simeone sv), Raspadori 7 (34’st Billing sv). In panchina: Contini, Scuffet, Okafor, Rafa Marin, Hasa, Mazzocchi. Allenatore: Conte 7.

ARBITRO: Massa d’Imperia 6.

RETE: 24’pt Raspadori.

NOTE: terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Krstovic, Morente. Angoli: 5-2. Recupero: 9’pt, 7’st.

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(ITALPRESS).

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Nuoto, Europei Parigi: Razzetti medaglia d’argento nei 400 misti

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Arriva subito il primo podio italiano nelle gare in vasca degli Europei di nuoto, in corso a Parigi. Il ligure Alberto Razzetti è medaglia d’argento nei 400 misti uomini, nella prima finale in scena oggi nella capitale francese. L’azzurro (Fiamme Gialle / Nuoto – My Sport) ferma il cronometro a 4’10″40, preceduto soltanto dal russo Ilia Borodin (4’08″17). Bronzo per il britannico Max Litchfield (4’11″58). Si tratta della medaglia numero 24 per l’Italia dall’inizio degli Europei degli sport acquatici, l’ottavo argento nella rassegna continentale.

Sono contento. Ci tenevo un sacco a prendere una medaglia oggi, sapevo che era alla portata. Ilia (Borodin, ndr.) è stato bravo. Sono contento di aver dato il via al meglio alla spedizione, bene così. Sarà sfida Italia, Gran Bretagna e Russia per il medagliere? Sulla carta sì, sono le nazioni più forti, fa piacere essere tra queste ed essere temuti”. Così Alberto Razzetti, ai microfoni di RaiSport, dopo l’argento vinto nei 400 misti uomini agli Europei di nuoto, in corso a Parigi.

THOMAS CECCON IN FINALE NEI 50 FARFALLA

Thomas Ceccon conquista l’accesso alla finale dei 50 metri farfalla maschili. Il veneto (Fiamme Oro / Leosport Nice Footwear) è quarto nella sua semifinale con il tempo di 22″71 e si giocherà la medaglia domani alle 18.37. Eliminato, invece, il siciliano Lorenzo Gargani (Rari Nantes Florentia), settimo nella prima semifinale con il crono di 23″29.

SARA CURTIS IN FINALE NEI 100 STILE LIBERO

Finale conquistata per Sara Curtis nei 100 metri stile libero femminili. La piemontese (Esercito / CS Roero) chiude in testa la sua semifinale, con il crono di 52″93, e andrà a caccia di una medaglia domani alle 18.42. Eliminata, invece, l’altra piemontese Emma Virginia Menicucci (Esercito / Aniene), settima nella seconda semifinale, con il crono di 54″10

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Infortunio per Mattia Furlani agli Europei di atletica, si ritira nelle qualificazioni del salto in lungo

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BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Si ferma Mattia Furlani nelle qualificazioni del salto in lungo agli Europei di atletica, in corso a Birmingham. L’azzurro ha accusato un problema fisico dopo il primo salto da 7.73 ed è stato costretto a ritirarsi, facendo segni eloquenti allo staff con una smorfia di dolore. Si teme una ricaduta dopo la lesione al bicipite femorale destro rimediata a maggio.

L’azzurro è stato portato fuori dallo stadio con una carrozzina. Nelle prossime ore si sottoporrà ad esami per valutare l’entità del problema fisico.

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Lettera congiunta di Uefa, Concacaf e Afc contro la Fifa e Infantino: “Fiducia tradita, rispettare l’unità”

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ROMA (ITALPRESS) – Uefa, Concacaf e Afc, le confederazioni che governano il calcio europeo, nord e centroamericano e asiatico, hanno pubblicato una lettera congiunta con la quale chiedono di rispettare “l’unità del calcio” con una “leadership che serva il calcio, non che cerchi di comandarlo”. Il riferimento è ovviamente al progetto Ffe, abbandonato dalla Fifa di Gianni Infantino dopo pochi giorni di polemiche: “Il calcio è la più grande passione condivisa al mondo. Non appartiene a nessun individuo e a nessuna istituzione. Appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, alle Federazioni affiliate e a ogni istituzione incaricata di salvaguardarne il futuro. È con questo spirito che, in qualità di Confederazioni rappresentative dei propri membri, oggi parliamo collettivamente. La crescita registrata nell’ultimo decennio è stata reale. Ma quei progressi non sono mai stati opera di un singolo individuo. Sono stati il risultato del lavoro della Fifa, delle Confederazioni, delle Federazioni affiliate e delle migliaia di persone che dedicano la propria vita al calcio”, si legge nella lettera. Secondo le tre confederazioni “l’ampliamento dei tornei, l’assegnazione delle Coppe del Mondo Fifa 2030 e 2034, la distribuzione delle risorse alle Federazioni. Sono stati risultati condivisi, concordati insieme e realizzati insieme”.

