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Perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede del Garante della Privacy

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ROMA (ITALPRESS) – Secondo quanto anticipato da la Repubblica, perquisizioni da parte della Guardia di Finanza sono in corso nella sede del Garante della privacy. Gli accertamenti rientrerebbero nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco. Gli investigatori stanno procedendo al sequestro di telefoni cellulari e computer per acquisire elementi utili all’indagine. Il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, risulterebbe indagato. Nell’inchiesta, che riguarda il collegio del Garante, sono ipotizzati i reati di peculato e corruzione. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco e il fascicolo sarebbe stato aperto a seguito dei servizi di Report, sulle spese di rappresentanza dei componenti dell’Autorità.

Sarebbero indagati anche gli altri componenti del collegio, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. In un post sui social, il conduttore di Report, Sigfriudo Ranucci, scrive: “Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante della privacy. In seguito ai servizi di report, la procura ha aperto un’indagine. Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio e la mancata sanzione nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban stories”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

SWG, il 47% degli elettori chiede la difesa dell’identità e il 39% miglioramenti economici

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ROMA (ITALPRESS) – SWG ha realizzato un’indagine sul ruolo dell’identità nelle scelte di voto degli italiani, prendendo spunto dai temi affrontati nel libro “La stagione dell’identità – Dalla Brexit a Trump, perché orgoglio e valori contano più di salari e welfare” di Domenico Petrolo. La ricerca evidenzia come, “per una quota significativa di elettori, il riconoscimento e la protezione della propria identità abbiano oggi un peso maggiore rispetto alle proposte economiche”. Negli ultimi trent’anni, le dinamiche del consenso e della comunicazione politica hanno subito significativi mutamenti, con tendenze trasversali a molte democrazie occidentali. Uno dei fattori determinanti di questi cambiamenti “è stata la crescita dell’esigenza di riconoscimento delle diverse identità sociali e politiche”. I risultati mostrano che “il 47% degli elettori, nella scelta di voto, attribuisce maggiore importanza al riconoscimento e alla protezione della propria identità, una quota superiore al 39% che assegna invece maggiore peso alle proposte economiche”. Alla base di questo dato si colloca il fatto che ampi strati di cittadini oggi non si sentano sufficientemente rispettati e, in qualche modo, vivano una sensazione di umiliazione. Il 39% dei cittadini dichiara infatti di “non sentirsi adeguatamente riconosciuto e valorizzato”. Le forze politiche raccolgono quindi consenso quando riescono a esprimere un riconoscimento della dignità degli elettori che si sentono ai margini o non rispettati.

Alcune riescono a intercettare questa domanda più di altre, ma allo stato attuale il 30% dei cittadini non si considera compreso e valorizzato da alcun partito. L’esigenza di protezione dell’identità nasce anche dalla percezione della presenza di fenomeni che la minacciano. Le paure identitarie assumono caratteristiche differenti a seconda dell’orientamento politico. Tra gli elettori di sinistra, che mostrano una maggiore carenza di riconoscimento, “le preoccupazioni si concentrano soprattutto sulla rinascita del fascismo”. Tra gli elettori di destra, invece, “le minacce percepite riguardano principalmente la cultura woke e l’islam”. I risultati “descrivono un tema sociale complesso, che presenta sfide rilevanti per i partiti politici nei prossimi anni”. La capacità di interpretare le richieste di riconoscimento, dignità e appartenenza sarà sempre più centrale nella costruzione del consenso e nella rappresentanza delle diverse identità presenti nella società.

– foto SWG –

(ITALPRESS).

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Alleanza Globale per la Soluzione a due Stati, al via le sessioni tecniche alla Farnesina

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ROMA (ITALPRESS) – “Sul fronte mediorientale, l’Italia svolge un ruolo proporzionato al suo peso politico-militare, e non è un caso che Roma in questi giorni stia diventando capitale della pace, quella di questi due giorni, non è una semplice riunione, è la riunione dell’alleanza globale per l’attuazione della soluzione due popoli due Stati”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del seguito dell’audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. “Ci sarà un documento finale Italia-Arabia Saudita che prevede, tra l’altro, la condanna di ciò che sta accadendo in Cisgiordania” ha aggiunto Tajani “noi siamo fermamente contrari all’occupazione dei coloni, questa scelta riduce la possibilità di arrivare a una soluzione dei due Stati”.

ALLEANZA GLOBALE PER SOLUZIONE 2 STATI, AL VIA OGGI SESSIONI TECNICHE ALLA FARNESINA

Prenderà avvio oggi pomeriggio alla Farnesina la riunione dell’Alleanza Globale per la Soluzione a due Stati, che proseguirà domattina con un segmento di alto livello co-presieduto dal Ministro Tajani e dal Ministro saudita Faisal bin Farhan Al Saud, e con la partecipazione della Ministra degli Esteri dell’Autorità Palestinese Varsen Aghabekian e del Senior Advisor statunitense del Board of Peace, Aryeh Lightstone. I due giorni di lavori, fa sapere la Farnensina, si concluderanno domani pomeriggio con un segmento a porte chiuse dedicato al dialogo interreligioso. La sessione di oggi pomeriggio vede la partecipazione di circa 30 delegazioni a livello tecnico, inclusi i co-presidenti degli otto gruppi di lavoro della Conferenza di New York e altri Paesi attivi nel dossier. Alla riunione interverrà da remoto l’Alto Rappresentante per Gaza, Nickolay Mladenov, che ha il mandato di coordinare la governance transitoria, la ricostruzione e l’attuazione del piano di Pace per Gaza in 20 Punti. La sessione di oggi ha l’obiettivo di fare il punto sui progressi compiuti nell’attuazione della Dichiarazione di New York, studiando nuove sinergie a favore del processo di pace attraverso l’attuazione della Risoluzione ONU 2803 e il Board of Peace. L’Alleanza Globale per l’Attuazione della Soluzione dei Due Stati è stata istituita nel 2024 su impulso di Arabia Saudita, Norvegia e Unione Europea.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Nato, Tajani “Trovare convergenze tra europei e americani a tutela della libertà”

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ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo lavorare per fare in modo che europei e americani – visto che si tratta di una alleanza politica e non solo militare – possono trovare delle convergenze a tutela dei valori, soprattutto quelli della libertà e della democrazia, da parte di questa Alleanza”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del seguito dell’audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Riguardo al Medio Oriente, “noi intendiamo andare avanti con tutte le azioni a sostegno di un accordo negoziale, oggi dovrebbe esserci una riunione tra i paesi del golfo per vedere come trovare una posizione comune e favorire un dialogo tra Stati Uniti e Iran sulla questione di Hormuz”, ha sottolineato Tajani.

“Finchè non ci sarà un cessate il fuoco duraturo noi non potremmo partecipare ad alcuna missione internazionale – ha aggiunto il vicepremier e ministro degli Esteri -, fermo restando che sono sempre missioni legate ad iniziative internazionali”.

– Foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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