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Cronaca

L’Università degli studi di Bergamo in Cina tra innovazione, cooperazione accademica e rete Alumni

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BERGAMO (ITALPRESS) – È in corso la missione istituzionale e scientifica dell’Università degli studi di Bergamo in Cina, in programma dal 10 al 15 novembre 2025, che coinvolge tappe a Shanghai e Pechino nell’ambito della China-Italy Science, Technology & Innovation Week e del China-Italy University Rectors Forum. La delegazione è guidata dal Rettore Sergio Cavalieri, affiancato dalla Prorettrice alle Relazioni internazionali Flaminia Nicora, dai Direttori di dipartimento Giuseppe Franchini e Gianluca D’Urso, dal Direttore del Consorzio Intellimech Stefano Ierace e da Sara Bocchi del Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione.

La missione ha preso avvio lunedì 10 novembre a Shanghai, con una visita ufficiale alla Shanghai Dianji University (SDJU), dove la delegazione UniBg è stata accolta dal Vicepresidente prof. Hongzhi Wang, insieme ai decani delle School of Mechanical ed Electrical Engineering e ai rappresentanti dell’International Affairs Office. Nel corso dell’incontro, dopo la presentazione reciproca delle università, si è tenuta una discussione sui possibili ambiti di collaborazione, seguita dalla visita ai laboratori e al Great Zero Bay Innovation Center (Dalinghuawan), importante polo di innovazione dedicato al trasferimento tecnologico e alla cooperazione università-impresa.

Martedì 11 novembre, la delegazione ha proseguito le attività a Shanghai con la visita al Tongji Technology Park e successivamente al Jiading Campus della Tongji University, dove si è tenuto un incontro con i docenti della School of Mechanical Engineering e una visita ai laboratori del dipartimento. La giornata si è conclusa con il trasferimento a Pechino, dove da mercoledì la missione prosegue con incontri e appuntamenti istituzionali. Mercoledì 12 novembre, presso la sede della Camera di Commercio Italiana in Cina (CCIC), si è tenuto il primo incontro del Network Alumni UniBg in Cina, promosso insieme a Luberg, dedicato a consolidare la comunità internazionale degli ex studenti e a favorire nuove opportunità di collaborazione tra università e imprese italiane e cinesi. Sono intervenuti il Rettore Sergio Cavalieri, la Presidente di Luberg Simona Bonomelli, la vicepresidente di Confindustria Bergamo Claudia Persico Alessandra Guidi, Science Attaché presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino, Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alle Relazioni Internazionali della Regione Lombardia, il presidente della CCIC Lorenzo Riccardi, Diego Pedrocchi, CEO China di Danieli Group, Giuseppe Cattaneo former president di Ferrari China.

Giovedì 13 novembre il Rettore Cavalieri interverrà al Forum bilaterale dei rettori cinesi e italiani (Beijing), nella sessione “Innovating jointly school-running models to promote deep industry-academia-research integration”, nell’ambito della China-Italy Science, Technology & Innovation Week. Venerdì 14 novembre è previsto il conferimento al Rettore Cavalieri del titolo di Distinguished Visiting Professor presso la Tsinghua University, a riconoscimento del contributo dell’Ateneo bergamasco alla ricerca internazionale, seguito da un incontro al Beijing University of Technology Shan-He-Wan-Gu Innovation Zone e da un evento del CI-LAM (China-Italy Joint Laboratory on Advanced Manufacturing) dedicato al settore automotive e ai modelli di cooperazione tra università e industria.

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– foto ufficio stampa UniBg –

(ITALPRESS).

Cronaca

Al Tour pokerissimo di Pogacar, sui Campi Elisi vince Van Der Poel

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar è ufficialmente il re incontrastato del Tour de France 2026. Il ciclista sloveno della UAE Team Emirates XRG corona tre settimane di dominio assoluto lungo le strade transalpine, cucendosi sulla pelle una maglia gialla mai messa in discussione e conquistando il suo quinto storico trionfo nella Grande Boucle. Dopo il ritiro di Jonas Vingegaard, un pur ottimo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) non ha potuto nulla nel duello con Pogacar e ha chiuso il Tour secondo in classifica generale. Terza piazza per il messicano Isaac Del Toro (UAE Emirates), che centra anche la maglia bianca.
Nella ventunesima e ultima tappa, la Thoiry – Parigi (Champs-Elysees), di 89 km, a spuntarla è Mathieu Van Der Poel (Alpecin Premier-Tech), autore di un’azione personale strepitosa. Alle spalle dell’olandese si piazzano il compagno di squadra Jasper Philipsen, secondo, e la maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek), terzo.
Per quanto riguarda la classifica scalatori, Richard Carapaz (EF Education Easy-Post) si prende la maglia a pois.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Russa “Sulle violenze ci sono coperture palesi e sotterranee”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo tornati indietro negli anni, è un meccanismo diverso. In comune però ha le coperture. Io non sono così allarmato, tornare indietro vuol dire che il passo successivo è il terrorismo. Non credo questo, il terrorismo l’abbiamo sconfitto, ma la violenza no”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato da Augusto Minzolini a Viareggio nell’ambito della rassegna “L’Estate del Principe”, rispondendo a una domanda sugli scontri di ieri al cantiere della Tav e quelli dei giorni precedenti a Bologna.
“Se frange estremiste pensano di non essere isolate, ma pensano di poter mettere in difficoltà il governo, le forze dell’ordine, creare insoddisfazione generale, lo fanno. Dico di stare attenti alle coperture palesi e a quelle sotterranee”, ha aggiunto La Russa. “Il sindaco di Bologna – ha sottolineato il presidente del Senato – è stato fortemente imprudente, doveva sapere che indire la manifestazione pacifica poteva diventare la copertura per le violenze. E in questo caso inoltre non capisco nemmeno come potesse essere lecita la manifestazione pacifica, mancava il presupposto, non c’è ancora una ricostruzione chiara e definitiva su quello che è successo” a Fakir.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella

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C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.

Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.

Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.

In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.

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La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.

Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.

Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

Iscrivetevi al canale La Voce Pavese su Telegram (https://t.me/vocepavese) e riceverete gratis il commento del giorno sul vostro smartphone ogni giorno.

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L’articolo La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella proviene da Pavia Uno TV.

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