“Non si tratta di denaro. Le Confederazioni hanno già chiesto una distribuzione responsabile delle ingenti riserve esistenti della Fifa, per rafforzare ulteriormente gli investimenti nello sviluppo delle Federazioni affiliate. Né si tratta di privare una Federazione affiliata del sostegno che si è guadagnata, nonostante l’allarmismo rivolto ai nostri membri per suggerire il contrario. Né si tratta di rimettere in discussione l’ampliamento delle competizioni, l’assegnazione dei posti per la Coppa del Mondo o qualsiasi altra decisione adottata collettivamente. Quelle decisioni sono state prese insieme e devono restare valide”, spiegano Uefa, Concacaf e Afc. “Si tratta di qualcosa di più fondamentale: l’integrità del gioco e l’integrità di coloro che sono stati eletti per guidarlo – aggiungono -. La leadership nel calcio non è un possesso. Non consiste nel detenere – o pretendere – il potere per conservarlo. È un dovere di servizio nei confronti della famiglia del calcio che affida quella responsabilità. Quando la fiducia viene tradita attraverso l’inganno, quando un individuo pone sé stesso al di sopra della collettività che gli ha affidato autorità, quel dovere viene abbandonato. La recente lettera della Fifa ai suoi vicepresidenti e alle 211 Federazioni affiliate riconosce che nel processo sono stati commessi degli errori. Li tratta come un problema di comunicazione, mentre ciò a cui il calcio ha assistito è stato un errore di giudizio. Una proposta portata avanti con tempistiche ristrette, senza una consultazione significativa e spinta verso una scadenza prima che le Federazioni affiliate potessero esaminarne adeguatamente i termini, non è il risultato di una svista: è il risultato di un disegno concepito per limitare il controllo”.

“Non è stato riconosciuto che la proposta stessa fosse intrinsecamente sbagliata – scrivono in merito al progetto Ffe –. Continua a mancare il riconoscimento del fatto che tentare di vendere una partecipazione nella Coppa del Mondo Fifa abbia rappresentato un grave errore di giudizio: non soltanto un errore procedurale, ma una fondamentale violazione della fiducia delle stesse istituzioni che la Fifa esiste per servire. La Fifa si è inoltre impegnata a presentare al Consiglio Fifa una relazione completa su questi eventi, senza ancora una volta riconoscere che una corretta governance, di fronte a una così grave mancanza di giudizio, richiederebbe che tale revisione fosse condotta da una terza parte pienamente indipendente, e non dalla stessa Fifa, dal suo personale o da qualsiasi soggetto interessato all’interno del calcio. L’amministrazione Fifa non dovrebbe avere alcun ruolo nello svolgimento della revisione”, si legge nella lettera. E ancora: “Come indicato nella precedente corrispondenza, tutti i documenti e i registri pertinenti devono essere conservati in conformità con la comunicazione Uefa relativa alla conservazione dei documenti. La stessa lettera della Fifa conferma inoltre che alla riunione della leadership in Marocco era presente un solo dirigente eletto. Nessun membro del Consiglio Fifa né alcuna Federazione affiliata è stato invitato a partecipare. Era presente soltanto il comitato di gestione, composto da alti dirigenti dipendenti della Fifa”.

“Questa recente riunione, nella quale un numero ristretto di membri del Comitato di gestione Fifa – e non l’intero Comitato – è stato convocato all’estero, anziché vedere la leadership recarsi a Zurigo per rivolgersi al cuore della Fifa, il suo personale, non fa che rafforzare queste preoccupazioni e rappresenta la prosecuzione dello stesso modello di condotta che ci ha portati a questo momento. Non è il comportamento di un custode del calcio, ma di chi ritiene che sia il calcio a dover rispondere a lui. C’è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci apertura. Non sono queste le qualità che il calcio merita nella propria leadership. È per questo che abbiamo assunto questa posizione: non a cuor leggero e non da soli, ma insieme e per senso del dovere nei confronti del gioco che serviamo. La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che questa unità venga ora rispettata, attraverso una leadership che serva il calcio, non che cerchi di comandarlo”, chiedono le tre confederazioni.

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