Economia
Panetta “Tecnologia e geopolitica stanno influenzando l’economia”
Pubblicato
6 mesi fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Stiamo assistendo a movimenti dei tassi di interesse che hanno un legame con annunci politici. Le variabili fondamentali dell’economia, su investimenti, commercio internazionale, andamento dei tassi di interesse dipendono da variabili che sono sempre meno le variabili tradizionali, ma da variabili geopolitiche, oggi direi sempre più politiche senza il prefisso ‘geo’. Tutto questo rende molto difficile fare valutazioni di carattere economico ed è molto difficile avere un quadro coerente della situazione”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta in occasione del Comitato Esecutivo dell’ABI.
“Noi oggi siamo in un mondo sempre più geopolitico. Al di là dei movimenti determinati anche dal dibattito di breve termine a livello politico-internazionale, ci sono due variabili di fondo che stanno influenzando l’economia. La prima è tecnologia. Noi siamo nel mezzo di una rivoluzione tecnologica vera e propria e credo che essa stia determinando la riallocazione della rilevanza economica e politica a livello internazionale. Su questo si sta disputando la supremazia nei prossimi decenni e l’Europa purtroppo sembra fuori da questa gara”, ha aggiunto. “Il secondo fattore è la geopolitica. Questa non influenza soltanto tutte le variabili economiche tradizionali. Gli investimenti risentono dell’incertezza che ormai è fortissima e il livello di incertezza cambia molto rapidamente anche in tempi stretti. Ma soprattutto induce scelte di investimento e di variabili finanziarie che sono diventate tutte strategiche e rilevanti per le banche”, ha spiegato.
“Quando ci sono state le sanzioni alla Russia dopo l’attacco contro l’Ucraina, quelle che hanno funzionato veramente sono state quelle finanziarie e mentre quelle reali meno“. Il governatore ha spiegato che “quando Stati Uniti ed Europa si muovevano in modo molto coordinato, queste due aree avevano il controllo di quasi il 90% delle infrastrutture tecnologiche e finanziarie a livello mondiale”. “Ma non hanno funzionato altrettanto le sanzioni sull’economia reale. In un mondo dove grandi paesi che rappresentano oltre la metà del Pil del mondo non aderiscono (come Cina e India), è chiaro che l’economia rimane aperta”, ha aggiunto.
“In passato le guerre scoppiavano per il controllo dei pozzi di petrolio e il gas. Oggi la disputa è per il controllo di territori dove vi sono nel sottosuolo le materie prime del futuro. Quindi le brame su un territorio o su qualche grande isola dipendono anche dal fatto che sono territori che in prospettiva avranno una rilevanza strategica. Io mi aspetto in prospettiva che le tensioni sorgeranno anche per il controllo delle risorse idriche: l’acqua sta diventando infatti una risorsa scarsa, ma rilevante tanto per l’energia elettrica quanto per l’intelligenza artificiale”, ha concluso.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Economia
Istat, a luglio l’inflazione a +0,2% su base mensile e +2,8% sull’anno
Pubblicato
30 minuti fa-
31 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Secondo le stime preliminari Istat, a luglio l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,2% su base mensile e a +2,8% su base annua (da +3,0% del mese precedente).
Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,8%), degli energetici non regolamentati (da +13,3% a +10,6%) e dei servizi vari (da +2,5% a +1,8%); in accelerazione sono, invece, i prezzi degli alimentari lavorati (da -0,2% a +0,2%), degli energetici regolamentati (da +9,2% a +14,9%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +1,6%). A luglio l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta da +1,9% a +1,8%. I prezzi dei beni decelerano (da +3,3% a +3,1%), mentre la dinamica di quelli dei servizi resta stabile
Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni passa da -0,7 a -0,5 punti percentuali. Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona si mantiene a +1,3%, mentre quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto si riduce (da +3,9% a +3,6%). La variazione congiunturale dell’indice generale riflette l’aumento dei prezzi degli energetici regolamentati (+6,6%), dei servizi relativi ai trasporti (+1,4%), degli alimentari lavorati (+0,7%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,5%); tali effetti sono solo parzialmente compensati dalla diminuzione degli alimentari non lavorati (-1,1%) e degli energetici non regolamentati (-0,3%).
L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,7% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a -1,0% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e a +2,9% su base annua (da +3,0% del mese precedente).
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Economia
A luglio cresce il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese
Pubblicato
30 minuti fa-
31 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A luglio l’Istat stima un aumento sia del clima di fiducia dei consumatori (da 92,4 a 94,2) sia dell’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese (da 95,3 a 95,6). Tra i consumatori emerge un deciso miglioramento sia del clima economico sia di quello futuro (da 87,6 a 90,9 e da 87,4 a 89,8, rispettivamente); il clima personale e quello corrente registrano un progresso più contenuto (nell’ordine da 94,2 a 95,4 e da 96,2 a 97,4). Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia è in aumento nella manifattura e nei servizi mentre è in calo nelle costruzioni. Più in dettaglio: nella manifattura l’indice cresce da 88,6 a 89,6, nei servizi di mercato aumenta da 97,2 a 98,1 e nel commercio al dettaglio sale da 105,6 a 106,4. Nelle costruzioni l’indice diminuisce da 101,6 a 96,8.
Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura i giudizi sugli ordini e le attese sul livello della produzione sono in miglioramento in presenza di un accumulo di scorte. Nelle costruzioni entrambe le variabili peggiorano. Passando al settore dei servizi di mercato, si evidenzia un’evoluzione positiva dei giudizi sia sul livello degli ordini sia sull’andamento degli affari; in calo le attese sugli ordinativi. Nel commercio al dettaglio si rileva un andamento positivo delle attese sulle vendite, diffuso sia alla grande distribuzione sia a quella tradizionale, mentre i relativi giudizi peggiorano; il saldo delle valutazioni sulle scorte di magazzino aumenta.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Istat, a giugno i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 5,8% su base annua
Pubblicato
23 ore fa-
30 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A giugno, secondo i dati Istat, i prezzi alla produzione dell’industria registrano una variazione nulla su base mensile e crescono del 5,8% su base annua (era +7,3% a maggio). Sul mercato interno i prezzi restano stabili rispetto a maggio e rallentano la propria crescita su base annua (+6,8%, da +9,1% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, invece, i prezzi registrano un aumento congiunturale dello 0,3% e una crescita tendenziale in lieve accelerazione (+2,9%, da +2,5% di maggio). Sul mercato estero i prezzi aumentano dello 0,1% su base mensile (+0,3% area euro, -0,1% area non euro) e del 3,1% su base annua (+3,4% area euro, +2,8% area non euro). Nel secondo trimestre, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 2,9% (+3,4% mercato interno, +1,7% mercato estero). A giugno fra le attività manifatturiere, gli aumenti tendenziali maggiori sul mercato interno riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+42,2%), prodotti chimici (+8,0%) e metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,6%).
Sul mercato estero, gli incrementi su base annua più marcati si registrano per coke e prodotti petroliferi raffinati (+18,1% area non euro), altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+7,1% area euro, +8,9% area non euro), prodotti chimici (+7,5% area euro) e metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,3% area euro, +5,6% area non euro). Sul mercato interno, la crescita tendenziale dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas rallenta (+8,9%, da +12,6% di maggio). A giugno, i prezzi alla produzione delle costruzioni per Edifici residenziali e non residenziali crescono dello 0,1% su base mensile e del 2,8% su base annua (da +2,5% di maggio); quelli di Strade e ferrovie diminuiscono dello 0,6% in termini congiunturali e crescono del 3,4% in termini tendenziali (era +3,9% a maggio). Nel secondo trimestre 2026, rispetto al precedente, i prezzi di Edifici residenziali e non residenziali crescono dell’1,5%, quelli di Strade e ferrovie del 2,7%.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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